Sedano rapa e zafferano

Qui piove e piove e piove.
E io inizio ad esser stufa.
Perchè vorrei fare il pieno di sole prima della nuova partenza parigina che si avvicina a massima velocità.
E allora provo a far tornare il sole con una zuppa calda e confortevole.
Proprio come il colore e il profumo degli stimmi di zafferano.
Una zuppa che ha, poi, il sapore delicato e meraviglioso del sedano rapa.
Avrei dovuto proporvi anche dei gamberetti al curry, come accompagnamento, previsto dalla ricetta originale.
Ma io, per la seconda volta, ho dimenticato uno degli ingredienti principali.
E ho quindi utilizzato solo i prodotti che avevo in dispensa e in frigo.
Perchè ultimamente il sedano rapa a casa mia non manca quasi mai ^_^!

ZUPPA ALL’AGLIO, SEDANO RAPA E ZAFFERANO
da una ricetta tratta da Small Plates & Sweet Treats


Se voleste accompagnare questa zuppa con i gamberetti al curry previsti nel libro, seguite la ricetta di Aran che vi avevo già proposto ;)!

INGREDIENTI per 4 persone
1 testa di aglio (io circa 12 spicchi)
40 ml di olio extravergine di oliva (olio extravergine di oliva q.b.)
3 cipollotti piccoli
un gambo di sedano, a pezzetti
3/4 cuchiaino di sale
1/2 cucchiaino di stimmi di zafferano
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere (omesso, non lo avevo)
450 g (io 600) di sedano rapa, sbucciato e a pezzetti
2 patate medie (io una bella grande), pelata e a pezzetti
875 ml di brodo di pollo (io 800 ml di brodo vegetale homemade)
125 ml di latte di cocco, più un altro po’ per servire la zuppa (io 200 ml -anche 250 ml- di panna di riso)
pistacchi non salati, a pezzettini, per guarnire (omessi, non li avevo)
erba cipollina essiccata q.b.
pepe q.b.

Preriscaldate il forno a 200°. Tagliate l’aglio a metà, eliminando la parte centrale. In una teglia, unitelo al sedano rapa, condite con circa 3 cucchiai di olio, ricoprite la teglia con l’alluminio e infornate per circa 50-55 minuti (mescolando di tanto in tanto), o fino a quando il sedano rapa non risulti tenero.
Nel frattempo, preparate il brodo vegetale.
In un tegame di medie dimensioni, preparate un soffritto con i cipollotti e il sedano. Appena saranno teneri e leggermenti dorati, dopo circa 5 minuti, unite lo zafferano (che io ho fatto “ammorbidire” in una tazzina di brodo vegetale) e il coriandolo in polvere, l’erba cipollina e il pepe e cuocete, mescolando, per 30 secondi. Aggiungete l’aglio e il sedano rapa arrostiti, la patata a cubetti, il brodo vegetale e il sale. Portate ad ebollizione a fiamma medio-alta, quindi abbassate la fiamma, continuando a far cuocere la zuppa a fiamma medio-bassa, con il coperchio, per altri 15 minuti, o fino a quando le verdure risultino tenere.
Frullate le verdure con il frullatore ad immersione.
Aggiungete la panna di riso e fate cuocere per altri 5 minuti.
Se dovesse, aggiustate di sale e/o aggiungete altro brodo vegetale o panna di riso.
Prima di servire, se vi va, decorate le ciotole con un po’ di panna di riso ed erba cipollina essiccata, come in foto.

E con questa nuova ricetta, partecipo, da ritardataria, al Gluten Free Friday

A presto ;)!


Semola rimacinata di grano duro e rosmarino

Per me alcune ricette hanno il sapore dell’infanzia.
Delle domeniche dai nonni materni, a Castelvetrano, attorno alle cassatelle di ricotta comprate da mio nonno per l’occasione.
Del pane nero “cunzato” che ci attendeva in campagna dopo una mattinata di mare a Triscina.
Delle meline verdi, acidule e croccanti, che raccoglievamo nel giardino davanti alla casa di campagna dei miei nonni materni, tra una corsa in bici e un’altra, in giro per il quartiere, alle porte di Castelvetrano.
Dello sfincione e delle panelle senza prezzemolo divorate a Scopello dopo un’assolata giornata allo Zingaro.
Delle “gite” al miglior forno, per me, di Castelvetrano, dove anni fa scoprimmo che le farine migliori mai provate venivano macinate giusto giusto a qualche chilometro di lontananza dalla casa di paese dei miei nonni.
Quei sapori continuo a portarli qui a Palermo.
E piano piano li faccio entrare nel blog.
Soprattutto questa settimana.
In attesa di una risposta importante.
E tra una vasca in piscina, un ripasso di francese e inglese, una ricerca tra i miei libri di cucina, vi passo un’altra ricetta.
E la indirizzo in particolare a Vatinee, per un buon blog-compleanno ^_^!

FOCACCIA DI SEMOLA RIMACINATA DI GRANO DURO,
ROSMARINO E PATATE
ispirata alla ricetta della Pizza bianca romana al rosmarino

Per il lievitino:
400 g di farina 0
25 g di lievito di birra
200 ml di acqua
Per l’impasto
700 g di farina 1
400 g di acqua (250 ml)
200 g di lievito madre o 20 g di lievito compresso (2 cucchiai abbondanti di lievitino -di seguito la ricetta)
30 g di olio extravergine di oliva (4 cucchiai)
15 g di sale (2 cucchiai)
500 g di semola rimacinata di grano duro
300 g di farina 0
200 g di farina 0 Manitoba
200 g di patate, cotte a vapore e tagliate a cubetti
2 cucchiai di zucchero
Per la salamoia
80 g di acqua
80 g di olio extravergine di oliva
15 di rosmarino
7 g di sale

Mettete il rosmarino a macerare nell’olio.

Per il lievitino, in una ciotola sciogliete il lievito con un po’ d’acqua tiepida; aggiungete poi la farina e impastate velocemente per ottenere un panetto.
Quando il panetto avrà raddoppiato di volume, nella ciotola dell’impastatrice o del mixer (oppure lavorate a mano ;)) versate l’acqua, l’olio, le varie farine, il sale, lo zucchero, le patate e 2 cucchiai abbondanti panetto (la parte rimanente la utilizzo per un altro impasto). Impastate (quando la farina è di rimacinato o integrale o simili, aziono la macchina alla velocità minima; solo verso la fine impasto a velocità 1; altrimenti seguite il vostro libretto d’istruzione ;)) fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Se la pasta non dovesse essere sufficientemente morbida, aggiungete tanta acqua quanto basta (ma nel mio caso i liquidi sono stati più che sufficienti).
Coprite l’impasto con uno strofinaccio bagnato al centro con acqua calda e con una coperta di lana e fatelo lievitare finché non avrà raddoppiato di volume (oppure in forno pre-riscaldato, spento e con la luce accesa, se la cucina non dovesse essere abbastanza riscaldata, come mi è successo il 31 dicembre, quando a Palermo ha nevicato). Io non faccio mai attenzione ai tempi di lievitazione, ma se siete curiosi fatemelo sapere e la prossima volta segnerò tutto ;)!
Preparate la salamoia emulsionando l’olio con il rosmarino, l’acqua e il sale.
Quindi, lavorate la pasta lievitata dividendola in due focacce, una piccola e una “formato famiglia”, come la definisco io :P!
Sulla focaccia grande, stesa su una grande teglia, abbondantemente unta di olio, versate qualche cucchiaio di salamoia, distribuendo la salamoia in modo omogeneo.
La focaccia piccola, invece, è stata interamente ricoperta dalla salamoia, distribuendola in modo omogeneo, come suggerisce la ricetta originale.
Ma fate attenzione al vostro forno, come suggerisce Alessandra. Per questo io ho fatto due focacce, per sperimentare.
Coprite le focacce con uno strofinaccio e con una coperta di lana e fatele lievitare finché non avranno raddoppiato di volume.
Cuocetele in forno preriscaldato e ventilato a 230° per 10 minuti; abbassate poi la temperatura a 190° e fate cuocere altri 15-20 minuti.
Una volta cotte, potete anche surgelare la focaccia, possibilmente divisa in pezzi, così potete mangiarla quando e con quello che preferite ;)!

Dopo aver pubblicato la ricetta della torta di grano saraceno, anche con questo post partecipo al Giveaway di Vaty: Food & Travel per la sezione Food




A presto ;)!


Ci riprovo…

Ci riprovo.
Con la farina di grano saraceno grezza e la farina di riso.
Col latte di kefir.
Col burro danese.
Per un dolce già pubblicato.
Che vi ripropongo perchè mi è rimasto nel cuore.
Perchè l’ho preparato per una serata tra amici speciali ^_^!
Perchè una volta che l’avrete provato vorrete rifarlo all’infinito!!!

E anche perchè potrebbe essere una buona idea per un regalo natalizio, sotto forma di torta in barattolo.

Ringraziando Marzia anche da questo blog, per essere sempre così gentile e disponibile.
E ringrazio la mia amica Lavinia per la prima e la quarta foto ^_^!

TORTA DI GRANO SARACENO
E
CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI
da una ricetta di Marzia

INGREDIENTI:
4 uova
200 g di farina di grano saraceno (150 g di farina di grano saraceno grezza)
100 g di farina 00
200 g di frutta secca (mandorle, nocciole, pinoli) (farina di mandorle)
100 g di burro (anche con 75 ml di olio è buona lo stesso) (burro danese)
200 g di zucchero (io di canna)
1 tazzina da caffè di latte (2 tazzine di latte di kefir)
1 bustina di lievito (1 dosatore di cremor tartaro)

350 g di marmellata di mirtilli (confettura di mirtilli rossi)

2 cucchiaini di cannella (mia variante)
150 g di farina di riso finissima (mia variante)
50 g di fecola di patate (mia variante)
zucchero a velo alla cannella q.b. (mia variante)

Passare al mixer la frutta secca assieme ad un cucchiaio di zucchero fino a polverizzarla. 
Battere le uova con lo zucchero, quindi aggiungere il burro danese (o un altro di buona qualità) fuso (o l’olio, se lo preferite).
Mescolare le due farine assieme alla fecola di patate ed al lievito cremor tartaro e alla cannella
Aggiungere il latte di kefir all’impasto, quindi aggiungere la farina di frutta secca mandorle e infine le due farine mescolate. 
Versare l’impasto nella teglia ed infornarlo a 180° per circa 45 minuti (30 minuti nel mio caso). Sformare e lasciare raffreddare. 
Tagliarla a metà e farcirla con la confettura di mirtilli rossi, quindi coprirla.
Decoratela con lo zucchero a velo alla cannella.
E il gioco è fatto 😉

Io ho sostituito la frutta secca con la farina di mandorle. Per questo ho cancellato le indicazioni per ridurre la frutta secca in farina ;)!
Ho inoltre diminuito la dose di farina di grano saraceno perchè quella acquistata era grezza.
Con questo post partecipo al Giveaway di Vaty: Food & Travel per la sezione Travel, nella speranza che mi porti fortuna e che l’anno nuovo porti buone notizie.

E questo venerdì ritorno al Gluten Free Friday ^_^
A presto 😉

Insalata autunnale

Non so voi, ma io sono di nuovo a dieta.
Perchè se ti distrai un attimo…trakkete…quei noiosi chili in più ritornano a scocciare.
Perchè lo sport, da solo, non è sufficiente.
E allora cerco e ricerco ricette semplici, che mi permettano di cambiare ogni tanto la noiosa routine.
E spesso finisco davanti al solito libro, comprato due anni fa (di già?!?!???), con delle ricette talmente affascinanti che spesso mi restano in mente a lungo. Com’è successo con l’insalata tiepida di cavoletti di Bruxelles, visti al supermercato e presi in due secondi, pensando “siiii, cavolettiiii” XD :P!
Ovviamente, non ricordo mai tutti gli ingredienti previsti…e stavolta avevo dimenticato che l’insalata tiepida del ricettario prevedesse le pere e il chorizo.
Ho fuso quindi due ricette (tanto per cambiare :P!).
E ho cambiato il condimento, il cosiddetto dressing, per l’insalata.
Ricordando quello che una ragazza tedesca ci fece assaggiare durante una delle cene del mio soggiorno Erasmus a Lille.
A base di latte, un pizzico di mostarda, aceto (lei diceva anche balsamico) e olio…da leccarsi i baffi. E sembra che in Germania sia la norma, almeno secondo lei…confermate?
E se la mia personale rivisitazione del condimento non vi dovesse attirare…beh…vi lascio anche la Vinaigrette proposta da Aran per la Panzanella Autunnale ^_^!

INSALATA AUTUNNALE
ispirata alle ricette
e

Per 6 persone
500 g di cavoletti di Bruxelles, privati delle foglie dure e tagliati a metà
4 cucchiai di olio d’oliva
2 grosse barbabietole, pelate e tagliate a fettine
2 mele Golden, a fettine
400 g di mix di riso (Thaibonnet e riso selvatico)

Vinaigrette Dressing al Quark
1 cucchiaino di senape di Digione
2 cucchiaini di aceto di mela balsamico
2 cucchiaini di olio di zucca
60 ml di olio di oliva extravergine q.b.
1 cucchiaino di sale
150 g di formaggio Quark (mia variante)
2-4 cucchiai di yogurt intero (o q.b.) (mia variante)
erba cipollina essiccata q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 200°.
Mescolate le barbabietole in un teglia con l’olio e il sale. Infornate per 45 minuti o fino a quando siano tenere.
In un’altra teglia, mescolate i cavoletti di Bruxelles con l’olio e il sale. Infornateli per 20 minuti o fino a che risultino dorati.
Nel frattempo, fate cuocere, ben al dente, il mix di riso, composto, nel mio caso, da Thaibonnet e riso selvatico.

Mescolate insieme la senape, l’aceto, l’olio e il sale. Aggiungete il quark, l’erba cipollina essiccata e lo yogurt e mescolate bene.
Servite l’insalata autunnale di barbabietole, cavoletti e mele (condita con un goccio di olio e aceto balsamico), il dressing al Quark e il riso in tre rispettive ciotole.

E con questa ricetta, partecipo al Gluten Free Friday

Alla prossima ;)!


Black and White Wednesday #152

One of the best burgers in London: the Duck Confit Burger ^_^!

Thanks to Chiara for her brilliant suggestion ^_^!!!

A few days ago I edited these two photos in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Aparna.
If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.
See you soon 😉


Strapazzando

Un’altra ricetta dedicata al tofu…non l’ultima!
E si, perchè sembra che si possa fare il gelato con il tofu vellutato e io, che sono l’eterna curiosa, non vedo l’ora di provarlo ^_^!
Intanto vi beccate questa ricetta, che giace in archivio da mesi ormai, visto che, come vi dicevo, ultimamente il blog vive spesso di ricette archiviate ^^”’!
Una ricetta di un piatto conosciuto grazie a una gastronomia vegetariana genovese e riscoperto grazie a una rivista americana ^_^!

TOFU STRAPAZZATO
ispirato a una ricetta di Whole Living

INGREDIENTI:
1 cucchiaio di olio d’oliva extravergine
2 spicchi d’aglio, a fettine sottili
2 cipollotti (o 3 piccoli), inclusa la parte verde tenera, a fettine sottili
1 cucchiaino di curcuma equosolidale (o più, se necessario)
circa 250 g di tofu compatto al naturale
sale marino integrale q.b.
pepe macinato fresco q.b.
uvetta q.b.
semi di girasole q.b.
Fate appassire l’aglio e i cipollotti con l’olio, con 1/2 cucchiaino di curcuma.
Nel frattempo sbriciolate il tofu.
Appena i cipollotti e l’aglio saranno appassiti, aggiungete il tofu; mescolate brevemente e aggiungete la curcuma rimasta, i semi di girasole e l’uvetta, tanto quanto basta (se dovesse essere necessario, aggiungete i 2 cucchiai d’acqua previsti dalla ricetta originale, di cui io però non ho avuto bisogno, non avendo fatto scolare il tofu). Fate cuocere per qualche minuto a fiamma medio-bassa per qualche minuto, almeno fino a quando l’uvetta si sarà ammorbidita.
Il tofu dovrà diventare giallo, assomigliando così a un uovo strapazzato :D!
Insaporite a piacere con sale e pepe macinato fresco.

Potete accompagnare il tofu strapazzato con della semplice insalata verde o con un’insalata estiva di fagiolini, cipolle e patate cotti al vapore ^_^!
Se non preparate le patate, il pane con la farina di tumminìa o di segale è grandioso ;)!
O con del pane senza glutine al Grano Saraceno ^_^!

E anche con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

A presto ;)!

Il Gattò di Ricotta…ricetta di *famiggghia*!!!

Visto che non c’è tempo per il nuovo, oggi vi propongo una vecchia ricetta, pubblicata il 25 novembre 2011.

A grande richiesta, ne approfitto per ridarvi la ricetta del gattò di ricotta, che mi ha passato mia madre, che a sua volta ha avuto la ricetta da una sua zia. 
Comincio, poi, ad avere il dubbio che sia una ricetta della zona di Castelvetrano (un paese in provincia di Trapani e dov’è nata mia madre ;)), visto che a Palermo quasi nessuno conosce questo dolce. 
IL GATTO’ DI RICOTTA DI MAMMA

INGREDIENTI
1 kg di ricotta di pecora (fresca, ben asciutta e di buona qualità)
300 g di zucchero
6 uova
60 g di cioccolato fondente tritato
1 cucchiaino di cannella
la buccia grattugiata di un limone

Lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete al composto la ricotta, che lavorerete al passaverdura, utilizzando la griglia a buchi fini; a questo punto, aggiungete il cioccolato, la cannella e la scorza di limone. Montate gli albumi a neve ben ferma. Uniteli alla crema di ricotta, mescolando bene ma con movimenti lenti. Versate il composto in una teglia unta d’olio (preferibilmente a fascia apribile, perchè la torta, non contenendo farina, si spacca facilmente) e infornate in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 45 minuti. Ma i tempi di cottura variano da forno a forno, quindi regolatevi con la prova dello stecchino. Inoltre, capirete che la ricotta è ben cotta quando il gattò comincerà a sgonfiarsi ;)!


Questa ricetta rientra nell’ambito della manifestazione “La Cucina italiana nel mondo: mangiare all’italiana“.

E con questa ricetta partecipo anche al Gluten Free Friday


Clafoutis salato….per il venerdì senza glutine ^_^!

Stamattina si è chiusa una porta.
Mentre lunedì pomeriggio se n’è riaperta un’altra, a chilometri di distanza. E questo mi ha reso tanto, tanto ma tanto contenta ^_^!
Da ieri, invece, mi sento un po’ come il Bianconiglio. “E’ tardi, è tardi”, continuo a pensare.
E allora vi lascio subito la ricetta di questa settimana per il venerdì senza glutine.
Un clafoutis salato!
Un secondo nato mischiando due ricette del solito ricettario, una quiche ai funghi shiitake e porri e un clafoutis con zucchine e pollo.




CLAFOUTIS SALATO AI FUNGHI DI FERLA
ispirato al ricettario “Small Plates and Sweet Treats


Ingredienti per 4 persone:
500 g di funghi di ferla, a fettine
250 ml di latte fermentato, a temperatura ambiente
4 uova
2 cucchiai di maizena
60 g di formaggio Tuma, grattugiato sul momento
1 porro, inclusa la parte verde tenera, a fettine
2 cipollotti piccoli, a fettine
2 spicchi di aglio, a fettine
prezzemolo fresco, tritato, q.b.
erba cipollina essiccata q.b.
pepe nero, macinato sul momento, q.b.
sale q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.
Fate un soffritto con il porro e i cipollotti; aggiungete poi l’aglio, il prezzemolo, l’erba cipollina e i funghi a pezzi, che farete cuocere per circa 1 ora o fino a quando non saranno ben cotti. Salate e pepate a piacere.

Preriscaldate il forno, ventilato e a 180°.
In una ciotola, fate sciogliere la maizena con pochissimo latte fermentato a temperatura ambiente, per evitare grumi.

Sbattete quindi le uova con la maizena, il rimanente latte fermentato, la tuma grattugiata sul momento, un po’ di prezzemolo e di erba cipollina. Salate e pepate a piacere.
Versate i funghi in una teglia (o in terrine monoporzione) oliata. Aggiungete quindi il composto di uova, latte e formaggio. 
Decorate la superficie del clafoutis con un po’ di erba cipollina essiccata e una presa di pepe nero macinato sul momento.
Fate cuocere in forno per circa 30-35 minuti (20 minuti se utilizzate le terrine monoporzione) o fino a quando il clafoutis risulta sodo e dorato.
E con questo secondo piatto partecipo anche questa settimana al Gluten Free Friday
A presto ;)!

*Moelleux au chocolat*…ma rivisitato ^_^!

Cioccolato per il weekend.
Cioccolato dopo una bella nuotata in piscina…va bene che l’estate si sta avvicinando alla velocità della luce, ma lo sport ha il brutto vizio di far diminuire i sensi di colpa, vero? 😛
Cioccolato come metodo di teletrasporto nel passato e in terra francese, in particolare all’interno di quei panifici di Saint-Germain-en-Laye dove ho assaggiato un meraviglioso moelleux au chocolat, che non credo dimenticherò tanto facilmente :P!
E nel libro di Aran non noto la ricetta del molten chocolate cake?


Ora, il molten chocolate cake non è altro che il *fondant au chocolat*. 
Quindi l’esterno deve risultare cotto, mentre l’interno resta fuso, a mo’ di crema (ma magari l’avete già fatto e quindi non vi dico nulla di nuovo).
Però il moelleux au chocolat assaggiato in Francia, qualche mese fa, mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto fare questa ricetta replicando quella consistenza speciale.
Il sapore della ricetta *cioccolattosa* che vi propongo è identico a quello francese, con l’unica aggiunta speciale conferita dalla crema di mandorle.
Un’autentica delizia, proprio come speravo ^_^!
Il risultato, del resto, come spiega poi anche il Larousse, dipende esclusivamente dai tempi di cottura ;)!
Con un tortino simile, poi, una tazza di tè nero alla melagrana e ai mirtilli rossi ci sta benissimo ;)!

Moelleux au chocolat et aux amandes
dal ricettario “Small Plates and Sweet Treats

Non vi fate sconvolgere dalla presenza della barbabietola, il sapore non si sente, ma conferisce la giusta umidità al dolce.
Del resto, l’esperienza avuta con una torta alla barbabietola di Aran insegna.
Ingredienti per 4 tortini morbidi al cioccolato e mandorle:
1 barbabietola di media grandezza (1 barbabietola precotta)
170 g di cioccolato fondente extra (io al 50% di cacao)
60 g di crema di mandorle al 100% (io fatta in casa)
2 uova (io 2 albumi)
2 tuorli (omessi)
50 g di zucchero muscovado (io zucchero bianco, le mandorle le ho quasi sempre in casa, lo zucchero grezzo no)
2 cucchiai di farina di riso integrale finissima

1/4 cucchiaino di fleur de sel (non ne avevo, ma conoscendo questo tipo di cioccolato, ci starebbe benissimo)

2 cucchiaini di zucchero a velo alla cannella, homemade (mia variante)


Aran fa cuocere la barbabietola in acqua bollente, per 35-40 minuti, fino a quando non è tenera.
Io, quando sono di stagione, le cuocio a vapore e quelle che restano (in fondo per il dolce se ne usano solo 60 grammi) le uso insieme alle foglie per fare un’insalata, con o senza patate. Visto che per ora non sono di stagione, ho usato quelle precotte. La parte rimanente, l’ho usata per un’insalata di scarola e mozzarella (almeno così sparisce il sapore dolciastro tipico di quelle precotte).
Una volta cotte, frullate 60 grammi di barbabietola.
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e la crema di mandorle. Una volta sciolti, fate raffreddare su una gratella.
Preriscaldate il forno (io ventilato, altrimenti nel mio forno i dolci non si cuociono più, vai a capire perchè) a 220° (io a 180°).
Nella ciotola del mixer, frullate le uova, i tuorli (io ho usato solo gli albumi) e lo zucchero ad alta velocità, per 5 minuti, fino ad ottenere una crema giallo paglierino, all’incirca.
Aggiungete il composto di mandorle e cioccolato, la purea di barbabietola, i due cucchiai di farina di riso integrale e il fleur de sel, se l’avete. Io ho aggiunto lo zucchero a velo alla cannella.
Frullate a velocità media fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso.
Distribuite l’impasto in 4 terrine monoporzione oliate o imburrate.

Se, come me, volete un interno morbido e umidiccio, ma compatto, fate cuocere in forno ventilato (o statico, se il vostro forno riscalda bene) a 180° per 20-25 minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Se la temperatura del forno è quella della ricetta originale, cioè a 220°, otterrete invece dei tortini dal cuore fondente. Fate cuocere in tal caso per 8-10 minuti, come consigliato da Aran.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

Buon weekend ^_^!


Di ritorno al venerdì senza glutine ^_^

Di ritorno al venerdì senza glutine con una zuppetta.
Approfittando dell’aria frizzantina ritornata dopo quasi cinque giorni di scirocco micidiale.
Non mi lamento, eh, lo so che fuori dalla Sicilia è ancora inverno.
Ma quando l’estate arriva all’improvviso, la voglia di zucca, pesce e legumi sparisce immediatamente.
Succede anche a voi, no?

Zuppa di zucca e lenticchie rosse, 
con gamberetti al curry
La foto, al solito, non rende giustizia alla bontà di questo piatto unico.
Nella ricetta originale, tratta dal solito libro, vengono aggiunte le capesante.
Perchè allora utilizzare i gamberetti? Perchè quelli avevo in casa.
Ho preso spunto dall’idea dei gamberetti al curry consigliati in un’altra ricetta del libro.
E da lì è partito tutto ^_^!
INGREDIENTI
90 ml di olio d’oliva extravergine (olio d’oliva extravergine q.b.)
1 scalogno medio, a dadini (cipolla dorata)
2 spicchi d’aglio, tritati
2 carote medie, sbucciate e tagliate a dadini
1 gambo di sedano, a dadini (un pezzetto per la zuppa, il resto per il brodo)
1 cucchiaino di foglie di timo fresco (omesso, non lo avevo)
1 cucchiaino di sale, più un altro po’ per salare le capesante i gamberetti
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato fresco, più un altro po’ per le capesante i gamberetti
200 g di lenticchie rosse decorticate
680 g di zucca, sbucciata, privata dei semi e tagliata a dadini (circa 750 g)
1 patata rossa media, sbucciata e tagliata a dadini (patata a pasta gialla)
1,5 l di brodo di pollo (brodo vegetale q.b.)
2 piccole patate viole, affettate finemente (omesse)
110 g di capesante piccole (circa 500 g di gamberetti)
olio di zucca, facoltativo (omesso)
fiori di prezzemolo appena colti, facoltativi (omesso)
curry per pesce in polvere q.b. (mia variante)

In una quantità d’acqua pari a tre volte il volume della quantità delle lenticchie, salate a piacere e fate cuocere (nella ricetta originale, Aran fa cuocere le lenticchie con la zucca; io, invece, ho seguito il mio metodo; ma questo non vuol dire che i suoi consigli non vadano bene).
Nel frattempo, preparate il brodo vegetale con il gambo del sedano, una cipolla e una patate, salando a piacere.
Intanto, pulite i gamberetti, conditeli con il curry per pesce e un pizzico di pepe nero e conservateli in frigo.
Quando le lenticchie saranno pronte, scolatele, conservando l’acqua di cottura rimasta.
In un tegame capiente, versate 2 cucchiai d’olio e fate un soffritto a fiamma media con lo scalogno la cipolla, l’aglio, un pezzetto di sedano tagliato a dadini, le foglie di timo, 1/2 cucchiaino di sale e 1/2 cucchiaino di pepe.
Aggiungete la zucca, le lenticchie, la patata, 1/2 cucchiaino di sale e l’acqua di cottura delle lenticchie. Coprite il tegame e portate ad ebollizione a fiamma media. Riducete quindi la fiamma e fate sobbollire per 20 minuti (io sono andata ad occhio, quindi non ricordo i tempi esatti di cottura). Durante la cottura aggiungete del brodo vegetale se dovesse essere necessario; io l’ho usato più volte, perchè ho fatto cuocere troppo le lenticchie e l’acqua di cottura era poca. Comunque, andate ad occhio, proprio come ho fatto io. Altrimenti seguite alla lettera i consigli di Aran ;)!
Appena le verdure saranno tenere, spegnete la fiamma e frullatele con un frullatore ad immersione (o nel mixer o in un frullatore oppure passatele con il passaverdura). Se necessario, aggiustate di sale e di pepe.
Tenete la zuppa in caldo.
In una padella, scaldate 2 cucchiai di olio d’oliva extravergine e fate friggere i gamberetti. Appena saranno, bianchicci, traslucidi, spegnete la fiamma.
Servite le ciotole di zuppa calda con qualche gamberetto al curry, a piacere.
Se volete, aggiungete anche del prezzemolo tritato poco prima di servire e del pepe macinato sul momento.

E con questa ricetta partecipo nuovamente al Gluten Free Friday

A presto ;)!