Black and White Wednesday #117

Black&White photo gallery for a special event.

Thanks to everyone who sent these lovely photos ^__^!

Brioche Tins by Lynne
A Pear by Simona
Brussels sprouts after rain by Simona Carini
Walking around Paris, a brunch at L’Ebouillanté by me
Tea Time? by Rosa
If you need any further information, please go and visit Cyndystar’s blog.
See you soon ^__^!
Giuliana

Di pistacchi e di mandorle

Di pistacchi.
E di mandorle.
E di latte di kefir, il gran ritorno XD!
E di ricette archiviate che pensavo di aver perso.
Poi è bastato aprire uno dei miei ricettari preferiti.
Un’occhiata alle cartelle salvate sull’hard disk portatile prima di partire.
E l’emozione provata nel ritrovare delle foto che temevo di aver perso.

Tortini ai pistacchi e mandorle
tratti da Small Plates and Sweet Treats

Le foto e gli appunti legati alla ricetta son vecchiotti, della scorsa primavera, vista che questa è una delle prime ricette provate, poco dopo aver ricevuto il libro di Aran, poco meno di un anno fa.
Li ho rifatti recentemente e sono ancora più buoni di come li ricordavo, soprattutto se si uniscono i pistacchi alle mandorle ^_^!

INGREDIENTI
80 g di pistacchi non salati (50 g)
40 g di farina di mandorle (mia variante)
150 g di zucchero di canna (100 g)
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata
2 uova
80 ml di latte di cocco non zuccherato (100 ml di latte di kefir)
80 ml di olio d’oliva extravergine (100 ml)
70 g di farina di riso integrale finissima (farina di riso bianca finissima)
40 g di fecola di patate 
3/4 cucchiaini di lievito per dolci (polvere lievitante biologica per dolci)
1/4 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di sale (1/4 cucchiaino)
zucchero a velo, per decorare (omesso)

Preriscaldate il forno a 180°.
Tritate i pistacchi, la scorza del limone e lo zucchero nel mixer.
Aggiungete le uova, il latte di kefir, l’olio d’oliva nel mixer e frullate. Aggiungete la farina di riso, la fecola di patate, il lievito, il sale e frullate. Mescolate l’impasto con una spatola, recuperando quello attaccato ai bordi della ciotola. Dovrete ottenere un impasto cremoso.
Oliate gli stampi (io di solito lo faccio anche con quelli in silicone). Le dosi sono sufficienti per 12 piccole tortine o per 8-10 tortine (come le mie) o muffin di medie dimensioni.
Riempite gli stampi a metà e fate cuocere le tortine per 18-20 minuti, o fino a quando non risulteranno cotte dopo aver fatto la prova dello stecchino. Lasciatele raffreddare nello stampo per 10 minuti.
Rimuovete le tortine dagli stampi e spolverizzatele con zucchero a velo.
Questi dolcetti si mantengono bene in frigo fino a 3 giorni. Il giorno dopo saranno più morbidi.
Potete inoltre congelarli, conservandoli in freezer fino a 1 mese.
Avendo rifatto un altro dolce, la torta tirolese ai mirtilli rossi, ho conservato in frigo solo le 2 tortine che vedete in foto e le altre le ho surgelate. Lo faccio spesso e non ho mai avuto problemi ;)! Anzi, la cosa bella di preparare certi dolci da colazione in anticipo è il ritrovarseli belli e pronti quando se ne ha voglia ^_^!

E con questa ennesima ricetta senza glutine partecipo al Gluten Free Friday

A presto ;)!


Black and White Wednesday #114

Scrivo.
Cucino.
Modifico foto.
Da questo blog non sparisco più.
Anche se è solo un passatempo, anche se la cucina di tutti i giorni non sempre compare su questo blog…no, dico, mica mi nutro di soli dolci, mi piacerebbe, ma poi le mie arterie urlerebbero vendetta, eheh ^_^!
E ne approfitto per farvi una domanda.
Secondo voi, quante/i foodblogger palermitane/i (io faccio parte del gruppo, casomai non si fosse ancora capito :P!) ci sono in giro per la rete?

E ora vi lascio con una foto dedicata al mercoledì monocromatico.
Una foto di un piatto che vi proporrò presto ;)!
Nell’attesa, se volete, potete pure provare ad indovinare di cosa si tratti.
E se anche voi volete partecipare al mercoledì in bianco e nero, da Cinzia troverete le regole ;)!

A few days ago I edited these two photos in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Simona.
If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.
See you soon 😉


Di esperimenti

Di esperimenti e di cene riuscite.
E intanto si torna a scrivere per un evento speciale, il venerdì senza glutine.
Nella speranza che questa ricetta vi piaccia ^_^!
A proposito, posso presentarvi MuzziCat?

FRITTATA AL FORNO
CON BORRAGINE, POMODORI SECCHI E TOFU


INGREDIENTI (teglia mini della foto e media, non pervenuta XD ahah!):
6 uova
250 g di tofu al naturale
pomodoro secco q.b.
borragine q.b.
curry q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.
semi di girasole q.b.
ricotta di pecora, circa 2 cucchiai (o quanto basta)

Fate ammorbidire il pomodoro secco in acqua per qualche minuto; scolatelo bene e tagliatelo a pezzetti.
Tagliate il tofu a cubetti, conditelo con olio, sale, curry e aggiungete il pomodoro secco a pezzetti. Mettete il tofu a macerare in frigo, per almeno 1 ora.
Fate cuocere la borragine, che taglierete poi a pezzetti.
Preriscaldate il forno ventilato a 180°.
Sbattete le uova, aggiungete la ricotta. Non usatene troppa, altrimenti la frittata potrebbe rimanere cruda.
Aggiungete anche la borragine, i semi di girasole, il tofu al curry e pomodoro.
Se dovesse essere necessario, salate e pepate a piacere. Io ho solo aggiunto un po’ di pepe macinato fresco.
Oliate una teglia (oppure ricopritela con carta forno) e versatevi il composto ottenuto.
Fate cuocere a 180°. Non ricordo purtroppo i tempi di cottura, ma sarà sufficiente la prova dello stecchino.
Buon appetito ^_^!

E con questa ricetta, partecipo al Gluten Free Friday

A presto ;)!


Di grandi che lasciano questo mondo

Oggi è morto un grande direttore d’orchestra.
Oggi è morto Claudio Abbado.
E non si può rimanere in silenzio.
Non si può non salutarlo, affettuosamente.

Ciao Abbado!


Ulteriori appunti sparsi parigini…e una ricetta ^_^!

Gironzolando per Saint-Germain-en-Laye, ho notato delle chicche francesi e non.
Saint-Germain-en-Laye è strapiena di posti deliziosi, ma i miei preferiti son rimasti sempre gli stessi, anche a distanza di mesi. 
A Bel-Air, un quartiere alla periferia di Saint-Germain-en-Laye, a circa mezz’ora a piedi dal centro, nemmeno 10 minuti in autobus, c’è una boulangerie che mi manca da morire, soprattutto per il loro pan brioche (una commessa, la prima volta che mi vide -e chi se lo scorda XD!!!- mi disse che grigliato era perfetto anche con il foie gras….io non ho provato, ma se voi siete curiosi…^_^!) e il loro pane di segale (non era quello di Collalbo, ma sempre delizioso era XD!).
In pieno centro, volete proprio sapere qual era il mio bar preferito? L’espresso del Café de l’Industrie meritava almeno una visita a settimana ^_^!
E se nel weekend, prima di prendere il RER per Parigi, non avevo tempo di andare fino alla piazza centrale per colazione, una brioche o un croissant al volo da Hardy. Se avevo voglia di far le cose con calma, un espresso, un croissant e una spremuta fresca d’arancia da Gontran Cherrier. E infatti il panettiere/pasticcere Gontran Cherrier l’ho scoperto proprio bazzicando per Saint-Germain-en-Laye…piccola com’è, è difficile non notare i posti belli ^_^! Sempre nel weekend, di domenica, a volte gironzolavo per il mercato della città, a caccia di leccornie o di dvd o di Converse o di idee per Natale o per semplice voglia di curiosare per le bancarelle di un mercato tipicamente francese.
Di settimana, era impossibile non fare un salto alla torrefazione della zona, Cafés Marc, carissima, con prezzi tipicamente francesi, ma con una qualità di prodotti e una gentilezza e una competenza del personale tale da meritare una periodica sosta, per un espresso, una confezione di caffè macinato sul momento o un pensierino (di solito caffè XD!) per amici. E se passavo in centro le ore libere della mattina, prima del corso di francese, a volte ci scappava una pausa pranzo da Eric Kayser o da Gontran Cherrier. Oppure, quando ero in fase bio, bazzicavo in rue de Poissy, fino a Naturalia, per del latte di mandorle, del tofu al curry e mango o due fette di pain d’épices di segale.
E a caccia di regali di Natale, son finita da Home, dove ho trovato delle deliziose tazze Bloomingville da regalare…peccato non aver avuto abbastanza spazio in valigia per portarne una a casa.
E a proposito di pain d’épices…ecco la ricetta promessa ;)!
PAIN D’EPICES 
DI GRANO SARACENO, MIGLIO, MAIS E RISO INTEGRALE
ispirato a una ricetta di Mercotte
INGREDIENTI
320 g di miele di fiori (300 g di miele di fiori d’arancio e millefiori))
55 g di uova (1 uovo da 50 g)
270 g di farina debole (200 g di mix di farine integrali senza glutine e biologiche (mix contenente farina di grano saraceno, di miglio, di mais e di riso integrale))
9 g di bicarbonato di sodio (1/2 cucchiaino di bicarbonato)
110 g di burro (io burro bavarese)
130 g di latte fresco intero (150 g di latte parzialmente scremato)
6 g di cannella in polvere (omesso)
1 g di chiodo di garofano in polvere (omesso)
1 g di cardamomo in polvere (omesso)
1 g di zenzero in polvere (omesso)
150 g di marmellata di albicocche (omesso)
il succo di un’arancia (omesso)
arancia candita in fette (omesso)
70 g di farina di grano saraceno fine (mia variante)
2 cucchiai di farina di grano saraceno grossa
1 bustina di polvere lievitante per dolci
2 cucchiaini di mix di spezie per pain d’épices
Preriscaldate il forno a 180°.
Fate fondere il burro a pezzettini con il latte, al minimo; quindi fateli raffreddare.
Casomai il miele fosse troppo denso, come nel mio case fatelo fondere a bagnomaria al minimo
In una ciotola, setacciate farina e bicarbonato e unite poi le spezie.
Mischiate uova e miele nel robot. Aggiungete il latte col burro.
Quindi unite gli ingredienti secchi.
Se non doveste trovare la farina di grano saraceno grossa senza glutine, cioè non contaminata, unite un cucchiaio di farina di grano saraceno fine alla volta, andando ad occhio, fino ad ottenere un composto cremoso. Oppure potete utilizzare la farina di riso integrale o quella di riso bianca finissima.
Versate il composto negli stampi imburrati e infarinati (o ricoperti di carta forno) e fate cuocere per circa 40-45 minuti. Comunque fate sempre la prova dello stecchino.
Fate riposare il dolce per almeno 2-3 giorni, ricoperto di carta stagnola.
Se volete seguire il consiglio di Mercotte (mi è tornato in mente solo la mattina in cui l’ho tagliato per colazione), imbevete con un pennello per dolci il pain d’épices ancora caldo con il succo d’arancia; aggiungete, in caso, anche la marmellata di albicocche (fusa a bagnomaria) e decorate con le fette di arancia candita, una stella di anice stellato e un pezzo di stecca di cannella. Un regalo perfetto, proprio come suggerisce Mercotte ^_^!

E con questa ricetta partecipo al E’ senza? E’ buono

Buon weekend ^_^!

Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta

Most families have a sweet treat or dessert than can always be found on the kitchen counter.
(da *Small Plates and Sweet Treats*, di Aran Goyoaga)

Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta
ispirata alla ricetta “Apple, yogurt & olive oil upside-down cake
tratta da *Small Plates and Sweet Treats*



INGREDIENTI:
3 mele Pink Lady o altre mele croccanti a piacere (io mele verdi, un po’ asprigne, come piacciono a me)
30 g di burro non salato (io burro bavarese)
130 g di zucchero di canna 
semi di 1 stecca di vaniglia
105 g di farina di riso integrale finissima (farina di riso finissima)
35 g di farina di mandorle (40 g di farina di mandorle)
40 g di fecola di patate
35 g di farina di miglio (30 g di farina di miglio autoprodotta)
2 cucchiai di amido di tapioca (maizena)
1 cucchiaio di lievito (polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di sale
3 uova (2 uova e 2 albumi)
100 g di zucchero muscovado o light brown sugar (zucchero di canna)
125 ml di yogurt intero al naturale (250 ml di latticello)
125 ml di olio d’oliva (100 ml)
litchi sciroppati q.b. (mia variante)
uvetta q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 180°.
Oliate leggermente uno stampo a cerniera da 26 cm e ricoprite i lati e il fondo con carta forno.
Tagliate le mele in quarti. Riscaldate il burro, 2 cucchiai di zucchero di canna e la stecca di vaniglia (conservate i semi per l’impasto) in un tegame grande a fiamma media, fino a quando il burro si sarà sciolto. Aggiungete le mele a fettine e fate cuocere per 7 minuti o fino a quando le mele sono tenere, senza che risultino sfatte. Lo zucchero non deve caramellarsi. Lasciate raffreddare le mele per 15 minuti.
Sistemate le mele sul fondo dello stampo.
In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi.
In un’altra ciotola, mescolate le uova, lo zucchero di canna rimasto, lo zucchero muscovado, lo yogurt, l’olio e i semi di vaniglia.
Versate gli ingredienti umidi su quelli secchi e mescolate. Versate l’impasto nello stampo.
Fate cuocere per 45 minuti-1 ora o fino a quando la torta non risulti cotta, dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Fate raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti. Ruotate lo stampo con cautela, aprite la cerniera dello stampo e fate raffreddare il dolce su una gratella.
Conservate la torta in frigo, avvolta con pellicola trasparente, fino a 3 giorni. Oppure potete conservarla in freezer, fino ad un mese.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

e al contest E’ senza? E’ buono!

A presto ;)!


Eat Parade: Torta di grano saraceno e mirtilli rossi

E’ la ricetta più popolare del 2013 e dire che ne sono entusiasta è riduttivo, visto che sono impazzita al primo assaggio per questo dolce, che partecipa alla seconda edizione dell’Eat Parade.

Di questa torta ne trovate varie versioni sul web, secondo me tutte buonissime.
E allora perché proporvi proprio la versione che mi ha passato Marzia?
Perché la versione che mi ha passato questa simpaticissima foodblogger torinese è secondo me quella che si avvicina maggiormente alla torta che ho assaggiato quest’estate in un panificio di Bolzano e poi in un rifugio del Renon. Una torta che mi ha affascinato talmente tanto da farmi ignorare la canicola di luglio (eh si, perché le foto risalgono a quest’estate :P!), riuscendo a provare la ricetta di Marzia poco dopo il ritorno dalla vacanza sul Renon.
Io copio e incollo gli ingredienti e il procedimento indicati da Marzia. Ricordo solo di aver aggiunto una tazzina in più da caffè di latte, ma è stata la mia solita apprensione, la ricetta va bene così com’è.
E se, com’è successo a me, non avete in frigo nemmeno un grammo di burro (d’estate??? no, dico, siam matti?? :P!), seguite il consiglio di Marzia e sostituite senza problemi il burro con l’olio, non noterete la differenza. Io poi ho sostituito la frutta secca con la farina di mandorle, ma solo perchè non avevo altro. Mi perdonate se vi dico che è farina di mandorle siciliana? ^_^ 😛

TORTA DI GRANO SARACENO
E MIRTILLI ROSSI
da una ricetta di Marzia

INGREDIENTI:
4 uova
200 g di farina di grano saraceno
100 g di farina 00
200 g di frutta secca (mandorle, nocciole, pinoli) (farina di mandorle)
100 g di burro (anche con 75 ml di olio è buona lo stesso)
200 g di zucchero (io di canna)
1 tazzina da caffè di latte 
1 bustina di lievito (polvere lievitante biologica per dolci)
350 g di marmellata di mirtilli (confettura di mirtilli rossi)
Passare al mixer la frutta secca assieme ad un cucchiaio di zucchero fino a polverizzarla. 
Battere le uova con lo zucchero, quindi aggiungere il burro sciolto (o l’olio). 
Mescolare le due farine assieme al lievito. 
Aggiungere il latte all’impasto, quindi aggiungere la farina di frutta secca mandorle e infine le due farine mescolate. 
Versare l’impasto nella teglia ed infornarlo a 180° per circa 45 minuti. Sformare e lasciare raffreddare. Tagliarla a metà e farcirla con la confettura di mirtilli rossi, quindi coprirla.

Io, come ho appena detto, ho sostituito la frutta secca con la farina di mandorle. Per questo ho cancellato le indicazioni per ridurre la frutta secca in farina ;)!
Una volta che l’avrete provata vorrete rifarla all’infinito ^_^!
E se voleste un’idea carina per un regalo, una torta nel barattolo sarebbe una bella idea ^_^!
Un bel barattolo di vetro per contenere gli ingredienti secchi, la farina di grano saraceno nel mezzo, un bel biglietto da legare al barattolo e su cui trascriverete la ricetta e un barattolo di confettura di mirtilli rossi da inserire nel pacchetto. 
Se avete amici *cucinieri*, sarebbe il regalo ideale, fidatevi ;)!

E con questa ricetta partecipo a Eat Parade 2013

A presto ;)!


Uova al forno

L’aspetto le penalizza…per lo meno guardando le mie foto :P!
Uno degli ingredienti le penalizza, cioè il pomodoro, totalmente fuori stagione.
Nel libro di Aran, le uova al forno al pomodoro sono proposte nella sezione autunnale.
Io la ricetta l’ho preparata a maggio, quando ancora non si moriva di caldo.
E ve la propongo a gennaio, solo perchè ho trovato, sempre tra le ricette di Aran, una valida alternativa con i finferli.
Se, quindi, tollerate solo in rare occasioni i prodotti freschi fuori stagione, proprio come me, potreste provare la ricetta originale sostituendo i pomodorini con i funghi ;)!

Uova al forno con pomodorini caramellati
ispirata a “Baked eggs with olive oil-poached tomatoes, coppa & brie”


“E i pomodorini caramellati???”, potrebbe pensare qualcuno.
Ho la giustificazione :P! Decisi di fare questa ricetta come cena dell’ultimo minuto e solo quando le cocottine erano già in forno ho notato che l’originale prevede, giustamente, i pomodorini caramellati :(!
Se vi passo la ricetta di Aran per i pomodorini caramellati, mi pedddonateee? 😛 ^_^
INGREDIENTI per 4 persone:
125 ml di panna da cucina
90 g di Brie (omesso)
70 g di coppa (omesso)
8 uova
12 pomodorini caramellati
pepe macinato fresco q.b.

Per i pomodorini caramellati
Preriscaldate il forno a 150°. Trasferite circa 500 grammi di pomodorini in una teglia. Ricoprite d’olio d’oliva extravergine i pomodorini. Aggiungete 2 spicchi d’aglio e un rametto di rosmarino. Coprite la teglia con carta stagnola e fate cuocere il pomodoro per circa 20-30 minuti, in base alla grandezza dei pomodorini. Saranno pronti appena la buccia inizierà a staccarsi e appena cominceranno a spaccarsi. Non fateli ridurre in poltiglia!
Conservate i pomodorini in barattoli di vetro sterilizzati e ricopriteli con olio d’oliva extravergine aromatizzato all’aglio. Inserite i barattoli in un pentolone con circa 5 cm di acqua bollente, distanziandoli in modo tale che non stiano attaccati. Fate bollire l’acqua per 45 minuti. Rimuovete i barattoli dall’acqua e fateli raffreddare. I pomodorini, così preparati, si conserveranno per mesi.
Per le uova al forno
Preriscaldate il forno a 200°. Oliate delle mini cocotte.
Aggiungete 2 cucchiai di panna in ogni cocotte.
Affettate il Brie e distribuitelo tra le quattro cocottine.
Aggiungete la coppa.
Ogni cocottina dovrà contenere due uova, che ricoprirete con i pomodorini caramellati. Aggiungete del pepe macinato fresco.
Infornate per circa 12-15 minuti. 
Io credo di aver fatto cuocere troppo le uova :(! O forse per il mio forno devo abbassare la temperatura a 190°, se non addirittura a 180°. Ci riproverò con i funghi ^_^!
E anche con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday
A presto ;)!

Parigi, appunti sparsi ^_^

Parigi.
Quattro anni dopo.
Per la quarta volta.
Prendendo il RER A da Saint-Germain-en-Laye, nel weekend, sentendosi una turista che non vuole essere una turista.
Per 4 mesi. Poi ho dato un taglio a tutto, credo definitivo, e son tornata a Palermo.
Con sempre dietro la mia guida preferita, Promenades dans le Paris disparu, e la Moleskine su Parigi, un aiuto prezioso, soprattutto quando si cambia idea all’ultimo minuto…e vi assicuro che succedeva spesso :P! Così, ad esempio, mi son resa conto che potevo andare tranquillamente a piedi dal Petit Palais a una delle sale da tè di Eric Kayser, al 18 di rue du Bac.
Perchè proprio rue du Bac? Perchè volevo passare da rue de l’Université, una delle vie citate nel meraviglioso libro My Life in France.
Una sosta per assaggiare uno dei pain d’épices più buoni che abbia mai mangiato.

L’unico neo di quella pausa? L’antipatia del personale, che mi ha fatto preferire la sede parigina del grande magazzino Beaugrenelle, nel quindicesimo arrondissement, e quella di Saint-Germain-en-Laye.
Nello stesso sabato, ho voluto inserire un salto alla deliziosa libreria La Plage, giusto per qualche idea natalizia, purtroppo sfumata.
Tornando indietro nel tempo, a distanza di mesi posso affermare di essermi innamorata fin dai primi giorni di una piccola chicca francese: Saint-Germain-en-Laye.
Questa cittadina della periferia parigina è talmente affascinante da meritare una visita…e poi considerate che a due passi dalla fermata della linea A del RER, in pieno centro, parte un autobus che, utilizzando un biglietto della metro parigina, vi condurrà a Versailles.
Vi ho convinto a visitare questo gioiellino del dipartimento degli Yvelines, in Île-de-France?
E a proposito di castelli e residenze reali….uno dei primi siti storici visitati durante questo lungo soggiorno è stata la reggia di Fontainebleau, residenza imperiale assolutamente imperdibile. E neanche tanto distante da Parigi. Un treno regionale dalla Gare de Lyon, un autobus dalla stazione e il gioco è fatto.

Certo, se il viaggio inizia negli Yvelines la strada è un po’ più lunga…ma il gioco vale la candela, ve lo assicuro ;)! E come a Saint-Germain-en-Laye, a Fontainebleau trovate anche Naturalia, casomai dopo la visita alla reggia voleste fare un po’ di giri per negozi nel centro città, bellissimo e pieno di locali carini dove fare una sosta, come Le Grand Café.

                 

  
Se vi dico che mi hanno concesso di vedere gli appartamenti imperiali una seconda volta senza batter ciglio, mi credete? A Versailles come minimo mi avrebbero fulminato con lo sguardo…come minimo, eh!!!

Folla di turisti o no, comunque, qualche giorno dopo mi son convinta a tornare a Versailles, per vedere i giochi d’acqua dei giardini e il centro città, visitato solo in parte, alla fine.

I giochi d’acqua si sono rivelati un po’ deludenti, ma rivedere i giardini di Versailles mi ha fatto dimenticare la tristezza iniziale.

Dopo aver visto le Halles Notre Dame di Versailles, mi ripromettevo di tornare di domenica per gironzolare per il mercato Notre Dame.
Alla fine mi sono fatta bloccare dal gelido freddo autunnale/quasi invernale e ho preferito Parigi e il mercato della Bastiglia. Non me ne pento, il mercato di boulevard Lenoir è splendido ^_^!
Lì ad esempio ho scoperto i macarons all’antica…sono talmente buoni che non vedo l’ora di farli in casa, soprattutto dopo aver sentito dire alla mia prof di francese, circa tre settimane fa, che quelli della sua infanzia sono proprio i macarons all’antica. Sembra che l’altra versione di macarons che conosce mezzo mondo sia modernissima. Ma forse non vi sto dicendo nulla di nuovo.
Gironzolando per Saint-Germain-en-Laye ho notato tante piccole chicche francesi e non.
Ma ve ne parlerò nel prossimo post di venerdì, perchè questo è diventato troppo lungo.
E allora ne approfitto per farvi tanti auguri di buon anno ^__^!
A presto ;)!