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Sedano rapa e zafferano

Qui piove e piove e piove.
E io inizio ad esser stufa.
Perchè vorrei fare il pieno di sole prima della nuova partenza parigina che si avvicina a massima velocità.
E allora provo a far tornare il sole con una zuppa calda e confortevole.
Proprio come il colore e il profumo degli stimmi di zafferano.
Una zuppa che ha, poi, il sapore delicato e meraviglioso del sedano rapa.
Avrei dovuto proporvi anche dei gamberetti al curry, come accompagnamento, previsto dalla ricetta originale.
Ma io, per la seconda volta, ho dimenticato uno degli ingredienti principali.
E ho quindi utilizzato solo i prodotti che avevo in dispensa e in frigo.
Perchè ultimamente il sedano rapa a casa mia non manca quasi mai ^_^!

ZUPPA ALL’AGLIO, SEDANO RAPA E ZAFFERANO
da una ricetta tratta da Small Plates & Sweet Treats


Se voleste accompagnare questa zuppa con i gamberetti al curry previsti nel libro, seguite la ricetta di Aran che vi avevo già proposto ;)!

INGREDIENTI per 4 persone
1 testa di aglio (io circa 12 spicchi)
40 ml di olio extravergine di oliva (olio extravergine di oliva q.b.)
3 cipollotti piccoli
un gambo di sedano, a pezzetti
3/4 cuchiaino di sale
1/2 cucchiaino di stimmi di zafferano
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere (omesso, non lo avevo)
450 g (io 600) di sedano rapa, sbucciato e a pezzetti
2 patate medie (io una bella grande), pelata e a pezzetti
875 ml di brodo di pollo (io 800 ml di brodo vegetale homemade)
125 ml di latte di cocco, più un altro po’ per servire la zuppa (io 200 ml -anche 250 ml- di panna di riso)
pistacchi non salati, a pezzettini, per guarnire (omessi, non li avevo)
erba cipollina essiccata q.b.
pepe q.b.

Preriscaldate il forno a 200°. Tagliate l’aglio a metà, eliminando la parte centrale. In una teglia, unitelo al sedano rapa, condite con circa 3 cucchiai di olio, ricoprite la teglia con l’alluminio e infornate per circa 50-55 minuti (mescolando di tanto in tanto), o fino a quando il sedano rapa non risulti tenero.
Nel frattempo, preparate il brodo vegetale.
In un tegame di medie dimensioni, preparate un soffritto con i cipollotti e il sedano. Appena saranno teneri e leggermenti dorati, dopo circa 5 minuti, unite lo zafferano (che io ho fatto “ammorbidire” in una tazzina di brodo vegetale) e il coriandolo in polvere, l’erba cipollina e il pepe e cuocete, mescolando, per 30 secondi. Aggiungete l’aglio e il sedano rapa arrostiti, la patata a cubetti, il brodo vegetale e il sale. Portate ad ebollizione a fiamma medio-alta, quindi abbassate la fiamma, continuando a far cuocere la zuppa a fiamma medio-bassa, con il coperchio, per altri 15 minuti, o fino a quando le verdure risultino tenere.
Frullate le verdure con il frullatore ad immersione.
Aggiungete la panna di riso e fate cuocere per altri 5 minuti.
Se dovesse, aggiustate di sale e/o aggiungete altro brodo vegetale o panna di riso.
Prima di servire, se vi va, decorate le ciotole con un po’ di panna di riso ed erba cipollina essiccata, come in foto.

E con questa nuova ricetta, partecipo, da ritardataria, al Gluten Free Friday

A presto ;)!


Insalata autunnale

Non so voi, ma io sono di nuovo a dieta.
Perchè se ti distrai un attimo…trakkete…quei noiosi chili in più ritornano a scocciare.
Perchè lo sport, da solo, non è sufficiente.
E allora cerco e ricerco ricette semplici, che mi permettano di cambiare ogni tanto la noiosa routine.
E spesso finisco davanti al solito libro, comprato due anni fa (di già?!?!???), con delle ricette talmente affascinanti che spesso mi restano in mente a lungo. Com’è successo con l’insalata tiepida di cavoletti di Bruxelles, visti al supermercato e presi in due secondi, pensando “siiii, cavolettiiii” XD :P!
Ovviamente, non ricordo mai tutti gli ingredienti previsti…e stavolta avevo dimenticato che l’insalata tiepida del ricettario prevedesse le pere e il chorizo.
Ho fuso quindi due ricette (tanto per cambiare :P!).
E ho cambiato il condimento, il cosiddetto dressing, per l’insalata.
Ricordando quello che una ragazza tedesca ci fece assaggiare durante una delle cene del mio soggiorno Erasmus a Lille.
A base di latte, un pizzico di mostarda, aceto (lei diceva anche balsamico) e olio…da leccarsi i baffi. E sembra che in Germania sia la norma, almeno secondo lei…confermate?
E se la mia personale rivisitazione del condimento non vi dovesse attirare…beh…vi lascio anche la Vinaigrette proposta da Aran per la Panzanella Autunnale ^_^!

INSALATA AUTUNNALE
ispirata alle ricette
e

Per 6 persone
500 g di cavoletti di Bruxelles, privati delle foglie dure e tagliati a metà
4 cucchiai di olio d’oliva
2 grosse barbabietole, pelate e tagliate a fettine
2 mele Golden, a fettine
400 g di mix di riso (Thaibonnet e riso selvatico)

Vinaigrette Dressing al Quark
1 cucchiaino di senape di Digione
2 cucchiaini di aceto di mela balsamico
2 cucchiaini di olio di zucca
60 ml di olio di oliva extravergine q.b.
1 cucchiaino di sale
150 g di formaggio Quark (mia variante)
2-4 cucchiai di yogurt intero (o q.b.) (mia variante)
erba cipollina essiccata q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 200°.
Mescolate le barbabietole in un teglia con l’olio e il sale. Infornate per 45 minuti o fino a quando siano tenere.
In un’altra teglia, mescolate i cavoletti di Bruxelles con l’olio e il sale. Infornateli per 20 minuti o fino a che risultino dorati.
Nel frattempo, fate cuocere, ben al dente, il mix di riso, composto, nel mio caso, da Thaibonnet e riso selvatico.

Mescolate insieme la senape, l’aceto, l’olio e il sale. Aggiungete il quark, l’erba cipollina essiccata e lo yogurt e mescolate bene.
Servite l’insalata autunnale di barbabietole, cavoletti e mele (condita con un goccio di olio e aceto balsamico), il dressing al Quark e il riso in tre rispettive ciotole.

E con questa ricetta, partecipo al Gluten Free Friday

Alla prossima ;)!


Clafoutis salato….per il venerdì senza glutine ^_^!

Stamattina si è chiusa una porta.
Mentre lunedì pomeriggio se n’è riaperta un’altra, a chilometri di distanza. E questo mi ha reso tanto, tanto ma tanto contenta ^_^!
Da ieri, invece, mi sento un po’ come il Bianconiglio. “E’ tardi, è tardi”, continuo a pensare.
E allora vi lascio subito la ricetta di questa settimana per il venerdì senza glutine.
Un clafoutis salato!
Un secondo nato mischiando due ricette del solito ricettario, una quiche ai funghi shiitake e porri e un clafoutis con zucchine e pollo.




CLAFOUTIS SALATO AI FUNGHI DI FERLA
ispirato al ricettario “Small Plates and Sweet Treats


Ingredienti per 4 persone:
500 g di funghi di ferla, a fettine
250 ml di latte fermentato, a temperatura ambiente
4 uova
2 cucchiai di maizena
60 g di formaggio Tuma, grattugiato sul momento
1 porro, inclusa la parte verde tenera, a fettine
2 cipollotti piccoli, a fettine
2 spicchi di aglio, a fettine
prezzemolo fresco, tritato, q.b.
erba cipollina essiccata q.b.
pepe nero, macinato sul momento, q.b.
sale q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.
Fate un soffritto con il porro e i cipollotti; aggiungete poi l’aglio, il prezzemolo, l’erba cipollina e i funghi a pezzi, che farete cuocere per circa 1 ora o fino a quando non saranno ben cotti. Salate e pepate a piacere.

Preriscaldate il forno, ventilato e a 180°.
In una ciotola, fate sciogliere la maizena con pochissimo latte fermentato a temperatura ambiente, per evitare grumi.

Sbattete quindi le uova con la maizena, il rimanente latte fermentato, la tuma grattugiata sul momento, un po’ di prezzemolo e di erba cipollina. Salate e pepate a piacere.
Versate i funghi in una teglia (o in terrine monoporzione) oliata. Aggiungete quindi il composto di uova, latte e formaggio. 
Decorate la superficie del clafoutis con un po’ di erba cipollina essiccata e una presa di pepe nero macinato sul momento.
Fate cuocere in forno per circa 30-35 minuti (20 minuti se utilizzate le terrine monoporzione) o fino a quando il clafoutis risulta sodo e dorato.
E con questo secondo piatto partecipo anche questa settimana al Gluten Free Friday
A presto ;)!

*Moelleux au chocolat*…ma rivisitato ^_^!

Cioccolato per il weekend.
Cioccolato dopo una bella nuotata in piscina…va bene che l’estate si sta avvicinando alla velocità della luce, ma lo sport ha il brutto vizio di far diminuire i sensi di colpa, vero? 😛
Cioccolato come metodo di teletrasporto nel passato e in terra francese, in particolare all’interno di quei panifici di Saint-Germain-en-Laye dove ho assaggiato un meraviglioso moelleux au chocolat, che non credo dimenticherò tanto facilmente :P!
E nel libro di Aran non noto la ricetta del molten chocolate cake?


Ora, il molten chocolate cake non è altro che il *fondant au chocolat*. 
Quindi l’esterno deve risultare cotto, mentre l’interno resta fuso, a mo’ di crema (ma magari l’avete già fatto e quindi non vi dico nulla di nuovo).
Però il moelleux au chocolat assaggiato in Francia, qualche mese fa, mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto fare questa ricetta replicando quella consistenza speciale.
Il sapore della ricetta *cioccolattosa* che vi propongo è identico a quello francese, con l’unica aggiunta speciale conferita dalla crema di mandorle.
Un’autentica delizia, proprio come speravo ^_^!
Il risultato, del resto, come spiega poi anche il Larousse, dipende esclusivamente dai tempi di cottura ;)!
Con un tortino simile, poi, una tazza di tè nero alla melagrana e ai mirtilli rossi ci sta benissimo ;)!

Moelleux au chocolat et aux amandes
dal ricettario “Small Plates and Sweet Treats

Non vi fate sconvolgere dalla presenza della barbabietola, il sapore non si sente, ma conferisce la giusta umidità al dolce.
Del resto, l’esperienza avuta con una torta alla barbabietola di Aran insegna.
Ingredienti per 4 tortini morbidi al cioccolato e mandorle:
1 barbabietola di media grandezza (1 barbabietola precotta)
170 g di cioccolato fondente extra (io al 50% di cacao)
60 g di crema di mandorle al 100% (io fatta in casa)
2 uova (io 2 albumi)
2 tuorli (omessi)
50 g di zucchero muscovado (io zucchero bianco, le mandorle le ho quasi sempre in casa, lo zucchero grezzo no)
2 cucchiai di farina di riso integrale finissima

1/4 cucchiaino di fleur de sel (non ne avevo, ma conoscendo questo tipo di cioccolato, ci starebbe benissimo)

2 cucchiaini di zucchero a velo alla cannella, homemade (mia variante)


Aran fa cuocere la barbabietola in acqua bollente, per 35-40 minuti, fino a quando non è tenera.
Io, quando sono di stagione, le cuocio a vapore e quelle che restano (in fondo per il dolce se ne usano solo 60 grammi) le uso insieme alle foglie per fare un’insalata, con o senza patate. Visto che per ora non sono di stagione, ho usato quelle precotte. La parte rimanente, l’ho usata per un’insalata di scarola e mozzarella (almeno così sparisce il sapore dolciastro tipico di quelle precotte).
Una volta cotte, frullate 60 grammi di barbabietola.
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e la crema di mandorle. Una volta sciolti, fate raffreddare su una gratella.
Preriscaldate il forno (io ventilato, altrimenti nel mio forno i dolci non si cuociono più, vai a capire perchè) a 220° (io a 180°).
Nella ciotola del mixer, frullate le uova, i tuorli (io ho usato solo gli albumi) e lo zucchero ad alta velocità, per 5 minuti, fino ad ottenere una crema giallo paglierino, all’incirca.
Aggiungete il composto di mandorle e cioccolato, la purea di barbabietola, i due cucchiai di farina di riso integrale e il fleur de sel, se l’avete. Io ho aggiunto lo zucchero a velo alla cannella.
Frullate a velocità media fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso.
Distribuite l’impasto in 4 terrine monoporzione oliate o imburrate.

Se, come me, volete un interno morbido e umidiccio, ma compatto, fate cuocere in forno ventilato (o statico, se il vostro forno riscalda bene) a 180° per 20-25 minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Se la temperatura del forno è quella della ricetta originale, cioè a 220°, otterrete invece dei tortini dal cuore fondente. Fate cuocere in tal caso per 8-10 minuti, come consigliato da Aran.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

Buon weekend ^_^!


Di ritorno al venerdì senza glutine ^_^

Di ritorno al venerdì senza glutine con una zuppetta.
Approfittando dell’aria frizzantina ritornata dopo quasi cinque giorni di scirocco micidiale.
Non mi lamento, eh, lo so che fuori dalla Sicilia è ancora inverno.
Ma quando l’estate arriva all’improvviso, la voglia di zucca, pesce e legumi sparisce immediatamente.
Succede anche a voi, no?

Zuppa di zucca e lenticchie rosse, 
con gamberetti al curry
La foto, al solito, non rende giustizia alla bontà di questo piatto unico.
Nella ricetta originale, tratta dal solito libro, vengono aggiunte le capesante.
Perchè allora utilizzare i gamberetti? Perchè quelli avevo in casa.
Ho preso spunto dall’idea dei gamberetti al curry consigliati in un’altra ricetta del libro.
E da lì è partito tutto ^_^!
INGREDIENTI
90 ml di olio d’oliva extravergine (olio d’oliva extravergine q.b.)
1 scalogno medio, a dadini (cipolla dorata)
2 spicchi d’aglio, tritati
2 carote medie, sbucciate e tagliate a dadini
1 gambo di sedano, a dadini (un pezzetto per la zuppa, il resto per il brodo)
1 cucchiaino di foglie di timo fresco (omesso, non lo avevo)
1 cucchiaino di sale, più un altro po’ per salare le capesante i gamberetti
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato fresco, più un altro po’ per le capesante i gamberetti
200 g di lenticchie rosse decorticate
680 g di zucca, sbucciata, privata dei semi e tagliata a dadini (circa 750 g)
1 patata rossa media, sbucciata e tagliata a dadini (patata a pasta gialla)
1,5 l di brodo di pollo (brodo vegetale q.b.)
2 piccole patate viole, affettate finemente (omesse)
110 g di capesante piccole (circa 500 g di gamberetti)
olio di zucca, facoltativo (omesso)
fiori di prezzemolo appena colti, facoltativi (omesso)
curry per pesce in polvere q.b. (mia variante)

In una quantità d’acqua pari a tre volte il volume della quantità delle lenticchie, salate a piacere e fate cuocere (nella ricetta originale, Aran fa cuocere le lenticchie con la zucca; io, invece, ho seguito il mio metodo; ma questo non vuol dire che i suoi consigli non vadano bene).
Nel frattempo, preparate il brodo vegetale con il gambo del sedano, una cipolla e una patate, salando a piacere.
Intanto, pulite i gamberetti, conditeli con il curry per pesce e un pizzico di pepe nero e conservateli in frigo.
Quando le lenticchie saranno pronte, scolatele, conservando l’acqua di cottura rimasta.
In un tegame capiente, versate 2 cucchiai d’olio e fate un soffritto a fiamma media con lo scalogno la cipolla, l’aglio, un pezzetto di sedano tagliato a dadini, le foglie di timo, 1/2 cucchiaino di sale e 1/2 cucchiaino di pepe.
Aggiungete la zucca, le lenticchie, la patata, 1/2 cucchiaino di sale e l’acqua di cottura delle lenticchie. Coprite il tegame e portate ad ebollizione a fiamma media. Riducete quindi la fiamma e fate sobbollire per 20 minuti (io sono andata ad occhio, quindi non ricordo i tempi esatti di cottura). Durante la cottura aggiungete del brodo vegetale se dovesse essere necessario; io l’ho usato più volte, perchè ho fatto cuocere troppo le lenticchie e l’acqua di cottura era poca. Comunque, andate ad occhio, proprio come ho fatto io. Altrimenti seguite alla lettera i consigli di Aran ;)!
Appena le verdure saranno tenere, spegnete la fiamma e frullatele con un frullatore ad immersione (o nel mixer o in un frullatore oppure passatele con il passaverdura). Se necessario, aggiustate di sale e di pepe.
Tenete la zuppa in caldo.
In una padella, scaldate 2 cucchiai di olio d’oliva extravergine e fate friggere i gamberetti. Appena saranno, bianchicci, traslucidi, spegnete la fiamma.
Servite le ciotole di zuppa calda con qualche gamberetto al curry, a piacere.
Se volete, aggiungete anche del prezzemolo tritato poco prima di servire e del pepe macinato sul momento.

E con questa ricetta partecipo nuovamente al Gluten Free Friday

A presto ;)!

Di pistacchi e di mandorle

Di pistacchi.
E di mandorle.
E di latte di kefir, il gran ritorno XD!
E di ricette archiviate che pensavo di aver perso.
Poi è bastato aprire uno dei miei ricettari preferiti.
Un’occhiata alle cartelle salvate sull’hard disk portatile prima di partire.
E l’emozione provata nel ritrovare delle foto che temevo di aver perso.

Tortini ai pistacchi e mandorle
tratti da Small Plates and Sweet Treats

Le foto e gli appunti legati alla ricetta son vecchiotti, della scorsa primavera, vista che questa è una delle prime ricette provate, poco dopo aver ricevuto il libro di Aran, poco meno di un anno fa.
Li ho rifatti recentemente e sono ancora più buoni di come li ricordavo, soprattutto se si uniscono i pistacchi alle mandorle ^_^!

INGREDIENTI
80 g di pistacchi non salati (50 g)
40 g di farina di mandorle (mia variante)
150 g di zucchero di canna (100 g)
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata
2 uova
80 ml di latte di cocco non zuccherato (100 ml di latte di kefir)
80 ml di olio d’oliva extravergine (100 ml)
70 g di farina di riso integrale finissima (farina di riso bianca finissima)
40 g di fecola di patate 
3/4 cucchiaini di lievito per dolci (polvere lievitante biologica per dolci)
1/4 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di sale (1/4 cucchiaino)
zucchero a velo, per decorare (omesso)

Preriscaldate il forno a 180°.
Tritate i pistacchi, la scorza del limone e lo zucchero nel mixer.
Aggiungete le uova, il latte di kefir, l’olio d’oliva nel mixer e frullate. Aggiungete la farina di riso, la fecola di patate, il lievito, il sale e frullate. Mescolate l’impasto con una spatola, recuperando quello attaccato ai bordi della ciotola. Dovrete ottenere un impasto cremoso.
Oliate gli stampi (io di solito lo faccio anche con quelli in silicone). Le dosi sono sufficienti per 12 piccole tortine o per 8-10 tortine (come le mie) o muffin di medie dimensioni.
Riempite gli stampi a metà e fate cuocere le tortine per 18-20 minuti, o fino a quando non risulteranno cotte dopo aver fatto la prova dello stecchino. Lasciatele raffreddare nello stampo per 10 minuti.
Rimuovete le tortine dagli stampi e spolverizzatele con zucchero a velo.
Questi dolcetti si mantengono bene in frigo fino a 3 giorni. Il giorno dopo saranno più morbidi.
Potete inoltre congelarli, conservandoli in freezer fino a 1 mese.
Avendo rifatto un altro dolce, la torta tirolese ai mirtilli rossi, ho conservato in frigo solo le 2 tortine che vedete in foto e le altre le ho surgelate. Lo faccio spesso e non ho mai avuto problemi ;)! Anzi, la cosa bella di preparare certi dolci da colazione in anticipo è il ritrovarseli belli e pronti quando se ne ha voglia ^_^!

E con questa ennesima ricetta senza glutine partecipo al Gluten Free Friday

A presto ;)!


Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta

Most families have a sweet treat or dessert than can always be found on the kitchen counter.
(da *Small Plates and Sweet Treats*, di Aran Goyoaga)

Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta
ispirata alla ricetta “Apple, yogurt & olive oil upside-down cake
tratta da *Small Plates and Sweet Treats*



INGREDIENTI:
3 mele Pink Lady o altre mele croccanti a piacere (io mele verdi, un po’ asprigne, come piacciono a me)
30 g di burro non salato (io burro bavarese)
130 g di zucchero di canna 
semi di 1 stecca di vaniglia
105 g di farina di riso integrale finissima (farina di riso finissima)
35 g di farina di mandorle (40 g di farina di mandorle)
40 g di fecola di patate
35 g di farina di miglio (30 g di farina di miglio autoprodotta)
2 cucchiai di amido di tapioca (maizena)
1 cucchiaio di lievito (polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di sale
3 uova (2 uova e 2 albumi)
100 g di zucchero muscovado o light brown sugar (zucchero di canna)
125 ml di yogurt intero al naturale (250 ml di latticello)
125 ml di olio d’oliva (100 ml)
litchi sciroppati q.b. (mia variante)
uvetta q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 180°.
Oliate leggermente uno stampo a cerniera da 26 cm e ricoprite i lati e il fondo con carta forno.
Tagliate le mele in quarti. Riscaldate il burro, 2 cucchiai di zucchero di canna e la stecca di vaniglia (conservate i semi per l’impasto) in un tegame grande a fiamma media, fino a quando il burro si sarà sciolto. Aggiungete le mele a fettine e fate cuocere per 7 minuti o fino a quando le mele sono tenere, senza che risultino sfatte. Lo zucchero non deve caramellarsi. Lasciate raffreddare le mele per 15 minuti.
Sistemate le mele sul fondo dello stampo.
In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi.
In un’altra ciotola, mescolate le uova, lo zucchero di canna rimasto, lo zucchero muscovado, lo yogurt, l’olio e i semi di vaniglia.
Versate gli ingredienti umidi su quelli secchi e mescolate. Versate l’impasto nello stampo.
Fate cuocere per 45 minuti-1 ora o fino a quando la torta non risulti cotta, dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Fate raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti. Ruotate lo stampo con cautela, aprite la cerniera dello stampo e fate raffreddare il dolce su una gratella.
Conservate la torta in frigo, avvolta con pellicola trasparente, fino a 3 giorni. Oppure potete conservarla in freezer, fino ad un mese.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

e al contest E’ senza? E’ buono!

A presto ;)!


Uova al forno

L’aspetto le penalizza…per lo meno guardando le mie foto :P!
Uno degli ingredienti le penalizza, cioè il pomodoro, totalmente fuori stagione.
Nel libro di Aran, le uova al forno al pomodoro sono proposte nella sezione autunnale.
Io la ricetta l’ho preparata a maggio, quando ancora non si moriva di caldo.
E ve la propongo a gennaio, solo perchè ho trovato, sempre tra le ricette di Aran, una valida alternativa con i finferli.
Se, quindi, tollerate solo in rare occasioni i prodotti freschi fuori stagione, proprio come me, potreste provare la ricetta originale sostituendo i pomodorini con i funghi ;)!

Uova al forno con pomodorini caramellati
ispirata a “Baked eggs with olive oil-poached tomatoes, coppa & brie”


“E i pomodorini caramellati???”, potrebbe pensare qualcuno.
Ho la giustificazione :P! Decisi di fare questa ricetta come cena dell’ultimo minuto e solo quando le cocottine erano già in forno ho notato che l’originale prevede, giustamente, i pomodorini caramellati :(!
Se vi passo la ricetta di Aran per i pomodorini caramellati, mi pedddonateee? 😛 ^_^
INGREDIENTI per 4 persone:
125 ml di panna da cucina
90 g di Brie (omesso)
70 g di coppa (omesso)
8 uova
12 pomodorini caramellati
pepe macinato fresco q.b.

Per i pomodorini caramellati
Preriscaldate il forno a 150°. Trasferite circa 500 grammi di pomodorini in una teglia. Ricoprite d’olio d’oliva extravergine i pomodorini. Aggiungete 2 spicchi d’aglio e un rametto di rosmarino. Coprite la teglia con carta stagnola e fate cuocere il pomodoro per circa 20-30 minuti, in base alla grandezza dei pomodorini. Saranno pronti appena la buccia inizierà a staccarsi e appena cominceranno a spaccarsi. Non fateli ridurre in poltiglia!
Conservate i pomodorini in barattoli di vetro sterilizzati e ricopriteli con olio d’oliva extravergine aromatizzato all’aglio. Inserite i barattoli in un pentolone con circa 5 cm di acqua bollente, distanziandoli in modo tale che non stiano attaccati. Fate bollire l’acqua per 45 minuti. Rimuovete i barattoli dall’acqua e fateli raffreddare. I pomodorini, così preparati, si conserveranno per mesi.
Per le uova al forno
Preriscaldate il forno a 200°. Oliate delle mini cocotte.
Aggiungete 2 cucchiai di panna in ogni cocotte.
Affettate il Brie e distribuitelo tra le quattro cocottine.
Aggiungete la coppa.
Ogni cocottina dovrà contenere due uova, che ricoprirete con i pomodorini caramellati. Aggiungete del pepe macinato fresco.
Infornate per circa 12-15 minuti. 
Io credo di aver fatto cuocere troppo le uova :(! O forse per il mio forno devo abbassare la temperatura a 190°, se non addirittura a 180°. Ci riproverò con i funghi ^_^!
E anche con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday
A presto ;)!

Black and White Wednesday #85

A Cat and a Cookbook

A few days ago I edited this photo in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Priya. If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.


Tapiocando

Sole, caldo, 24°
E il ritorno della voglia di mangiare dei dessert freddi dalla mattina alla sera.
Una voglia che mi ha fatto trovare due minuti di tempo per provare la versione originale della ricetta che sto per proporvi, tratta dal solito libro e che spero di riuscire a pubblicare, prima o poi.
Per lo meno prima della fine dell’estate; e si, perchè ultimamente il blog si nutre di ricette archiviate, settimana dopo settimana.
Quindi per ora mi sa che vi toccherà sopportare la mia variante.
Una versione nata qualche settimana fa, dal desiderio di partecipare anche alla sfida sulle fragole di Salutiamoci.
E dalla curiosità verso le perle di tapioca, notate su vari blog e mai dimenticate, soprattutto dopo aver notato un’intrigante ricetta di Rosa.
Vi ho incuriosito abbastanza? ^__^





BUDINO DI TAPIOCA CON FRAGOLE E COMPOSTA DI MELE
ispirato alla ricetta “Sweet buttermilk risotto with apple compote“,
tratta da Small Plates and Sweet Treats,
e al Pudding di Tapioca al miele e lemon curd




COMPOSTA DI MELE
3 mele Granny Smith, Pink Lady o Renette medie, a fettine (io Renette)
1/4 tazza (60 ml) succo di mela non zuccherato (succo di mela al 100% non zuccherato q.b.)
2 cucchiai di succo di limone (solo qualche goccia, q.b.)
2 cucchiai di zucchero di canna (omesso)
1/2 stecca di vaniglia, semi inclusi
1 stecca di cannella
2 cucchiai di uvetta 
2 cucchiai di albicocche secche a pezzetti (omesso, non le avevo)
BUDINO DI TAPIOCA – *TAPIOTTO*
RISOTTO DOLCE AL LATTICELLO
4 1/2 tazze (1.125 L) di latte intero, o più, se necessario (latte di riso e mandorla non zuccherato)
1/4 tazza più 2 cucchiai (75 g) di zucchero di canna (omesso)
1 stecca di vaniglia
1 stecca di cannella (della composta)
1/4 cucchiaino di sale
30 g di burro (omesso)
150 g di riso Arborio (perle di Tapioca)
1 tazza (250 ml) di latticello all’1% di grassi o crème fraîche (omesso, ma potete aggiungere altro latte, se necessario)
pistacchi non salati, a pezzetti, per guarnire (omesso, non li avevo)
mandorle tritate per guarnire (mia variante)
fragole q.b. (mia variante)
succo di mela non zuccherato q.b. (mia variante)
qualche goccia di succo di limone, q.b. (mia variante)

Qualche ora prima, preparate la macedonia di fragole con il succo di mela e qualche goccia di limone.

Preparate la composta: 
cuocete gli ingredienti previsti e un po’ del succo delle fragole a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, per 10-20 minuti o fino a quando le mele non sono tenere ma non sfatte e i liquidi sono evaporati. Togliete il tegame dal fuoco. Rimuovete cannella e vaniglia. Conservate la cannella per il tapiotto.

Preparate il risotto *tapiotto*:
in un piccolo tegame, unite il latte, la vaniglia e i suoi semi, la cannella e il sale. Fate riscaldare a fiamma medio-alta, ma senza far bollire. Riducete la fiamma al minimo e mantenete il composto ottenuto tiepido mentre cuocete il risotto tapiotto.
In un tegame medio, aggiungete circa una tazza (125 ml) del composto di latte tiepido al riso alle perle di tapioca. Cuocete a fiamma medio-bassa, mescolando continuamente per 2 minuti, fino a quando il composto inizi ad addensarsi. Aggiungete 1/2 tazza il resto del latte e continuate a cuocere mescolando continuamente, fino a quando il riso risulta al dente le perle di tapioca sono pronte (iniziano cioè a diventare traslucide e risultano morbide) e tutto il liquido è stato assorbito. Saranno necessari circa 20-25 minuti; ma ammetto di non ricordare i tempi precisi, io vi consiglio quindi di seguire le indicazioni di Rosa; se i tempi non dovessero essere sufficienti, andate ad occhio.
Togliete il tegame dal fuoco. Otterrete un composto cremoso, che però si addenserà una volta freddo. Se dovesse essere necessario, aggiungete un altro po’ di latte.
Servite il risotto tapiotto in una ciotola o in un bicchiere (come ho fatto io…è più carino, no? E poi, Aran presenta così il risotto, quindi, perchè non fidarsi? ^__^). Aggiungete le fragole, aggiungete un altro po’ di perle di tapioca e terminate con la composta di mele e una spolverata di pistacchi mandorle tritate.
Conservate in frigo i bicchierini rimasti.

E con questa ricetta partecipo a Salutiamoci, che per il mese di maggio prevede le fragole.

Prima di dividere il tapiotto nei vari bicchieri, ne ho messo da parte un po’. Con il composto rimasto, ho seguito la ricetta originale; ho aggiunto, cioè, il latticello (tanto quanto basta, visto che ho ottenuto solo 3 bicchieri) e ho aggiunto un poco di zucchero di canna, tanto quanto basta.
Di seguito, quindi, trovate la ricetta originale proposta da Aran e che ho unito alle mie personali modifiche, visto che le perle di tapioca richiedono un metodo di preparazione leggermente diverso da quello del riso.

TAPIOTTO CON FRAGOLE, COMPOSTA DI MELE E LATTICELLO
ispirato alla ricetta “Sweet buttermilk risotto with apple compote

COMPOSTA DI MELE

3 mele Granny Smith, Pink Lady o Renette medie, a fettine (io Renette)
1/4 tazza (60 ml) di succo di mela non zuccherato (succo di mela al 100% non zuccherato q.b.)
2 cucchiai di succo di limone (solo qualche goccia, q.b.)
2 cucchiai di zucchero di canna (omesso)
1/2 stecca di vaniglia, inclusi i semi
1 stecca di cannella
2 cucchiai di uvetta 
2 cucchiai di albicocche secche a pezzetti (omesso, non le avevo)

BUDINO DI TAPIOCA AL LATTICELLO – *TAPIOTTO*
RISOTTO DOLCE AL LATTICELLO
4 1/2 tazze (1.125 litro) di latte intero, o più, se necessario (latte di riso e mandorla non zuccherato)
1/4 tazza più 2 cucchiai (75 g) zucchero di canna naturale (tanto quanto basta)
1 stecca di vaniglia
1 stecca di cannella (della composta)
1/4 cucchiaino di sale
1/4 stick (2 cucchiai o 30 g) di burro (omesso)
3/4 tazze (150 g) di riso Arborio (perle di Tapioca)
1 tazza (250 ml) di latticello all’1% di grassi o crème fraîche (latticello q.b.)
pistacchi non salati, a pezzetti, per guarnire (omesso, non li avevo)
mandorle tritate per guarnire (mia variante)

fragole q.b. (mia variante)
succo di mela non zuccherato q.b. (mia variante)
qualche goccia di succo di limone, q.b. (mia variante)
licci sciroppati q.b. (mia variante)

Qualche ora prima, preparate la macedonia di fragole con il succo di mela e qualche goccia di limone. Se volete, potete aggiungere tanto zucchero quanto basta, ma io non l’ho messo. Se le fragole sono dolci, è sufficiente il succo di mela.


Preparate la composta: 
cuocete gli ingredienti previsti e un po’ del succo della macedonia di fragole a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, per 10-20 minuti o fino a quando le mele non sono tenere ma non sfatte e i liquidi sono evaporati. Togliete il tegame dal fuoco. Rimuovete cannella e vaniglia. Conservate la cannella per il tapiotto.

Preparate il risotto *tapiotto*:
in un piccolo tegame, unite il latte, lo zucchero, la vaniglia e i suoi semi, la cannella e il sale. Fate riscaldare a fiamma medio-alta, ma senza far bollire. Riducete la fiamma al minimo e mantenete il composto ottenuto tiepido mentre cuocete il risotto tapiotto.
In un tegame medio, fate sciogliere il burro a fiamma media. Aggiungete il riso e fate cuocere per 1 minuto, fino a quando i due ingredienti saranno ben amalgamati.
Aggiungete circa una tazza (125 ml) del composto di latte tiepido al riso alle perle di tapioca. Mescolate continuamente per 2 minuti, fino a quando il composto inizi ad addensarsi. Aggiungete 1/2 tazza il resto del latte e continuate a cuocere mescolando continuamente. Quando il latte è stato assorbito, aggiungetene un altro po’. Continuate a cuocere il risotto tapiotto, mescolando costantemente, fino a quando il riso risulta al dente le perle di tapioca sono pronte (iniziano cioè a diventare traslucide e risultano morbide) e tutto il liquido è stato assorbito. Saranno necessari circa 20-25 minuti; ma ammetto di non ricordare i tempi precisi, io vi consiglio quindi di seguire le indicazioni di Rosa; se i tempi non dovessero essere sufficienti, andate ad occhio.
Togliete il tegame dal fuoco e aggiungete il latticello tanto quanto basta, nel mio caso). Otterrete così un composto cremoso, che però si addenserà una volta freddo. Se dovesse essere necessario, aggiungete un altro po’ di latte.
Servite il risotto tapiotto in una ciotola o in un bicchiere (come ho fatto io…è più carino, no? E poi, Aran presenta così il risotto, quindi, perchè non fidarsi? ^__^). Aggiungete le fragole, aggiungete un altro po’ di perle di tapioca e terminate con la composta di mele, una spolverata di pistacchi mandorle tritate e dei licci sciroppati (volendo, potreste usarli anche per la macedonia di fragole).
Conservate in frigo i bicchierini rimasti. Potete mangiare il risotto freddo o, come consiglia Aran, potete riscaldarlo a fiamma bassa; se necessario, aggiungete un altro po’ di latte.

A presto ;)!