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Insalata autunnale

Non so voi, ma io sono di nuovo a dieta.
Perchè se ti distrai un attimo…trakkete…quei noiosi chili in più ritornano a scocciare.
Perchè lo sport, da solo, non è sufficiente.
E allora cerco e ricerco ricette semplici, che mi permettano di cambiare ogni tanto la noiosa routine.
E spesso finisco davanti al solito libro, comprato due anni fa (di già?!?!???), con delle ricette talmente affascinanti che spesso mi restano in mente a lungo. Com’è successo con l’insalata tiepida di cavoletti di Bruxelles, visti al supermercato e presi in due secondi, pensando “siiii, cavolettiiii” XD :P!
Ovviamente, non ricordo mai tutti gli ingredienti previsti…e stavolta avevo dimenticato che l’insalata tiepida del ricettario prevedesse le pere e il chorizo.
Ho fuso quindi due ricette (tanto per cambiare :P!).
E ho cambiato il condimento, il cosiddetto dressing, per l’insalata.
Ricordando quello che una ragazza tedesca ci fece assaggiare durante una delle cene del mio soggiorno Erasmus a Lille.
A base di latte, un pizzico di mostarda, aceto (lei diceva anche balsamico) e olio…da leccarsi i baffi. E sembra che in Germania sia la norma, almeno secondo lei…confermate?
E se la mia personale rivisitazione del condimento non vi dovesse attirare…beh…vi lascio anche la Vinaigrette proposta da Aran per la Panzanella Autunnale ^_^!

INSALATA AUTUNNALE
ispirata alle ricette
e

Per 6 persone
500 g di cavoletti di Bruxelles, privati delle foglie dure e tagliati a metà
4 cucchiai di olio d’oliva
2 grosse barbabietole, pelate e tagliate a fettine
2 mele Golden, a fettine
400 g di mix di riso (Thaibonnet e riso selvatico)

Vinaigrette Dressing al Quark
1 cucchiaino di senape di Digione
2 cucchiaini di aceto di mela balsamico
2 cucchiaini di olio di zucca
60 ml di olio di oliva extravergine q.b.
1 cucchiaino di sale
150 g di formaggio Quark (mia variante)
2-4 cucchiai di yogurt intero (o q.b.) (mia variante)
erba cipollina essiccata q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 200°.
Mescolate le barbabietole in un teglia con l’olio e il sale. Infornate per 45 minuti o fino a quando siano tenere.
In un’altra teglia, mescolate i cavoletti di Bruxelles con l’olio e il sale. Infornateli per 20 minuti o fino a che risultino dorati.
Nel frattempo, fate cuocere, ben al dente, il mix di riso, composto, nel mio caso, da Thaibonnet e riso selvatico.

Mescolate insieme la senape, l’aceto, l’olio e il sale. Aggiungete il quark, l’erba cipollina essiccata e lo yogurt e mescolate bene.
Servite l’insalata autunnale di barbabietole, cavoletti e mele (condita con un goccio di olio e aceto balsamico), il dressing al Quark e il riso in tre rispettive ciotole.

E con questa ricetta, partecipo al Gluten Free Friday

Alla prossima ;)!


*Moelleux au chocolat*…ma rivisitato ^_^!

Cioccolato per il weekend.
Cioccolato dopo una bella nuotata in piscina…va bene che l’estate si sta avvicinando alla velocità della luce, ma lo sport ha il brutto vizio di far diminuire i sensi di colpa, vero? 😛
Cioccolato come metodo di teletrasporto nel passato e in terra francese, in particolare all’interno di quei panifici di Saint-Germain-en-Laye dove ho assaggiato un meraviglioso moelleux au chocolat, che non credo dimenticherò tanto facilmente :P!
E nel libro di Aran non noto la ricetta del molten chocolate cake?


Ora, il molten chocolate cake non è altro che il *fondant au chocolat*. 
Quindi l’esterno deve risultare cotto, mentre l’interno resta fuso, a mo’ di crema (ma magari l’avete già fatto e quindi non vi dico nulla di nuovo).
Però il moelleux au chocolat assaggiato in Francia, qualche mese fa, mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto fare questa ricetta replicando quella consistenza speciale.
Il sapore della ricetta *cioccolattosa* che vi propongo è identico a quello francese, con l’unica aggiunta speciale conferita dalla crema di mandorle.
Un’autentica delizia, proprio come speravo ^_^!
Il risultato, del resto, come spiega poi anche il Larousse, dipende esclusivamente dai tempi di cottura ;)!
Con un tortino simile, poi, una tazza di tè nero alla melagrana e ai mirtilli rossi ci sta benissimo ;)!

Moelleux au chocolat et aux amandes
dal ricettario “Small Plates and Sweet Treats

Non vi fate sconvolgere dalla presenza della barbabietola, il sapore non si sente, ma conferisce la giusta umidità al dolce.
Del resto, l’esperienza avuta con una torta alla barbabietola di Aran insegna.
Ingredienti per 4 tortini morbidi al cioccolato e mandorle:
1 barbabietola di media grandezza (1 barbabietola precotta)
170 g di cioccolato fondente extra (io al 50% di cacao)
60 g di crema di mandorle al 100% (io fatta in casa)
2 uova (io 2 albumi)
2 tuorli (omessi)
50 g di zucchero muscovado (io zucchero bianco, le mandorle le ho quasi sempre in casa, lo zucchero grezzo no)
2 cucchiai di farina di riso integrale finissima

1/4 cucchiaino di fleur de sel (non ne avevo, ma conoscendo questo tipo di cioccolato, ci starebbe benissimo)

2 cucchiaini di zucchero a velo alla cannella, homemade (mia variante)


Aran fa cuocere la barbabietola in acqua bollente, per 35-40 minuti, fino a quando non è tenera.
Io, quando sono di stagione, le cuocio a vapore e quelle che restano (in fondo per il dolce se ne usano solo 60 grammi) le uso insieme alle foglie per fare un’insalata, con o senza patate. Visto che per ora non sono di stagione, ho usato quelle precotte. La parte rimanente, l’ho usata per un’insalata di scarola e mozzarella (almeno così sparisce il sapore dolciastro tipico di quelle precotte).
Una volta cotte, frullate 60 grammi di barbabietola.
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e la crema di mandorle. Una volta sciolti, fate raffreddare su una gratella.
Preriscaldate il forno (io ventilato, altrimenti nel mio forno i dolci non si cuociono più, vai a capire perchè) a 220° (io a 180°).
Nella ciotola del mixer, frullate le uova, i tuorli (io ho usato solo gli albumi) e lo zucchero ad alta velocità, per 5 minuti, fino ad ottenere una crema giallo paglierino, all’incirca.
Aggiungete il composto di mandorle e cioccolato, la purea di barbabietola, i due cucchiai di farina di riso integrale e il fleur de sel, se l’avete. Io ho aggiunto lo zucchero a velo alla cannella.
Frullate a velocità media fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso.
Distribuite l’impasto in 4 terrine monoporzione oliate o imburrate.

Se, come me, volete un interno morbido e umidiccio, ma compatto, fate cuocere in forno ventilato (o statico, se il vostro forno riscalda bene) a 180° per 20-25 minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Se la temperatura del forno è quella della ricetta originale, cioè a 220°, otterrete invece dei tortini dal cuore fondente. Fate cuocere in tal caso per 8-10 minuti, come consigliato da Aran.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

Buon weekend ^_^!


Plumcake in rosa ^_^

 

Lo seguite il blog Cannelle et Vanille?
Io non lo leggo spessissimo, ma le visite sono comunque abbastanza frequenti; e non c’è una ricetta che non mi piaccia.
Se c’è una cosa che adoro di questo blog, è la capacità di Aran di rendere impeccabili e affascinanti le ricette sperimentate per la vita di tutti i giorni, da qualunque punto di vista le si consideri.
Per questo molte sue ricette mi restano impresse a lungo nella mente, proprio com’è successo con i muffin alla barbabietola e semi di papavero, ovviamente senza glutine.
Quindi, quando due sabati fa mi sono ritrovata davanti delle splendide barbabietole -foglie incluse- al mercato di Villa Sperlinga, ho pensato che sarebbero state perfette per questa intrigante ricetta, molto speciale, da qualunque angolo la si osservi ^_^!
Il tempo di tornare a casa (con 2 mazzi, che ieri sono diventati 3, eheh XD!), sistemare un po’ la ricetta (non avevo né farina di quinoa né latte di cocco e li ho sostituiti con la farina 00 e con lo yogurt; se potete, però, provate questa ricetta con la farina di quinoa e con il latte di cocco -secondo me, va bene anche quello al riso e cocco-) e il plumcake e il suo comicissimo impasto fucsia era in forno dopo nemmeno due ore…non perchè ci voglia molto a prepararlo, ma perchè ho fatto altro nel frattempo :P!
A proposito, le foglie di barbabietola non buttatele; sbollentatele in acqua e aceto (per non far perdere il colore rosa) e servitele come insalata, insieme alle barbabietole pelate, tagliate a fettine e cotte a vapore; oppure, dopo averle sbollentate, saltatele in padella con un po’ d’olio d’oliva e uno spicchio d’aglio, per accompagnare della salsiccia, ad esempio. Oppure potete provare una meravigliosa torta salata di ispirazione ligure ^_^!

PLUMCAKE ALLA BARBABIETOLA
dalla ricetta di Aran,
Muffin alla barbabietola e semi di papavero

Mi raccomando, non dimenticate i semi di papavero come ho fatto io.
E come faccio sempre, tra parentesi inserisco le mie modifiche.
Se volete una ricetta interamente senza glutine e senza lattosio, seguite le indicazioni di Aran.
INGREDIENTI:
1 barbabietola media (barbabietole q.b. -30 g di polpa, alla fine-)
1/2 tazza (125 ml) di latte di cocco senza zuccheri (250 g di yogurt bianco intero)
1 cucchiaino di succo di limone (omesso)
1/2 tazza (70 g) di farina di riso integrale finissima (140 g di farina di riso -possibilmente finissima-)
1/2 tazza (50 g) di farina di mandorle (100 g di farina di mandorle)
1/4 di tazza (35 g) di farina di quinoa (60 g di farina 00)
2 cucchiaini di semi di papavero (dimenticati ç_ç!)
1/4 cucchiaino di lievito (1/2 bustina di lievito biologico vanigliato)
1/4 cucchiaino bicarbonato (omesso)
1/4 cucchiaino di sale marino fine (un pizzico di sale)
1 uovo, a temperatura ambiente (2 uova piccole, a temperatura ambiente)
1/4 tazza + 2 cucchiaini (75 g) di zucchero muscovado chiaro o zucchero bruno dorato (120 g di zucchero di canna –non è proprio la stessa cosa, ho fatto di testa mia ;)-)
i semi di una stecca di vaniglia
1/4 tazza (60 ml) di olio di cocco fuso biologico, spremuto a freddo (70 ml di olio extravergine d’oliva)

Io ho utilizzato le barbabietole dei due mazzi che avevo comprato al mercato, per ritrovare pronta per la cena l’insalata di barbabietole, foglie incluse.
Una volta cotte a vapore le barbabietole, frullate 30 g di polpa.
Nella ciotola del mixer, frullate velocemente la polpa tritata con le uova, lo yogurt e l’olio.
Unite la farina mescolata con lo zucchero, il lievito, il sale e i semi della stecca di vaniglia.
Seguendo la ricetta originale, a questo punto dovreste aggiungere anche i semi di papavero (che potete anche macinare in un macinacaffè). Io però li ho dimenticati ç_ç!
Frullate tutti gli ingredienti velocemente e versate l’impasto fucsia (a pois grigi ^_^, se mettete il papavero) nello stampo da plumcake.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 40-45 minuti, o fino a quando il dolce non risulterà cotto, dopo aver fatto la prova dello stecchino.

Questo dolce è perfetto per la colazione, anche unito a della crema di ricotta e limone, o per una pausa pomeridiana con un buon tè nero.
Ed è pure il dolce più soffice che abbia mai preparato, una piccola piuma, provare per credere ^__^!

A presto ;)!


Tra libri speciali e mine vaganti ^_^!

Un libro speciale finalmente è stato pubblicato, YATTAAA ^__^!!!
Mi riferisco ad “i-Kitchen“, la meravigliosa raccolta di ricette a cui ho partecipato a novembre insieme ad altre 239 persone.

Contribuendo, quindi, a un emozionante filo di solidarietà per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver, devastata dalla tremenda alluvione che il 25 ottobre ha colpito la Liguria e la Lunigiana.
Emozionante perchè il filo per i bambini di Rocchetta Vara, ideato dall’intraprendente foodblogger Patrizia, mi ha fatto capire solo da poco che internet, se si vuole, può diventare uno strumento potente e fenomenale ^__^!
Uno strumento che si rivela potente soprattutto se riesce a mettere in contatto persone provenienti da tutta l’Italia e da vari paesi del mondo.
Del tentativo di rinascita della Gulliver se ne parla anche sul Secolo XIX.
Alcune foodblogger, poi, sfruttano pure Facebook per organizzare un altro mercatino il 29 aprile, a Milano, sui Navigli.
Se siete interessati e abitate a Milano e dintorni, perchè quella domenica non vi recate sul ponte del naviglio grande (Ripa di Porta Ticinese, fronte Darsena)?
Troverete il banchetto dove Patrizia e altre foodbloggers venderanno il libro.
Com’è già successo a dicembre, il ricavato della vendita verrà interamente devoluto alla Cooperativa sociale Gulliver…quindi, accorrete numerosi ^_^!

Aspettando il mercatino potete continuare a seguire Patrizia grazie al suo nuovo contest.
 

Lo so che ad alcuni di voi avevo detto che non riesco più a trovare il tempo necessario per partecipare ai contest (peddooonooo ^^”’!), ma da brava bento-addicted ed ammiratrice del Giappone e della sua splendida cultura (da una vita, ormai XD!) non riesco a rinunciare a questa grandiosa raccolta dedicata al pranzo fuori casa.
Soprattutto visto che per me il bento è sinonimo di primavera ed estate.
E con l’aria che diventa sempre più calda, ho voglia soprattutto di pasti freschi, sfiziosi e pieni di colori.
Non a caso di solito inizio a tirare fuori le mie due lunch box (una è identica a questa scatolina rosa, che ho da un bel po’ ^_^!) proprio in questo periodo; anche perchè, col passare dei giorni, aumenta sempre più la voglia di recarsi in un luogo pacifico, magari una riserva (Agave è più brava di me nella descrizione :D!) dove poter staccare la spina per un po’…in fondo l’estate è vicina :D!

Libero, quindi, le scatoline dalla polvere tipicamente invernale e ricomincio a sperimentare ^__^!

BENTO PRIMAVERILE E COLORATO
E ricomincio a sperimentare traendo parzialmente ispirazione dalla ricetta “Tartara di finocchio e feta con tzaziki di carota” vista sul numero di marzo di Cucina naturale.
Un piatto che io ho modificato aggiungendo il tofu, le barbabietole e le loro foglie, il sesamo e i semi di girasole (per fare le carote al sesamo assaggiate per la prima volta nella Cucina di Giuditta).
INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE
Per il primo livello:
200 g di tofu al naturale
2 barbabietole
2 mazzetti di foglie di barbabietola
4-5 carote
semi di girasole q.b.
sesamo q.b.
3 cucchiaini di salsa di soia
olio EVO q.b.
aceto di mele q.b.

Cucinate le barbabietole a vapore, dopo averle sbucciate e tagliate a pezzetti. Una volta cotte, unitele al tofu a pezzetti, olio q.b., 1 cucchiaino di salsa di soia e un goccio di aceto di mele. Fate marinare tofu e barbabietole per almeno 5-6 ore.
Poi cuocete a vapore le carote, fino a quando risulteranno croccanti. Fatele scolare e saltatele quindi in padella con 2 cucchiaini di salsa di soia, il sesamo e i semi di girasole.
Dopo aver fatto bollire dell’acqua (a cui avrete aggiunto – a freddo – 1 cucchiaio di aceto di mele), sbollentate le foglie di barbabietole. Fatele scolare.
Disponete nel bento il tofu con le barbabietole; sul fondo le foglie di barbabietola e poi le carote al sesamo e semi di girasole. Decorate, infine, con un po’ di sesamo e con una rondella tagliata dalla base del mazzetto di foglie di barbabietola ;)!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

Come accompagnamento, inoltre, ho preparato del pane all’avena.
Al secondo livello del bento, invece, ho inserito un po’ di macedonia al limoncello ^__^!

Per il secondo livello:
2 mele
2 arance
1 grosso cedro
limoncello q.b.
zucchero q.b.
succo di limone q.b.

Preparate una macedonia unendo la frutta a pezzetti al succo di limone, lo zucchero e il limoncello.


Per il pane sofficioso all’avena:


l’ho preparato una settimana fa seguendo la ricetta dei panini all’avena e una parte l’ho surgelato.
Per questa variante, ho sostituito la farina 0 con la stessa quantità di farina 00.
Inoltre, non ho ho utilizzato i fiocchi d’avena.

E con questo bento partecipo al contest organizzato da Patrizia, Oggi pranzo fuori, per la categoria Pranzo fuori ;)!
A presto ;)!
E buon weekend ^__^!