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Torta alle mele sofficissima

C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici bisogna assolutamente utilizzare la farina 00.
C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici sarebbe meglio unire alla farina 00 un’elevata quantità di zucchero.
Lo zucchero non mi ha fregata, visto che non amo i dolci particolarmente stucchevoli e dato che noto, ogni volta che li mangio, che lo zucchero tenda a coprire gli altri sapori (sempre se ce ne siano, visto che zucchero bianco e 00 non apportano alcun sapore, non sanno di niente, per me) se utilizzato in grosse quantità.
Mi sono fatta invece abbindolare dalla leggenda metropolitana sulla farina 00 e ci ho provato, pensando che la colpa del risultato mediocremente morbido dipendesse dall’uso della farina di tipo 2.
Peccato che i muffin con la farina 2 fossero buonissimi, mentre quelli con la farina 00 avessero un gusto alquanto mediocre.
Questo non vuol dire che abbia bandito la 00, visto che la uso ormai per la pasta frolla o per tagliare farine meno raffinate.
Insomma, morale della favola, tanto per non continuare ad annoiarvi con le mie chiacchiere, adesso, grazie all’esperimento di Stella, mi son passati i dubbi sulla farina semi-integrale ^_^!
E con questa intrigante idea di Stella e Ady, ho fatto tre prove. La prima è identica alla versione di Stella; la seconda contiene una parte di farina semi-integrale e varie parti di farine naturalmente senza glutine; la terza sarebbe identica alla prima versione, se non fosse per l’uso del Rooibos al caramello e della marmellata, che sostituiscono l’acqua naturale e le mele. Tutte riuscitissime ^__^!

TORTA ALLE MELE, ACQUA E SEMINTEGRALE
INGREDIENTI
2 uova intere
150 g di zucchero muscobado (zucchero di canna)
160 ml di acqua
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (2 mele golden)

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, la cannella e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da 26 centimetri imburrato e ricoperto di carta forno. 
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Troppo carino questo effetto ^_^!
Sotto invece trovate gli altri due esperimenti, che per me son davvero buoni.  


TORTA DI MELE, MANDORLE, MAIS, MIGLIO E SEMINTEGRALE
ispirata alla ricetta di Stella di Sale

INGREDIENTI
3 uova
150 ml acqua
100 ml olio
50 g di farina di mais fioretto
70 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
50 g di farina di mandorle
60 g di farina di miglio autoprodotta (miglio macinato in un macinacaffè)
20 g di fecola di patate
2 cucchiaini di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)
1 mela golden
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da plumcake ricoperto di carta forno.
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30-40 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Dalla foto, poi, non si direbbe, ma è morbidissimo ;)!

MUFFIN AL ROOIBOS, MARMELLATA E SEMI-INTEGRALE

Se non trovate il Rooibos al caramello, va benissimo anche quello al naturale o aromatizzato all’arancia e cannella, che si trovano facilmente nei negozi biologici ed equosolidali. Se non trovate il Rooibos o non vi va di usarlo, potete tranquillamente sostituirlo con qualsiasi tipo di tè o infuso che preferite.

INGREDIENTI:
2 uova intere

150 g di zucchero muscobado (100 g di zucchero di canna)
160 ml di acqua (Rooibos al caramello)
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (omesso)
1 pizzico di chiodi garofano (mia variante)
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)

6 cucchiaini di marmellata di uva spina (mia variante)

6 cucchiaini di marmellata di lamponi (mia variante)

Preparate il Rooibos mettendone in infusione una bustina in 160 ml di acqua (di solito sono necessari 5-8 minuti; comunque controllate sulla confezione). Quindi fate raffreddare.
Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e il Rooibos a temperatura ambiente e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo per muffin (io ho usato due ramequin e due stampi in silicone da 6 e in uno stampo son rimasti due “posti” vuoti).
Inserite un cucchiaino di marmellata in ogni muffin e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 20-30 minuti, o fino a quando i muffin non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; credo dipenda anche dalla farina semi-integrale.

A presto ;)!


Speculoos

Avevo già parlato degli Speculoos, i biscotti speziati che in Belgio si regalano tradizionalmente ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. Sembra poi che siano dei biscotti invernali tipici del nord Europa e molto probabilmente è così, altrimenti non mi spiego come mai a Brema accompagnano tradizionalmente il vino caldo speziato. Pensavo, poi, di averli conosciuti lì, a Brema…beh, invece mi sbagliavo. Solo dopo una miriade di visite in foodblog francesi e belgi ho capito che i piccoli Lotus che accompagnavano l’espresso sia a Lille che a Bruxelles durante l’Erasmus non erano altro che degli speculoos…aaah, la vita da studente, credo che a volte rincretinisca un po’ troppo, per lo meno la sottoscritta :P! E visto che a Lille mi dissero, due giorni dopo il mio arrivo, che potevo visitare il Belgio prendendo un semplice autobus (da palermitana che si sente perennemente isolata dal mondo, pensavo m’avessero preso in giro…e invece…^^”), non potevo non far partire l’avventura *speculoos* rendendo omaggio a una rubrica piena di ricette Ch’ti, perchè non smette di farmi ricordare questa splendida regione del nord della Francia, il Nord-Pas de Calais.

SPECULOOS
ispirati a una ricetta di Amuses Bouche
Visto che dopo il primo esperimento di domenica scorsa e la seconda infornata di ieri, mio fratello non la smette di farmi i complimenti e di dirmi che non sono puzzolenti come quelli presi da Naturasì, vi lascio la ricetta originale in corsivo, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!
Come vi dicevo, il burro bavarese lo trovate sia da Auchan che da Naturasì.

INGREDIENTI:
600 g di farina (500 g di farina 00)
100 g di farina di riso (mia variante)
360 g di cassonade (200 g di zucchero bianco + 160 g di zucchero di canna, non ne avevo abbastanza)
120 g di burro (180 g di burro bavarese freddo)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (2 cucchiai di cannella)
1/2 cucchiaino da caffè di un mix di 4 spezie (omesso, non lo avevo)
1/2 bustina di lievito per dolci (1 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato)
8 cl d’acqua (acqua fredda q.b.)
50 ml di latte di kefir (mia variante)
5 tuorli (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)

E solo una mia critica: per ottenere un risultato identico all’originale almeno al 90%, è necessaria la miscela di spezie per speculoos, come consigliato nella ricetta originale. Devo provare a cercarla!

Nella planetaria, con la frusta a foglia in acciaio, lavorate la farina con il burro freddo tagliato a pezzetti. Appena si saranno formate delle briciole, aggiungete gli altri ingredienti e lavorate il tutto velocemente. Quindi, trasferite l’impasto su un ripiano infarinato ed effettuate il fraisage: con il carpo della mano (una delle parti più fredde, se ci fate caso, anche dando un’occhiata al video), “spalmate” un pezzo di impasto alla volta verso l’esterno, per miscelare al massimo burro e farina, proprio come consigliato nel libro. Ricoprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per almeno 2 ore.
Stendete l’impasto su un ripiano infarinato e datevi la forma desiderata. I biscotti devono essere spessi almeno 5 mm (larghi 1 cm e lunghi circa 5 cm; ma non siete obbligati).  Potete decorarli con le mandorle, come consigliato nella ricetta originale; io però non l’ho fatto.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 15-20 minuti o fino a quando inizieranno a scurirsi.
Una tazza di tè nero è l’accompagnamento ideale, oltre al vino caldo speziato e natalizio ^_^!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.


Muffin allo zenzero, kefir e cioccolato

Un po’ di settimane fa, ho visto la ricetta del Plum-cake allo zenzero e ho iniziato a mettermi all’opera.
Aperto il frigo, mi è caduto l’occhio su una stecca di cioccolato fondente.
L’accostamento zenzero-cioccolato potrebbe andare bene?
Sul web, ho notato una ricetta del blog Il pranzo di Babette.
Mai scelta fu più giusta, questa combinazione è davvero azzeccata *O*! Se poi aggiungete del latte di Kefir, avrete dei muffin morbidi, quasi quanto quelli preparati col latticello. Ve l’avevo detto? Ah si, ve l’avevo già detto ^__^!

MUFFIN ALLO ZENZERO, KEFIR E CIOCCOLATO

ispirati al “Plum-cake allo zenzero
INGREDIENTI per circa 12 muffin:
100 g di burro o margarina (80 ml di olio EVO)
100 g di zucchero
1 uovo
un vasetto di miele di 250 g (omesso)
250 g di farina (180 g di farina 00 + 70 g di farina di riso)
un cucchiaino e mezzo di lievito in polvere (3 cucchiaini di polvere lievitante biologica per dolci; voi però seguite la ricetta originale)
un cucchiaino di cannella in polvere (omesso)
un cucchiaino di zenzero in polvere (3 cucchiaini rasi di zenzero grattugiato)
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati 
una buona presa di sale
un bicchiere scarso di acqua calda (omesso)
burro o margarina per ungere (omesso)
300 ml di latte di kefir (mia variante)
cioccolato fondente q.b. (mia variante)

Consiglio personale: dopo i buchi creati dai 3 cucchiaini di lievito, secondo me è meglio seguire la dose della ricetta originale.
Nota personale: dopo l’assaggio, il secondo esperimento e i consigli di Stefania, forse sarebbe stato meglio mischiare la farina di riso con la maizena, oppure avrei dovuto aumentare la quantità di latte di kefir. Li devo rifare, però, perchè erano troppo buoni ^_^!

Sbattete a crema in una terrina il burro o la margarina e incorporatevi pian piano lo zucchero e l’uovo. Aggiungetevi il miele, la farina mescolata in precedenza con il lievito in polvere, le spezie, il sale e l’acqua calda, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea. Ungete con burro o margarina uno stampo a cassetta, ponetevi dentro la pasta e adagitelo sul ripiano di mezzo del forno già caldo. Fate cuocere il plum-cake per un’ora a 200°, poi sfornatelo e capovolgetelo su una gratella. Lasciatelo quindi raffreddare bene, tagliatelo a fette e disponetele su un piatto da dolci.

In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi. Nel mixer (o in un’altra ciotola), mescolate gli ingredienti umidi. Unite quindi gli ingredienti secchi nel mixer, mescolate e versate l’impasto nello stampo per muffin (o, se preferite, nello stampo per plumcake), che io ho ricoperto con pirottini colorati. Questa però è la la prima ed ultima volta che li compro, perchè una volta che i muffin sono cotti, il colore dei pirottini risulta sbiadito e ho dovuto quindi utilizzarne degli altri (ho esagerato apposta :P) per farli notare in foto.
Aggiungete all’impasto i pezzettini di cioccolato fondente.
Fate cuocere i muffin in forno caldo e ventilato a 180° per 30-35 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino, prima di sfornarli.
Un tè nero e la colazione/merenda è pronta ^_^

A presto 😉


No-knead Brioche

Prima di passare alla ricetta, vorrei darvi un piccolo consiglio: se non avete visto e non avete tempo di seguire una delle vecchie puntate di Report, perché non leggere il post di Papille Vagabonde dedicato all’aspartame? Se vi va, poi fatemi sapere che ne pensate.

Questa ricetta di sicuro molti di voi la conoscono già. E la mia è in archivio da un bel po’, da maggio addirittura; ma per un motivo o per un altro ho rimandato e appena è arrivata l’estate ho deciso di rimandarla all’autunno, perchè quando fa caldo detesto accendere il forno.
Che dite, secondo voi questa brioche mi porterà fortuna? Farà arrivare finalmente l’autunno anche a Palermo, visto che ieri e sabato ha piovuto?

Avevo visto la brioche senza impasto su La ciliegina sulla torta, poi su Fragola e Limone e infine su CosebuonediAle.
E mischiando queste tre ricette, sono arrivata alla mia variante, inserendo il latte di kefir e le spezie, proprio come ho fatto con la brioche ad impasto classico ;)!
E ho preparato due versioni. Per la prima versione, mi sono organizzata preparando con 2 ore di anticipo un panetto preliminare (fatto con farina 0, lievito di birra e acqua), che poi ho unito all’impasto finale.
Per la seconda, fatta due giorni dopo (eh si, perchè questo non-impasto può essere conservato in frigo anche per 5 giorni, comodo, no? ^_^), ho eliminato il panetto preliminare, seguendo i consigli di Tuki, Sarah FeL e Ale.
Devo dire che la differenza si nota appena. La prima versione, giustamente, risulta più leggera; la seconda, invece, è più pastosa e leggermente simile a una piccola brioche industriale (e francamente non so da cosa dipenda ^^”).
Ad ogni modo, hanno avuto entrambe un successo strepitoso. E visto che queste brioche senza impasto sono pure facilissime da fare, credo che abbandonerò momentaneamente la brioche impastata in modo classico XD!

BRIOCHE SENZA IMPASTO 
AL KEFIR – I versione


INGREDIENTI:
Per il panetto preliminare:
100 g di farina 0
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Per il non-impasto finale:
350 g di farina 0
150 ml di latte di kefir
60 g di burro
1 uovo
1/2 cucchiaio di sale
50 g di zucchero
1 bustina di vanillina
2 cucchiaini di cannella
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano

Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche un’ora). Se lo preparate il giorno prima, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione del non-impasto finale.

Consiglio: non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 

Per il non-impasto finale, fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il panetto preliminare, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti.
Mai brioche fu più facile da preparare XD LOL!!!

BRIOCHE SENZA IMPASTO
AL KEFIR – II versione
INGREDIENTI:
300 g di farina 0
50 g di farina 00
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
120 ml di latte di kefir
70 g di burro
60 g di zucchero
1 uovo
6 cucchiaini (sennò a piacere) di zucchero alla cannella home-made
1/2 cucchiaio di sale
1 bustina di vanillina
1 punta di coltello di chiodo di garofano
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè.  Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere).
In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida.
Fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero alla cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il lievito, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti. 
Comunque, se utilizzate uno stampo per muffin (come ho fatto io), controllate le mini brioche dopo almeno 15 minuti, facendo la prova dello stecchino. Non fate come me, che, confondendomi, le ho uscite insieme alla brioche grande, la precedente…avrebbero dovuto cuocere almeno 5 minuti in meno.
A presto ;)!

Budino al Rooibos e Kefir…perchè prevenire è importante ^_^!

Foto di Ornella
Riaggiorno il post, visto che per la prima volta in tre anni (ehssì, perchè, se si considera anche il vecchio indirizzo, bisogna ammettere che anche il blog inizia ad invecchiare XD) riesco a partecipare al mese della prevenzione del tumore al seno.
Quindi, non fate come una collega di mamma che dopo alcuni anni non ne voleva più sapere di continuare i controlli di prevenzione; non abbiamo mai capito il motivo di questa decisione, neanche quando ha scoperto (per fortuna in tempo) di avere un tumore al seno. 
Dovremmo saperlo tutti che in ambito sanitario prevenire è meglio che curare, no?
E per portare avanti il programma di prevenzione, posso offrirvi un budino, salutare ma al tempo stesso sfizioso?
Casomai pensaste che gli aggettivi salutare e sfizioso non vadano d’accordo, beh, leggete la ricetta con attenzione, soprattutto se vi piace il Chai.

Il colore di questo budino è involontariamente identico a quello della ricetta originale di Clea, cioè un budino vegano ispirato al Chai, il tè nero indiano con spezie e latte.
E senza aver mai assaggiato prima il Chai, ho stravolto la ricetta, sostituendo il tè Darjeeling con l’infuso di Rooibos aromatizzato con arancia e cannella, mentre il latte di Kefir ha preso il posto del latte (qui di soia, però).
Lo so, sembra pura follia stravolgere una ricetta senza nemmeno conoscerla, ma da un po’ di tempo mi frullava in testa l’idea di fare una crema o un budino con l’amico Agar e aromatizzato al Rooibos e quando ho visto questa ricetta ho pensato che facesse proprio al caso mio ^_^! Ma prometto che rimedierò e che proverò prima o poi questo tè nero speziato 😀

BUDINO CON ROOIBOS ALL’ARANCIA E CANNELLA
E CON LATTE DI KEFIR
ispirato a “Flan au thé et aux épices tchaï
da “Agar-agar” 

INGREDIENTI per 4 vasetti da 125 g:
3 bacche di cardamomo (omesso)
3 chiodi di garofano (omesso)
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (omesso)
1 pizzico di zenzero in polvere
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
3 bustine di tè Darjeeling (infuso di Rooibois alla cannella e arancia sfuso q.b.; altrimenti 3 bustine)
70 g di zucchero di canna (la prossima volta ne userò solo 30 g)
250 ml di latte di soia (300 ml di latte di kefir)
50 ml di panna di soia (omessa)
qualche cucchiaio di chantilly vegetale di soia (omessa)
1 cucchiaio di cannella in polvere per decorare (omessa)

Preparate le spezie: aprite e grattugiate i baccelli di cardamomo, che unirete ai chiodi di garofano, alla cannella e allo zenzero.
Come spezie, io ho aggiunto solo lo zenzero grattugiato al momento; infatti, nella confezione che ho a casa le foglie di Rooibos sono mescolate con cannella in pezzi, chiodi di garofano in pezzi, scorze e olio essenziale d’arancia…e credo che basti così ^_^!
Mescolate l’agar-agar con 250 ml di acqua in un pentolino. Appena l’acqua bolle, abbassare la fiamma e aggiungere il filtro con l’infuso di Rooibos (o una bustina) mescolato allo zenzero grattugiato (se invece seguite la ricetta originale, dovete aggiungere la bustina di tè insieme alle spezie; se invece usate il tè sfuso, basterà mescolare le foglie di tè alle spezie e mettere poi tutto nel filtro, come ho fatto io). Lasciate bollire per 1 minuto e 30 secondi.
Fate raffreddare leggermente; quindi, unite lo zucchero e stemperate con qualche cucchiaino di latte di Kefir a temperatura ambiente (se invece utilizzate il latte e la panna di soia, come Clea, fateli prima riscaldare leggermente in un pentolino); unite poi il kefir rimasto poco a poco, mescolando. Levate il filtro contenenente l’infuso e versate il composto in 4 vasetti di vetro da yogurt, aiutandovi con un colino. Fate raffreddare; quindi fate riposare in frigo per circa 1 ora.
Al momento di servire, decorate i budini con una nuvola di chantilly vegana e un pizzico di cannella in polvere (io non l’ho fatto, per me è buono così com’è…anzi no: con un po’ di zucchero in meno :D).
E il giorno dopo è ancora più buono, soprattutto perchè l’aroma del Rooibos e delle spezie diventa più intenso e al tempo stesso si nota maggiormente la delicatezza del Kefir ^_^!

A presto ;)!


Brioche speziata al Kefir


 
Ci sono ricette per cui è amore a prima vista; ma la paura a volte ha il sopravvento e magari si finisce per salvarle…poi, aspettano, aspettano, aspettano…
A me è capitato due volte di rimanere bloccata dalla paura del fallimento: prima per la brioche di Julia Child, poi per lo Stollen. Infatti, la ricetta della brioche della Child (tratta dal libro Baking with Julia) è rimasta in archivio per un bel po’ di tempo…ci voleva del buon burro bio da consumare al più presto per farmi trovare il coraggio di affrontare questa piccola sfida ^__^!
E rileggendo più volte la ricetta vista su Papilles et Pupilles, poi quella del Panbrioche senza impasto e del Vetebrod e ispirandomi vagamente alle dosi e al mix di spezie del Plumcake al papavero, sono finalmente arrivata a questa brioche speziatissima e resa morbida e soffice dal latte di Kefir, più che dal burro.

Conosco il kefir già da un po’, ma non lo avevo ancora assaggiato prima della scorsa settimana, quando l’ho visto all’Eurospin. La cosa che mi ha convinta a prenderlo è stata la stessa marca austriaca di un buonissimo yogurt (e io sono iper pignola, visto che lo paragono sempre a quello francese XD!) che compro in un comune supermercato vicino casa. Una vera rivelazione: buono e fresco (e pure salutare XD!), quasi come uno yogurt bianco intero ^__^! E in più con la favolosa capacità di rendere morbidi torte e lievitati senza dover per forza utilizzare quantità mostruose di burro e uova…una valida alternativa al latticello, quindi ;)! Leggevo sul web, poi, che il latte di kefir si trova anche da Naturasì (com’è che ho visto il latticello e non il kefir?? Boh, mistero!!), Conad, Penny Market.
Io la mangio a colazione sia semplice sia con della marmellata poco zuccherata (per non coprire le spezie) di fragole o lamponi.

BRIOCHE SPEZIATA AL KEFIR
vagamente ispirata alla ricetta della Brioche di Julia Child

In corsivo trovate le dosi della ricetta originale, mentre tra parentesi ho inserito le mie modifiche.

INGREDIENTI

1) Lievito con metodo a spugna:
360 g di farina 0 (150 g di farina 0)
85 ml di latte intero tiepido (100 ml di latte di kefir a temperatura ambiente)
20 g di lievito di birra o una bustina di lievito secco (10 g di lievito di birra)
1 uovo (omesso)

In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di latte di kefir a temperatura ambiente. Non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 
Nell’impastatrice (o nel robot da cucina o nella macchina per il pane), versate il lievito sciolto, il restante latte di kefir e 100 g di farina (tenete da parte 50 g di farina) e impastate con la frusta K  per circa 5 minuti, o fino a quando l’impasto a spugna sarà ben amalgamato. Ricoprite l’impasto con la farina rimanente, coprite la ciotola dell’impastatrice con della pellicola trasparente e una coperta di lana e fate lievitare al caldo per circa 1 ora. Nella ricetta originale, Anne consiglia di far lievitare l’impasto per circa 30-40 minuti; comunque, capirete che è pronta non appena avrà raddoppiato di volume e si saranno formate delle crepe tra la farina e la pasta ;)!
2) Impasto finale:
lievito con metodo a spugna
70 g di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè di sale (1 cucchiaino di sale)
4 uova sbattute (1 uovo)
200 g di farina (approssimativamente) (farina 0, più qualche altro cucchiaio, se necessario)
170 g di burro a temperatura ambiente (70 g di burro morbido)
50 ml di latte di kefir a temperatura ambiente (mia variante)
i semi pestati di due baccelli di cardamomo (mia variante)
2 cucchiaini di cannella (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)
la buccia grattugiata di 1 limone (mia variante)
semi di papavero q.b. per decorare (mia variante)
Versate lo zucchero, l’uovo sbattuto e i 200 g di farina sull’impasto a spugna. Aggiungete a filo il latte di kefir e alla fine il sale, le spezie, la vanillina e la scorza grattugiata del limone. Impastate per circa 20-25 minuti. Se la pasta non si dovesse staccare dai bordi della ciotola, aggiungete ancora qualche cucchiaio di farina quanto basta. Alla fine, dovrete ottenere un impasto ben amalgamato, morbido ed elastico. Se volete vedere come dovrebbe essere la pasta a questo punto, potete controllare la ricetta originale.
A questo punto, levate la frusta K e montate il gancio a spirale. Riavviate l’impastatrice e incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bignè, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Qui potete vedere l’aspetto finale dell’impasto: liscio, lucido e setoso ;)!
Oliate una grossa ciotola, riponetevi l’impasto e copritelo con pellicola trasparente.
Per la lievitazione, avete due opzioni:
1) Lo fate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-2 ore e mezza nella ciotola coperta anche con una coperta di lana e al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare di volume.
2) Lo fate lievitare tutta la notte posizionandolo nella parte meno fredda del vostro frigorifero (lievitazione lenta) per circa 4-6 ore (massimo una notte). Dopo aver dato la forma, lasciate lievitare la brioche nello stampo per 1 ora a temperatura ambiente

Io ho scelto la prima opzione; peccato che, iniziando a fare altro, l’ho dimenticato e l’impasto ha lievitato per quasi 3 ore e mezza…la prossima volta punto la sveglia XD!
A lievitazione terminata, date all’impasto la forma che preferite. Io ho data alla mia prima brioche la forma classica, formando due palline una più piccole dell’altra e posizionate nello stampo precedentemente oliato.
Decoratela con un po’ di semi di papavero, se volete.
Fate quindi lievitare la brioche per circa 30 minuti a temperatura ambiente. Io, però, senza riflettere sulle conseguenze 🙁 ho coperto lo stampo con pellicola trasparente ^^”’: ecco perché la pallina superiore sembra una semisfera appiattita XD!
Voi, invece, non fate lo stesso errore. Se volete coprire lo stampo con una coperta di lana, copritelo prima con un’insalatiera dello stesso diametro dello stampo ;)!
Poi, dovreste mescolare un rosso d’uovo con un cucchiaio d’acqua, da spalmare con un pennello sulla brioche. Io, però, non l’ho fatto e la brioche si è dorata lo stesso. Quindi, a voi la scelta ^_^!
Preriscaldate il forno ventilato a 180°. Fate cuocere per circa 30-35 minuti.
Ad ogni modo, i tempi di cottura dipendono:
1) dal tipo di forma scelto per la brioche: nel mio caso, la brioche classica cuoce più a lungo di una treccia, per cui sono necessari, di solito 25-30 minuti;
2) dal forno.
Quindi, fate la prova dello stecchino, utilizzando un coltello che dovrà fuoriuscire pulito dalla brioche.
Nel caso in cui la brioche dovesse colorarsi troppo, copritela a metà cottura con un foglio di alluminio.
Una volta cotta, levatela dallo stampo quando è ancora calda, per evitare che si inumidisca e per farla asciugare bene.
Una volta raffreddata, potete surgelarla, anche a pezzi se volete. Non noterete assolutamente la differenza ;)!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!