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Il Gattò di Ricotta…ricetta di *famiggghia*!!!

Visto che non c’è tempo per il nuovo, oggi vi propongo una vecchia ricetta, pubblicata il 25 novembre 2011.

A grande richiesta, ne approfitto per ridarvi la ricetta del gattò di ricotta, che mi ha passato mia madre, che a sua volta ha avuto la ricetta da una sua zia. 
Comincio, poi, ad avere il dubbio che sia una ricetta della zona di Castelvetrano (un paese in provincia di Trapani e dov’è nata mia madre ;)), visto che a Palermo quasi nessuno conosce questo dolce. 
IL GATTO’ DI RICOTTA DI MAMMA

INGREDIENTI
1 kg di ricotta di pecora (fresca, ben asciutta e di buona qualità)
300 g di zucchero
6 uova
60 g di cioccolato fondente tritato
1 cucchiaino di cannella
la buccia grattugiata di un limone

Lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete al composto la ricotta, che lavorerete al passaverdura, utilizzando la griglia a buchi fini; a questo punto, aggiungete il cioccolato, la cannella e la scorza di limone. Montate gli albumi a neve ben ferma. Uniteli alla crema di ricotta, mescolando bene ma con movimenti lenti. Versate il composto in una teglia unta d’olio (preferibilmente a fascia apribile, perchè la torta, non contenendo farina, si spacca facilmente) e infornate in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 45 minuti. Ma i tempi di cottura variano da forno a forno, quindi regolatevi con la prova dello stecchino. Inoltre, capirete che la ricotta è ben cotta quando il gattò comincerà a sgonfiarsi ;)!


Questa ricetta rientra nell’ambito della manifestazione “La Cucina italiana nel mondo: mangiare all’italiana“.

E con questa ricetta partecipo anche al Gluten Free Friday


*Moelleux au chocolat*…ma rivisitato ^_^!

Cioccolato per il weekend.
Cioccolato dopo una bella nuotata in piscina…va bene che l’estate si sta avvicinando alla velocità della luce, ma lo sport ha il brutto vizio di far diminuire i sensi di colpa, vero? 😛
Cioccolato come metodo di teletrasporto nel passato e in terra francese, in particolare all’interno di quei panifici di Saint-Germain-en-Laye dove ho assaggiato un meraviglioso moelleux au chocolat, che non credo dimenticherò tanto facilmente :P!
E nel libro di Aran non noto la ricetta del molten chocolate cake?


Ora, il molten chocolate cake non è altro che il *fondant au chocolat*. 
Quindi l’esterno deve risultare cotto, mentre l’interno resta fuso, a mo’ di crema (ma magari l’avete già fatto e quindi non vi dico nulla di nuovo).
Però il moelleux au chocolat assaggiato in Francia, qualche mese fa, mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto fare questa ricetta replicando quella consistenza speciale.
Il sapore della ricetta *cioccolattosa* che vi propongo è identico a quello francese, con l’unica aggiunta speciale conferita dalla crema di mandorle.
Un’autentica delizia, proprio come speravo ^_^!
Il risultato, del resto, come spiega poi anche il Larousse, dipende esclusivamente dai tempi di cottura ;)!
Con un tortino simile, poi, una tazza di tè nero alla melagrana e ai mirtilli rossi ci sta benissimo ;)!

Moelleux au chocolat et aux amandes
dal ricettario “Small Plates and Sweet Treats

Non vi fate sconvolgere dalla presenza della barbabietola, il sapore non si sente, ma conferisce la giusta umidità al dolce.
Del resto, l’esperienza avuta con una torta alla barbabietola di Aran insegna.
Ingredienti per 4 tortini morbidi al cioccolato e mandorle:
1 barbabietola di media grandezza (1 barbabietola precotta)
170 g di cioccolato fondente extra (io al 50% di cacao)
60 g di crema di mandorle al 100% (io fatta in casa)
2 uova (io 2 albumi)
2 tuorli (omessi)
50 g di zucchero muscovado (io zucchero bianco, le mandorle le ho quasi sempre in casa, lo zucchero grezzo no)
2 cucchiai di farina di riso integrale finissima

1/4 cucchiaino di fleur de sel (non ne avevo, ma conoscendo questo tipo di cioccolato, ci starebbe benissimo)

2 cucchiaini di zucchero a velo alla cannella, homemade (mia variante)


Aran fa cuocere la barbabietola in acqua bollente, per 35-40 minuti, fino a quando non è tenera.
Io, quando sono di stagione, le cuocio a vapore e quelle che restano (in fondo per il dolce se ne usano solo 60 grammi) le uso insieme alle foglie per fare un’insalata, con o senza patate. Visto che per ora non sono di stagione, ho usato quelle precotte. La parte rimanente, l’ho usata per un’insalata di scarola e mozzarella (almeno così sparisce il sapore dolciastro tipico di quelle precotte).
Una volta cotte, frullate 60 grammi di barbabietola.
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e la crema di mandorle. Una volta sciolti, fate raffreddare su una gratella.
Preriscaldate il forno (io ventilato, altrimenti nel mio forno i dolci non si cuociono più, vai a capire perchè) a 220° (io a 180°).
Nella ciotola del mixer, frullate le uova, i tuorli (io ho usato solo gli albumi) e lo zucchero ad alta velocità, per 5 minuti, fino ad ottenere una crema giallo paglierino, all’incirca.
Aggiungete il composto di mandorle e cioccolato, la purea di barbabietola, i due cucchiai di farina di riso integrale e il fleur de sel, se l’avete. Io ho aggiunto lo zucchero a velo alla cannella.
Frullate a velocità media fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso.
Distribuite l’impasto in 4 terrine monoporzione oliate o imburrate.

Se, come me, volete un interno morbido e umidiccio, ma compatto, fate cuocere in forno ventilato (o statico, se il vostro forno riscalda bene) a 180° per 20-25 minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Se la temperatura del forno è quella della ricetta originale, cioè a 220°, otterrete invece dei tortini dal cuore fondente. Fate cuocere in tal caso per 8-10 minuti, come consigliato da Aran.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

Buon weekend ^_^!


Cioccolatando alla seconda :P

Vi capita mai di non saper cosa scrivere? A me ultimamente succede spesso. Accumulo ricette, cerco di pubblicarle il prima possibile, per evitare che gli ingredienti finiscano per non essere più di stagione, ma appena mi ritrovo davanti lo schermo si crea un blocco e in testa ho il vuoto totale, senza neanche capirne il motivo.
E allora perchè non proporre la ricetta, accompagnata da brani musicali, ho pensato?

Questa è una delle prime ricette del libro Small Plates & Sweet Treats che ho provato.
Ultimamente ne ho accumulate diverse, a cui a volte ho aggiunto le mie personali modifiche, giusto perchè se non cambio qualche ingrediente non sono contenta ^^”! Spero di riuscire a farvele vedere, piano piano.
Comunque, non lo faccio per pubblicità, ma perchè sono entrata in fissa anche con questo libro, proprio com’è successo con quello di Clea e con quello di Julia Child.

CREMA AL CIOCCOLATO, COCCO E NOCCIOLE
ispirata alla ricetta Chocolate, Hazelnut & Fleur de sel pots de crème
tratta da Small Plates & Sweet Treats

INGREDIENTI
30 g di nocciole (omesse, non le avevo)
500 ml di latte di cocco non zuccherato
1 stecca di vaniglia, tagliata a metà, più i semi
1 uovo
2 tuorli
50 g di zucchero di cocco o zucchero bruno dorato (zucchero di canna q.b.)
2 cucchiai di crema di nocciole
60 g di cioccolato al latte, tagliato finemente (omesso)
60 g di cioccolato fondente, tagliato finemente (120 g di cioccolato fondente equosolidale al 70% di cacao)
1/2 cucchiaino di fleur de sel (omesso)

It is easy to make nut butters at home. Spread 2 cups of your favorite nuts on a baking sheet. Bake the nuts at 180°C for 5 to 10 minutes or until fragrant and golden. Transfer them to a food processor or high-speed blender and process them until they turn into a paste. Add 1 tablespoon vegetable oil (hazelnut, almond, or pistachio) and a pinch of salt and process until smooth. You can sweeten the nut butter with 1 tablespoon honey or leave it plain.”

Preriscaldate il forno a 180°.
Tostate le nocciole per 5-7 minuti, fino a quando sono dorate e fragranti. Avvolgetele in uno strofinaccio e strofinatele per rimuovere la pellicina esterna. Fatele raffreddare, poi tagliatele a pezzetti grossolani.
Riducete la temperatura del forno a 150°.
In una pentola, riscaldate a fiamma media il latte di cocco, unito alla stecca di vaniglia e ai semi di vaniglia. Fatelo sobbollire leggermente.
Nel frattempo, in una ciotola mescolate l’uovo, i tuorli, lo zucchero e la crema di nocciole.
Appena il latte di cocco inizia a bollire, rimuovete la pentola dal fuoco. Rimuovete la stecca di vaniglia e aggiungete il cioccolato. Mescolate per far sciogliere il cioccolato nel latte.
Versate un po’ di latte di cocco al cioccolato sopra le uova, mescolando, per evitare che le uova si rapprendano. Aggiungete il latte di cocco al cioccolato rimasto e mescolate. Filtrate il composto ottenuto utilizzando un colino, versandolo in una ciotola pulita. Aggiungete il fleur de sel e mescolate.
Versate la crema in 6 ramequin da circa 28 ml. Fate cuocere a bagnomaria per 30-40 minuti o fino a quando la crema risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Potete servire la crema al cioccolato, cocco e nocciole a temperatura ambiente o fredda.


Muffin allo zenzero, kefir e cioccolato

Un po’ di settimane fa, ho visto la ricetta del Plum-cake allo zenzero e ho iniziato a mettermi all’opera.
Aperto il frigo, mi è caduto l’occhio su una stecca di cioccolato fondente.
L’accostamento zenzero-cioccolato potrebbe andare bene?
Sul web, ho notato una ricetta del blog Il pranzo di Babette.
Mai scelta fu più giusta, questa combinazione è davvero azzeccata *O*! Se poi aggiungete del latte di Kefir, avrete dei muffin morbidi, quasi quanto quelli preparati col latticello. Ve l’avevo detto? Ah si, ve l’avevo già detto ^__^!

MUFFIN ALLO ZENZERO, KEFIR E CIOCCOLATO

ispirati al “Plum-cake allo zenzero
INGREDIENTI per circa 12 muffin:
100 g di burro o margarina (80 ml di olio EVO)
100 g di zucchero
1 uovo
un vasetto di miele di 250 g (omesso)
250 g di farina (180 g di farina 00 + 70 g di farina di riso)
un cucchiaino e mezzo di lievito in polvere (3 cucchiaini di polvere lievitante biologica per dolci; voi però seguite la ricetta originale)
un cucchiaino di cannella in polvere (omesso)
un cucchiaino di zenzero in polvere (3 cucchiaini rasi di zenzero grattugiato)
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati 
una buona presa di sale
un bicchiere scarso di acqua calda (omesso)
burro o margarina per ungere (omesso)
300 ml di latte di kefir (mia variante)
cioccolato fondente q.b. (mia variante)

Consiglio personale: dopo i buchi creati dai 3 cucchiaini di lievito, secondo me è meglio seguire la dose della ricetta originale.
Nota personale: dopo l’assaggio, il secondo esperimento e i consigli di Stefania, forse sarebbe stato meglio mischiare la farina di riso con la maizena, oppure avrei dovuto aumentare la quantità di latte di kefir. Li devo rifare, però, perchè erano troppo buoni ^_^!

Sbattete a crema in una terrina il burro o la margarina e incorporatevi pian piano lo zucchero e l’uovo. Aggiungetevi il miele, la farina mescolata in precedenza con il lievito in polvere, le spezie, il sale e l’acqua calda, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea. Ungete con burro o margarina uno stampo a cassetta, ponetevi dentro la pasta e adagitelo sul ripiano di mezzo del forno già caldo. Fate cuocere il plum-cake per un’ora a 200°, poi sfornatelo e capovolgetelo su una gratella. Lasciatelo quindi raffreddare bene, tagliatelo a fette e disponetele su un piatto da dolci.

In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi. Nel mixer (o in un’altra ciotola), mescolate gli ingredienti umidi. Unite quindi gli ingredienti secchi nel mixer, mescolate e versate l’impasto nello stampo per muffin (o, se preferite, nello stampo per plumcake), che io ho ricoperto con pirottini colorati. Questa però è la la prima ed ultima volta che li compro, perchè una volta che i muffin sono cotti, il colore dei pirottini risulta sbiadito e ho dovuto quindi utilizzarne degli altri (ho esagerato apposta :P) per farli notare in foto.
Aggiungete all’impasto i pezzettini di cioccolato fondente.
Fate cuocere i muffin in forno caldo e ventilato a 180° per 30-35 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino, prima di sfornarli.
Un tè nero e la colazione/merenda è pronta ^_^

A presto 😉


Sapori e profumi che sanno di Francia

Quando la scorsa settimana ho visto una meravigliosa ricetta di pain au chocolat, ho pensato che dovevo assolutamente farli anch’io in casa.
Intanto perchè volevo una piccola coccola post gastroenterite distruttiva. Poi perchè i pains au chocolat in Francia erano la mia droga, creando una dipendenza peggiore di quella per i croissants au beurre, soprattutto se accompagnati da un buon espresso, magari in uno di quei locali dove si incontrano soprattutto persone del posto, non importa se siano francesi o stranieri, gente che vive in città, insomma ^_^!
Dopo aver dato un’occhiata anche alle ricette di Mercotte e di Paoletta, sabato mi sono messa all’opera.
Il risultato? Per il primo tentativo ho ottenuto una specie di catastrofe, esteticamente parlando, perchè di sapore l’impasto era buono. La colpa era solo mia :P! Mi dev’essere venuto un attacco di stupidità o di ansia da prestazione, perchè ho fatto lievitare troppo l’impasto (al primo controllo, dopo un’ora e mezza, non mi sembrava pronto…e invece ho sbagliato, avrei dovuto tirarlo fuori dal forno subito; e dire che non è la prima volta che faccio un lievitato -_-”!). Morale della favola, lavorare la pasta è stata un’impresa :(! Al terzo giro di pieghe, esasperata, ho deciso di riprovarci il giorno successivo, anche se mi erano rimasti solo 150 grammi di burro e solo il panetto preliminare per far lievitare il tutto. Ho congelato quindi metà dell’impasto e con l’altra metà ho fatto un fagotto vuoto, senza cioccolato. Buono, ma inguardabile XD!
Domenica mi sono armata di tutta la pazienza che posseggo 😛 e mi sono rimessa al lavoro, stavolta seguendo anche un consiglio di Mercotte, secondo cui l’impasto e la “sfoglia” di burro devono essere lavorati alla stessa temperatura: freddi, appena usciti dal frigo ;)!
Il risultato lo potete vedere sopra e sotto: direi decente esteticamente, non perfetto (ve l’ho detto, io e l’estetica non andiamo d’accordo :P); ma di sapore erano talmente buoni che per ora mi accontento…sempre se avrò mai la pazienza per rifarli XD LOL!

PAINS AU CHOCOLAT
ispirati a una ricetta notata su Andante Con Gusto

Visto che ho cambiato una piccola parte degli ingredienti e del procedimento, seguendo qualche idea di Mercotte e di Paoletta, trovate le mie modifiche degli ingredienti tra parentesi quadre ;)!
Avendo solo 150 grammi di burro per il secondo tentativo, ho deciso poi di ridurre la quantità di burro destinato all’impasto e della farina manitoba.
Inoltre, la parte in corsivo del procedimento è tratta dalla ricetta di Patty.

Ingredienti
460 gr di farina 00 (io ho miscelato 300 gr di 00 e 180 di Manitoba – questo conferisce maggiore croccantezza alle sfoglie) [300 g di farina 00 e 160 g di farina manitoba]
2,5 dl di latte (io ho usato latte fresco parzialmente scremato)
60 gr di zucchero 20 gr di lievito di birra fresco [mezzo panetto preliminare, di uno contenente 300 g di manitoba, 20 g di lievito di birra e circa un bicchiere e mezzo bicchiere di acqua tiepida, proprio come qui]
2 cucchiai di burro (c.ca 40 gr) [20 g di burro]
125 gr di margarina + 125 gr di burro (io 250 gr di burro) [130 g di burro]
1 tuorlo
10 gr di sale [1 cucchiaino raso di sale]
3 pezzi di cioccolato per ogni brioche (c.ca 7/8 gr) 

Per il panetto, la sera prima, sciogliete il lievito in una ciotola con un po’ d’acqua tiepida; aggiungete poi la farina e impastate velocemente con tanta acqua quanto basta per ottenere un panetto simile a una pastella. Fatelo lievitare fino al raddoppio del volume; quindi mettetelo in una ciotola, che coprirete con pellicola trasparente e conserverete in frigo.
Riscaldate leggermente il forno; quindi, fate intiepidire mezzo panetto nel forno. Se invece volete preparare il panetto il giorno stesso; dovete aspettare che raddoppi di volume; ovviamente; per queste dosi usate solo metà panetto ;)!
Sempre la sera prima, avvolgete 130 grammi di burro nella pellicola, battetelo leggermente con il mattarello per farlo ammorbidire e stendetelo fino a quando avrà la forma di un rettangolo, proprio come consiglia Mercotte.

Fate intiepidire il latte.
Nella ciotola della planetaria, miscelate le farine con lo zucchero, quindi aggiungete il panetto preliminare e cominciate ad impastare con il gancio impastatore, aggiungendo lentamente il latte. Quando avrete incorporato tutto il latte, aggiungete il sale; quindi incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bigné, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Impastate a bassa velocità fino a quando non otterrete una massa liscia, che si staccherò dalle pareti della ciotola lasciandola lucida (circa 10 minuti).
Con un coltello, fate una croce sulla pasta, mettetela in una ciotola unta, copritela con un piatto e fate lievitare l’impasto in forno (precedentemente riscaldato) con la luce accesa, fino a quando non avrà raddoppiato di volume. 
Quindi, sgonfiatelo leggermente, avvolgetelo con la pellicola trasparente, stendetelo leggermente e conservatelo in frigo per un’ora, stando ai consigli di Mercotte.
Dopo un’ora, uscite l’impasto dal frigo e stendete il vostro fagottino con il mattarello in un rettangolo di circa 40 x 60. Posizionate la “sfoglia” di burro al centro della pasta e chiudete i due estremi, fissandoli stendendo leggermente la pasta con il mattarello, per evitare che il burro fuoriesca, proprio come qui
Cominciate quindi con la prima piega. Stendete la pasta in un rettangolo di circa 40 x 60. Ruotate la pasta stesa verso sinistra in modo da avere il rettangolo orizzontale. Piegate il lato sinistro verso il centro. Chiudete il lato destro sul sinistro. A questo punto avrete finito il primo giro di piegature. Avvolgete la pasta nella pellicola e mettetela in frigo per almeno 30 minuti.
Ripetete il procedimento. Per schiarirvi le idee, potete controllare i passaggi fotografati da Patty ;)! Con la pasta chiusa a libro davanti a voi, stendetela, quindi ruotatela in orizzontale e chiudetela nuovamente a libro con le due pieghe. Avvolgetela nella pellicola e di nuovo in frigo per 30 minuti. Dovrete ripetere lo stesso procedimento una terza volta e lasciare riposare nuovamente la pasta prima di usarla.
Stendete la pasta in un rettangolo abbastanza sottile. Ricavateci dei rettangoli di circa 9×7 cm.
Posizionate la cioccolata in 3 pezzi sul lato lungo del rettangolo, quindi arrotolate a formare un cilindro. Vi sembrerà che il rotolo non si chiuda bene. Non vi preoccupate. Durante la successiva lievitazione si sigillerà. Trasferiti i cilindri su una teglia coperta di carta da forno, alla distanza di 2,5/ 3 cm, sistemandoli con la chiusura verso il basso, come delle lumachine; spennellateli con il tuorlo sbattuto e diluito con un po’ di latte e fateli lievitare ancora in forno leggermente caldo (tipo 25°-30°) fino a quando non saranno raddoppiati di volume (da 45 minuti a 1h30, all’incirca; comunque controllateli dopo almeno 30 minuti).
Una volta pronti, fateli cuocere in forno caldo e ventilato a 190°, fino a che non saranno dorati e croccanti, per circa 10/20 minuti all’incirca.
Toglieteli dal forno, staccateli delicatamente (continueranno a lievitare mentre cuociono, quindi si attaccheranno) e fateli raffreddare su una gratella.
Tiepidi sono divini *O*! Ma anche le mattine successive saranno buoni, soprattutto se conservati in una scatola di latta; magari riscaldateli in forno o al microonde.
Con queste dosi, dovreste ottenere circa 18 pains au chocolat. Io ne ho ottenuti 12, di cui 5 molto grossi, il doppio di quelli di Patty.
Come mi ha consigliato lei, l’autrice della ricetta che vi ho proposto, se non volete cuocere tutte le brioche, potete congelare le “lumachine” prima di farle lievitare in forno. Oppure potete seguire i consigli di Paoletta (dopo il punto 28), per congelare e scongelare i pains au chocolat ;)!
Con questi pains au chocolat preparati riutilizzando il panetto preliminare del giorno prima, partecipo alla raccolta di Dauly sulla cucina del riciclo
A presto ;)!

Cioccolatando

Se come me siete stufi marci di dolci complicati, magari perchè le feste vi hanno nauseato (almeno questo è quello che sto passando io, che sto pensando che forse l’influenza-quasi-gastroenterite di questi giorni sia la solita conseguenza annuale delle abbuffate natalizie ^^”), probabilmente gradirete un dolcetto “senza“.
Perchè senza? Perchè questa mousse non contiene uova, né burro, né panna, ma è al tempo stesso di una bontà e di una leggerezza (parlo per il gusto, anche se in effetti le calorie non sono molte) uniche, provare per credere ^_^!
In più, potrei dire che vi sto proponendo una sorta di non-ricetta, facile, facile, perchè si prepara con solo 3 ingredienti: cioccolato fondente, tofu vellutato e un po’ di latte vegetale.
Dove trovate il tofu vellutato? Nei negozi biologici ;)! E mi raccomando, non sostituite il tofu vellutato con quello compatto, altrimenti non otterrete un dessert cremoso ;)!

MOUSSE AL CIOCCOLATO “SENZA”
ispirata alla ricetta di Clea

Aggiornamento del 2/6/2013: ho fatto questa deliziosa mousse (perfetta anche per la colazione, spalmata su una fetta di pane) diverse volte d’inverno e ho usato sia lo sbattitore elettrico sia la frusta della planetaria, che sostituiscono alla grande il minipimer, ovviamente ^_^!

INGREDIENTI (tra parentesi, le mie modifiche ;)):

400 g di tofu vellutato (275 g)
200 g di cioccolato per dolci di ottima qualità, al 70% di cacao (200 g di cioccolato fondente, un miscuglio tra 50% e 70%, ovviamente buono)
un po’ di latte di soia (latte di riso)
olio essenziale d’arancia o scorza grattugiata di arancia non trattata (scorza grattugiata di arancia non trattata)

In un pentolino, fate fondere il cioccolato con un po’ di latte di riso. Appena si è sciolto, levate il pentolino dal fuoco e aggiungete il tofu vellutato e la scorza d’arancia grattugiata.
Se come me non avete il minipimer e non volete sporcare il mixer, mescolate la crema con la frusta, fino ad ottenere una consistenza abbastanza omogenea. 

Se invece volete ottenere un risultato visivamente perfetto (come questo), utilizzate il minipimer o il mixer o la frusta della planetaria. Se non doveste avere né l’uno né l’altro né l’altro ancora, le fruste elettriche sono perfette ;)!
Versate nei vasetti di vetro trasparente; appena la mousse sarà a temperatura ambiente, conservate in frigo.
Non vi preoccupate se la mousse dovesse risultare liquida, è normale; il riposo in frigo la farà addensare, proprio come consiglia Clea.
Sarebbe meglio preparare questo dessert il giorno primo per la sera del giorno successivo. Infatti, più riposa in frigo, più sarà buona.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

In due vasetti (io ne ho ottenuto 5), una volta addensata, sopra lo strato di mousse ho aggiunto della crema preparata mescolando un po’ di quark mescolato con la confettura di melagrana homemade. Se l’idea non vi piace, lasciate la mousse al naturale, oppure aggiungete il mix che preferite.

E con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Dauly sulla cucina del riciclo

A presto ;)!


Torta “cioccolato su cacao” ^_^

Avete seguito il festival di Venezia?
Io si e francamente, dopo aver letto la critica di Crespi e aver visto il nuovo film di Bellocchio, ho “odorato il fieto del miccio” e dopo mille dubbi (tra cui quello da grillo parlante che consiglia un film straniero, per non diventare banali) ho deciso che anche la commedia sofisticata sarebbe stato un film italiano: Bianca, uno dei film che preferisco in assoluto (e adesso parlo a livello internazionale) ^_^!
Non lo faccio per campanilismo, ma perchè leggere che i film italiani in concorso sono stati criticati per eccessivo provincialismo mi fa solo venir voglia di tirar fuori dalla micro videoteca di casa questa chicca tutta morettiana!
Sono provinciali commedie come I soliti ignoti o Questi fantasmi, addirittura tradotti in francese? Ok, I soliti ignoti in francese non rende quella particolare comicità tutta romana, ma non è questo il punto!!!
Un personaggio come Michele Apicella secondo voi è provinciale? Io direi di no, soprattutto nel caso di un film che trae ispirazione dallo stile di Hitchcock e Truffaut, che a loro volta sono collegati tra loro.
Il 1984, poi, è l’anno della morte del grande Truffaut, ma anche l’anno dell’uscita al cinema del film Bianca…e mi chiedo se sia solo un caso, se non sia un piccolo omaggio implicito da parte di Nanni Moretti (che, a sua volta, gode di ottima fama in terra francese, ma non penso ci sia bisogno di dirlo :D).
Truffaut (per le similitudini con L’uomo che amava le donne, ma, per me, anche con La donna della porta accanto, Effetto notte e con la saga di Antoine Doinel), Hitchcock, la Sachertorte, il cioccolato, i dolci: questo film ha tutte le carte in regola per rientrare tra i miei film preferiti, che sono tanti, ma proprio tanti ^_^!

E come rappresentare al meglio questo film se non con una torta “cioccolato su cacao”?

Un dolce con tre diverse sfaccettature, proprio come il film, che, secondo me, ha caratteristiche italiane, francesi e britanniche, come dicevo all’inizio.
Non a caso, questa torta è una via di mezzo tra Olanda, Austria e Piemonte: è olandese perchè il nome originario è “torta olandese al cioccolato“; poi, secondo me è la sorella piccola dell’austriaca Sachertorte, perchè ha molto ma molto meno burro; sostituendo infine la crema al cioccolato con un bel po’ di crema di pesche, cacao e amaretti, il dolce avrà una speciale nota piemontese.
Si crea così un miscuglio di nazionalità, proprio come succede abbandonando l’aspetto superficiale di Bianca. Infatti, come mi ha detto Marzia, (grazie a cui ho assaggiato questa crema), la crema di pesche, cacao e amaretti “deriva da un dolce tradizionale del Piemonte: le pesche
ripiene. Si pelano le pesche, si dividono a metà, si toglie il nocciolo e
lo si sostituisce con una pallina di crema fatta con cacao, nocciole,
amaretti. Praticamente un “finto nocciolo” mangiabile. La crema racchiude lo stesso sapore,
però in vaso e si mette via per l’inverno
“.

Torta cioccolato su cacao
ispirata alla “Torta olandese al cioccolato

Come al solito, trovate tra parentesi le mie modifiche.

INGREDIENTI:
Per la pasta:
100 g di cioccolato amaro
30 g di burro
4 uova
200 g di zucchero (io 120 g) 
una presa di sale
250 g di farina (io farina 00) 
due cucchiaini di lievito in polvere (io polvere lievitante biologica per dolci) 
un bicchiere scarso di latte
olio o margarina per ungere (io olio EVO) 
pangrattato per cospargere (io farina 00) 
Per il ripieno e per decorare
80 g di zucchero 
una bustina di zucchero vanigliato 
cinque cucchiaini di cacao amaro 
20 g di fecola 
un quarto di latte 
un bicchiere scarso di panna 
40 g di pistacchi tritati (pistacchi q.b.)

Per la crema di cacao, pesche e amaretti (ricetta di Marzia)
1 kg di pesche, a pezzetti
500 g di zucchero
100 g di amaretti
50 g di cacao amaro
1 g di agar-agar in polvere, cioè 1/2 cucchiaino da caffè (mia variante)

Mettete il cioccolato e il burro in una casseruolina e fateli sciogliere a bagnomaria. Poi togliete il recipiente dal fuoco e lasciate raffreddare il miscuglio a temperatura ambiente. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero (lasciandone solo due cucchiai da parte) finchè saranno ben spumose e quasi bianche; montate gli albumi a neve con lo zucchero rimasto e il sale. Mescolate la farina con il lievito e incorporatela all’impasto, alternandola con la crema di burro e cioccolato e con il latte. Ungete d’olio o margarina una tortiera di circa 24 cm di diametro, cospargetela con il pangrattato la farina e riempitelo con un terzo della pasta. Ponete lo stampo sul ripiano centrale del forno già caldo e lasciate cuocere lo strato di pasta per 10-15 minuti a 180° (dipende dalla quantità d’impasto versato nello stampo; fate quindi la prova stecchino dopo 10 minuti). Poi sfornatelo, levatelo dalla tortiera e lasciatelo raffreddare. Preparate allo stesso modo gli altri due strati di pasta, lasciandoli poi raffreddare bene. 
Per il ripieno, mescolate a secco in una casseruolina lo zucchero con lo zucchero vanigliato, il cacao e la fecola e stemperate poi tutto bene con il latte. Mettete la casseruolina a bagnomaria, portate il miscuglio ad ebollizione, senza mai smettere di mescolare e fatelo bollire per un attimo. Poi togliete il recipiente dal fuoco, lasciando raffreddare la crema; mescolatela di tanto in tanto, per evitare che si formi in superficie una pellicina. Quindi farcite con tre quarti della crema gli strati di pasta e sovrapponeteli, formando un’unica torta, che metterete su un piatto da dolci. Montate la panna, aggiungetela con delicatezza alla crema rimasta e spalmate tutto sulla superficie e sul bordo laterale della torta, conservando tre cucchiai di crema per la decorazione. Mettetela in una siringa per dolci e spremetela a rosette sulla torta.
Per la crema, come suggeritomi da Marzia, fate cuocere le pesche tagliate a pezzetti con lo zucchero (come una
marmellata normale) per circa 40 minuti. A 10-15 minuti dalla fine della
cottura aggiungete il cacao e gli amaretti sbriciolati grossolanamente; quindi, aggiungete anche il mezzo cucchiaino di Agar in polvere (che renderà la crema piuttosto densa) e mescolate bene.
Invasettate la crema bollente (con queste quantità otterrete circa 4 barattoli da circa 250 g); fate riposare i barattoli in una cesta, coperti da una coperta di lana (proprio si fa con la marmellata) per almeno 24 ore.
Io ho preparato questa crema una settimana prima e ho utilizzato tanta crema quanto basta per farcire e ricoprire la torta.
Infine cospargetela con i pistacchi tritati al momento
Tenete la torta nel frigorifero fino al momento di servirla e dividetela poi a fette.

Come potete notare dalla foto di una fetta, questo terzo esperimento ideato per il mio compleanno (i primi due li avevo fatti per il compleanno di mio fratello e la torta era buona) non è venuto benissimo, perchè per errore ho fatto cuocere troppo la torta e forse anche perchè non ho incorporato bene le uova all’impasto.
Ci sono rimasta talmente male che tre giorni fa l’ho rifatta, seguendo alla lettera la ricetta. Quindi, ho utilizzato tutti i 200 grammi di zucchero e ho montato le uova intere con lo zucchero e il sale, fino a farle diventare ben spumose e quasi bianche, proprio come suggerito dalla ricetta originale.
Inoltre, avendo deciso di farla all’ultimo minuto, ho sostituito il burro (che non avevo) con circa 30 ml di panna da montare, per far sciogliere il cioccolato a bagnomaria; ho unito poi i rimanenti 170 ml di panna a 50 ml di yogurt, sostituendo così il latte previsto dalla ricetta. Ho suddiviso l’impasto a metà: una parte in uno stampo da 24 cm e l’altra metà in uno da 20 cm; ho fatto quindi cuocere i due strati contemporaneamente in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 15 minuti (fate comunque la prova dello stecchino).
Con queste piccole modifiche, ho ottenuto una torta non soffice come altri dolci burrosissimi, ma morbida e che si scioglie in bocca.
A proposito, se la provate, ricordatevi di farla riposare in frigo per almeno un giorno, perchè più riposa e più diventa buona ;)!

E nella foto precedente potete vedere il risultato del quarto esperimento. Non è ancora perfetto, ma per ora va bene così ;)!

E con questa ricetta cioccolattosa partecipo al contest Cinegustologia, per la categoria commedia sofisticata

A presto ;)!


Tra magnifiche presenze, cacao e brutte notizie, ma non mie!

La settimana non finisce benissimo, ma si sa, da un po’ di tempo a questa parte non circolano belle notizie.
Per fortuna, però, a metà settimana c’è stata una piacevole, divertente, magnifica presenza.
Se poi si riapre un libro raffinato e appassionante, soffermandosi su un ritratto di signora, si ricomincia a riflettere.
Allora sabato decido di fare una piccola pausa e apro un altro libro, un ricettario questa volta.
Mischio quindi due ricette con una mia vecchia ricetta.
E dopo aver aperto un barattolo di marmellata ai frutti di bosco, domani riuscirò finalmente a papparmi un altro muffin cioccolatoso a colazione XD!
MUFFIN CON CACAO E MARMELLATA AI FRUTTI DI BOSCO

Come dicevo, l’idea nasce da un’ispirazione fornita dal libro sui muffin della Gribaudo: i muffin al cioccolato senza zucchero e quelli leggeri ai mirtilli. Io ho utilizzato, però, le dosi di una mia vecchia ricetta, che trovate anche qui….ma ovviamente modificando un po’ di cose, perchè se non improvviso non sono contenta XD LOL!!
Riporto le dosi originali dei muffin al cioccolato senza zucchero. Tra parentesi trovate le mie modifiche in corsivo ;)!

INGREDIENTI
1 1/2 di farina (150 g di farina 0)
100 g di farina 00 (mia variante)
1 cucchiaio di cacao amaro (2 cucchiai di cacao amaro equosolidale)
1 cucchiaio di lievito in polvere (1/2 bustina di lievito biologico vanigliato)
1 cucchiaino di bicarbonato (variante dei muffin ai mirtilli)
100 g di zucchero (mia variante)
4 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi, più altro per lo stampo, se lo usate (40 ml di olio extravergine di oliva)
2 uova grandi (2 uova)
150 ml di latticello (ispirato allo yogurt dei muffin ai mirtilli)
marmellata ai frutti di bosco q.b. (ispirata ai muffin ai mirtilli)
1/2 cucchiaino di pimento (omesso)
3/4 di tazza di tazza di succo d’arancia non zuccherato (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata (omesso)
1/2 tazza di mirtilli freschi (omessi)

Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito e il cacao.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio e il latticello.
Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per 3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!!

A presto ;)!

Primo esperimento per Natale ^_^

E anche gli esperimenti natalizi sono iniziati ^__^! 
E questa è una ricetta che si è rivelata perfetta non solo per Natale ma anche per il contest delle (St)rès chic gluten free…si, lo so che cosa starete pensando, “ma chic dove???”…e si, perchè io e l’estetica non andiamo per niente d’accordo; quindi nonostante i miei tentativi (palesemente falliti ^^”’) di presentare dei dolcetti decentemente chic, mi sono trovata davanti degli sgorbietti…beh, ma sgorbietti à l’extérieur, perchè à l’intérieur sono très très chic e tremendamente natalizi, disse quella che li preparò e dai gusti particolarmente strani XD :P!! Il sapore particolarmente bizzarro è merito soprattutto della ricetta dei bonbons di fichi alla portoghese tratta dal volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina…quindi, mica è solo colpa mia :P! Beh, scherzi a parte :D, mentre leggevo la ricetta ho pensato di utilizzare il ripieno dei buccellati, perchè non contiene solo fichi e mandorle, ma anche  noci, cioccolato a scaglie e marmellata di mandarini e di fichi e questo rende il tutto mooolto barocco…non a caso i buccellati sono dei dolci siciliani tipici delle feste di Natale ^_^! 
Quindi questi dolcetti non possono non essere chiamati
BONBONS DI FICHI ALLA SICILIANA
Visto che il ripieno è lo stesso di quello dei buccellati, copio e incollo parte della ricetta che trovate nel post pubblicato qualche mese fa  (e che ripubblicherò a breve) ;)! Invece, gli ingredienti per la glassa sono una modifica della ricetta dei Tronchetti di castagne e cioccolato fondente vista sul numero di novembre di Cucina Naturale.
INGREDIENTI x I BONBONS DI FICHI ALLA SICILIANA
Per il ripieno:
200g di fichi secchi
100g di noci e mandorle spellate e tritate grossolanamente
30g di cioccolata fondente tritata
50g di marmellata di manderini e di fichi
Scorza di 1/4 d’arancia
Scorza di 1/2 manderino
Per la glassa:
100g di cioccolato fondente  (io circa 300g)
1 cucchiaio di zucchero (io l’ho omesso)
1 cucchiaino di margarina fusa, circa 10g (io 1 cucchiaino di burro)
1 cucchiaio di rum (io 4 cucchiai di cointreau)
2 cucchiai d’acqua (io 6 colmi, anche se vado ad occhio)
Quando preparate ricette senza glutine contenenti cioccolato, non dimenticate mai che anche questo è un ingrediente a rischio di contaminazione.  Controllate quindi sulla confezione l’assenza della frase “può contenere tracce di glutine“, che indica che il cioccolato è stato prodotto in uno stabilimento dov’è presente il glutine.

Preparate il ripieno almeno 2 ore prima, tritando innanzitutto i fichi secchi nel mixer. Mescolate il composto ottenuto con la marmellata di manderini e di fichi, le mandorle e le noci tritate grossolanamente, la scorza di arancia e manderino e la cioccolata tritata. Il ripieno deve essere compatto e morbido, altrimenti aggiungere altra marmellata. Formate quindi delle palline.
Passate le 2 ore, preparate la glassa facendo sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro; aggiungete quindi l’acqua e il cointreau. Quando è ancora caldo, passate le palline nel cioccolato e mettetele ad asciugare su una gratella per almeno 1 giorno. Non appena saranno ben asciutti, disponete i bonbons nei pirottini e conservateli in scatoline di latta, ideali per essere serviti durante le vacanze natalizie o per un regalo natalizio homemade ^__^!

E con questa ricetta partecipo al contest “(St)rès chic gluten free

e al contest “Cucinando per Natale
 A presto ;)!

Una crostata per i bimbi di Rocchetta Vara

Questa è una di quelle ricette preparate per un motivo specifico. Stavolta il motivo è particolarmente importante: si tratta dell’iniziativa promossa da Patrizia per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver di Rocchetta Vara, uno dei paesini liguri colpiti dall’alluvione del 25 ottobre.
Riprendo le parole di Patrizia, che illustrano perfettamente la situazione:
“[…] Vi ho già detto qui, e voi avete senz’altro visto in tv, quanto feroce è stata l’inondazione che ha colpito la mia Regione,  quali terribili conseguenze quel diluvio incessante ha causato a Monterosso e Vernazza, paesi conosciuti e amati in tutto il mondo, ma anche in tanti paesini meno noti dell’entroterra.
Avete visto come la furia degli elementi abbia trascinato con sé troppe vite e, nelle valli lì accanto, abbia distrutto tutto, nel suo passare furibondo e distruttore.

[…] Poi, l’altra sera al tg regionale vedo le lacrime di dolore di questa giovane donna, che racconta la tragedia che ha devastato la casa dove si trovava, e che non parla del suo terrore, della sua sofferenza, ma di quella dei bambini di cui si occupa.
(potete vederla qui al minuto 7,00 – scusate ma non so mettere altrimenti il video)
E così ho cercato notizie, ho fatto telefonate, ho raccolto informazioni.
La giovane donna dell’intervista è Paola, una delle responsabili (l’altra è Fiorella)  di una cooperativa sociale di Borghetto Vara, la Cooperativa Gulliver che si prende cura di anziani, disabili e bambini. Questi ultimi erano accolti in due case-famiglia, due Comunità educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro.

L’alluvione […] ha reso pericolanti ed invivibili le strutture, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate quassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato, in questi giorni, con Fiorella, ho ricevuto informazioni e materiale.  Hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.

Ho pensato ad un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza.
Mi son venute in mente le ricette per i bimbi del Santa Lucia, volute così fortemente da Caris , e le 99 colombe per l’Abruzzo: i blogger sono una forza generosa e solidale!
Ecco, allora,  il progetto:  pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia.

La mia ricetta, proprio come quella di tutti coloro che parteciperanno al progetto, verrà donata a Paola e Fiorella, che potranno creare una raccolta e il ricavato verrà devoluto a favore della Cooperativa sociale Gulliver.
Possono aderire all’iniziativa anche coloro che non hanno un blog; in tal caso sarà sufficiente inviare la ricetta a Patrizia all’indirizzo melagranata@gmail.com ;)!
Se volete, potete effettuare una donazione utilizzando i riferimenti bancari della Cooperativa:
Solo una piccola richiesta: fate girare la voce il più possibile, perchè più siamo, più grande sarà l’aiuto che potremo dare alla cooperativa!

E adesso passiamo alla ricetta ;)!

CROSTATA ALLA CREMA DI PATATE DOLCI E CIOCCOLATO 

Questa ricetta è tratta dal numero di novembre di Cucina naturale ed è stata modificata ;)! Come al solito, riporto gli ingredienti della ricetta originale, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche.

INGREDIENTI
Per la pasta frolla:
4 tuorli (io 2 uova e 2 tuorli)
175g di farina integrale più un cucchiaio per la teglia (io 250g di farina di tipo 2)
100g di farina integrale (io 100g di farina 0)
50g di farina di riso (non presente nella ricetta originale)
50g di zucchero di canna (io 60g)
mezza bustina di lievito per dolci (io 1 bustina di polverie lievitante per dolci biologica)
6 cucchiai di olio di riso (io 70g di burro)
un pizzico di sale
scorza grattuggiata di un limone
liquore all’amaretto o altro liquore per dolci a scelta (io non l’ho aggiunto)

Per la crema:
4 albumi (io 2 albumi)
600g di patate dolci (io 500g)
300g di ricotta
100g di gocce di cioccolato o di cioccolato fondente sminuzzato (io 60g di cioccolato fondente sminuzzato)
2 cucchiai di zucchero a velo
zucchero di canna q.b. (non presente nella ricetta originale)
liquore all’amaretto o altro liquore per dolci a scelta (io 2 cucchiai di rum)

Tagliate a pezzetti le patate dolci e cuocetele a vapore fino a quando non saranno tenere.
Nel frattempo, settacciate la farina con il lievito. Lavorate tutti gli ingredienti necessari per la pasta frolla nell’impastatrice. Se volete lavorare a mano, create con la farina una fontana, al cui centro metterete lo zucchero, le uova, il burro tagliato a pezzettini, la scorza di limone e un pizzico di sale. Lavorate con cura e non troppo a lungo, evitando il contatto con le mani e utilizzando, quindi, un coltello o una spatola (come consigliato sia nella ricetta per la pasta frolla dell’Enciclopedia della Cucina sia da Adriano di Profumo di lievito) e fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. A questo punto, formate una palla, copritela con la pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per 30 minuti.
Nella ricetta originale, il liquore per dolci viene utilizzato sia per la pasta frolla che per la crema; io, invece, l’ho utilizzato solo per il ripieno della torta ;)!
Per la crema, dopo aver fatto raffreddare le patate, mescolatele con la ricotta e passatele al passarverdure con buchi fini fino a formare una sorta di purè. Unite al composto il cioccolato e il rum e zuccherate a piacere.
Con l’impasto riposato, rivestite una tortiera di 26 centimetri di diametro (nella rivista viene consigliato uno stampo da 30 cm e dai bordi di 1,5 cm, ma io ho preferito fare una crostata dai bordi più alti).
Montate gli albumi a neve soda e incorporatevi delicatamente lo zucchero a velo. Mescolate gli albumi con il purè e utilizzate la crema ottenuta per farcire la crostata, lisciando la superficie con un cucchiaio. Se volete, potete decorare la crostata utilizzando dei ritagli di pasta. Infornate la torta in forno preriscaldato e fate cuocere a 180° per circa 40 minuti. Ma i tempi di cottura variano da forno a forno, quindi regolatevi con la prova dello stecchino ;)!

E con questa crostata partecipo al contest Sweet Dreams are made of Cheese