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Muffin allo zenzero, kefir e cioccolato

Un po’ di settimane fa, ho visto la ricetta del Plum-cake allo zenzero e ho iniziato a mettermi all’opera.
Aperto il frigo, mi è caduto l’occhio su una stecca di cioccolato fondente.
L’accostamento zenzero-cioccolato potrebbe andare bene?
Sul web, ho notato una ricetta del blog Il pranzo di Babette.
Mai scelta fu più giusta, questa combinazione è davvero azzeccata *O*! Se poi aggiungete del latte di Kefir, avrete dei muffin morbidi, quasi quanto quelli preparati col latticello. Ve l’avevo detto? Ah si, ve l’avevo già detto ^__^!

MUFFIN ALLO ZENZERO, KEFIR E CIOCCOLATO

ispirati al “Plum-cake allo zenzero
INGREDIENTI per circa 12 muffin:
100 g di burro o margarina (80 ml di olio EVO)
100 g di zucchero
1 uovo
un vasetto di miele di 250 g (omesso)
250 g di farina (180 g di farina 00 + 70 g di farina di riso)
un cucchiaino e mezzo di lievito in polvere (3 cucchiaini di polvere lievitante biologica per dolci; voi però seguite la ricetta originale)
un cucchiaino di cannella in polvere (omesso)
un cucchiaino di zenzero in polvere (3 cucchiaini rasi di zenzero grattugiato)
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati 
una buona presa di sale
un bicchiere scarso di acqua calda (omesso)
burro o margarina per ungere (omesso)
300 ml di latte di kefir (mia variante)
cioccolato fondente q.b. (mia variante)

Consiglio personale: dopo i buchi creati dai 3 cucchiaini di lievito, secondo me è meglio seguire la dose della ricetta originale.
Nota personale: dopo l’assaggio, il secondo esperimento e i consigli di Stefania, forse sarebbe stato meglio mischiare la farina di riso con la maizena, oppure avrei dovuto aumentare la quantità di latte di kefir. Li devo rifare, però, perchè erano troppo buoni ^_^!

Sbattete a crema in una terrina il burro o la margarina e incorporatevi pian piano lo zucchero e l’uovo. Aggiungetevi il miele, la farina mescolata in precedenza con il lievito in polvere, le spezie, il sale e l’acqua calda, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea. Ungete con burro o margarina uno stampo a cassetta, ponetevi dentro la pasta e adagitelo sul ripiano di mezzo del forno già caldo. Fate cuocere il plum-cake per un’ora a 200°, poi sfornatelo e capovolgetelo su una gratella. Lasciatelo quindi raffreddare bene, tagliatelo a fette e disponetele su un piatto da dolci.

In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi. Nel mixer (o in un’altra ciotola), mescolate gli ingredienti umidi. Unite quindi gli ingredienti secchi nel mixer, mescolate e versate l’impasto nello stampo per muffin (o, se preferite, nello stampo per plumcake), che io ho ricoperto con pirottini colorati. Questa però è la la prima ed ultima volta che li compro, perchè una volta che i muffin sono cotti, il colore dei pirottini risulta sbiadito e ho dovuto quindi utilizzarne degli altri (ho esagerato apposta :P) per farli notare in foto.
Aggiungete all’impasto i pezzettini di cioccolato fondente.
Fate cuocere i muffin in forno caldo e ventilato a 180° per 30-35 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino, prima di sfornarli.
Un tè nero e la colazione/merenda è pronta ^_^

A presto 😉


Una ghirlanda profumatissima ^_^!

Una ghirlanda di pane dolce e il bianconiglio.
Una scusa per augurarvi delle buone feste ^_^!
E per regalare a tutti voi che passate da questo piccolo blog una ricetta, semplice ma mortalmente buona.
Un pane dolce, da preparare per un pensierino natalizio (volendo, anche in versione senza impasto) dell’ultimo minuto, per la colazione di questi giorni di festa o di un weekend invernale qualsiasi.
O, molto più semplicemente, per un tè pomeridiano. Io prenderei volentieri una tazza di Rooibos all’arancia e cannella, insieme a una fettina di questo pane profumato. E voi?

GHIRLANDA DI PANE DOLCE 
pubblicata su Cucina Naturale di dicembre 2011
Non posso farvi vedere però l’interno della ghirlanda, al momento; spero di riuscirci presto.
Vi fidate sulla parola? ^^”’
Intanto, tra parentesi trovate le mie modifiche.
INGREDIENTI
500 g di farina bianca (400 g di farina 00)
100 g di farina manitoba (mia variante)
3 uova
200 ml di latte
120 g di nocciole tostate (noci)
80 g di uvetta sultanina
80 g di datteri denocciolati (fichi secchi)
50 g di amaranto (50 g di farina di mais fioretto)
40 g di zucchero (1 cucchiaio di zucchero)
25 g di lievito di birra (panetto preliminare)
3 cucchiai di olio di riso (olio extravergine d’oliva)
2 cucchiai di miele di castagno (miele d’arancio)
zucchero a velo (zucchero aromatizzato alla cannella q.b.)
sale (1 cucchiaino di sale)

100 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè. Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere). 
Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche 1-2 ore). Sarebbe meglio, però, prepararlo la sera prima; se ci riuscite, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione della ghirlanda.

Mettete a bagno l’uvetta per almeno 20 minuti. Poi strizzatela e asciugatela con 2 fogli di carta assorbente.
Riducete i fichi secchi a dadini. Tritate le noci. 
Unite la farina di frumento, quella di mais, lo zucchero e il sale.
Nella ciotola dell’impastatrice (o nel mixer, se la lama è adatta per impastare), versate le uova, il latte, il miele e l’olio. Unite gli ingredienti secchi e il panetto preliminare. 
Utilizzando il gancio ad uncino, azionate l’impastatrice alla velocità minima, fino a formare un impasto morbido (capirete che è pronto quando si staccherà dalle pareti della ciotola).
Sostituite il gancio con la foglia e amalgamate la frutta secca, proprio come si fa per lo Stollen.
Coprite l’impasto con un canovaccio e una coperta di lana e lasciatelo lievitare al caldo per 1-2 ore, o fino a quando il volume sarà almeno raddoppiato.
Al termine della prima fase di lievitazione, dividete la pasta in 12 palline, possibilmente della stessa dimensione. Sistematele su una teglia ricoperta da carta forno, una accanto all’altra, formando una ghirlanda. Battete l’uovo restante insieme a un pizzico di sale e a 1 cucchiaio di latte, poi spennellate con cura il dolce.
Lasciatelo lievitare ancora per 1-2 ore.
Cuocetelo poi in forno preriscaldato e ventilato, a 180° per 20-25 minuti, o fino a quando sarà dorato. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Ancora caldo, spolveratelo con zucchero a velo aromatizzato alla cannella.

Ed ecco una foto dell’interno di una delle palline della ghirlanda, assaggiata stamattina a colazione (ecco perchè non potevo farvela vedere):

Buon Natale ^__^!

Melagranando

Dicono che le melagrane portino fortuna.
Comincio a pensare che sia vero.
Il 22 novembre scrivevo questo post, giusto per fare un po’ di ironia, perché non si può tenere sempre il muso ^^”:

la parola a sir Charles, aka Charlie “o’ munnizzaro”, aka il bigolino piccino e VIZIATO XD 😛 di casa:
ahò, nun me bastava sto rottweiler-misto-pittbull che m’ha azzannato, dicono ce l’avesse co’ i beagle, ma ma…li mortè! (-Charlie, un po’ di contegno, perdiana, sei pur sempre un piccolo Lord-)
Mo’ se magno come ‘sti palermitani e non come i londinesi me viene il rossore e il prurito…oh, dicono so’ allergico…ma pussa via ‘sti croccantini puzzolenti, ve li magnate voi e ‘sta gattaccia!
Ehm, scusate, ma dalla regia mi dicono che quando è nervoso, straparla in finto romanesco ^^”’ 😛

Proprio qualche giorno dopo siamo riusciti finalmente a levare il collare elisabettiano al piccolo Charlie, dopo un mese e passa di attesa. Giusto poco tempo dopo aver fatto una torta flop (involontariamente e che vi farò vedere ^^”, perchè si condividono anche quelli ^^”) con la gelatina di melagrana…solo un caso?
Così abbiamo ripreso a tenere in considerazione i dieci comandamenti del cane e del gatto, per evitare di pensare di nuovo che questa casa assomiglia a volte a uno zoo XD! Due gatti (di cui una gattaccia XD :P) e un canuzzo (e si, avete ragione, devo aggiornare le foto su Flickr, sono vecchiotte ^^”’!)…succede anche a voi?
A me succede di pensare una cosa strana dall’arrivo di Marga in casa, 4 anni fa, cioè l’ultima volta che abbiamo fatto un albero di Natale

Sarei curiosa, insomma, di vedere cosa potrebbe succedere con tre armaluzzi in casa. Dite che farebbe la fine dell’albero di Simon? 😛

CONFETTURA DI MELAGRANA


Ho preso spunto dalla ricetta di Clea per la confettura di albicocche e nocepesche. Non aspettatevi però una marmellata densa come quella di albicocche, perchè stavolta ho utilizzato l’agar agar in polvere (e non quello in barre) e sono quindi riuscita a diminuire le dosi ^_^!

INGREDIENTI:
Melagrane q.b. (per ottenere almeno 1 kg di succo)
480 g di zucchero
2 g di agar agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)

Per questa ricetta credo di aver utilizzato circa 5 o 6 melagrane, ma non ne sono sicura, perché a un certo punto ho perso il conto ^^”; ma in fondo la quantità di succo ottenuto dipende anche dalla grandezza e dalla quantità di chicchi che si trovano all’interno della melagrana.
E poi un consiglio: provate ad aggiungere un po’ di succo di limone, magari otterrete un colore più brillante, proprio com’è successo alla Rossa (l’avessi vista prima, la sua ricetta ^^”).

Una volta recuperati i chicchi delle melagrane, metteteli nella centrifuga del mixer per ottenere il succo di melagrana. Se non avete la centrifuga, frullate i chicchi con qualche cucchiaio d’acqua e poi passateli al setaccio, proprio come fa Eleonora. Se non avete neanche il frullatore, utilizzate il passaverdura, proprio come si fa per il gelo di mellone.
Dovreste ottenere 1,2 kg di succo di melagrana.
Versate il succo in una pentola di acciaio, unite lo zucchero, mettete la pentola sul fuoco e mescolate bene.
Fate cuocere a fiamma medio-bassa; non appena il succo inizia a bollire, abbassate la fiamma al minimo e continuate a farlo “cuocere” (non è una vera e propria cottura, è solo un modo per garantire la durata della confettura) per almeno 35-40 minuti, mescolando periodicamente. Alla fine, sempre con la fiamma al minimo, unite l’agar agar e mescolate bene; portate a ebollizione e fate bollire per circa 2 minuti.
Conservate la marmellata bollente in barattoli sterilizzati (possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300 g); mettete i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana, fino a quando non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente raffreddati (e per non meno di 24 ore).

Una volta pronta, utilizzate la confettura a colazione, con pane e burro, o per un dolce, o per un piatto salato o addirittura unitela al formaggio, come una semplicissima caciotta, fresca o semi-stagionata ^__^!
Dovrebbe funzionare anche con la carne, voi che ne pensate? 
Probabilmente questo abbinamento potrebbe piacere a molti, magari anche ad Araba Felice. Perché proprio lei? Perché nel suo blog trovo sempre ricette intriganti, particolari e che, cosa da non sottovalutare, si possono riprodurre ad occhi chiusi, proprio come ho fatto quest’estate. Se poi unite il fatto che anche a me piacciono parecchio le proposte da fimmina cuciniera di Martha Stewart, come si può non farle gli auguri (anche se in ritardissimo) per il recente blog-compleanno?
Quindi con questa ricettuzza partecipo al giveway organizzato per l’ARA-Compleanno ^__^

A presto ;)!


No-knead Brioche

Prima di passare alla ricetta, vorrei darvi un piccolo consiglio: se non avete visto e non avete tempo di seguire una delle vecchie puntate di Report, perché non leggere il post di Papille Vagabonde dedicato all’aspartame? Se vi va, poi fatemi sapere che ne pensate.

Questa ricetta di sicuro molti di voi la conoscono già. E la mia è in archivio da un bel po’, da maggio addirittura; ma per un motivo o per un altro ho rimandato e appena è arrivata l’estate ho deciso di rimandarla all’autunno, perchè quando fa caldo detesto accendere il forno.
Che dite, secondo voi questa brioche mi porterà fortuna? Farà arrivare finalmente l’autunno anche a Palermo, visto che ieri e sabato ha piovuto?

Avevo visto la brioche senza impasto su La ciliegina sulla torta, poi su Fragola e Limone e infine su CosebuonediAle.
E mischiando queste tre ricette, sono arrivata alla mia variante, inserendo il latte di kefir e le spezie, proprio come ho fatto con la brioche ad impasto classico ;)!
E ho preparato due versioni. Per la prima versione, mi sono organizzata preparando con 2 ore di anticipo un panetto preliminare (fatto con farina 0, lievito di birra e acqua), che poi ho unito all’impasto finale.
Per la seconda, fatta due giorni dopo (eh si, perchè questo non-impasto può essere conservato in frigo anche per 5 giorni, comodo, no? ^_^), ho eliminato il panetto preliminare, seguendo i consigli di Tuki, Sarah FeL e Ale.
Devo dire che la differenza si nota appena. La prima versione, giustamente, risulta più leggera; la seconda, invece, è più pastosa e leggermente simile a una piccola brioche industriale (e francamente non so da cosa dipenda ^^”).
Ad ogni modo, hanno avuto entrambe un successo strepitoso. E visto che queste brioche senza impasto sono pure facilissime da fare, credo che abbandonerò momentaneamente la brioche impastata in modo classico XD!

BRIOCHE SENZA IMPASTO 
AL KEFIR – I versione


INGREDIENTI:
Per il panetto preliminare:
100 g di farina 0
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
Per il non-impasto finale:
350 g di farina 0
150 ml di latte di kefir
60 g di burro
1 uovo
1/2 cucchiaio di sale
50 g di zucchero
1 bustina di vanillina
2 cucchiaini di cannella
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano

Per il panetto preliminare, in una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida; aggiungete la farina e amalgamate con tanta acqua tiepida quanto basta fino ad ottenere un impasto che assomiglia a una pastella consistente. 

Fate lievitare per almeno 30 minuti (volendo anche un’ora). Se lo preparate il giorno prima, dopo averlo fatto lievitare, conservate il panetto in frigo; in tal caso, uscitelo dal frigo un’ora prima della preparazione del non-impasto finale.

Consiglio: non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 

Per il non-impasto finale, fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il panetto preliminare, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti.
Mai brioche fu più facile da preparare XD LOL!!!

BRIOCHE SENZA IMPASTO
AL KEFIR – II versione
INGREDIENTI:
300 g di farina 0
50 g di farina 00
10 g di lievito di birra
acqua tiepida q.b.
120 ml di latte di kefir
70 g di burro
60 g di zucchero
1 uovo
6 cucchiaini (sennò a piacere) di zucchero alla cannella home-made
1/2 cucchiaio di sale
1 bustina di vanillina
1 punta di coltello di chiodo di garofano
Fare lo zucchero aromatizzato alla cannella è facilissimo. 
Macinate la cannella in un macina caffè.  Lasciatene sul fondo almeno un cucchiaino e aggiungete lo zucchero; appena avrete ottenuto lo zucchero a velo, conservatelo in un barattolo di vetro e mescolatelo con qualche cucchiaino di cannella macinata al momento (a piacere).
In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di acqua tiepida.
Fate sciogliere il burro in un pentolino. Quando sarà a temperatura ambiente, unitelo alla farina setacciata con la vanillina, il sale, lo zucchero alla cannella e i chiodi di garofano macinati in casa; aggiungete quindi il lievito, l’uovo sbattuto e il kefir e mescolate con un cucchiaio di legno. Dovrete ottenere un impasto che assomiglia a della pastella sostenuta. Coprite la ciotola con la pellicola e fate lievitare per due ore. Quindi fate riposare l’impasto in frigo per almeno 24 ore, fino a un massimo di 5 giorni (io stavolta ho cotto la brioche il quarto giorno).
Il giorno in cui vorrete cuocerla, aiutandovi con un po’ di farina formate 4 panetti della stessa misura (io ne ho fatti 6 e non sono molto belli ^^”’…io e la manualità non andiamo d’accordo XD :P!), metteteli uno attaccato all’altro in uno stampo per plumcake da 30 cm, ricoperto da carta forno. Fate lievitare la brioche per circa 2 ore e mezza, o fino a quando non arriva al bordo dello stampo.
Sarah la spennella con tuorlo e poco latte sbattuti, ma io non lo faccia, ho sempre paura di “ammazzare” la lievitazione ^^”’
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 30 minuti. 
Comunque, se utilizzate uno stampo per muffin (come ho fatto io), controllate le mini brioche dopo almeno 15 minuti, facendo la prova dello stecchino. Non fate come me, che, confondendomi, le ho uscite insieme alla brioche grande, la precedente…avrebbero dovuto cuocere almeno 5 minuti in meno.
A presto ;)!

Muffin con frutta e fiocchi d’avena

Visto che siamo in stagione di prugne, per il contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella, ho deciso di ripubblicare questi muffin preparati a febbraio.
Ricordate la battuta di Ferribottefimmina picante pigghiala pi amante, fimmina cuciniera pigghiala pi mugghiera“?
Rivedere con gli amici questo capolavoro di Monicelli e decidere di cambiare il titolo del blog in Stregatto cuciniero (come omaggio XD!) è stato un tutt’uno!

Comunque, tornando alla ricetta…immagino che molti potrebbero pensare che sto pubblicando una ricetta banale, ma per me non lo è. Perchè di ricette per muffin ne ho sperimentate tante. Erano buone, ma mancava sempre qualcosa. Poi ho capito cos’era “quel qualcosa” che non andava: i muffin che sfornavo non erano mai abbastanza soffici.

Stavolta, invece, sono quasi perfetti, perchè hanno un buon grado di sofficità senza aumentare la quantità di zucchero e continuando ad utilizzare l’olio d’oliva al posto del burro. Come ci sono riuscita? Giocando con maizena, farina di riso e yogurt.
Per la ricetta finale, ho modificato una mia vecchia ricetta e quella vista sul libro Muffin, aggiungendo della marmellata di prugne-mele-zenzero.
Una marmellata che si è rivelata fantastica anche per accompagnare dei formaggi stagionati e magari anche leggermente piccanti ^_^!
Comunque, ecco la ricetta golosa ;)!
MUFFIN CON FRUTTA E FIOCCHI D’AVENA
Per 12 muffin
2 tazze di farina integrale autolievitante (150 g di farina 0)
70 g di maizena (mia variante)
30 g di farina di riso (mia variante)
2 cucchiaini di lievito in polvere (1/2 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
2 cucchiai di zucchero di canna (100 g di zucchero)
1/2 tazza abbondante di albicocche (omesso)
1 banana schiacciata con 1 cucchiaio di succo d’arancia (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata finemente (scorza grattugiata di 1 limone)
1/2 tazza di latte scremato  (150 g  di yogurt bianco intero)
1 uovo grande sbattuto (2 uova)
3 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi (50 ml di olio EVO)
2 cucchiai di fiocchi d’avena (fiocchi d’avena q.b.)
concentrato di frutta, miele o sciroppo d’acero per servire (io miele d’arancio fuso q.b.)

1 cucchiaino raso di bicarbonato (mia variante)

1 cucchiaino raso di cannella (mia variante)
2 cucchiai di limoncello
Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito, la cannella e la scorza grattugiata del limone.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio, lo yogurt e il limoncello. Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins. Decorate ogni muffins con dei fiocchi d’avena.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per  3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!
Ah, a volte io seguo il suggerimento del libro e accompagno i muffins a colazione con del miele d’arancio leggermente fuso…una vera delizia ^__^!
E con questi muffin, parzialmente ispirati alla ricetta dei “Muffin alla frutta” del libro Muffin (edito dalla Gribaudo-Parragon), partecipo allo Starbooks.

e al contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella

A presto ;)!


Torta “cioccolato su cacao” ^_^

Avete seguito il festival di Venezia?
Io si e francamente, dopo aver letto la critica di Crespi e aver visto il nuovo film di Bellocchio, ho “odorato il fieto del miccio” e dopo mille dubbi (tra cui quello da grillo parlante che consiglia un film straniero, per non diventare banali) ho deciso che anche la commedia sofisticata sarebbe stato un film italiano: Bianca, uno dei film che preferisco in assoluto (e adesso parlo a livello internazionale) ^_^!
Non lo faccio per campanilismo, ma perchè leggere che i film italiani in concorso sono stati criticati per eccessivo provincialismo mi fa solo venir voglia di tirar fuori dalla micro videoteca di casa questa chicca tutta morettiana!
Sono provinciali commedie come I soliti ignoti o Questi fantasmi, addirittura tradotti in francese? Ok, I soliti ignoti in francese non rende quella particolare comicità tutta romana, ma non è questo il punto!!!
Un personaggio come Michele Apicella secondo voi è provinciale? Io direi di no, soprattutto nel caso di un film che trae ispirazione dallo stile di Hitchcock e Truffaut, che a loro volta sono collegati tra loro.
Il 1984, poi, è l’anno della morte del grande Truffaut, ma anche l’anno dell’uscita al cinema del film Bianca…e mi chiedo se sia solo un caso, se non sia un piccolo omaggio implicito da parte di Nanni Moretti (che, a sua volta, gode di ottima fama in terra francese, ma non penso ci sia bisogno di dirlo :D).
Truffaut (per le similitudini con L’uomo che amava le donne, ma, per me, anche con La donna della porta accanto, Effetto notte e con la saga di Antoine Doinel), Hitchcock, la Sachertorte, il cioccolato, i dolci: questo film ha tutte le carte in regola per rientrare tra i miei film preferiti, che sono tanti, ma proprio tanti ^_^!

E come rappresentare al meglio questo film se non con una torta “cioccolato su cacao”?

Un dolce con tre diverse sfaccettature, proprio come il film, che, secondo me, ha caratteristiche italiane, francesi e britanniche, come dicevo all’inizio.
Non a caso, questa torta è una via di mezzo tra Olanda, Austria e Piemonte: è olandese perchè il nome originario è “torta olandese al cioccolato“; poi, secondo me è la sorella piccola dell’austriaca Sachertorte, perchè ha molto ma molto meno burro; sostituendo infine la crema al cioccolato con un bel po’ di crema di pesche, cacao e amaretti, il dolce avrà una speciale nota piemontese.
Si crea così un miscuglio di nazionalità, proprio come succede abbandonando l’aspetto superficiale di Bianca. Infatti, come mi ha detto Marzia, (grazie a cui ho assaggiato questa crema), la crema di pesche, cacao e amaretti “deriva da un dolce tradizionale del Piemonte: le pesche
ripiene. Si pelano le pesche, si dividono a metà, si toglie il nocciolo e
lo si sostituisce con una pallina di crema fatta con cacao, nocciole,
amaretti. Praticamente un “finto nocciolo” mangiabile. La crema racchiude lo stesso sapore,
però in vaso e si mette via per l’inverno
“.

Torta cioccolato su cacao
ispirata alla “Torta olandese al cioccolato

Come al solito, trovate tra parentesi le mie modifiche.

INGREDIENTI:
Per la pasta:
100 g di cioccolato amaro
30 g di burro
4 uova
200 g di zucchero (io 120 g) 
una presa di sale
250 g di farina (io farina 00) 
due cucchiaini di lievito in polvere (io polvere lievitante biologica per dolci) 
un bicchiere scarso di latte
olio o margarina per ungere (io olio EVO) 
pangrattato per cospargere (io farina 00) 
Per il ripieno e per decorare
80 g di zucchero 
una bustina di zucchero vanigliato 
cinque cucchiaini di cacao amaro 
20 g di fecola 
un quarto di latte 
un bicchiere scarso di panna 
40 g di pistacchi tritati (pistacchi q.b.)

Per la crema di cacao, pesche e amaretti (ricetta di Marzia)
1 kg di pesche, a pezzetti
500 g di zucchero
100 g di amaretti
50 g di cacao amaro
1 g di agar-agar in polvere, cioè 1/2 cucchiaino da caffè (mia variante)

Mettete il cioccolato e il burro in una casseruolina e fateli sciogliere a bagnomaria. Poi togliete il recipiente dal fuoco e lasciate raffreddare il miscuglio a temperatura ambiente. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero (lasciandone solo due cucchiai da parte) finchè saranno ben spumose e quasi bianche; montate gli albumi a neve con lo zucchero rimasto e il sale. Mescolate la farina con il lievito e incorporatela all’impasto, alternandola con la crema di burro e cioccolato e con il latte. Ungete d’olio o margarina una tortiera di circa 24 cm di diametro, cospargetela con il pangrattato la farina e riempitelo con un terzo della pasta. Ponete lo stampo sul ripiano centrale del forno già caldo e lasciate cuocere lo strato di pasta per 10-15 minuti a 180° (dipende dalla quantità d’impasto versato nello stampo; fate quindi la prova stecchino dopo 10 minuti). Poi sfornatelo, levatelo dalla tortiera e lasciatelo raffreddare. Preparate allo stesso modo gli altri due strati di pasta, lasciandoli poi raffreddare bene. 
Per il ripieno, mescolate a secco in una casseruolina lo zucchero con lo zucchero vanigliato, il cacao e la fecola e stemperate poi tutto bene con il latte. Mettete la casseruolina a bagnomaria, portate il miscuglio ad ebollizione, senza mai smettere di mescolare e fatelo bollire per un attimo. Poi togliete il recipiente dal fuoco, lasciando raffreddare la crema; mescolatela di tanto in tanto, per evitare che si formi in superficie una pellicina. Quindi farcite con tre quarti della crema gli strati di pasta e sovrapponeteli, formando un’unica torta, che metterete su un piatto da dolci. Montate la panna, aggiungetela con delicatezza alla crema rimasta e spalmate tutto sulla superficie e sul bordo laterale della torta, conservando tre cucchiai di crema per la decorazione. Mettetela in una siringa per dolci e spremetela a rosette sulla torta.
Per la crema, come suggeritomi da Marzia, fate cuocere le pesche tagliate a pezzetti con lo zucchero (come una
marmellata normale) per circa 40 minuti. A 10-15 minuti dalla fine della
cottura aggiungete il cacao e gli amaretti sbriciolati grossolanamente; quindi, aggiungete anche il mezzo cucchiaino di Agar in polvere (che renderà la crema piuttosto densa) e mescolate bene.
Invasettate la crema bollente (con queste quantità otterrete circa 4 barattoli da circa 250 g); fate riposare i barattoli in una cesta, coperti da una coperta di lana (proprio si fa con la marmellata) per almeno 24 ore.
Io ho preparato questa crema una settimana prima e ho utilizzato tanta crema quanto basta per farcire e ricoprire la torta.
Infine cospargetela con i pistacchi tritati al momento
Tenete la torta nel frigorifero fino al momento di servirla e dividetela poi a fette.

Come potete notare dalla foto di una fetta, questo terzo esperimento ideato per il mio compleanno (i primi due li avevo fatti per il compleanno di mio fratello e la torta era buona) non è venuto benissimo, perchè per errore ho fatto cuocere troppo la torta e forse anche perchè non ho incorporato bene le uova all’impasto.
Ci sono rimasta talmente male che tre giorni fa l’ho rifatta, seguendo alla lettera la ricetta. Quindi, ho utilizzato tutti i 200 grammi di zucchero e ho montato le uova intere con lo zucchero e il sale, fino a farle diventare ben spumose e quasi bianche, proprio come suggerito dalla ricetta originale.
Inoltre, avendo deciso di farla all’ultimo minuto, ho sostituito il burro (che non avevo) con circa 30 ml di panna da montare, per far sciogliere il cioccolato a bagnomaria; ho unito poi i rimanenti 170 ml di panna a 50 ml di yogurt, sostituendo così il latte previsto dalla ricetta. Ho suddiviso l’impasto a metà: una parte in uno stampo da 24 cm e l’altra metà in uno da 20 cm; ho fatto quindi cuocere i due strati contemporaneamente in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 15 minuti (fate comunque la prova dello stecchino).
Con queste piccole modifiche, ho ottenuto una torta non soffice come altri dolci burrosissimi, ma morbida e che si scioglie in bocca.
A proposito, se la provate, ricordatevi di farla riposare in frigo per almeno un giorno, perchè più riposa e più diventa buona ;)!

E nella foto precedente potete vedere il risultato del quarto esperimento. Non è ancora perfetto, ma per ora va bene così ;)!

E con questa ricetta cioccolattosa partecipo al contest Cinegustologia, per la categoria commedia sofisticata

A presto ;)!


Agar-agar, nocepesche e albicocche

Ecco cosa si combina quando in casa è appena arrivato un nuovo ricettario e quando si ha una confezione di agar-agar in barre prossima alla scadenza. Unitevi l’emozione di un discreto bottino al mercato di villa Sperlinga e otterrete un esperimento non buono, deppiù XD!

CONFETTURA DI NOCEPESCHE E ALBICOCCHE
CON AGAR-AGAR

Una confettura nata dopo aver notato l’ultima ricetta di un meraviglioso libro,
Confiture d’abricots ou de prunes toute simple“. Ovviamente il tipo di frutta è solo un suggerimento, potete creare i mix di frutta che preferite (evitate però frutti aciduli come arance e limoni, o per lo meno informatevi prima, perchè su questo non ho esperienza). E se volete una confettura meno gelatinosa, diminuite l’agar in barre a 8-10 grammi. Se la consistenza non dovesse andare bene, diminuite ancora; io però non scenderei al di sotto dei 5 grammi. Se invece utilizzate l’agar in polvere, 2 grammi per kilo sono più che sufficienti, proprio come consiglia Cléa.

INGREDIENTI
Per circa 6 vasetti da 250 g:
1 kg di albicocche o prugne snocciolate (1 kg di albicocche snocciolate)
1 kg di nocepesche snocciolate (mia variante)
500 g di zucchero di canna (600 g di zucchero)
2 g di agar agar (15 g di agar agar in barre)

Iniziate tagliando a pezzettini le nocepesche e le albicocche, che metterete in una ciotola insieme allo zucchero; mescolate e conservate in frigorifero. Dopo 1 o 2 ore, recuperate il succo rilasciato dalla frutta e utilizzatelo per ammollare le due barre di agar-agar ridotte in pezzetti.
Appena l’agar si sarà ammorbidito, mettete la
frutta in una grossa pentola d’acciaio e fate cuocere a fuoco alto fino a ebollizione.
Quindi, continuate a cuocere la frutta a fuoco basso, mescolando
periodicamente per evitare che si bruci, per circa 20 minuti.
Nel frattempo (cioè dopo almeno 10 minuti dalla cottura della frutta a pezzetti), mettete sul fuoco il succo della frutta unito all’agar-agar, portate a ebollizione e fate bollire a fuoco basso per 15 minuti mescolando periodicamente. A questo punto l’agar-agar si sarà già sciolto.
Quindi unite questo mix al resto della frutta, che farete cuocere per altri 10 minuti (quest’ultimo passo è stato un mio esperimento, visto che Cléa parla di agar in polvere e non in barre, quindi il procedimento finale è leggermente diverso e potete leggerlo anche nel suo blog).
Conservate la confettura bollente in barattoli sterilizzati
(possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300g); mettete i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana fino a quando
non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente
raffreddati (e per non meno di 24 ore). A raffreddamento avvenuto, la confettura risulterà gelatinosa, dall’apparenza quasi industriale XD!

A presto ;)!

Panini all’avena

Per la colazione, magari con della marmellata di lamponi, o farciti per uno spuntino fuori casa…perfetti in entrambe i casi ^__^!

Questo è il primo esperimento che ho fatto, facendo un mix di cruschello d’avena e farina 0.
L’idea di questi panini è nata da tre ricette, viste su un ricettario, mischiando le ricette del Pane all’avena, del Pane ai fiocchi d’avena e dei Panini al latte inglesi.
Nel secondo esperimento, invece, ho sostituito la farina di segale della ricetta originale con un po’ di farina integrale, visto che in casa non avevo un grammo di segale ^^”!

Voi invece come li preparereste?
Sono davvero curiosa ^__^, perchè il bello di un blog è soprattutto la condivisione di ricette e lo scambio di idee, secondo me :D!
A proposito, voi di solito la farina di segale dove la comprate? Io a Palermo l’ho trovata solo da Naturasì (almeno nella mia zona).

PANINI ALL’AVENA
Non sono perfetti, ma avrete comunque dei panini morbidi e gustosissimi ;)!
E volendo partecipare allo Starbooks, tra gli ingredienti dell’impasto finale trovate quelli della ricetta originale del pane all’avena. Tra parentesi, invece, trovate le mie modifiche ;)!
INGREDIENTI
Per il panetto preliminare:
300 g di farina di rimacinato
20 g di lievito di birra
circa un bicchiere e mezzo d’acqua tiepida
Per l’impasto finale:
300 g di tritello d’avena (150 g di cruschello d’avena)
100 g di fiocchi d’avena (fiocchi d’avena q.b.)
100 g di farina di segale (200 g di farina integrale)
100 g di farina di frumento (650 g di farina 0)
35 g di lievito naturale (1/2 panetto)
1 cucchiaio di sale (1/2 cucchiaio di sale)
acqua q.b. (omessa)
500 ml di latte (mia variante, ispirata ai panini al latte inglesi)
3 cucchiai d’olio EVO (mia variante, ispirata ai panini al latte inglesi)
2 cucchiai di zucchero (mia variante, ispirata ai panini al latte inglesi)
Per il panetto preliminare e il metodo di impasto del pane, per la ricetta base ho preso vagamente spunto dal blog di Paoletta.
Per il panetto, in una ciotola sciogliete il lievito con un po’ d’acqua tiepida; aggiungete poi la farina e impastate velocemente con tanta acqua quanto basta per ottenere un panetto simile a una pastella.
Quando il panetto avrà raddoppiato di volume, nella ciotola dell’impastatrice o del mixer (oppure lavorate a mano ;)) versate il latte, l’olio, le varie farine, il sale, lo zucchero e 1/2 panetto (la parte rimanente la utilizzo per un altro impasto). Impastate (quando la farina è di rimacinato o integrale o simili, aziono la macchina alla velocità minima; altrimenti seguite il vostro libretto d’istruzione ;)) fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Se la pasta non dovesse essere sufficientemente morbida, aggiungete tanto latte quanto basta.
Coprite l’impasto con uno strofinaccio bagnato al centro con acqua calda e con una coperta di lana e fatelo lievitare finchè non avrà raddoppiato di volume. Io non faccio mai attenzione ai tempi di lievitazione, ma se siete curiosi fatemelo sapere e la prossima volta segnerò tutto ;)!
Quindi, lavorate la pasta dividendola in tanti panini (piccoli o di media grandezza, come preferite ;)), bagnateli leggermente con un po’ d’acqua calda e decorateli con i fiocchi d’avena.
Disponete i panini su una teglia grande ricoperta da carta forno, copriteli con uno strofinaccio e con una coperta di lana e fateli lievitare finchè non avranno raddoppiato di volume.
Cuoceteli in forno preriscaldato e ventilato a 230° per 10 minuti; abbassate poi la temperatura a 190° e fate cuocere altri 15-20 minuti.
Una volta cotti, potete anche surgelare i panini, così potete mangiarli quando e con quello che preferite ;)!

Aggiornamento del 14/04/2012: ho rifatto il pane all’avena sostituendo la farina 0 con la stessa quantità di farina 00; l’ho utilizzato anche in versione salata, per accompagnare un bento primaverile e colorato ^__^!

Alla prossima ;)!


Plum-cake al papavero e panna

Una torta nata dalla voglia di provare una nuova ricetta per plum-cake e dalla necessità di consumare della panna per dolci che rischiava di fare una triste fine. Ed è così che è nato un fantastico plum-cake per la colazione, il migliore che abbia mai mangiato!! Un plum-cake scaturito dalla fusione delle mie aggiunte personali con due ricette: una vista sul settimo volumo del libro “Scuola di Cucina” e l’altra notata sul foodblog Le chicche di chicca dopo una ricerca su Google, cioè la ricetta della Torta con la Panna (quindi, grazie Cristina ^__^!).
PLUM-CAKE AL PAPAVERO E PANNA

Copio gli ingredienti della ricetta del “Plum-Cake” tratta dal volume 7 del libro “Scuola di Cucina”, edito dalla Curcio. Tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!

INGREDIENTI per 4-6 persone
3 tuorli (3 uova)
100 g di zucchero (150 g)
250 g di farina (300g di farina 0)
un bicchiere di latte (200 ml di panna per dolci)
100 g di burro (50 ml di olio EVO)
una bustina di lievito per dolci (1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
100 g di uvetta sultanina (omessa)
due confezioni di canditi misti tagliati a dadini (io un pezzetto di arancia candita tagliato a pezzetti piccolissimi)
pangrattato (omesso)
scorza grattugiata di un limone e di un’arancia (mia variante)
40 ml di Cointreau (mia variante)
60 g di semi di papavero (mia variante)

Dopo aver macinato i semi di papavero in un macinacaffè, amalgamateli in una ciotola con la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, l’arancia candita e la scorza grattugiata di un limone e di un’arancia.
Nel robot di cucina o nell’impastatrice o a mano, amalgamate velocemente le uova, l’olio, la panna e il liquore. Aggiungete nella ciotola del robot gli ingredienti secchi e lavorate il tutto velocemente, proprio come si fa per i muffins. Versate il composto in uno stampo per plum-cake foderato di carta forno e fate cuocere la torta in forno pre-riscaldato a 180° per circa 1 ora. Ad ogni modo, i tempi di cottura variano da forno a forno, quindi regolatevi con la prova dello stecchino ;)! Considerate che il forno che uso è un po’ grandetto, quindi disperde un po’ il calore…se avete, quindi, un forno che si riscalda facilmente o in cui 160° corrispondono ai 180° del mio, beh, allora controllate la torta già dopo 20-30 minuti ;)!
Lasciate raffreddare il plum-cake su una gratella.

E con questa ricetta partecipo al giveaway “MARTHellati”, organizzato da Stefania di Arabafelice in cucina