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pan di spagna, fragole e yogurt greco

Quando si comprano un po’ di fragole marsalesi, sempre più buone, giusto per togliersi uno sfizio.
Quando si compra dello yogurt greco in grosse quantità perchè è in offerta e perchè si può una volta tanto mangiare dello yogurt leggermente diverso dal solito. 
Quando si ha voglia di un tiramisù fresco e maledettamente estivo, perchè ormai il caldo inizia ad essere insopportabile.
Quando si decide all’ultimo minuto di fare una torta fredda, con il primo esperimento di pan di spagna, anche se lo yogurt greco è quasi finito, in casa non c’è un grammo di maizena e le fragole son troppo poche per una torta.
Quando la bellezza di una torta, quindi, è decisamente inferiore alla sua bontà…insomma, anche stavolta potrei dire “siamo alle solite” XD 😛
TORTA FREDDA ALLO YOGURT GRECO E FRAGOLE
vagamente ispirata al tiramisù di Francesca

Per il pan di spagna:
250 g di farina di riso più 1 cucchiaio per la teglia (90 g di farina di riso)
180 g di farina 00 (mia variante)
220 g di zucchero integrale di canna (200 g di zucchero)
1 cucchiaio di vaniglia in polvere, o i semi pestati di una bacca di vaniglia (i semi pestati di una bacca di vaniglia)
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolce (mia variante)
1 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
6 uova (7 uova medie)
20 g di amido di riso (omesso, non lo avevo)
olio di riso o girasole per lo stampo (burro q.b.)
farina 00 q.b. per lo stampo (mia variante)

Per la crema allo yogurt greco e fragole:
600 g di yogurt greco (meglio 1 kg)
fragole q.b. (almeno 800 g)
marmellata di fragole q.b.
rum q.b.
il succo di mezzo limone
zucchero q.b.
acqua q.b.

Lavate e tagliate le fragole a pezzettini. Mescolate con il succo di limone e tanto zucchero quanto basta. Conservate in frigo.

Per il pan di spagna, ho iniziato seguendo la ricetta di mia madre, che prevede tuorli e albumi montati separatamente, la maizena aggiunta alle crema di tuorli e zucchero, per poi finire aggiungendo gli albumi delicatamente al composto. Ho separato quindi i tuorli dagli albumi; ho unito i tuorli allo zucchero in una ciotola, ho mescolato con le fruste elettriche, senza azionarle, per poi iniziare a montare la crema di tuorli e zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Nel frattempo, ho montato gli albumi a neve nella planetaria, a massima velocità.
Per poi rendermi conto che se avessi trasferito gli albumi in un’altra ciotola per aggiungere i tuorli nella planetaria e continuare a seguire la ricetta di mia madre, avrei combinato un macello ^^”’!
E allora ho deciso di continuare a preparare il pan di spagna seguendo parzialmente la ricetta del pan di spagna anarchico di Stefania.
Lasciando gli albumi nella planetaria, ho aggiunto la crema spumosa di tuorli e zucchero. Ho continuato quindi a montare le uova con la frusta a massima velocità. Gli albumi non si sono smontati, proprio come dice Stefania, anzi, insieme ai tuorli hanno continuato a gonfiarsi.
Ho abbassato la velocità a 1 e ho inserito la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato cucchiaio dopo cucchiaio. Finita la farina, ho lasciato la planetaria in funzione solo per qualche minuto, giusto il tempo di far incorporare la farina al composto di zucchero e uova. Ho quindi versato il composto in una teglia (non so le dimensioni, so solo che era molto grande, poco più grande della pirofila e per questo il pan di spagna è venuto basso; voi scegliete lo stampo che preferite) rettangolare, precedentemente imburrata e infarinata.
Ho fatto cuocere il pan di spagna in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 25 minuti (non aprite il forno prima di 20 minuti; anzi meglio aspettare che la torta inizi a staccarsi dalle pareti).
Quindi spostate la torta con delicatezza su una gratella e fatelo raffreddare.

Mentre il pan di spagna si cuoce, preparate la crema allo yogurt greco e fragole.
In una ciotola, lavorate a crema lo yogurt greco con una forchetta. Aggiungete quindi un po’ di succo delle fragole precedentemente preparate (non molto, il resto servirà per la bagna del pan di spagna), qualche cucchiaio di fragole (non molte, il resto servirà per la decorazione della torta) e tanta marmellata di fragole quando basta (la quantità di marmellata dipende da quanto vogliate far diventare dolce la crema; se non dovesse essere sufficiente, aggiungete tanto zucchero quanto basta; io non ho usato zucchero, con la marmellata la crema era sufficientemente dolce); mescolate e conservate in frigo.
Mettete da parte le fragole necessarie per la decorazione.
Non appena il pan di spagna sarà freddo, tagliatelo delicatamente a metà con un coltello affilato e lungo e inumiditelo con una bagna preparata con il succo rimanente delle fragole, un po’ di rum e un po’ di acqua (le dosi non le so, vado a occhio, a gusto ;)).
Tagliate la parte di pan di spagna in eccedenza.
Trasferite la parte inferiore del pan di spagna in una pirofila rettangolare e ricopritela con 2/3 della crema di yogurt e fragole, 2 o 3 cucchiai di fragole (dipende sempre dalla quantità di fragole che avete a disposizione) e coprite con la parte superiore, che ricoprirete a sua volta con la rimanente crema di yogurt e con le fragole messe da parte. Mettete la torta in frigo, dove dovrà riposare per almeno 6 ore.

Con la parte di pan di spagna in eccedenza, ho fatto un bicchierino per la colazione, proprio quello che vedete nella prima foto: uno strato di briciole di pan di spagna, due cucchiai di crema, 2 cucchiaini di fragole, altro strato di briciole, crema e 1 cucchiaino di fragole per decorare ^_^!
Buona merenda/colazione ^__^!


Cioccolatando

Se come me siete stufi marci di dolci complicati, magari perchè le feste vi hanno nauseato (almeno questo è quello che sto passando io, che sto pensando che forse l’influenza-quasi-gastroenterite di questi giorni sia la solita conseguenza annuale delle abbuffate natalizie ^^”), probabilmente gradirete un dolcetto “senza“.
Perchè senza? Perchè questa mousse non contiene uova, né burro, né panna, ma è al tempo stesso di una bontà e di una leggerezza (parlo per il gusto, anche se in effetti le calorie non sono molte) uniche, provare per credere ^_^!
In più, potrei dire che vi sto proponendo una sorta di non-ricetta, facile, facile, perchè si prepara con solo 3 ingredienti: cioccolato fondente, tofu vellutato e un po’ di latte vegetale.
Dove trovate il tofu vellutato? Nei negozi biologici ;)! E mi raccomando, non sostituite il tofu vellutato con quello compatto, altrimenti non otterrete un dessert cremoso ;)!

MOUSSE AL CIOCCOLATO “SENZA”
ispirata alla ricetta di Clea

Aggiornamento del 2/6/2013: ho fatto questa deliziosa mousse (perfetta anche per la colazione, spalmata su una fetta di pane) diverse volte d’inverno e ho usato sia lo sbattitore elettrico sia la frusta della planetaria, che sostituiscono alla grande il minipimer, ovviamente ^_^!

INGREDIENTI (tra parentesi, le mie modifiche ;)):

400 g di tofu vellutato (275 g)
200 g di cioccolato per dolci di ottima qualità, al 70% di cacao (200 g di cioccolato fondente, un miscuglio tra 50% e 70%, ovviamente buono)
un po’ di latte di soia (latte di riso)
olio essenziale d’arancia o scorza grattugiata di arancia non trattata (scorza grattugiata di arancia non trattata)

In un pentolino, fate fondere il cioccolato con un po’ di latte di riso. Appena si è sciolto, levate il pentolino dal fuoco e aggiungete il tofu vellutato e la scorza d’arancia grattugiata.
Se come me non avete il minipimer e non volete sporcare il mixer, mescolate la crema con la frusta, fino ad ottenere una consistenza abbastanza omogenea. 

Se invece volete ottenere un risultato visivamente perfetto (come questo), utilizzate il minipimer o il mixer o la frusta della planetaria. Se non doveste avere né l’uno né l’altro né l’altro ancora, le fruste elettriche sono perfette ;)!
Versate nei vasetti di vetro trasparente; appena la mousse sarà a temperatura ambiente, conservate in frigo.
Non vi preoccupate se la mousse dovesse risultare liquida, è normale; il riposo in frigo la farà addensare, proprio come consiglia Clea.
Sarebbe meglio preparare questo dessert il giorno primo per la sera del giorno successivo. Infatti, più riposa in frigo, più sarà buona.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

In due vasetti (io ne ho ottenuto 5), una volta addensata, sopra lo strato di mousse ho aggiunto della crema preparata mescolando un po’ di quark mescolato con la confettura di melagrana homemade. Se l’idea non vi piace, lasciate la mousse al naturale, oppure aggiungete il mix che preferite.

E con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Dauly sulla cucina del riciclo

A presto ;)!


“Burger” di gazpacho, zucchine e pinoli

Ecco a cosa mi serviva il gazpacho: per riprodurre in casa un’altra ricetta di Clea, un burger vegetariano/vegano in cui il pomodoro sostituisce divinamente i due strati di pane, soprattutto se accompagnato da un contorno di zucchine, tofu e pinoli e da qualche fetta di pane preparato con farina di tumminia (ma se non lo trovate, va benissimo del pane integrale o del pane di segale o il comunissimo pane bianco ;)).
Se vi dico che, nonostante sia una ricetta tipicamente estiva, è un burger perfetto per questi giorni di inizio ottobre, vi rendete conto quanto siamo lontani dall’autunno qui a Palermo? Quasi quasi, il prossimo anno cambio città 😛

“BURGER” DI GAZPACHO, ZUCCHINE E PINOLI
ispirato a “Burgers de tomates, courgettes et pignons”
da “Agar-agar

Aggiornamento del 2/06/2013: quando ho fatto questa ricetta non avevo ancora idea di cosa fosse il tofu vellutato, scoperto solo poco dopo aver proposto questo piatto, a furia di vedere questo tipo di tofu in vari blog vegetariani, tra cui quello di Clea. Con questo non voglio dire che il tofu compatto al naturale non stia bene in questa ricetta, ma solo che ora come ora sarei curiosa di provare l’effetto cremoso creato dal tofu vellutato ^_^!
INGREDIENTI per 4 persone:
350 ml di passata di pomodoro al basilico (350 ml di gazpacho homemade)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
1 zucchina piccola (2 zucchine)
150 g di tofu vellutato (almeno 200 g di tofu al naturale; altrimenti tofu q.b.)
3 cucchiai di crema di basilico (omesso)
1 cucchiaio di Gomasio (sale q.b.)
1 manciata di pinoli
150 ml di acqua
In una pentola mischiate il gazpacho con 150 ml di acqua e l’agar-agar. Portate a ebollizione e fate bollire per 30 secondi. Quindi, versate il tutto in stampi circolari per crostatine (io non ho stampi per questo tipo di gelatine 🙁 e ho usato dei bicchieri di vetro; l’importante, per qualsiasi tipo di stampo, è di bagnarlo con acqua poco prima di versare la futura gelatina, come consiglia Clea). Fate raffreddare; quindi conservate in frigorifero per circa 1 ora.
Lavate e tagliate finemente le zucchine. Unitele al tofu tagliato a dadini e ai pinoli e salate a piacere; una volta cotte le zucchine, mettete da parte.
Sformate la gelatina di gazpacho. Su ogni piatto, poggiare una striscia di gelatina, che ricoprirete col miscuglio zucchine-tofu-pinoli. Ricoprite con un altro strato di gelatina e decorate sempre con lo stesso miscuglio (oppure, come suggerito da Clea, con qualche fettina sottile di zucchina e qualche pinolo). Servire immediatamente (io invece l’ho mangiato freddo, perchè così il gazpacho è ancora più buono ^_^).

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a giugno prevede il tofu

A presto ;)!


Gazpacho

Gli ultimi pomodori della stagione.
Cosa si combina con gli ultimi pomodori della stagione, soprattutto se fa ancora caldo e sembra giugno e non ottobre?
Io sabato scorso ho preparato il Gazpacho, rimastomi in testa dopo aver visto per la prima volta Donne sull’orlo di una crisi di nervi.
Tranquilli, però, nel mio non ci sono sonniferi XD! Nessuna vendetta, mi serviva solo per preparare un altro piatto. Quale? Ve lo dirò domani ;)!

GAZPACHO
INGREDIENTI per 4 persone:
due peperoni (uno rosso e uno verde)
uno spicchio di aglio
due cipolle (1 cipolla rossa grande)
800 g di pomodori maturi
due cetrioli
olio (olio extravergine d’oliva q.b.)
un limone (il succo di mezzo limone)
qualche goccia di salsa di Tabasco
cubetti di ghiaccio
sale
pepe
crostini di pane 
Tritate finemente l’aglio, le cipolle, metteteli in un’insalatiera, unitevi i cetrioli tagliati a fettine (tenendone da parte qualcuna), i peperoni triturati grossolanamente, irrorate tutto con il pomodoro setacciato , la salsa di Tabasco, il succo di mezzo limone, mezzo bicchiere di olio (io invece ho utilizzato tanto olio quanto basta), sale, pepe, a piacere. Mescolate bene e ponete in frigorifero fino al momento di servire. Preparate quattro coppe individuali, mettendo sul fondo di ciascuna qualche cubetto di ghiaccio, riempite la coppa con il gazpacho e decorate con due o tre fettine di cetriolo. Servite con crostini di pane.

Io l’ho servito sia come zuppa fredda sia come accompagnamento; pensando al film, servito in un bicchiere trasparente in vetro per un aperitivo sarebbe l’ideale ^_^!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a luglio prevede i peperoni.

A presto ;)!


Budino al Rooibos e Kefir…perchè prevenire è importante ^_^!

Foto di Ornella
Riaggiorno il post, visto che per la prima volta in tre anni (ehssì, perchè, se si considera anche il vecchio indirizzo, bisogna ammettere che anche il blog inizia ad invecchiare XD) riesco a partecipare al mese della prevenzione del tumore al seno.
Quindi, non fate come una collega di mamma che dopo alcuni anni non ne voleva più sapere di continuare i controlli di prevenzione; non abbiamo mai capito il motivo di questa decisione, neanche quando ha scoperto (per fortuna in tempo) di avere un tumore al seno. 
Dovremmo saperlo tutti che in ambito sanitario prevenire è meglio che curare, no?
E per portare avanti il programma di prevenzione, posso offrirvi un budino, salutare ma al tempo stesso sfizioso?
Casomai pensaste che gli aggettivi salutare e sfizioso non vadano d’accordo, beh, leggete la ricetta con attenzione, soprattutto se vi piace il Chai.

Il colore di questo budino è involontariamente identico a quello della ricetta originale di Clea, cioè un budino vegano ispirato al Chai, il tè nero indiano con spezie e latte.
E senza aver mai assaggiato prima il Chai, ho stravolto la ricetta, sostituendo il tè Darjeeling con l’infuso di Rooibos aromatizzato con arancia e cannella, mentre il latte di Kefir ha preso il posto del latte (qui di soia, però).
Lo so, sembra pura follia stravolgere una ricetta senza nemmeno conoscerla, ma da un po’ di tempo mi frullava in testa l’idea di fare una crema o un budino con l’amico Agar e aromatizzato al Rooibos e quando ho visto questa ricetta ho pensato che facesse proprio al caso mio ^_^! Ma prometto che rimedierò e che proverò prima o poi questo tè nero speziato 😀

BUDINO CON ROOIBOS ALL’ARANCIA E CANNELLA
E CON LATTE DI KEFIR
ispirato a “Flan au thé et aux épices tchaï
da “Agar-agar” 

INGREDIENTI per 4 vasetti da 125 g:
3 bacche di cardamomo (omesso)
3 chiodi di garofano (omesso)
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (omesso)
1 pizzico di zenzero in polvere
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
3 bustine di tè Darjeeling (infuso di Rooibois alla cannella e arancia sfuso q.b.; altrimenti 3 bustine)
70 g di zucchero di canna (la prossima volta ne userò solo 30 g)
250 ml di latte di soia (300 ml di latte di kefir)
50 ml di panna di soia (omessa)
qualche cucchiaio di chantilly vegetale di soia (omessa)
1 cucchiaio di cannella in polvere per decorare (omessa)

Preparate le spezie: aprite e grattugiate i baccelli di cardamomo, che unirete ai chiodi di garofano, alla cannella e allo zenzero.
Come spezie, io ho aggiunto solo lo zenzero grattugiato al momento; infatti, nella confezione che ho a casa le foglie di Rooibos sono mescolate con cannella in pezzi, chiodi di garofano in pezzi, scorze e olio essenziale d’arancia…e credo che basti così ^_^!
Mescolate l’agar-agar con 250 ml di acqua in un pentolino. Appena l’acqua bolle, abbassare la fiamma e aggiungere il filtro con l’infuso di Rooibos (o una bustina) mescolato allo zenzero grattugiato (se invece seguite la ricetta originale, dovete aggiungere la bustina di tè insieme alle spezie; se invece usate il tè sfuso, basterà mescolare le foglie di tè alle spezie e mettere poi tutto nel filtro, come ho fatto io). Lasciate bollire per 1 minuto e 30 secondi.
Fate raffreddare leggermente; quindi, unite lo zucchero e stemperate con qualche cucchiaino di latte di Kefir a temperatura ambiente (se invece utilizzate il latte e la panna di soia, come Clea, fateli prima riscaldare leggermente in un pentolino); unite poi il kefir rimasto poco a poco, mescolando. Levate il filtro contenenente l’infuso e versate il composto in 4 vasetti di vetro da yogurt, aiutandovi con un colino. Fate raffreddare; quindi fate riposare in frigo per circa 1 ora.
Al momento di servire, decorate i budini con una nuvola di chantilly vegana e un pizzico di cannella in polvere (io non l’ho fatto, per me è buono così com’è…anzi no: con un po’ di zucchero in meno :D).
E il giorno dopo è ancora più buono, soprattutto perchè l’aroma del Rooibos e delle spezie diventa più intenso e al tempo stesso si nota maggiormente la delicatezza del Kefir ^_^!

A presto ;)!


Cheesecake freddo salato al quark

Prima che l’estate sparisca, voglio farvi vedere un altro esperimento con l’agar-agar, sempre grazie a un meraviglioso libro di Clea.
La ricetta originale la potete vedere sul blog di Clea. Si tratta di un cheesecake senza cottura, preparato all’ultimo minuto, la versione salata senza organizzazione di quello preparato a giugno, ma con l’amico Agar al posto della colla di pesce. Perchè senza organizzazione? Perchè in casa non avevo formaggio di capra, quindi ho utilizzato il quark, che dà un ottimo sapore anche alle torte salate; in più, non avevo erba cipollina fresca (devo decidermi a piantarla in balcone, sempre se regge il caldo palermitano; ma forse ci si può provare anche durante il finto inverno locale XD) e ho utilizzato quindi quella liofilizzata, sempre presente in dispensa.

Cheesecake salato senza cottura
ispirato a “Gâteau fromager aux herbes du jardin
tratto da Agar-agar di Clea
Come al solito, le parti in corsivo sono tratte dal libro ;)!
INGREDIENTI per 4 persone, stampo da 20 cm:
100 g di biscotti salati da aperitivo ai semi (200 g di crackers di soia)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido a pezzetti)
100 g di formaggio fresco di capra (omesso)
300 g di fromage blanc (400 g di formaggio quark)
1 spicchio d’aglio (omesso)
1 cucchiaino da caffè di Gomasio, più un altro po’ per la decorazione (sale q.b.) 
1 mazzetto di erba cipollina (erba cipollina liofilizzata q.b.)
100 ml di panna di soia (100 ml di panna d’avena)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
semi di sesamo q.b. (mia variante)
semi di girasole q.b. (mia variante)
Tritate grossolanamente i crackers nel mixer; quindi, unite il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto sabbioso. Proprio come ho fatto per la versione dolce, dopo aver notato una ricetta di Arabafelice.
Ricoprite la base dello stampo con un foglio di carta forno (ma io non l’ho fatto, visto che lo stampo era piccolo e a fascia apribile, ho utilizzato la base per servire il dolce direttamente a tavola) e aiutandovi con un cucchiaio create una base uniforme (io ho fatto qualche errore, invece, e i lati sono più larghi della base).
Fate riposare in frigo.
In una grossa ciotola, mescolate il formaggio quark con l’erba cipollina tagliata fine (io ho utilizzato quella liofilizzata, non avendo quella fresca ç_ç), il sale e i semi di sesamo (volendo, potete aggiungere nella crema i semi di girasole tritati grossolanamente).
In un pentolino, mischiate la panna d’avena con l’agar-agar. Portate a ebollizione e lasciate bollire per 30 secondi. Stemperate la panna con qualche cucchiaio di crema di formaggio; quindi, unitela alla rimanente crema di formaggio, mescolando bene e versate la crema sulla base.
Fate riposare il cheesecake salato in frigo per circa 2 ore.
Al momento di servire la torta, decoratela con erba cipollina, semi di sesamo e di girasole.
Consiglio di Clea: questo cheesecake può essere servito come antipasto, ma può anche far parte di un piatto completo. In tal caso, servitelo con ortaggi grattugiati (carote, barbabietole, sedano) conditi con un po’ di vinaigrette, con del pane ai cereali tostato e ricoperto con un contorno vegetariano (hummus, tapenade) oppure con rillettes di tonno o di sardine.
Io ho preparato questa torta per cena e l’ho accompagnata con una semplice insalata estiva di carote, sedano e pomodoro, condita con olio, aceto di mele e un po’ di sale.
Ed ecco la torta il giorno dopo, l’unica fetta che sono riuscita a conservare, giusto per capire che sapore avrebbe avuto dopo un giorno di riposo in frigo. Un consiglio? Preparatela la sera per la cena del giorno successivo ;)!

A presto ;)!

Bicchierini “budinosi”

Continuando a sperimentare con l’amico Agar (stavolta in polvere) e seguendo le dritte di Clea, qualche settimana fa sono usciti fuori dei bicchierini “budinosi” niente male.

L’unico problema? La crema al limone. I miei limoni erano troppo aspri e nonostante la correzione
con qualche cucchiaio di sciroppo di rosa (ecco spiegato il color ocra
;)) e la copertura con della confettura di petali di rosa, è risultata
troppo “limonosa”, troppo aspra insomma. Quindi la prossima volta niente
limone 😉 a meno che non riesca a trovare dei limoni dolci (esistono, esistono; sennò, pompelmo rosa o cedro andrebbero comunque bene).

Però il bicchierino bianco e rosa (l’ultimo in fondo nella prima foto ;)), con una semplice copertura di confettura di rosa era semplicemente delizioso *O*!
Voi che ne pensate?

BICCHIERINI BUDINOSI
parzialmente ispirati
a una ricetta di Clea, “Fraicheur citron au yaourt de brebis”
tratta da Agar-Agar

Come al solito, la parte in corsivo è tratta dal libro, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche.

INGREDIENTI PER 6 BICCHIERI
2 limoni (mi sa che i miei erano troppo grandi)
250 g di yogurt di latte di pecora (io 125 g di yogurt intero bianco)
3 cucchiaiate di miele liquido (io 5 cucchiaiate di miele liquido)
150 ml di latte di riso (io 300 ml di latte di riso con mandorla)
3 g di agar-agar in polvere (io 5 g di agar in polvere, cioè 2,5 cucchiaini da caffè)
1 cucchiaino da caffè di zenzero in polvere
sciroppo di rosa q.b. (mia variante)
confettura di petali di rosa q.b. (mia variante)

Consiglio: se volete provare questa ricetta e non volete levare lo strato di frutta tra il latte di riso e la confettura di rosa, potete unire il limone con la mela, secondo me, nel caso in cui i vostri limoni siano aspri. Ma magari utilizzate solo il succo di mezzo limone o di un limone piccolo, unito a 2-3 mele ben mature ;)! Oppure, se non doveste trovare limoni dolci, potreste sostituire il limone con il pompelmo rosa o il cedro.
Sarebbe meglio poi diminuire a 2 cucchiaiate la quantità di miele dello strato riso-mandorla, perchè le confetture di rosa a volte sono parecchio zuccherine (io ci ho pensato solo dopo aver assaggiato un bicchierino, visto che ho aggiunto la confettura all’ultimo, dopo aver notato il disastro limonoso).

Consiglio 2, stavolta di Clea:
se non vi piace lo yogurt di latte di pecora, potete sostituirlo con dello yogurt di latte
vaccino (proprio come ho fatto io) o di soia. Potete inoltre sostituire
il limone con un altro agrume e lo zenzero con un’altra spezia, sperimentando combinazioni infinite: arancia
e cannella, pompelmo e anice verde, lime e vaniglia…a voi la scelta
;)!

Mischiate la scorza grattugiata dei limoni con lo yogurt e il miele.
In un pentolino, mischiate il latte di riso alle mandorle con 4 grammi di agar-agar (cioè 2 cucchiaini da caffè). Arrivato a ebollizione, lasciate sobbollire il latte per 30 secondi (volendo anche 1 minuto). Togliete dal fuoco e stemperate il latte con 1-2 cucchiai di yogurt; quindi mescolate il tutto allo yogurt rimasto e versate il composto in 6 bicchieri, possibilmente trasparenti. Fate raffreddare; quindi fate riposare in frigo per almeno 1 ora.
Tagliate in due i limoni, levate i semini e prelevate la polpa, eliminando la pellicola. Frullate la polpa del limone insieme allo zenzero grattugiato, fino a che avrete ottenuto una purea fine. Quindi zuccherate il composto ottenuto con tanto sciroppo di rosa quanto basta.
In un pentolino, mischiate 150 ml di acqua con 1 grammo di agar-agar (cioè mezzo cucchiaino da caffè). Portate a ebollizione e fate sobbolire per almeno 30 secondi. Unite il composto alla purea di limone e versate il tutto nei bicchieri con lo yogurt. Fate raffreddare, quindi lasciate riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Quando anche lo strato di limone (o di un altro agrume o di altra frutta, a piacere) si sarà solidificato, potete aggiungere anche la confettura di petali di rosa.
Servite i bicchierini freddi 😉

E anche con questa ricetta partecipo allo Starbooks, organizzato dalle mitiche foodblogger Daniela e Alessandra di Menù Turistico (casomai ancora qualcuno non le conoscesse :D)

A presto ;)!


Una torta speciale per una sfida speciale

Prima che l’anguria vada in letargo, volevo farvi vedere questa torta speciale. No, non è speciale perchè l’ho fatta io; del resto non è tutta farina del mio sacco, visto che senza la ricetta della foodblogger palermitana Fina questa torta probabilmente non sarebbe mai finita nel mio blog. E allora perchè è speciale?? Perchè è una delle torte tradizionali palermitane che preferisco…del resto, da alcuni anni, nel vassoio di pasticceria mignon per il mio compleanno (mi piace scegliere, checcevoletefà XD!) almeno una fila di crostatine al gelo di mellone ci finisce sempre XD :P! La scorsa settimana, però, ho pensato di provare a fare la classicissima crostata in casa, per il compleanno di mia nonna, vista l’esperienza positiva di quest’estate col gelo di mellone.
Mentre cercavo informazioni, mi è tornato in mente il film La fame e la sete

Ancora adesso mi chiedo se l’associazione con questo film di Antonio Albanese sia solo un caso; ma forse il caso non esiste, neanche per questa torta, che, riflettendoci bene, è molto simile a questa commedia: è leggera, non perchè povera di grassi, ma perchè può essere tranquillamente divorata alla fine di una cena…e credetemi, la cena per il compleanno di nonna non è stata per niente leggera 😉 XD! Nonostante i 77 anni suonati e il nostro “nonna, non ti preoccupare, pensiamo a tutto noi”, ci ha fatto trovare un picchio pacchio divino, perchè non importa se dopo c’è sfincione e focaccia farcita, “ru fili ì pajsta, giustu p’assaggiallu“…si, proprio come la caponatina da antipasto di Alex Drastico, eheheh :D! Del resto, da una nonna palermitana DOC che ci si può aspettare? ^__^ A me la mamma di Alex ricorda proprio nonna, vedi che caso…ma mi sa che non sono la sola a pensarlo eheh :D! E poi è spiritosa e frizzante, mai banale, senza pretendere di essere perfetta…se ci fate caso, la mia versione è piena di piccoli errori, a cominciare dalle spaccature sulla superficie del gelo…sigh ç__ç…non avrei dovuto lasciarlo riposare 5 minuti in più nel forno spento :(!

 

CROSTATA CON GELO DI MELLONE
ispirata alla ricetta di Fina



Intanto vi passo la ricetta di questa crostata, promettendovi di passarvi al più presto la ricetta del picchio pacchio di nonna, proprio come ho fatto col limoncello ;)!

Per la pasta frolla, io ho seguito le dosi e il procedimento della frolla 1 di Fina
Come faccio da un po’, lavoro gli ingredienti con la planetaria, utilizzando la frusta flessibile; in alternativa, va bene anche il mixer o la lavorazione velocissima a mano ;)!
Dopo averla fatta riposare in frigo per circa 1 ora, imburrate e infarinate lo stampo (io ne ho utilizzato uno a fascia apribile) e stendete la frolla a uno spessore di 4/5 mm, proprio come consiglia Fina. Preparate le striscette (o, se preferite, delle decorazioni alternative), aiutandovi con un foglio di carta forno; quindi fatele riposare in frigo per almeno 10 minuti, perchè indurendosi le strisce non sprofonderanno nel gelo. Io ho fatto riposare in frigo la base della crostata e i fiori mentre preparavo il gelo.
Inoltre, ho surgelato l’impasto avanzato, visto che ho utilizzato uno stampo da 26 cm.

Per il gelo di anguria, per semplificarvi la vita 😉 vi ridò le dosi necessarie per 1 litro:

80 g di amido di mais
100 g di zucchero
cioccolato fondente q.b. (omesso)
1 pugnetto di gelsomini
pistacchi q.b.
Per ottenere un litro di gelo, passate al setaccio (ma noi usiamo il passaverdure, giusto per fare
tutto più velocemente; potreste provare ad utilizzare anche la centrifuga) la polpa dell’anguria. 
Con una frusta, fate sciogliere l’amido versandovi il succo dell’anguria
a filo. Una volta sciolto l’amido, versate il composto ottenuto in una pentola
insieme al succo d’anguria rimasto, allo zucchero e a un poco d’acqua, in cui avrete lasciato a macerare per una notte i gelsomini. Se doveste dimenticare di preparare l’infuso di gelsomino (proprio com’è successo a me questa volta), unite i fiori di gelsomino al succo, che leverete dal gelo a fine cottura, aiutandovi con un colino; in questo modo, poi, il sapore dell’amido sarà meno evidente ;)!
Mettete sul fuoco e, mescolando continuamente, portate a lieve bollore a
fiamma media; quindi abbassate la fiamma al minimo. 

Non appena il succo avrà cominciato ad addensarsi, toglietelo dal fuoco.

Quando il gelo sarà a temperatura ambiente, versatelo sulla base della crostata e aggiungete le decorazioni di pasta frolla. 
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30-35 minuti. La crostata è pronta non appena inizia a colorarsi.
Proprio come suggeritomi da Fina, il gelo continuerà ad addensarsi durante il raffreddamento della crostata; non appena sarà completamente freddo, fatelo riposare in frigo per almeno una notte. Quando il gelo sarà denso, decorate la torta coi pistacchi tritati al momento e, se preferite, anche con del cioccolato fondente ridotto in scaglie sottilissime e piccolissime.
E con questa ricetta partecipo al contest di Patty, Cinegustologia
A presto ;)!

Gelo di mellone

Ci sono ricette che entrano in casa sia perchè fanno parte della tradizione sia perchè qualche componente della famiglia inizia a sperimentare.
Nel mio caso, questa ricetta della tradizione siciliana (infatti “mellone” in siciliano significa “anguria” ;)) è entrata in casa grazie a mio fratello, che qualche anno fa, non si sa bene come né perchè, ha iniziato a sperimentare. E anno dopo anno il gelo diventava sempre più buono, al punto che ormai compriamo raramente questo dolce in pasticceria…ma è pure vero che difficilmente si resiste ai cornetti e alle crostate ripieni di gelo delle migliori pasticcerie palermitane…provare per credere XD!
E io quest’anno vi passo la ricetta, visto che per la prima volta sono riuscita a farlo anch’io (con la collaborazione di fratellozzo, però)…ma non sarà l’ultima, visto che è un dessert abbastanza semplice da fare, al contrario di quello che pensavo :D! Se poi in casa avete un libro che vi aiuta, il procedimento sarà ancora più semplice ;)!

GELO DI MELLONE
ispirato alla ricetta
tratta da “I dolci siciliani”, di M. A. Di Leo
Come al solito, gli ingredienti del libro sono in corsivo, mentre trovate le mie modifiche tra parentesi ;)!
INGREDIENTI
un’anguria da 4 kg circa (3,5 l di succo di anguria)
250 g di amido per dolci (280 g di amido di mais)
300 g di zucchero (350 g di zucchero)
150 g di cioccolato fondente (omesso)
1 bustina di vaniglia
50 g di gelsomini
50 g di pistacchi tritati (omesso)
50 g di zucca candita (omesso)
Passate al setaccio (ma noi usiamo il passaverdure, giusto per fare tutto più velocemente) la polpa dell’anguria, ottenendo circa tre litri e mezzo di succo. 
Con una frusta, fate sciogliere l’amido versandovi il succo dell’anguria a filo. Una volta sciolto l’amido, versate il composto ottenuto in una grossa pentola (magari una di quelle che usate per le marmellate) insieme al succo d’anguria rimasto, allo zucchero e a un bicchiere d’acqua, in cui avrete lasciato a macerare per una notte i gelsomini. Mettete sul fuoco e, mescolando continuamente, portate a lieve bollore a fiamma media; quindi abbassate la fiamma al minimo. 
Non appena il succo avrà cominciato ad addensarsi, toglietelo dal fuoco e aggiungete la bustina di vaniglia. A questo punto, potreste aggiungere la zucca candida a pezzetti, ma io non la metto mai.
Versate in appositi contenitori di vetro o in coppette di vetro monoporzione. Non appena il gelo sarà a temperatura ambiente, fatelo addensare in frigo per almeno una notte; la mattina successiva dovrebbe essere perfetto, in caso contrario lasciatelo in frigo anche tutto il giorno successivo (nel mio caso, è bastata sempre una notte, ma non si sa mai ;)).
Tradizionalmente, il gelo viene decorato con cioccolato fondente a pezzettini e pistacchi tritati. Ma io normalmente preferisco il gelo al naturale; lo decoro solo per le feste ^_^
Servite freddo ;)!
E se volete vedere l’effetto del gelo, decorato a dovere, andate a curiosare da Cinzia, la mitica foodblogger palermitana che per l’incontro del 29 giugno ha preparato un gelo di mellone non strepitoso, deppiù ^___^!
A proposito, non fate caso all’acqua che vedete sulla superficie del gelo: è la condensa che si forma spostando la ciotola dal frigo al tavolo della cucina, devastata dai 36° e passa del momento eheheh XD :P!!!
Aggiornamento del 10/9/12: con questa ricetta, ho preparato anche un altro dolce palermitano, la crostata al gelo di mellone ^_^!
E anche con questa ricetta partecipo allo Starbooks di MT

Alla prossima ;)!


Tacchino al curry e lime

Mettete una passeggiata con Ornella a caccia di lime per una sua ricetta.
Unitevi l’amore per questo agrume, impregnato di ricordi francesi.
Terminate con una ricetta di pollo all’orientale e otterrete un piatto speziato e aromatizzato dallo splendido sapore esotico del lime ^__^!

Ingredienti per 3-4 persone:
un pollo di kg 1,200 circa (500 g di petto di tacchino)
50 g di burro (olio EVO q.b.)
un dado per brodo (1/2 dado da brodo biologico e senza lievito)
un bicchiere di vino bianco (omesso)
una cipolla (omessa)
una mela (omessa)
30 g di farina bianca (farina di riso q.b.)
sale (omesso)
pepe
un pizzico di curry (io 1 cucchiaio circa; altrimenti a piacere)
qualche cucchiaio di yogurt
couscous biologico precotto q.b. (mia variante)
mezzo lime (mia variante)

Adoro la ricetta originale del pollo all’orientale, semplicissima ma sempre sfiziosa. Stavolta però ho voluto modificarla levando la cipolla (dovendo passare il pomeriggio fuori, ho preferito levarla per pranzo), il vino e la mela; ho aggiunto invece il lime, che rende il tacchino speciale, secondo me.
Se volete inoltre rendere questo piatto senza glutine al 100%, utilizzate del couscous di mais 😉

Tagliate il petto di tacchino a pezzi. In una casseruola, fate rosolare il tacchino con l’olio finchè non avrà preso colore. Unite il dado da brodo e mescolate. Quindi unite il curry, mescolate bene e pepate leggermente. Dopo qualche minuto, unite un po’ d’acqua calda, mescolate e fate cuocere per 1-2 minuti; quindi, unite la farina di riso, mescolando bene. Lasciate cuocere per circa 15-20 minuti; 5 minuti prima di togliere dal fuoco il tacchino, versatevi sopra qualche cucchiaio di yogurt bianco intero, mescolando bene. Levate la casseruola dal fuoco e aggiungengete il succo ottenuto dal lime. Servite caldo, accompagnando il tacchino con il couscous, che avrete precedentemente preparato seguendo le indicazioni della confezione.

A presto ;)!