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Torta alle mele sofficissima

C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici bisogna assolutamente utilizzare la farina 00.
C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici sarebbe meglio unire alla farina 00 un’elevata quantità di zucchero.
Lo zucchero non mi ha fregata, visto che non amo i dolci particolarmente stucchevoli e dato che noto, ogni volta che li mangio, che lo zucchero tenda a coprire gli altri sapori (sempre se ce ne siano, visto che zucchero bianco e 00 non apportano alcun sapore, non sanno di niente, per me) se utilizzato in grosse quantità.
Mi sono fatta invece abbindolare dalla leggenda metropolitana sulla farina 00 e ci ho provato, pensando che la colpa del risultato mediocremente morbido dipendesse dall’uso della farina di tipo 2.
Peccato che i muffin con la farina 2 fossero buonissimi, mentre quelli con la farina 00 avessero un gusto alquanto mediocre.
Questo non vuol dire che abbia bandito la 00, visto che la uso ormai per la pasta frolla o per tagliare farine meno raffinate.
Insomma, morale della favola, tanto per non continuare ad annoiarvi con le mie chiacchiere, adesso, grazie all’esperimento di Stella, mi son passati i dubbi sulla farina semi-integrale ^_^!
E con questa intrigante idea di Stella e Ady, ho fatto tre prove. La prima è identica alla versione di Stella; la seconda contiene una parte di farina semi-integrale e varie parti di farine naturalmente senza glutine; la terza sarebbe identica alla prima versione, se non fosse per l’uso del Rooibos al caramello e della marmellata, che sostituiscono l’acqua naturale e le mele. Tutte riuscitissime ^__^!

TORTA ALLE MELE, ACQUA E SEMINTEGRALE
INGREDIENTI
2 uova intere
150 g di zucchero muscobado (zucchero di canna)
160 ml di acqua
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (2 mele golden)

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, la cannella e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da 26 centimetri imburrato e ricoperto di carta forno. 
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Troppo carino questo effetto ^_^!
Sotto invece trovate gli altri due esperimenti, che per me son davvero buoni.  


TORTA DI MELE, MANDORLE, MAIS, MIGLIO E SEMINTEGRALE
ispirata alla ricetta di Stella di Sale

INGREDIENTI
3 uova
150 ml acqua
100 ml olio
50 g di farina di mais fioretto
70 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
50 g di farina di mandorle
60 g di farina di miglio autoprodotta (miglio macinato in un macinacaffè)
20 g di fecola di patate
2 cucchiaini di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)
1 mela golden
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da plumcake ricoperto di carta forno.
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30-40 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Dalla foto, poi, non si direbbe, ma è morbidissimo ;)!

MUFFIN AL ROOIBOS, MARMELLATA E SEMI-INTEGRALE

Se non trovate il Rooibos al caramello, va benissimo anche quello al naturale o aromatizzato all’arancia e cannella, che si trovano facilmente nei negozi biologici ed equosolidali. Se non trovate il Rooibos o non vi va di usarlo, potete tranquillamente sostituirlo con qualsiasi tipo di tè o infuso che preferite.

INGREDIENTI:
2 uova intere

150 g di zucchero muscobado (100 g di zucchero di canna)
160 ml di acqua (Rooibos al caramello)
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (omesso)
1 pizzico di chiodi garofano (mia variante)
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)

6 cucchiaini di marmellata di uva spina (mia variante)

6 cucchiaini di marmellata di lamponi (mia variante)

Preparate il Rooibos mettendone in infusione una bustina in 160 ml di acqua (di solito sono necessari 5-8 minuti; comunque controllate sulla confezione). Quindi fate raffreddare.
Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e il Rooibos a temperatura ambiente e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo per muffin (io ho usato due ramequin e due stampi in silicone da 6 e in uno stampo son rimasti due “posti” vuoti).
Inserite un cucchiaino di marmellata in ogni muffin e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 20-30 minuti, o fino a quando i muffin non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; credo dipenda anche dalla farina semi-integrale.

A presto ;)!


Clafoutis alle mele, mandorle e cocco

Clafoutis is a classic French dessert, somewhere between a custard and a cake. Lots of eggs, milk, and a little bit of flour are the traditional ingredients. It is an easy recipe to convert using gluten-free flours, as it relies mostly on eggs and milk. I make many versions with seasonal fruits. I was browsing through the pages of Thomas Keller’s “The French Laundry Cookbook when I came across his candied apple ice cream. I am up for candied apple anything, and with those flavors in mind I created this clafoutis with brown butter and the intense flavor of reduce apple juice.
(da Small Plates and Sweet Treats)



CLAFOUTIS ALLE MELE, MANDORLE E COCCO

INGREDIENTI
515 ml di succo di mela al 100% e senza zucchero
30 g di burro bavarese
4 mele, circa 1 kg
140 g zucchero di canna
i semi di una bacca di vaniglia
3 uova biologiche
35 g di farina di mandorle
30 g di amido di tapioca (maizena)
1/2 cucchiaino di sale marino integrale del trapanese
185 ml di latte di cocco non zuccherato
prugne secche q.b. (mia variante)
uvetta q.b. (mia variante)
mandorle tritate q.b. (mia variante)

Conservate un cucchiaio di succo di mela.
Versate il succo rimanente in un tegame e fatelo cuocere a fiamma alta per 12 minuti, o fino a quando non si sarà ristretto; dovrete ottenerne così solo 1/2 tazza, cioè 125 ml. Fate raffreddare il succo di mela concentrato.
Preriscaldate il forno (il mio era ventilato) a 200°.

Tagliate le mele a fettine. In un tegame fate sciogliere il burro; non appena inizierà a dorarsi, dopo circa 3 minuti, aggiungete le mele (volendo anche l’uvetta, ma io l’ho messa prima di infornare il dolce), 3 cucchiai di zucchero, la metà dei semi di vaniglia e il cucchiaio di succo di mela messo da parte. Fate cuocere a fiamma media per circa 5-8 minuti, fino a quando le mele risulteranno morbide, senza però essere sfatte. Mettete da parte.
In una ciotola, montate le uova con i rimanenti 100 grammi di zucchero. Aggiungete quindi i semi di vaniglia rimasti, la farina di mandorle, l’amido di tapioca la maizena, il sale e mescolate. Unite quindi il latte di cocco e il succo di mela concentrato e mescolate.
Secondo la ricetta originale, a questo punto dovreste versare l’impasto nella tortiera e poi aggiungere le mele. Io invece ho agito impulsivamente, ricordandomi che nel clafoutis tradizionale prima si dispone la frutta sullo stampo imburrato e poi si versa la pastella. Aran invece consiglia di versare prima la pastella e poi di aggiungere la frutta. Il risultato finale non cambia, ma seguendo la versione di Aran il clafoutis è molto più carino, mentre il primo tentativo è parecchio brutto; buonissimo, ma bruttarello.
Aggiungete le prugne e decorate la torta con uvetta e mandorle tritate, tanto quanto basta.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 200° per 35-40 minuti o fino a quando il dolce risulterà cotto dopo aver fatto la prova dello stecchino. Servite il dolce freddo di frigo.
E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.
A presto ;)!

Cioccolatando alla seconda :P

Vi capita mai di non saper cosa scrivere? A me ultimamente succede spesso. Accumulo ricette, cerco di pubblicarle il prima possibile, per evitare che gli ingredienti finiscano per non essere più di stagione, ma appena mi ritrovo davanti lo schermo si crea un blocco e in testa ho il vuoto totale, senza neanche capirne il motivo.
E allora perchè non proporre la ricetta, accompagnata da brani musicali, ho pensato?

Questa è una delle prime ricette del libro Small Plates & Sweet Treats che ho provato.
Ultimamente ne ho accumulate diverse, a cui a volte ho aggiunto le mie personali modifiche, giusto perchè se non cambio qualche ingrediente non sono contenta ^^”! Spero di riuscire a farvele vedere, piano piano.
Comunque, non lo faccio per pubblicità, ma perchè sono entrata in fissa anche con questo libro, proprio com’è successo con quello di Clea e con quello di Julia Child.

CREMA AL CIOCCOLATO, COCCO E NOCCIOLE
ispirata alla ricetta Chocolate, Hazelnut & Fleur de sel pots de crème
tratta da Small Plates & Sweet Treats

INGREDIENTI
30 g di nocciole (omesse, non le avevo)
500 ml di latte di cocco non zuccherato
1 stecca di vaniglia, tagliata a metà, più i semi
1 uovo
2 tuorli
50 g di zucchero di cocco o zucchero bruno dorato (zucchero di canna q.b.)
2 cucchiai di crema di nocciole
60 g di cioccolato al latte, tagliato finemente (omesso)
60 g di cioccolato fondente, tagliato finemente (120 g di cioccolato fondente equosolidale al 70% di cacao)
1/2 cucchiaino di fleur de sel (omesso)

It is easy to make nut butters at home. Spread 2 cups of your favorite nuts on a baking sheet. Bake the nuts at 180°C for 5 to 10 minutes or until fragrant and golden. Transfer them to a food processor or high-speed blender and process them until they turn into a paste. Add 1 tablespoon vegetable oil (hazelnut, almond, or pistachio) and a pinch of salt and process until smooth. You can sweeten the nut butter with 1 tablespoon honey or leave it plain.”

Preriscaldate il forno a 180°.
Tostate le nocciole per 5-7 minuti, fino a quando sono dorate e fragranti. Avvolgetele in uno strofinaccio e strofinatele per rimuovere la pellicina esterna. Fatele raffreddare, poi tagliatele a pezzetti grossolani.
Riducete la temperatura del forno a 150°.
In una pentola, riscaldate a fiamma media il latte di cocco, unito alla stecca di vaniglia e ai semi di vaniglia. Fatelo sobbollire leggermente.
Nel frattempo, in una ciotola mescolate l’uovo, i tuorli, lo zucchero e la crema di nocciole.
Appena il latte di cocco inizia a bollire, rimuovete la pentola dal fuoco. Rimuovete la stecca di vaniglia e aggiungete il cioccolato. Mescolate per far sciogliere il cioccolato nel latte.
Versate un po’ di latte di cocco al cioccolato sopra le uova, mescolando, per evitare che le uova si rapprendano. Aggiungete il latte di cocco al cioccolato rimasto e mescolate. Filtrate il composto ottenuto utilizzando un colino, versandolo in una ciotola pulita. Aggiungete il fleur de sel e mescolate.
Versate la crema in 6 ramequin da circa 28 ml. Fate cuocere a bagnomaria per 30-40 minuti o fino a quando la crema risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Potete servire la crema al cioccolato, cocco e nocciole a temperatura ambiente o fredda.


Del perchè ho aperto proprio un FoodBlog

Ho aperto il mio primo blog di cucina nel dicembre del 2009.
Non era il mio primo blog, visto che “chiacchieravo” attraverso la piattaforma di Blogger dal 2004, parlando di viaggi, esperienze personali (altamente superficiali, non mi è mai piaciuto raccontare i fatti miei al mondo intero), di film, di libri letti, di articoli che mi avevano fatto infuriare e stupidaggini simili. Insomma, le stesse chiacchiere altamente banali che trovate in questo blog.

Potreste ovviamente pensare che racconto balle, visto che il primo blog non esiste più, mentre il secondo è altamente privato…anche se a volte mi viene in mente l’idea assurda di trasferire il secondo blog sulla piattaforma di Livejournal, dove si può scegliere se rendere pubblico un post, un po’ come su Facebook…ma chissà se lo farò mai.
Poi com’è, come non è, sono incappata nel mondo dei foodblog e sono finita nel vortice culinario, aprendo un nuovo blog su Livejournal e continuando a chiacchierare, prevalentemente di cibo.
Da allora ho rifatto alcune ricette, come i muffin al cacao e la torta al formaggio austriaca; ho riproposto i buccellati, visto che nel primo post erano sparite le foto, e il tiramisù fasullo.
Tra alti e bassi, la passione per la cucina non è mai venuta meno, anzi è aumentata; alle prime fonti di ispirazione, come Cannelle et VanilleClea CuisineLa Tartine Gourmande, French Bento, Julie and Julia, Joy of Baking, Papilles et Pupilles, Il Pranzo di Babette, La cuisine de Mercotte, Un Déjeuner de Soleil, Amuses Bouche, Comme un lait fraise (che magari, come me, ricordate col nome Foodbeam), Les Cuisines de Garance, etc., se ne sono aggiunte molte altre, senza che però dimenticassi la causa di tutto, cioè quei blog, quelle idee, quelle parole, quelle foto, quei racconti che mi hanno fatto finire in questo folle ma divertente mondo culinario.
Tutta ‘sta manfrina per giustificare le tre rubriche che trovate sulla barra laterale, qui a destra, che non sono altro che un piccolo omaggio alle fonti di ispirazione più significative per la sottoscritta ^__^!



MUFFIN AI MIRTILLI ROSSI, LIMONE E LATTE DI KEFIR
Per la farina di miglio, io l’ho fatta in casa macinando il miglio in un macina caffè.
Come al solito, riporto in corsivo la ricetta originale, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!
INGREDIENTI
140 g di farina di riso integrale (farina di riso)
90 g di farina di miglio (farina di miglio auto-prodotta)
50 g di farina di mandorle
2 cucchiaini di lievito per dolci (polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di scorza di limone (la scorza grattugiata di 1 limone)
100 g di zucchero di canna
50 g di zucchero muscovado o zucchero bruno dorato (zucchero alla cannella q.b.)
2 uova (1 uovo)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (i semi di 1/2 stecca di vaniglia)
125 ml di olio di oliva (circa 120 ml di olio d’oliva extravergine)
125 ml di latte di cocco non zuccherato (250 ml di latte di kefir)
210 g di mirtilli surgelati o freschi (cranberries -mirtilli rossi americani- secchi q.b.)
mandorle tritate e uvetta q.b. per decorare (mia variante)
In una ciotola, mescolate i primi cinque ingredienti.
In un’altra ciotola, unite lo zucchero e la scorza grattugiata del limone e sfregateli tra le dita, in modo che la scorza di limone rilasci i suoi oli essenziali. Aggiungete le uova e mescolate. Unite l’olio e il latte di kefir. Versate gli ingredienti liquidi in quelli secchi e aggiungete i mirtilli rossi.
Versate l’impasto nello stampo per muffin in silicone (se non è in silicone, imburratelo e infarinatelo oppure ricopritelo con i pirottini) e decorate con uvetta e mandorle tritate, tanto quanto basta.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 20-30 minuti, o fino a quando i muffin non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Perfetti per la colazione, si conservano perfettamente in una scatola di latta o in un porta torte per 3-4 giorni.


A presto ;)!

Speculoos

Avevo già parlato degli Speculoos, i biscotti speziati che in Belgio si regalano tradizionalmente ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. Sembra poi che siano dei biscotti invernali tipici del nord Europa e molto probabilmente è così, altrimenti non mi spiego come mai a Brema accompagnano tradizionalmente il vino caldo speziato. Pensavo, poi, di averli conosciuti lì, a Brema…beh, invece mi sbagliavo. Solo dopo una miriade di visite in foodblog francesi e belgi ho capito che i piccoli Lotus che accompagnavano l’espresso sia a Lille che a Bruxelles durante l’Erasmus non erano altro che degli speculoos…aaah, la vita da studente, credo che a volte rincretinisca un po’ troppo, per lo meno la sottoscritta :P! E visto che a Lille mi dissero, due giorni dopo il mio arrivo, che potevo visitare il Belgio prendendo un semplice autobus (da palermitana che si sente perennemente isolata dal mondo, pensavo m’avessero preso in giro…e invece…^^”), non potevo non far partire l’avventura *speculoos* rendendo omaggio a una rubrica piena di ricette Ch’ti, perchè non smette di farmi ricordare questa splendida regione del nord della Francia, il Nord-Pas de Calais.

SPECULOOS
ispirati a una ricetta di Amuses Bouche
Visto che dopo il primo esperimento di domenica scorsa e la seconda infornata di ieri, mio fratello non la smette di farmi i complimenti e di dirmi che non sono puzzolenti come quelli presi da Naturasì, vi lascio la ricetta originale in corsivo, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!
Come vi dicevo, il burro bavarese lo trovate sia da Auchan che da Naturasì.

INGREDIENTI:
600 g di farina (500 g di farina 00)
100 g di farina di riso (mia variante)
360 g di cassonade (200 g di zucchero bianco + 160 g di zucchero di canna, non ne avevo abbastanza)
120 g di burro (180 g di burro bavarese freddo)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (2 cucchiai di cannella)
1/2 cucchiaino da caffè di un mix di 4 spezie (omesso, non lo avevo)
1/2 bustina di lievito per dolci (1 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato)
8 cl d’acqua (acqua fredda q.b.)
50 ml di latte di kefir (mia variante)
5 tuorli (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)

E solo una mia critica: per ottenere un risultato identico all’originale almeno al 90%, è necessaria la miscela di spezie per speculoos, come consigliato nella ricetta originale. Devo provare a cercarla!

Nella planetaria, con la frusta a foglia in acciaio, lavorate la farina con il burro freddo tagliato a pezzetti. Appena si saranno formate delle briciole, aggiungete gli altri ingredienti e lavorate il tutto velocemente. Quindi, trasferite l’impasto su un ripiano infarinato ed effettuate il fraisage: con il carpo della mano (una delle parti più fredde, se ci fate caso, anche dando un’occhiata al video), “spalmate” un pezzo di impasto alla volta verso l’esterno, per miscelare al massimo burro e farina, proprio come consigliato nel libro. Ricoprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per almeno 2 ore.
Stendete l’impasto su un ripiano infarinato e datevi la forma desiderata. I biscotti devono essere spessi almeno 5 mm (larghi 1 cm e lunghi circa 5 cm; ma non siete obbligati).  Potete decorarli con le mandorle, come consigliato nella ricetta originale; io però non l’ho fatto.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 15-20 minuti o fino a quando inizieranno a scurirsi.
Una tazza di tè nero è l’accompagnamento ideale, oltre al vino caldo speziato e natalizio ^_^!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.


Black and White Wednesday #74

Speculoos

A few days ago I edited this photo in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Cindystar. If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.


Tarte au Fromage Frais et aux Pruneaux

Il 23 febbraio era il compleanno di canuzzo Charlie.
E quello di quest’anno era un compleanno davvero speciale, dopo quello che è successo a ottobre.
Quando ho visto questa torta sul libro scritto da Julia Child, Simone Beck e Louisette Bertholle, ho pensato che fosse il dolce perfetto per l’occasione.
Un’altra occhiatina ad un interessantissimo video ed ho avviato i lavori 😛

TARTE AU FROMAGE FRAIS ET AUX PRUNEAUX
ispirata a una ricetta tratta da Mastering the Art of French Cooking

Sia per la base che per il ripieno ho utilizzato del burro bavarese, perchè è il tipo di burro che preferisco. L’ho trovato sia da Auchan sia da Naturasì.
Il fromage frais, invece, finora l’ho visto solo da Auchan, in confezioni da mezzo chilo; ed esiste in tre versioni: al 0% di grassi, al 20% di grassi e al 40% di grassi.
Per la base, la ricetta della Child prevede la pâte brisée sucrée, ma io ho utilizzato la mia frolla (o meglio, la frolla trovata sull’Enciclopedia della Cucina), anch’essa leggermente modificata, dopo aver provato la frolla 1 di Fina.
Per il ripieno, ho seguito la ricetta della Child, anche se ho leggermente modificato le dosi.
Inoltre, le dosi della ricetta originale sono espresse in volume; se questo dovesse mettervi in difficoltà, fatemelo sapere e inserirò le indicazioni indicate dalle autrici per la conversione da volume a peso.
Quindi vi lascio come al solito le dosi originali, in corsivo, mentre tra parentesi quadre trovate le mie modifiche.

Ingredienti per la pâte brisée sucrée (o pasta frolla, se seguite la mia versione):
1 tazza di farina comune bianca setacciata [250 g di farina 00]
1 cucchiaio di zucchero [100 g di zucchero]
1/8 cucchiaino di sale [1 pizzico di sale]
4 cucchiai di burro freddo [100 g di burro bavarese freddo]
1 1/2 cucchiaio di grasso vegetale freddo (omesso)
2 1/2 o 3 cucchiai di acqua fredda (omesso)
1 uovo
1 tuorlo
scorza grattugiata di 1/2 limone
1/2 cucchiaino di cannella
1 punta di coltello di bicarbonato

Come consigliato da Julia e da Fina, ho iniziato sbriciolando la farina e il burro (tagliato a pezzetti) con la punta delle dita, per evitare di scaldare il burro. Potete anche far tutto con la frusta in acciaio della planetaria o con la lama da impasto del mixer; ma io per curiosità ho voluto provare iniziando a mano.
Nella stessa ciotola in acciaio della planetaria, ho aggiunto il resto degli ingredienti e ho lavorato il tutto con la frusta in acciaio a foglia, brevemente, fino a ottenere un impasto quasi compatto.
Ho quindi riversato l’impasto su un piano infarinato e ho eseguito il cosiddetto fraisage: con il carpo della mano (una delle parti più fredde, se ci fate caso, anche dando un’occhiata al video), ho “spalmato” un pezzo di impasto alla volta verso l’esterno, per miscelare al massimo burro e farina, proprio come consigliato nel libro.
Aiutandomi con una spatola, ho compattato velocemente l’impasto, gli ho dato la forma di una palla e l’ho ricoperto con della pellicola trasparente. L’ho fatto quindi riposare in frigorifero per 30 minuti.
Nel libro, si consiglia di far riposare la pasta in frigo per 2 ore o per tutta la notte. Inoltre, l’impasto crudo si conserva bene in frigo per 3-4 giorni; oppure potete conservarlo in freezer per diverse settimane; in tal caso è necessario utilizzare anche un sacchettino di plastica per surgelati (sia in frigo che in freezer, se conservato a lungo).
Al momento di stendere l’impasto, non lavoratelo troppo, altrimenti riscalderete troppo il burro e sarà difficile lavorarlo.
Poggiate l’impasto su un ripiano infarinato. Se dovesse essere duro, ammorbiditelo colpendolo con il mattarello, proprio come fa Julia. Infarinatene leggermente la parte superiore e stendetelo con il mattarello, ma solo la parte centrale, per non rendere le estremità troppo sottili; quindi girate spesso l’impasto, continuando ad appiattirlo. Piegate l’impasto in quattro, ottenendo un triangolo (oppure avvolgetelo al mattarello) e fatelo aderire allo stampo. Con queste dosi, ho utilizzato uno stampo da 24 cm e uno da 20, dove ho fatto cuocere la tortina senza mandorle, fatta apposta per Charlie ^_^! Con le dosi indicate nella ricetta originale, si consiglia uno stampo da 8 o da 9 pollici (cioè circa 20-22 cm**), in cui far cuocere la frolla in bianco per qualche minuto.
Io invece non ho precotto la frolla, fidandomi dell’esperienza con la torta di ricotta.
Ho bucherellato la pasta con una forchetta e l’ho fatta riposare in frigo mentre preparavo il ripieno.

** per ottenere le misure in centimetri, le autrici suggeriscono di moltiplicare i pollici per 2.54, in quanto 1 pollice corrisponde a circa 2,54 cm

Ingredienti per il ripieno:
1 tazza di formaggio cremoso [2 tazze (cioè circa 500 g) di fromage frais (mix tra light e al 20% di grassi)]
1 confezione di burro non salato ammorbidito [80 g di burro bavarese ammorbidito e non salato (volendo, anche 50 g)]
2/3 tazza di zucchero [200 g di zucchero]
2 uova [4 uova]
1 pizzico di noce moscata
1/2 tazza di prugne secche [2 tazze di prugne secche]
1/2 tazza di mandorle in polvere [2 tazze di mandorle tritate]
1/4 cucchiaino di essenza di mandorle [omesso]
scorza grattugiata di un limone

Nella ciotola della planetaria, con la frusta lavorate a crema il fromage frais, il burro e lo zucchero.
Nel frattempo, private del nocciolo le prugne e fatele ammorbidire per 5 minuti in acqua calda. Fatele scolare.
Aggiungete quindi le uova, la noce moscata e la scorza di limone e frullate ancora; poi aggiungete le prugne e le mandorle e mescolate con un cucchiaio.

Fate riscaldare il forno a 180°.
Togliete la pasta frolla dal frigo, versate il ripieno sulla base e fate cuocere in forno ventilato per 30-45 minuti.
Capirete che la torta è pronta non appena la crema si sarà dorata e sarà gonfiata. Se non siete sicuri, fate la prova dello stecchino.
Potete mangiarla tiepida o fredda; potete anche riscaldarla. Secondo me, è ancora più buona dopo il riposo di un giorno, mangiata fredda (ma non mettetela in frigo) ;)!

Con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Marzo { Voglia di …Torte }




A presto ;)!


Black and White Wednesday #73

Une glace chez Baratti&Milano

I cannot forget how thrilled I was when I found out Turin is twinned with Lille.
It may sound odd but I had a lot of fun as an Erasmus student in Lille and as a tourist in Turin.
That’s why I am full of admiration for these two lovely cities ^_^!

A few days ago I edited this photo in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Zorra. If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.


Finto risotto

Oggi non mi va di scrivere.
Oggi mi sento a lutto.
E avrei bisogno di un piatto confortante, proprio come questo finto risotto.
Oggi quindi niente chiacchiere, solo una ricetta, cercando di non pensare al possibile tracollo del paese.

FINTO RISOTTO

INGREDIENTI:
150 g di riso (per risotti e non)
un finocchio piuttosto grande (o 2 di medie dimensioni)
1 cipollotto piccolo
1 porro (metà della parte bianca)
curry q.b.
coriandolo in polvere q.b.
100 g di tofu al naturale
mandorle tritate q.b.
olio di oliva extravergine q.b.
sale (marino integrale, del trapanese, come sempre) q.b.

Tagliate il finocchio a pezzetti e cuocetelo a vapore.
Appena sarà tenero, fate scaldate l’olio in un tegame e fate appassire il cipollotto e il porro. Unite quindi il finocchio, il tofu a cubetti, mescolate e aggiungete le spezie e un po’ di mandorle tritate.
Mentre le verdure si cuociono, cuocete il riso.
Appena il condimento è pronto, mettetene da parte un po’ e frullate il resto con un po’ di olio e qualche cucchiaio di acqua di cottura del riso, tanto quanto basta.
Riscaldate nel tegame la crema ottenuta e mescolatela al riso.
Servite con il condimento messo da parte e con un po’ di mandorle tritatate.
Se l’idea del riso non dovesse piacervi, potete sostituirlo con la pasta, come consigliato nella ricetta originale.

Con questa ricetta, partecipo all’iniziativa Salutiamoci, che per febbraio prevede cipolle, cipollotti, porri, scalogno
A presto ;)!

Riprovando e aggiornando

Ricordate la torta al quark, proposta qualche mese fa?

Dissi che l’avrei riprovata, diminuendo la quantità di farina e maizena utilizzata.
Beh, alla fine l’ho rifatta con qualche aggiornamento, tra cui l’eliminazione della farina e della maizena.
Avevo inizialmente pensato, poi, di sostituire la ricotta con lo yogurt greco, ma il solito mercato settimanale ha generato il solito effetto e non ho resistito ^_^!
La presenza in casa di biscotti alle mandorle, crema di nocciole (entrambi casalinghi e che potete provare cliccando sui link ;)!) e di una deliziosa marmellata di fragole biologica hanno fatto il resto.
Ed ecco una nuova versione di cheesecake al quark e ricotta ^_^!

CHEESECAKE AL QUARK, RICOTTA, MANDORLE E NOCCIOLE

INGREDIENTI
500 g di quark magro
200 g di ricotta, ben asciutta (è necessario lasciarla scolare per almeno mezza giornata, un giorno)
marmellata di fragole q.b.
2 uova
scorza grattugiata di 1/2 limone
Una torta semplicissima e davvero veloce da preparare, soprattutto se i biscotti sono quelli riciclati dall’infornata fatta con più di una settimana di anticipo, com’è successo a me ^_^!
La base: iniziate magari la sera prima, tritando i biscotti nel mixer. Aggiungete quindi circa 4 cucchiai di crema di nocciole e azionate il mixer a intermittenza. Se la quantità di crema non dovesse essere sufficiente, aggiungetene un altro po’, andando ad occhio. Versate metà del “finto crumble” ottenuto su una tortiera a fascia apribile di 20 cm, ricoperta di carta forno e compattate l’impasto con un cucchiaino. Conservate la base in frigorifero fino al giorno successivo (oppure per circa 1 o 2 ore, se fate base e ripieno nello stesso giorno).
Il ripieno: mescolate energicamente il quark e la ricotta con la frusta, finché non si sono ben amalgamati. Aggiungete quindi tanta marmellata di fragole quando basta e mescolate bene. Unite quindi alla crema di formaggio metà della parte di “finto crumble” rimasto; poi aggiungete le uova sbattute e la scorza grattugiata di mezzo limone.

Versate il ripieno di formaggio sopra la base di biscotti.
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30 minuti.
Lasciate raffreddare nella tortiera; quindi, decorate la torta con il “finto crumble” rimasto. Poi conservate in frigo, se non servite subito la torta. In tal caso, sformatela solo poco prima di servire.
Con questa ricetta otterrete circa 4-5 porzioni.

A presto ;)!

<a href=”http://aboutfoodrecepies.blogspot.com/2013/03/2-contest-ricotta-mille-usi.html”><img src=”http://farm9.staticflickr.com/8389/8528150576_495b66976b_n.jpg” width=”200″ height=”” alt=”contest 2″></a>