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Speculoos

Avevo già parlato degli Speculoos, i biscotti speziati che in Belgio si regalano tradizionalmente ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. Sembra poi che siano dei biscotti invernali tipici del nord Europa e molto probabilmente è così, altrimenti non mi spiego come mai a Brema accompagnano tradizionalmente il vino caldo speziato. Pensavo, poi, di averli conosciuti lì, a Brema…beh, invece mi sbagliavo. Solo dopo una miriade di visite in foodblog francesi e belgi ho capito che i piccoli Lotus che accompagnavano l’espresso sia a Lille che a Bruxelles durante l’Erasmus non erano altro che degli speculoos…aaah, la vita da studente, credo che a volte rincretinisca un po’ troppo, per lo meno la sottoscritta :P! E visto che a Lille mi dissero, due giorni dopo il mio arrivo, che potevo visitare il Belgio prendendo un semplice autobus (da palermitana che si sente perennemente isolata dal mondo, pensavo m’avessero preso in giro…e invece…^^”), non potevo non far partire l’avventura *speculoos* rendendo omaggio a una rubrica piena di ricette Ch’ti, perchè non smette di farmi ricordare questa splendida regione del nord della Francia, il Nord-Pas de Calais.

SPECULOOS
ispirati a una ricetta di Amuses Bouche
Visto che dopo il primo esperimento di domenica scorsa e la seconda infornata di ieri, mio fratello non la smette di farmi i complimenti e di dirmi che non sono puzzolenti come quelli presi da Naturasì, vi lascio la ricetta originale in corsivo, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!
Come vi dicevo, il burro bavarese lo trovate sia da Auchan che da Naturasì.

INGREDIENTI:
600 g di farina (500 g di farina 00)
100 g di farina di riso (mia variante)
360 g di cassonade (200 g di zucchero bianco + 160 g di zucchero di canna, non ne avevo abbastanza)
120 g di burro (180 g di burro bavarese freddo)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (2 cucchiai di cannella)
1/2 cucchiaino da caffè di un mix di 4 spezie (omesso, non lo avevo)
1/2 bustina di lievito per dolci (1 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato)
8 cl d’acqua (acqua fredda q.b.)
50 ml di latte di kefir (mia variante)
5 tuorli (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)

E solo una mia critica: per ottenere un risultato identico all’originale almeno al 90%, è necessaria la miscela di spezie per speculoos, come consigliato nella ricetta originale. Devo provare a cercarla!

Nella planetaria, con la frusta a foglia in acciaio, lavorate la farina con il burro freddo tagliato a pezzetti. Appena si saranno formate delle briciole, aggiungete gli altri ingredienti e lavorate il tutto velocemente. Quindi, trasferite l’impasto su un ripiano infarinato ed effettuate il fraisage: con il carpo della mano (una delle parti più fredde, se ci fate caso, anche dando un’occhiata al video), “spalmate” un pezzo di impasto alla volta verso l’esterno, per miscelare al massimo burro e farina, proprio come consigliato nel libro. Ricoprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per almeno 2 ore.
Stendete l’impasto su un ripiano infarinato e datevi la forma desiderata. I biscotti devono essere spessi almeno 5 mm (larghi 1 cm e lunghi circa 5 cm; ma non siete obbligati).  Potete decorarli con le mandorle, come consigliato nella ricetta originale; io però non l’ho fatto.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 15-20 minuti o fino a quando inizieranno a scurirsi.
Una tazza di tè nero è l’accompagnamento ideale, oltre al vino caldo speziato e natalizio ^_^!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.


Riprovando e aggiornando

Ricordate la torta al quark, proposta qualche mese fa?

Dissi che l’avrei riprovata, diminuendo la quantità di farina e maizena utilizzata.
Beh, alla fine l’ho rifatta con qualche aggiornamento, tra cui l’eliminazione della farina e della maizena.
Avevo inizialmente pensato, poi, di sostituire la ricotta con lo yogurt greco, ma il solito mercato settimanale ha generato il solito effetto e non ho resistito ^_^!
La presenza in casa di biscotti alle mandorle, crema di nocciole (entrambi casalinghi e che potete provare cliccando sui link ;)!) e di una deliziosa marmellata di fragole biologica hanno fatto il resto.
Ed ecco una nuova versione di cheesecake al quark e ricotta ^_^!

CHEESECAKE AL QUARK, RICOTTA, MANDORLE E NOCCIOLE

INGREDIENTI
500 g di quark magro
200 g di ricotta, ben asciutta (è necessario lasciarla scolare per almeno mezza giornata, un giorno)
marmellata di fragole q.b.
2 uova
scorza grattugiata di 1/2 limone
Una torta semplicissima e davvero veloce da preparare, soprattutto se i biscotti sono quelli riciclati dall’infornata fatta con più di una settimana di anticipo, com’è successo a me ^_^!
La base: iniziate magari la sera prima, tritando i biscotti nel mixer. Aggiungete quindi circa 4 cucchiai di crema di nocciole e azionate il mixer a intermittenza. Se la quantità di crema non dovesse essere sufficiente, aggiungetene un altro po’, andando ad occhio. Versate metà del “finto crumble” ottenuto su una tortiera a fascia apribile di 20 cm, ricoperta di carta forno e compattate l’impasto con un cucchiaino. Conservate la base in frigorifero fino al giorno successivo (oppure per circa 1 o 2 ore, se fate base e ripieno nello stesso giorno).
Il ripieno: mescolate energicamente il quark e la ricotta con la frusta, finché non si sono ben amalgamati. Aggiungete quindi tanta marmellata di fragole quando basta e mescolate bene. Unite quindi alla crema di formaggio metà della parte di “finto crumble” rimasto; poi aggiungete le uova sbattute e la scorza grattugiata di mezzo limone.

Versate il ripieno di formaggio sopra la base di biscotti.
Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30 minuti.
Lasciate raffreddare nella tortiera; quindi, decorate la torta con il “finto crumble” rimasto. Poi conservate in frigo, se non servite subito la torta. In tal caso, sformatela solo poco prima di servire.
Con questa ricetta otterrete circa 4-5 porzioni.

A presto ;)!

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Gluten Free No-Bake Cheesecake

Un cheesecake senza cottura al quark e marmellata di mirtilli

GLUTEN FREE NO-BAKE CHEESECAKE
ispirato alla Torta di formaggio ai lamponi

Era da un sacco che volevo rifare un cheesecake senza cottura, dopo aver provato la scorsa estate la ricetta di Stephanie (ma usando la gelatina, senza ancora non l’ho provata e non ho voluto rischiare).
Le parti in corsivo, come al solito, sono tratte dal libro ;)!

250 g di biscotti sbriciolati (300 g di frollini classici senza glutine)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido, a pezzetti)
15 g di gelatina in polvere (20 g di gelatina in fogli, cioè 10 fogli)
4 cucchiai di acqua (sostituita con pochissimo latte)
125 ml di doppia panna (omessa)
500 ml di purè di lamponi (omesso)
125 g di zucchero semolato (30 g di zucchero)
250 g di ricotta (1 kg di quark mezzo grasso)
2 cucchiai di zucchero (mia variante)
400 g di quark ai mirtilli (mia variante)
marmellata di mirtilli q.b. (mia variante)

Le basi di biscotti sbriciolati vengono di solito fatte raffreddare in frigorifero finchè non si sono indurite e si usano per rinfrescanti dolci al formaggio, come qui, ma anche per torte al formaggio cotte in forno.
Per la base, io ho seguito la ricetta di Arabafelice per una crostata senza cottura, che prevede il burro morbido tagliato a pezzetti al posto del burro fuso.
Sbriciolate grossolanamente i biscotti nel mixer. Aggiungete il burro morbido tagliato a pezzetti e azionate il mixer fino ad ottenere un composto perfettamente sbriciolato e sabbioso.
Pressate il composto sul fondo di una teglia a fascia apribile di 26 cm (ricoperta di carta forno), lisciandolo e appiattendolo con un cucchiaio per fare uno strato uniforme. Mettete la base, ricoperta di alluminio o pellicola trasparente, in frigorifero per almeno un’ora.
Io ho fatto due strati di crema, perchè all’inizio pensavo che il primo strato potesse essere sufficiente…ma mi sbagliavo.
Per la crema, quindi, fate ammorbidire i fogli di gelatina in un po’ d’acqua; una volta ammorbiditi, strizzateli e fateli sciogliere in un po’ di latte precedentemente riscaldato, mescolando bene e fino a quando la gelatina si sarà totalmente sciolta. Fate raffreddare.
Nel frattempo, mischiate il quark mezzo grasso, il quark ai mirtilli e lo zucchero con tanta marmellata di mirtilli quanto basta.
Non appena il composto di latte e gelatina sarà a temperatura ambiente, aggiungete un cucchiaio di crema, per evitare i grumi causati dallo choc termico. Mescolate e poi aggiungete altri due cucchiai di crema, sempre uno dopo l’altro e solo dopo aver mescolato bene. Aggiungete il composto al resto della crema e mescolate bene.
Versate nella tortiera. Lasciate in frigorifero per almeno 4 ore, meglio ancora tutta la notte.
Al momento di servire, per togliere il bordo della teglia, appoggiate la teglia sopra una ciotola un po’ più piccola; sfilate il bordo della teglia tirandolo verso il basso, lasciando la torta sulla base di metallo.

A presto ;)!


Torta al Quark

Un dolce fresco, nato dalla voglia di riprovare con il quark la ricetta della Torta al formaggio austriaca.

Ma non avendo idea del risultato, ho fatto un giretto sul web e ho notato delle ideuzze niente male: la Cheesecake ai frutti di bosco, una ricetta della Kasekuchen e la base della pastiera di Ammodomio.

Piattino e tessuto GreenGate

Ho aggiunto le mie modifiche alla ricetta del libro Scuola di Cucina e ho ottenuto un risultato niente male. Se vi dico che l’ha adorata anche quel pignolo di mio fratello vi fidate? XD 😛 Però ammetto che si è lamentato della scarsità di zucchero; a me invece piace proprio poco zuccherata, perchè così viene esaltato il sapore delicato e fantastico del quark (soprattutto di quello ai mirtilli) ^_^! Quindi, lascio a voi la scelta sulla quantità di zucchero 😉
E vi lascio le dosi originarie del libro, con accanto le mie modifiche.

 TORTA AL QUARK

INGREDIENTI
375 g di crema di formaggio (io 350 g di quark mezzo grasso)
200 g di quark ai mirtilli (mia variante)
350 g di ricotta (io 300 g di ricotta ben asciutta – necessario lasciarla scolare per un giorno)
175 g di zucchero semolato (io 50 g)
4 uova leggermente sbattute (io 2)
125 ml di panna acida (omessa)
215 g di farina (200 g di farina 00)
1 cucchiaio di farina di granoturco (20 g di maizena)
2-3 cucchiai di acqua (20 ml di olio extravergine d’oliva)
3 cucchiaini di zucchero (mia variante)
scorza grattugiata di un limone (mia variante)

Il ripieno: mescolate energicamente il quark con 100 grammi di ricotta e lo zucchero con un cucchiaio di legno finchè non si sono ben amalgamati. Fate sciogliere la maizena con un po’ di uovo sbattuto. Unitela quindi alla crema di formaggio e aggiungete le uova leggermente sbattute e la scorza grattugiata di 1/2 limone.
La pasta: la ricetta originale della base è di Ammodomio. Impastate velocemente la farina, i 200 grammi di ricotta rimasti, l’olio, i 3 cucchiaini di zucchero e la scorza grattugiata di 1/2 limone. Seguendo i consigli di Alex, ho versato il tutto nello stampo e ho compattato l’impasto con le mani, rivestendo una tortiera di 25 cm e le pareti.
Ricoprite la base con un foglio di pellicola trasparente e mettetela in frigorifero per 30 minuti.
Versate il ripieno di formaggio nel guscio di pasta; il ripieno deve arrivare almeno al livello delle pareti. Cuocete in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30-35 minuti. Visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, capirete che la torta è cotta quando il guscio di pasta si sarà staccato dalle pareti della tortiera e infilando uno spiedino sottile al centro deve uscire pulito.
Lasciate raffreddare nella tortiera, poi sformate.
Ricetta per 12 porzioni circa.

Due piccole note per la prossima volta:
– ridurrò la maizena ad 1 cucchiaio e la unirò a 2 cucchiai di farina 00, come consigliato nella ricetta originale (e come ho fatto tempo fa), così la crema risulterà ancora più morbida, come quella della torta alla ricotta;
– utilizzerò 2 confezioni di quark ai mirtilli e solo 1 di quark mezzo grasso.


Qualche settimana fa (cioè quando ho preparato questo dolce), ne ho mangiato a colazione una fetta ricoperta con della marmellata di mirtilli (gli altri l’hanno preferita al naturale), visto che per la crema ho usato il quark ai mirtilli. Se volete cambiare, potete anche preparare una macedonia di frutti di bosco, magari ricoperta con della salsa di fragole e/o lamponi, proprio come suggerito da Stephanie mentre prepara una No Bake Cheesecake.

Aggiornamento: ho sperimentato quattro nuove versioni di cheesecake al quark: uno senza glutine e terribilmente estivo, uno freddo salatouno con una base di mandorle e nocciole e uno con mele e speculoos.
 A presto ;)!

Secondo esperimento per Natale ^_^!

Conosciuto anche come Stollen di Dresda. 
Ma io ho scoperto lo Stollen grazie a mio cugino, che, da quando si è trasferito a Brema, a Natale non dimentica mai di portare a Palermo questo splendido dolce natalizio tedesco, una meravigliosa alternativa al classico panettone (provare per credere!). 
Poi a dicembre del 2008 sono finalmente riuscita ad andare a trovarlo a Brema, dopo anni che invitava me e mio fratello (ovviamente, poi c’è stato il bis estivo con mio fratello, ma questa è un’altra storia XD :P!!). In una pasticceria storica di Brema è scattata la scintilla: da allora non ho smesso di pensare che sarebbe stato bello provare una versione casalinga dello Stollen, soprattutto dopo aver visto la ricetta del Panettone di Dresda nel volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina
Perchè ho provato solo ora? Soprattutto per paura di un tremendo fallimento. Poi l’anno scorso un’amica di Trento mi ha inviato per Natale un pacco meraviglioso, pieno di ogni leccornia trentina e altoatesina: all’interno c’era anche la sua fantastica versione del Christstollen.
Ed è proprio questa la versione che io vi propongo ^__^!
Comunque, visto che anche con questo dolce partecipo allo Starbooks (organizzato dalle foodblogger Daniela e Alessandra di Menù Turistico), alla fine del post trovate anche la ricetta dell’Enciclopedia della Cucina ;)!
Per lo Stollen, la mancanza di esperienza mi ha costretto a fare due tentativi, perchè con l’abbassamento delle temperature la prima volta l’impasto non ha lievitato benissimo; quindi, invece di farlo lievitare completamente in forno (come consiglia invece la mia amica), ho deciso di seguire il metodo di lievitazione del pane, grazie anche ai suggerimenti notati nella ricetta dello Stollen di Adriano e di quello di Nonna Sole.
E se siete celiaci non scoraggiatevi, perchè in rete trovate anche una ricetta senza glutine ;)!
Ho inoltre modificato leggermente gli ingredienti, seguendo anche la versione dell’Enciclopedia. 
Ma non modificai soltanto, perchè al secondo tentativo “fuodde addivintai“: l’entusiasmo mi diede alla testa, rischiai e regalai agli amici che ci hanno invitato a Natale (le foto qui sopra infatti le ho fatte a casa loro) uno dei 3 Christstollen senza nessuna sicurezza sulla riuscita. Ma stamattina ci fu la prova assaggio e tutti pensammo: “buonissimo venne” :D! 
Come ho detto precedentemente, quella che segue è la ricetta della mia amica e tra parentesi trovate le mie modifiche, come al solito ;)!
Ingredienti per 3 Christstollen di media grandezza:
560 g farina 00 (io 330 g di farina 0 e 230 g di farina 00)
180 g burro
186 ml latte
4 tuorli
50 g zucchero 
1 bustina di vanillina
150 g di uvetta sultanina
70 g canditi (io 100 g tra cedro candito e arancia candita)
30 g di lievito di birra
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone (variante del libro)
la buccia grattugiata di un’arancia (variante del libro)
una punta di coltello di semi di cardamomo pestati (variante del libro)
una punta di coltello di noce moscata in polvere (variante del libro)
un cucchiaino di cannella (variante del libro)
100 g di mandorle tritate (variante del libro)
ca. 50 g di burro sciolto
50 g di zucchero
1/2 cucchiaino cannella
zucchero a velo vanigliato (io l’ho omesso)
Fare una pasta madre con il latte tiepido, il lievito e tre-quattro cucchiai un po’ di farina. Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare in luogo caldo. Io ho fatto lievitare il panetto per circa 3 ore.
Seguendo i consigli di Adriano, mentre il panetto lievitava ho messo a bagno l’uvetta e i canditi con 4 cucchiai di rum, dell’acqua tiepida e 3 baccelli di cardamomo.
Lavorare il burro a crema con lo zucchero, il sale, la vanillina ed i tuorli. 
Impastare la pasta madre con il resto della farina, la crema di burro, il cardamomo (io ho pestato i semi nel mortaio), la noce moscata, e la cannella, lavorando l’impasto finché non fa le bolle (la consistenza dev’essere setosa).
Mettere l’impasto a lievitare coperto da un canovaccio e da una coperta di lana. Deve raddoppiare di volume in circa 20-30 minuti. Io l’ho lasciato lievitare per circa 30 minuti.
Amalgamare l’uvetta lavata, ammollata ed asciugata, i canditi tagliati fini e le mandorle tritate.
Coprire con un canovaccio e una coperta di lana e far lievitare. Io non l’ho fatto lievitare in forno, quindi l’ho lasciato lievitare per circa 4 ore (o fino a quando non è raddoppiato di volume, quindi calcolate bene i tempi di lievitazione).
Dividere l’impasto in 3 parti e stenderle su un piano infarinato (meglio stenderle come un ovale appena accennato – altrimenti lo stollen non fa la “pancia”), poi spennellare il lato in alto (il lato in alto è quello con più uvette attaccate, visto che le uvette sul “lato in basso” tendono a bruciarsi durante la cottura) con metà del burro fuso e spolverizzare con lo zucchero mescolato alla cannella. Chiudere l’impasto quasi a libro (lasciar sporgere un po’ il fondo) e spennellare con il burro.
Far lievitare in forno pre-riscaldato, spento e con la luce accesa per circa 30 minuti.
Infornare nel forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30′, poi per circa 15-20 minuti a 170°. Deve diventare dorato, quasi nocciola. Ma visto che i tempi di cottura variano da forno a forno, fate la prova dello stecchino ;)!
Spennellare con il restante burro fuso e con lo zucchero a velo aromatizzato alla cannella appena fuori dal forno.
Lasciar stagionare per circa una settimana
Si mangia, idealmente, accompagnato da del tè o da qualcosa da bere.
Potrebbero starci anche dei pistacchi (se piacciono), nella misura di 30-40 g.
La ricetta tratta dall’Enciclopedia della cucina, invece, ricorda piuttosto un pandolce, visto che mancano le uova. Vi lascio comunque la ricetta, perchè mi sembra fatta bene, se si tralascia il particolare delle uova e dei tempi di cottura (che secondo me sono troppo lunghi).

Panettone di Dresda


Ingredienti:
750 farina
75 livito di birra
un quarto di latte
150 zucchero
due bustine di zucchero vanigliato
mezzo cucchiano di sale 
la buccia grattugiata di un limone
una punta di coltello di cardamomo e di noce moscata in polvere
300 burro
500 uva sultanina
150 per sorta di cedro candito a dadini e di mandorle tritate
una fialetta di olio di mandorle amare
la buccia grattugiata di due arance
farina per stendere
margarina per ungere
50 burro fuso per spennellare
100 g di zucchero al velo
una bustina di zucchero vanigliato


Mettete la farina a fontana in una terrina e nell’incavo centrale spezzettatevi il lievito: lavorate un panetto preliminare con un po’ di latte tiepido, un po’ di zucchero e un po’ di farina. Coprite e fate lievitare la pasta in luogo caldo per 20 minuti. Quindi unite il resto del latte e dello zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, la buccia di limone, le spezie, il burro e tutta la farina: impastate lavorando energicamente e sbattendo la pasta finchè formerà delle bollicine e si staccherà dalle pareti del recipiente. Poi mettetela a lievitare, coperta, per altri 30 minuti. Passato questo tempo, incorporatevi l’uvetta già rinvenuta in acqua calda e asciugata, il cedro candito, le mandorle, l’olio di mandorle e la buccia d’arancia. Lasciate riposare di nuovo per 45 minuti a temperatura ambiente. Poi, sulla spianatoia infarinata, stendete la spasta in una grossa sfoglia che dovrà avere lo spessore di 4 cm. Ripiegate la pasta in tre su se stessa nel senso della lunghezza, quindi disponete il dolce su una teglia unta e spennellatelo con metà del burro fuso. Tutt’intorno mettete una striscia di carta di alluminio per tenere in forma il dolce. Introducetelo in forno caldo sul piano centrale. Tempo di cottura: 90 minuti. Forno elettrico, 200°. Appena sfornato, il dolce va spennellato ancora caldo col resto del burro fuso e poi cosparso di zucchero a velo e zucchero vanigliato mescolati insieme. Poichè il dolce sviluppa il suo aroma solo dopo qualche tempo, vi consigliamo di prepararlo almeno una settimana prima di Natale.

E con quest’ultima ricetta del 2011 ne approfitto per augurarvi un Felice Anno Nuovo ^__^!


Colazioniamo??? Gaufres aux agrumes

Parla che ti parla, qualche giorno fa mi sono tornate in mente le “gaufres” (insomma le cialde belghe, o waffel, o wafers se preferite) e per questo devo ringraziare Alessandra di CosebuonediAle ^_^! Ho assaggiato i wafer per la prima volta a Lille, poi a Bruxelles, poi a Brema durante i mercatini di Natale (si, sempre lo stesso periodo in cui sono stata ospite di mio cugino) e proprio lì ho preso la mia cialdiera…un arnese pericoloso, perchè è sufficiente trovare la ricetta giusta per non smettere più, perchè, come ha commentato mio fratello stamattina, “sono una ddddroga!”…e si, non c’è modo migliore per iniziare la giornata XD! 

Quindi, perchè non colazionare con delle gaufres??? E mentre cercavo su un volume di dolci, l’altro ieri mi sono ricordata di una variante con gli agrumi notata su una puntata di Coté Cuisine e che avevo condiviso nel mio vecchio blog…questa qui:
Les gaufres aux agrumes
E fu così che mescolai due ricette ^_^! Ho preparato la pastella giovedì sera e così ieri mattina abbiamo “scialato” a colazione con queste delizie qui:

Io ho accompagnato i waffel con una salsa agli agrumi (pompelmo rosa e arancia), ma se preferite potete utilizzare della crema di nocciole, o della marmellata (quella di fragole è fantastica *O*), o del semplice zucchero a velo, eccetera eccetera eccetera ;)!
Per la pastella, agli ingredienti tratti dal volume sui dolci dell’Enciclopedia della Cucina ho aggiunto le modifiche proposte dallo chef Vodounou, che consiglia di diminuire la quantità di burro delle ricette tradizionali utilizzando del “fromage blanc“, cioè un formaggio fresco francese vagamente simile al quark. Casomai non abbiate o non troviate nè il fromage blanc nè il quark, potreste sostituirli con lo yogurt cremoso intero o con lo yogurt greco ;)! E visto che ho aumentato le dosi, tra parentesi trovate le mie modifiche, come al solito ;)!
WAFERS AGLI AGRUMI
INGREDIENTI:
250g di farina (io 300g di farina di tipo 2)
150g di zucchero (io 50g, altrimenti a piacere)
il midollo di 2 baccelli di vaniglia (io 1 bustina di vanillina)
1 presa di sale
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci (variante della ricetta francese)
mezzo litro di latte (io 230 ml)
3 uova (io 4)
100g di burro (io 60g)
300g di yogurt intero cremoso -in alternativa: fromage blanc, quark o yogurt greco- (variante della ricetta francese)
olio per ungere (io l’ho omesso)
125g di zucchero a velo per spolverizzare (io l’ho omesso)
Per la salsa agli agrumi (variante della ricetta francese):
1 pompelmo (io 2)
1 arancia (io 4)
8g di amido di mais (io 20g)
15g di zucchero a velo (io 50g, altrimenti a piacere)

Il procedimento che ho seguito è tratto dalla ricetta francese ;)!

Per la pastella, mescolate lo yogurt, il latte, lo zucchero e i tuorli. Unite la farina e il lievito, solo dopo averli setacciati. Unite, quindi, il burro fuso caldo, mescolate e aggiungete gli albumi precedentemente montati a neve ferma. Lasciate riposare la pastella in frigo per 1 ora (io l’ho preparata la sera prima per la mattina successiva ed è andato tutto benissimo ^_^!).
A proposito, casomai prepariate la pastella la sera prima, come ho fatto io, aggiungete il lievito solo poco prima di cuocere i wafers, per evitare che perda il suo effetto ;)!
Per la salsa agli agrumi, sbucciate 1 pompelmo e 1 arancia; poi tagliate gli spicchi e metteteli da parte. Spremete il succo del pompelmo rimasto e delle altre 3 arance e mescolatelo con lo zucchero a velo e l’amido di mais. Portate a ebollizione continuando a mescolare e spegnete il fornello non appena la salsa si sarà leggermente addensata. Se doveste preparare la salsa in anticipo come ho fatto io, conservatela in frigorifero ;)!
E appena posso, sperimento la ricetta per gaufres proposta da Mercotte, cioè quella di Gamelle e che contiene lievito di birra.

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!


MTC Settembre

Da diversi mesi seguo il foodblog Menù turistico, ma solo di recente ho iniziato a seguire la sfida organizzata da Alessandra e Daniela: l’MT Challenge, che di sicuro molti di voi conosceranno (se volete altre informazioni sull’MTC, cliccate sul banner in basso ;)!.
Secondo le regole della sfida settembrina, il gioco prevede la rielaborazione della ricetta tradizionale per la macedonia…e quale migliore occasione per condividere (divertendosi pure ^__^) una ricetta che ho preparato tutta l’estate, ma che non ho mai pubblicato perchè considerata troppo semplice? E devo ringraziare Stefania che con il commento al mio ultimo post mi ha convinta a partecipare all’MTC di settembre.
MACEDONIA CON CREMA DI YOGURT E SPECULOOS

L’idea per la mia macedonia alternativa l’ho avuta dalla ricetta sulla crema di yogurt alla frutta vista sull’Enciclopedia della cucina (a p. 998). La rielaborazione per la colazione dell’estate prevedeva la panna di soia, lo zucchero aromatizzato alla cannella e la granola (vista su Joy of Baking e su Fragola & Limone).
Nella mia ultima versione, ho sostituito lo zucchero con la marmellata di prugne-mele-zenzero e la granola con gli speculoos, cioè dei biscotti speziati che in Belgio si regalano ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. In Italia li trovate da NaturaSì 😉 oppure potete rifarli a casa seguendo una mia ricetta, una delle tante in giro per la rete. Io li ho assaggiati per la prima volta a Brema (dove tornerei ogni anno, se potessi XD!), quando sono andata a trovare mio cugino durante i mercatini di Natale del 2008…e dopo averli assaggiati insieme al vino caldo non li ho più dimenticati (ovviamente XD!)!!



INGREDIENTI:
Per la marmellata a pezzettoni di prugne, mele e zenzero:
2,2kg di prugne
800g di mele
1 pezzo di zenzero grattugiato (circa 8cm)
1kg di zucchero

Per la macedonia:
8 mele piccole
4 fette di melone giallo
uvetta q.b.
il succo di 1/2 limone
4 cucchiaini di marmellata di mele, prugne e zenzero (altrimenti a piacere)
1 cucchiaio di speculoos sbriciolati (altrimenti a piacere)

Per la crema di yogurt:
4 vasetti da 125g di yogurt bianco cremoso
2 fogli di colla di pesce
4 cucchiai di acqua
1 confezione di panna di soia per dolci
8 cucchiaini di marmellata di mele, prugne e zenzero (altrimenti a piacere)
Speculoos q.b. per decorare

Per la marmellata (che vi consiglio di preparare con almeno 1 o 2 settimane di anticipo), ho preso spunto dalla ricetta sulla marmellata alle prugne e zenzero vista sul numero di settembre di Cucina naturale. Ho seguito, però, il metodo di cottura tradizionale e non quello di cottura lampo proposto sulla rivista. A proposito, qualcuno di voi ha provato il metodo di cottura lampo sperimentato da Christine Ferber? In tal caso, quanto dura la marmellata preparata in questa maniera?
Comunque, iniziate tagliando a pezzettini le prugne e le mele. Mettete poi la frutta in una grossa pentola d’acciaio insieme allo zucchero e allo zenzero grattugiato e fate cuocere a fuoco alto fino a ebollizione. Quindi, continuate a cuocere la frutta a fuoco basso, mescolando periodicamente per evitare che si bruci, per circa 1 ora…se vi sembra poco, considerate che le mele contengono la pectina ;)! Non appena la marmellata sarà pronta, conservatela in barattoli sterilizzati (possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300g) e conservate i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana fino a quando non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente raffreddati.

Per la macedonia, tagliate il melone e le mele a pezzetti, uniteli all’uvetta e al succo di limone e fate riposare la frutta in frigo per almeno 1 ora. Al momento di servire, mescolatela con la marmellata e con 1 cucchiaio di speculoos sbriciolati.

Per la crema di yogurt, fate ammorbidire i fogli di colla di pesce con un po’ d’acqua, strizzateli e fateli sciogliere a fuoco basso con i 4 cucchiai d’acqua, che non dovrà mai bollire, altrimenti farà perdere alla gelatina l’effetto da addensante. Fate raffreddare un po’ la colla di pesce e aggiungete gradatamente lo yogurt a temperatura ambiente, per evitare lo choc termico. Montate poi la panna di soia nella planetaria utilizzando il frullino (considerate, però, che la panna di soia non si monta quanto la panna tradizionale ;)) e unitela allo yogurt, alla colla di pesce e alla marmellata. Conservate la crema in frigorifero per circa 2 ore.

Al momento di servire, nei bicchieri fate uno strato di macedonia e aggiungete la crema di yogurt; fate altri due strati con la macedonia e la crema, che decorerete con una spolverata di speculoos sbriciolati.

A presto ;)!


Torta fredda al Quark

Fragole_Quark by Satsuki010
Fragole_Quark, a photo by Satsuki010 on Flickr.

Qui è arrivato lo scirocco…e non si respira…e la voglia di cucinare è pari a zero; si va avanti a forza di piatti di pasta semplici, insalatone, mozzarella, feta, quark, granita al limone, litri di acqua ghiacciata e chili di frutta e verdura di stagione, come le mitiche perine del mercato di Villa Sperlinga…mitiche perché non solo sono buonissime, ma hanno anche la capacità di ricordarmi le perine della campagna dei miei nonni…e come diceva Peppino, “ho detto tutto” XD :P!!!
Ma a quanto pare il caldo torrido non è arrivato solo a Palermo e non sono, quindi, l’unica a lamentarsi.
Per evitare di chiudere baracca e burattini, quindi, che si fa??? Si propongono ricette semplicissime e fresche oppure si ripescano delle ricette finite in archivio e che rischiavano di essere dimenticate…santo Flickr, quindi XD!!!
Questa torta freschissima e golosissima l’ho preparata a fine maggio per salutare i colleghi dell’azienda genovese presso cui ho svolto un tirocinio da dicembre a maggio. E non potevo non condividerla con voi, perché l’estate non significa mancanza di dolci ;)!! E anche perchè per me questa torta rappresenta un piccolo ricordo delle vacanze a Brema, ospite di mio cugino, che mi ha fatto conoscere un sacco di posti bellissimi e di prodotti locali strepitosi, come il quark e gli speculoos, appunto :D!
Come diceva anche Alex di Foto e fornelli, il Quark in Italia potete trovarlo da NaturaSì, così come gli speculoos (che potete anche preparare in casa seguendo la mia ricetta per gli speculoos).
Questa torta è ottima anche per la colazione ;)!!

TORTA FREDDA AL QUARK E ALLE FRAGOLE

Un dolce freddo che ho preparato ispirandomi al fantastico Tiramisù fragole, basilico e limoncello di FrancescaV. Un’altra versione di questo buonissimo tiramisù la trovate qui.
Ingredienti per 8-10 persone:
3 confezioni di quark mezzo grasso da 250g
3 confezioni di yogurt bianco cremoso da 125g
marmellata di fragole q.b.
circa 250g di savoiardi
1kg di fragole
succo di limone e zucchero q.b.
speculoos q.b. per decorare
Mescolate il quark con lo yogurt, fino ad ottenere un composto abbastanza cremoso. Aggiungete la marmellata di fragole (io ne ho utilizzato 4 cucchiai; ma la quantità di marmellata dipende da quanto vogliate far diventare dolce la crema ;)) e conservate la crema in frigo.
Mettete da parte le fragole necessarie per la decorazione. Tagliate le fragole rimanenti a cubetti, unitele al succo di limone, zuccheratele a piacere e mettetele, quindi, in frigorifero.
Nella pirofila, disponete il primo strato di savoiardi, che ricoprirete col primo strato di crema. Aggiungete, quindi, le fragole, un leggero strato di crema e un altro strato di savoiardi. Aggiungete la crema rimasta e decorate, infine, con le fragole messe da parte e gli speculoos sbriciolati.  Mettete la torta in frigo, dove dovrà riposare per almeno 6 ore.
Buona merenda/colazione ^__^!!