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Cioccolatando alla seconda :P

Vi capita mai di non saper cosa scrivere? A me ultimamente succede spesso. Accumulo ricette, cerco di pubblicarle il prima possibile, per evitare che gli ingredienti finiscano per non essere più di stagione, ma appena mi ritrovo davanti lo schermo si crea un blocco e in testa ho il vuoto totale, senza neanche capirne il motivo.
E allora perchè non proporre la ricetta, accompagnata da brani musicali, ho pensato?

Questa è una delle prime ricette del libro Small Plates & Sweet Treats che ho provato.
Ultimamente ne ho accumulate diverse, a cui a volte ho aggiunto le mie personali modifiche, giusto perchè se non cambio qualche ingrediente non sono contenta ^^”! Spero di riuscire a farvele vedere, piano piano.
Comunque, non lo faccio per pubblicità, ma perchè sono entrata in fissa anche con questo libro, proprio com’è successo con quello di Clea e con quello di Julia Child.

CREMA AL CIOCCOLATO, COCCO E NOCCIOLE
ispirata alla ricetta Chocolate, Hazelnut & Fleur de sel pots de crème
tratta da Small Plates & Sweet Treats

INGREDIENTI
30 g di nocciole (omesse, non le avevo)
500 ml di latte di cocco non zuccherato
1 stecca di vaniglia, tagliata a metà, più i semi
1 uovo
2 tuorli
50 g di zucchero di cocco o zucchero bruno dorato (zucchero di canna q.b.)
2 cucchiai di crema di nocciole
60 g di cioccolato al latte, tagliato finemente (omesso)
60 g di cioccolato fondente, tagliato finemente (120 g di cioccolato fondente equosolidale al 70% di cacao)
1/2 cucchiaino di fleur de sel (omesso)

It is easy to make nut butters at home. Spread 2 cups of your favorite nuts on a baking sheet. Bake the nuts at 180°C for 5 to 10 minutes or until fragrant and golden. Transfer them to a food processor or high-speed blender and process them until they turn into a paste. Add 1 tablespoon vegetable oil (hazelnut, almond, or pistachio) and a pinch of salt and process until smooth. You can sweeten the nut butter with 1 tablespoon honey or leave it plain.”

Preriscaldate il forno a 180°.
Tostate le nocciole per 5-7 minuti, fino a quando sono dorate e fragranti. Avvolgetele in uno strofinaccio e strofinatele per rimuovere la pellicina esterna. Fatele raffreddare, poi tagliatele a pezzetti grossolani.
Riducete la temperatura del forno a 150°.
In una pentola, riscaldate a fiamma media il latte di cocco, unito alla stecca di vaniglia e ai semi di vaniglia. Fatelo sobbollire leggermente.
Nel frattempo, in una ciotola mescolate l’uovo, i tuorli, lo zucchero e la crema di nocciole.
Appena il latte di cocco inizia a bollire, rimuovete la pentola dal fuoco. Rimuovete la stecca di vaniglia e aggiungete il cioccolato. Mescolate per far sciogliere il cioccolato nel latte.
Versate un po’ di latte di cocco al cioccolato sopra le uova, mescolando, per evitare che le uova si rapprendano. Aggiungete il latte di cocco al cioccolato rimasto e mescolate. Filtrate il composto ottenuto utilizzando un colino, versandolo in una ciotola pulita. Aggiungete il fleur de sel e mescolate.
Versate la crema in 6 ramequin da circa 28 ml. Fate cuocere a bagnomaria per 30-40 minuti o fino a quando la crema risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Potete servire la crema al cioccolato, cocco e nocciole a temperatura ambiente o fredda.


Muffin allo zenzero, kefir e cioccolato

Un po’ di settimane fa, ho visto la ricetta del Plum-cake allo zenzero e ho iniziato a mettermi all’opera.
Aperto il frigo, mi è caduto l’occhio su una stecca di cioccolato fondente.
L’accostamento zenzero-cioccolato potrebbe andare bene?
Sul web, ho notato una ricetta del blog Il pranzo di Babette.
Mai scelta fu più giusta, questa combinazione è davvero azzeccata *O*! Se poi aggiungete del latte di Kefir, avrete dei muffin morbidi, quasi quanto quelli preparati col latticello. Ve l’avevo detto? Ah si, ve l’avevo già detto ^__^!

MUFFIN ALLO ZENZERO, KEFIR E CIOCCOLATO

ispirati al “Plum-cake allo zenzero
INGREDIENTI per circa 12 muffin:
100 g di burro o margarina (80 ml di olio EVO)
100 g di zucchero
1 uovo
un vasetto di miele di 250 g (omesso)
250 g di farina (180 g di farina 00 + 70 g di farina di riso)
un cucchiaino e mezzo di lievito in polvere (3 cucchiaini di polvere lievitante biologica per dolci; voi però seguite la ricetta originale)
un cucchiaino di cannella in polvere (omesso)
un cucchiaino di zenzero in polvere (3 cucchiaini rasi di zenzero grattugiato)
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati 
una buona presa di sale
un bicchiere scarso di acqua calda (omesso)
burro o margarina per ungere (omesso)
300 ml di latte di kefir (mia variante)
cioccolato fondente q.b. (mia variante)

Consiglio personale: dopo i buchi creati dai 3 cucchiaini di lievito, secondo me è meglio seguire la dose della ricetta originale.
Nota personale: dopo l’assaggio, il secondo esperimento e i consigli di Stefania, forse sarebbe stato meglio mischiare la farina di riso con la maizena, oppure avrei dovuto aumentare la quantità di latte di kefir. Li devo rifare, però, perchè erano troppo buoni ^_^!

Sbattete a crema in una terrina il burro o la margarina e incorporatevi pian piano lo zucchero e l’uovo. Aggiungetevi il miele, la farina mescolata in precedenza con il lievito in polvere, le spezie, il sale e l’acqua calda, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea. Ungete con burro o margarina uno stampo a cassetta, ponetevi dentro la pasta e adagitelo sul ripiano di mezzo del forno già caldo. Fate cuocere il plum-cake per un’ora a 200°, poi sfornatelo e capovolgetelo su una gratella. Lasciatelo quindi raffreddare bene, tagliatelo a fette e disponetele su un piatto da dolci.

In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi. Nel mixer (o in un’altra ciotola), mescolate gli ingredienti umidi. Unite quindi gli ingredienti secchi nel mixer, mescolate e versate l’impasto nello stampo per muffin (o, se preferite, nello stampo per plumcake), che io ho ricoperto con pirottini colorati. Questa però è la la prima ed ultima volta che li compro, perchè una volta che i muffin sono cotti, il colore dei pirottini risulta sbiadito e ho dovuto quindi utilizzarne degli altri (ho esagerato apposta :P) per farli notare in foto.
Aggiungete all’impasto i pezzettini di cioccolato fondente.
Fate cuocere i muffin in forno caldo e ventilato a 180° per 30-35 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino, prima di sfornarli.
Un tè nero e la colazione/merenda è pronta ^_^

A presto 😉


Cosa regalo a Natale?

Vi faccio una confessione: da un po’ di tempo a questa parte, complice l’odio per la classica domanda “cosa regalo a Natale”, i regali li preparo da me, ovviamente nei limiti del possibile.
Casomai non sapeste ancora cosa regalare, posso darvi qualche ideuzza home-made?
Lo Stollen;
il Limoncello;
i Bonbons di fichi alla siciliana;
i Buccellati;
i Biscotti all’olio e rimacinato;
la Confettura di melagrana (o di qualsiasi altro frutto di stagione preferiate, con o senza agar-agar);
delle mini Brioche speziate al kefir (se avete poco tempo, considerate la versione senza impasto);
la Crema di cacao, amaretti e pesche (visto che non sono di stagione, sostituite le pesche con le pere o con le mele ;));
mini (ma anche no ;)) Muffin con cacao e marmellata ai frutti di bosco;
lo Zucchero aromatizzato alla cannella (o qualsiasi altra spezia preferiate);
dei mini (ma anche no ;)) Muffin al cacao e mele;
dei mini Muffin post-Santa-Lucia.
Oppure potreste regalare la Martorana, sia sotto forma di fruttini, sia decorandoli a mano, liberamente, magari prendendo spunto dalla foto di una ricetta di un libro che mi ha prestato un’amica

Se volete riprodurre i dolci fantasia di pasta di mandorle proposti dal libro, ecco la ricetta, tratta da Scuola di Cucina della Curcio :

Vi ho già parlato, infatti, del metodo a freddo per fare i fruttini di Martorana.
Stavolta però vi passo la ricetta del metodo a caldo, detto anche metodo all’antica, che ho trovato su un libro di dolci siciliani.
FRUTTA MARTORANA ALL’ANTICA
ispirato a “La pasta reale” da I dolci siciliani

INGREDIENTI:
1 kg di farina di mandorle

1 kg di zucchero
250 g di acqua (200)
mezza bustina di vaniglia (2-3 bustine)
aggiunta di 2 cucchiai di amido (mia variante)
Mescolate la farina con l’amido e la vaniglia. Fate sciogliere lo zucchero a fiamma bassa, sempre mescolando, nell’acqua. Appena qualche goccia di zucchero si allungherà, sarà il momento di versare la farina di mandorle. Mescolate bene e versate su un piano bagnato. Lasciate raffreddare e lavora la pasta fino a ottenere un impasto liscio e compatto. 
Poi date la forma che preferite.
Le regole per colorare questi dolcetti sono quelle che ho indicato nel metodo a freddo.

Come si nota anche dalle foto, con questa ricetta si sono formate non poche crepe nei fruttini. 

Grazie ai consigli della foodblogger palermitana Cinzia, ho capito che le crepe sono causate dall’aggiunta di amido, che fa asciugare eccessivamente la pasta di mandorle: ecco perchè aumentano giorno dopo giorno. 
Se volete provare questo metodo, levate l’amido e utilizzate lo zucchero a velo industriale e non lo zucchero semolato; non dovreste avere problemi. 
Se invece preferite il metodo a freddo, levate comunque l’amido, utilizzate lo zucchero a velo industriale e avrete dei dolcetti perfetti ;)!
Non a caso né l’autrice del libro né Cinzia (ecco la sua ricetta: a’ marturana) consigliano di aggiungere amido nell’impasto.
E ora ho capito perchè.
A presto ;)!

Pollo alle prugne

Anche voi vi siete fiondati alla ricerca di questo piatto, dopo aver visto il secondo film di Marjane Satrapi, Pollo alle prugne?
Io ne sono rimasta talmente incantata che ho guardato subito nell’enciclopedia della cucina di casa…però…però faceva troppo caldo quando ho visto questo film, un caldo asfissiante. E la ricetta è rimasta ad aspettare, ad aspettare, ad aspettare…
Finchè una domenica, impaziente, anche se faceva ancora caldo (e che caldo, scirocco e 30°, a fine settembre -_-”’!), ho voluto comunque provare questa delizia, dal gusto speciale.
Non ho idea se la ricetta che vi propongo sia quella originale dell’Iran. Stando alle ricette che ho visto sul web, probabilmente non lo è; ingrediente più, ingrediente meno, merita comunque l’assaggio. E vi assicuro che una volta che avrete provato questo piatto, capirete perchè è la ricetta preferita del protagonista e vorrete rifarlo ancora e ancora…o per lo meno questo è quello che sto pensando io, che sto meditando di riprepararlo a breve, soprattutto perchè potrebbe essere perfetto per le feste di Natale…voi che ne pensate?

POLLO ALLE PRUGNE

E anche se le mie foto lo penalizzano, vi passo comunque la ricetta.
Non levate nulla, ma proprio niente; al massimo, sostituite la panna d’avena con la panna da cucina di latte vaccino, se la prima non vi piace (a me invece non piace la panna tradizionale, ecco perchè la sostituisco sempre). E seguite passo passo la ricetta dell’enciclopedia: non ve ne pentirete ;)!
Avendo improvvisato, ho usato il pollo che avevo in casa, ma la prossima volta utilizzerò il pollo intero.
Se poi sostituite la farina di rimacinato con la farina di riso o la maizena, il piatto sarà totalmente senza glutine, ovviamente se le farine non sono contaminate, cioè non contengono tracce di glutine (leggete la lista degli ingredienti e sarete tranquilli ;))

INGREDIENTI per 4 persone:
250 g di prugne secche
un quarto d’acqua
un bicchiere di vino rosso
un pollo di kg 1,200 (1 kg di petti e cosce di pollo)
sale
pepe nero
una carota
una costola di sedano
un porro
un mazzetto di prezzemolo
80 g di margarina (olio d’oliva extravergine q.b.)
una foglia di alloro
un quarto d’acqua calda
20 g di zucchero
una scorzetta di limone
un cucchiaio raso di fecola (un cucchiaio raso di farina di rimacinato)
quattro cucchiai di panna (io panna d’avena)

Lavate le prugne, mettetele in una terrina, copritele con l’acqua e e il vino e lasciatele rinvenire fino a quando saranno ben morbide.
Fiammeggiate e sventrate il pollo, lavatelo, asciugatelo, dividetelo in quattro pezzi e spolverizzatelo con sale e pepe.
Pulite e lavate accuratamente la verdura: taliate la carota e il sedano a bastoncini e il porro a striscioline rondelle. Lavate il prezzemolo e asciugatelo.
Fate fondere la margarina Versate l’olio in una padella, adagiatevi dentro i pezzi di pollo (possibilmente divisi a metà, se non usate il pollo intero; altrimenti seguite le istruzioni del libro, cioè le frasi cancellate ;)) e fateli dorare da entrambi i lati tanto quanto basta per 12 minuti. Quindi toglieteli dalla padella, aggiungete al fondo di cottura la verdura e lasciatela rosolare per 5 minuti. Rimettete il pollo in padella, spolverizzatelo con sale e pepe unitevi il prezzemolo e l’alloro; dopo circa 5 minuti, bagnate con l’acqua calda e lasciate cuocere il tutto per mezz’ora, a recipiente coperto. Nel frattempo, versate l’acqua di ammollo delle prugne in una casseruola, aggiungetevi lo zucchero e la scorzetta di limone e portatela a ebollizione. Quindi immergetevi le prugne e lasciatele cuocere per 20 minuti a fuoco moderato. Passato questo tempo scolate le prugne su un setaccio, conservando il liquido di cottura, dal quale eliminerete la buccia di limone. Disponete i pezzi di pollo cotti su un grande piatto di portata, circondateli con le prugne, coprite tutto con un coperchio e tenete al caldo.
Filtrate il fondo di cottura in una casseruolina, pressando bene con un cucchiaio la verdura. Aggiungete un bicchiere scarso del liquido di cottura delle prugne e portate tutto a ebollizione.
Stemperate in una tazza la fecola farina con un po’ d’acqua fredda, versatela nella salsa, lasciatela sobbollire per un attimo, poi togliete il recipiente dal fuoco. Incorporatevi infine la panna, salate e pepate ancora la salsa se necessario, quindi versatela sul pollo. Servite subito.


A presto ;)!


“Burger” di gazpacho, zucchine e pinoli

Ecco a cosa mi serviva il gazpacho: per riprodurre in casa un’altra ricetta di Clea, un burger vegetariano/vegano in cui il pomodoro sostituisce divinamente i due strati di pane, soprattutto se accompagnato da un contorno di zucchine, tofu e pinoli e da qualche fetta di pane preparato con farina di tumminia (ma se non lo trovate, va benissimo del pane integrale o del pane di segale o il comunissimo pane bianco ;)).
Se vi dico che, nonostante sia una ricetta tipicamente estiva, è un burger perfetto per questi giorni di inizio ottobre, vi rendete conto quanto siamo lontani dall’autunno qui a Palermo? Quasi quasi, il prossimo anno cambio città 😛

“BURGER” DI GAZPACHO, ZUCCHINE E PINOLI
ispirato a “Burgers de tomates, courgettes et pignons”
da “Agar-agar

Aggiornamento del 2/06/2013: quando ho fatto questa ricetta non avevo ancora idea di cosa fosse il tofu vellutato, scoperto solo poco dopo aver proposto questo piatto, a furia di vedere questo tipo di tofu in vari blog vegetariani, tra cui quello di Clea. Con questo non voglio dire che il tofu compatto al naturale non stia bene in questa ricetta, ma solo che ora come ora sarei curiosa di provare l’effetto cremoso creato dal tofu vellutato ^_^!
INGREDIENTI per 4 persone:
350 ml di passata di pomodoro al basilico (350 ml di gazpacho homemade)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
1 zucchina piccola (2 zucchine)
150 g di tofu vellutato (almeno 200 g di tofu al naturale; altrimenti tofu q.b.)
3 cucchiai di crema di basilico (omesso)
1 cucchiaio di Gomasio (sale q.b.)
1 manciata di pinoli
150 ml di acqua
In una pentola mischiate il gazpacho con 150 ml di acqua e l’agar-agar. Portate a ebollizione e fate bollire per 30 secondi. Quindi, versate il tutto in stampi circolari per crostatine (io non ho stampi per questo tipo di gelatine 🙁 e ho usato dei bicchieri di vetro; l’importante, per qualsiasi tipo di stampo, è di bagnarlo con acqua poco prima di versare la futura gelatina, come consiglia Clea). Fate raffreddare; quindi conservate in frigorifero per circa 1 ora.
Lavate e tagliate finemente le zucchine. Unitele al tofu tagliato a dadini e ai pinoli e salate a piacere; una volta cotte le zucchine, mettete da parte.
Sformate la gelatina di gazpacho. Su ogni piatto, poggiare una striscia di gelatina, che ricoprirete col miscuglio zucchine-tofu-pinoli. Ricoprite con un altro strato di gelatina e decorate sempre con lo stesso miscuglio (oppure, come suggerito da Clea, con qualche fettina sottile di zucchina e qualche pinolo). Servire immediatamente (io invece l’ho mangiato freddo, perchè così il gazpacho è ancora più buono ^_^).

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a giugno prevede il tofu

A presto ;)!


Gazpacho

Gli ultimi pomodori della stagione.
Cosa si combina con gli ultimi pomodori della stagione, soprattutto se fa ancora caldo e sembra giugno e non ottobre?
Io sabato scorso ho preparato il Gazpacho, rimastomi in testa dopo aver visto per la prima volta Donne sull’orlo di una crisi di nervi.
Tranquilli, però, nel mio non ci sono sonniferi XD! Nessuna vendetta, mi serviva solo per preparare un altro piatto. Quale? Ve lo dirò domani ;)!

GAZPACHO
INGREDIENTI per 4 persone:
due peperoni (uno rosso e uno verde)
uno spicchio di aglio
due cipolle (1 cipolla rossa grande)
800 g di pomodori maturi
due cetrioli
olio (olio extravergine d’oliva q.b.)
un limone (il succo di mezzo limone)
qualche goccia di salsa di Tabasco
cubetti di ghiaccio
sale
pepe
crostini di pane 
Tritate finemente l’aglio, le cipolle, metteteli in un’insalatiera, unitevi i cetrioli tagliati a fettine (tenendone da parte qualcuna), i peperoni triturati grossolanamente, irrorate tutto con il pomodoro setacciato , la salsa di Tabasco, il succo di mezzo limone, mezzo bicchiere di olio (io invece ho utilizzato tanto olio quanto basta), sale, pepe, a piacere. Mescolate bene e ponete in frigorifero fino al momento di servire. Preparate quattro coppe individuali, mettendo sul fondo di ciascuna qualche cubetto di ghiaccio, riempite la coppa con il gazpacho e decorate con due o tre fettine di cetriolo. Servite con crostini di pane.

Io l’ho servito sia come zuppa fredda sia come accompagnamento; pensando al film, servito in un bicchiere trasparente in vetro per un aperitivo sarebbe l’ideale ^_^!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a luglio prevede i peperoni.

A presto ;)!


Cheesecake freddo salato al quark

Prima che l’estate sparisca, voglio farvi vedere un altro esperimento con l’agar-agar, sempre grazie a un meraviglioso libro di Clea.
La ricetta originale la potete vedere sul blog di Clea. Si tratta di un cheesecake senza cottura, preparato all’ultimo minuto, la versione salata senza organizzazione di quello preparato a giugno, ma con l’amico Agar al posto della colla di pesce. Perchè senza organizzazione? Perchè in casa non avevo formaggio di capra, quindi ho utilizzato il quark, che dà un ottimo sapore anche alle torte salate; in più, non avevo erba cipollina fresca (devo decidermi a piantarla in balcone, sempre se regge il caldo palermitano; ma forse ci si può provare anche durante il finto inverno locale XD) e ho utilizzato quindi quella liofilizzata, sempre presente in dispensa.

Cheesecake salato senza cottura
ispirato a “Gâteau fromager aux herbes du jardin
tratto da Agar-agar di Clea
Come al solito, le parti in corsivo sono tratte dal libro ;)!
INGREDIENTI per 4 persone, stampo da 20 cm:
100 g di biscotti salati da aperitivo ai semi (200 g di crackers di soia)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido a pezzetti)
100 g di formaggio fresco di capra (omesso)
300 g di fromage blanc (400 g di formaggio quark)
1 spicchio d’aglio (omesso)
1 cucchiaino da caffè di Gomasio, più un altro po’ per la decorazione (sale q.b.) 
1 mazzetto di erba cipollina (erba cipollina liofilizzata q.b.)
100 ml di panna di soia (100 ml di panna d’avena)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
semi di sesamo q.b. (mia variante)
semi di girasole q.b. (mia variante)
Tritate grossolanamente i crackers nel mixer; quindi, unite il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto sabbioso. Proprio come ho fatto per la versione dolce, dopo aver notato una ricetta di Arabafelice.
Ricoprite la base dello stampo con un foglio di carta forno (ma io non l’ho fatto, visto che lo stampo era piccolo e a fascia apribile, ho utilizzato la base per servire il dolce direttamente a tavola) e aiutandovi con un cucchiaio create una base uniforme (io ho fatto qualche errore, invece, e i lati sono più larghi della base).
Fate riposare in frigo.
In una grossa ciotola, mescolate il formaggio quark con l’erba cipollina tagliata fine (io ho utilizzato quella liofilizzata, non avendo quella fresca ç_ç), il sale e i semi di sesamo (volendo, potete aggiungere nella crema i semi di girasole tritati grossolanamente).
In un pentolino, mischiate la panna d’avena con l’agar-agar. Portate a ebollizione e lasciate bollire per 30 secondi. Stemperate la panna con qualche cucchiaio di crema di formaggio; quindi, unitela alla rimanente crema di formaggio, mescolando bene e versate la crema sulla base.
Fate riposare il cheesecake salato in frigo per circa 2 ore.
Al momento di servire la torta, decoratela con erba cipollina, semi di sesamo e di girasole.
Consiglio di Clea: questo cheesecake può essere servito come antipasto, ma può anche far parte di un piatto completo. In tal caso, servitelo con ortaggi grattugiati (carote, barbabietole, sedano) conditi con un po’ di vinaigrette, con del pane ai cereali tostato e ricoperto con un contorno vegetariano (hummus, tapenade) oppure con rillettes di tonno o di sardine.
Io ho preparato questa torta per cena e l’ho accompagnata con una semplice insalata estiva di carote, sedano e pomodoro, condita con olio, aceto di mele e un po’ di sale.
Ed ecco la torta il giorno dopo, l’unica fetta che sono riuscita a conservare, giusto per capire che sapore avrebbe avuto dopo un giorno di riposo in frigo. Un consiglio? Preparatela la sera per la cena del giorno successivo ;)!

A presto ;)!

Tacchino al curry e lime

Mettete una passeggiata con Ornella a caccia di lime per una sua ricetta.
Unitevi l’amore per questo agrume, impregnato di ricordi francesi.
Terminate con una ricetta di pollo all’orientale e otterrete un piatto speziato e aromatizzato dallo splendido sapore esotico del lime ^__^!

Ingredienti per 3-4 persone:
un pollo di kg 1,200 circa (500 g di petto di tacchino)
50 g di burro (olio EVO q.b.)
un dado per brodo (1/2 dado da brodo biologico e senza lievito)
un bicchiere di vino bianco (omesso)
una cipolla (omessa)
una mela (omessa)
30 g di farina bianca (farina di riso q.b.)
sale (omesso)
pepe
un pizzico di curry (io 1 cucchiaio circa; altrimenti a piacere)
qualche cucchiaio di yogurt
couscous biologico precotto q.b. (mia variante)
mezzo lime (mia variante)

Adoro la ricetta originale del pollo all’orientale, semplicissima ma sempre sfiziosa. Stavolta però ho voluto modificarla levando la cipolla (dovendo passare il pomeriggio fuori, ho preferito levarla per pranzo), il vino e la mela; ho aggiunto invece il lime, che rende il tacchino speciale, secondo me.
Se volete inoltre rendere questo piatto senza glutine al 100%, utilizzate del couscous di mais 😉

Tagliate il petto di tacchino a pezzi. In una casseruola, fate rosolare il tacchino con l’olio finchè non avrà preso colore. Unite il dado da brodo e mescolate. Quindi unite il curry, mescolate bene e pepate leggermente. Dopo qualche minuto, unite un po’ d’acqua calda, mescolate e fate cuocere per 1-2 minuti; quindi, unite la farina di riso, mescolando bene. Lasciate cuocere per circa 15-20 minuti; 5 minuti prima di togliere dal fuoco il tacchino, versatevi sopra qualche cucchiaio di yogurt bianco intero, mescolando bene. Levate la casseruola dal fuoco e aggiungengete il succo ottenuto dal lime. Servite caldo, accompagnando il tacchino con il couscous, che avrete precedentemente preparato seguendo le indicazioni della confezione.

A presto ;)!


Agar-agar, nocepesche e albicocche

Ecco cosa si combina quando in casa è appena arrivato un nuovo ricettario e quando si ha una confezione di agar-agar in barre prossima alla scadenza. Unitevi l’emozione di un discreto bottino al mercato di villa Sperlinga e otterrete un esperimento non buono, deppiù XD!

CONFETTURA DI NOCEPESCHE E ALBICOCCHE
CON AGAR-AGAR

Una confettura nata dopo aver notato l’ultima ricetta di un meraviglioso libro,
Confiture d’abricots ou de prunes toute simple“. Ovviamente il tipo di frutta è solo un suggerimento, potete creare i mix di frutta che preferite (evitate però frutti aciduli come arance e limoni, o per lo meno informatevi prima, perchè su questo non ho esperienza). E se volete una confettura meno gelatinosa, diminuite l’agar in barre a 8-10 grammi. Se la consistenza non dovesse andare bene, diminuite ancora; io però non scenderei al di sotto dei 5 grammi. Se invece utilizzate l’agar in polvere, 2 grammi per kilo sono più che sufficienti, proprio come consiglia Cléa.

INGREDIENTI
Per circa 6 vasetti da 250 g:
1 kg di albicocche o prugne snocciolate (1 kg di albicocche snocciolate)
1 kg di nocepesche snocciolate (mia variante)
500 g di zucchero di canna (600 g di zucchero)
2 g di agar agar (15 g di agar agar in barre)

Iniziate tagliando a pezzettini le nocepesche e le albicocche, che metterete in una ciotola insieme allo zucchero; mescolate e conservate in frigorifero. Dopo 1 o 2 ore, recuperate il succo rilasciato dalla frutta e utilizzatelo per ammollare le due barre di agar-agar ridotte in pezzetti.
Appena l’agar si sarà ammorbidito, mettete la
frutta in una grossa pentola d’acciaio e fate cuocere a fuoco alto fino a ebollizione.
Quindi, continuate a cuocere la frutta a fuoco basso, mescolando
periodicamente per evitare che si bruci, per circa 20 minuti.
Nel frattempo (cioè dopo almeno 10 minuti dalla cottura della frutta a pezzetti), mettete sul fuoco il succo della frutta unito all’agar-agar, portate a ebollizione e fate bollire a fuoco basso per 15 minuti mescolando periodicamente. A questo punto l’agar-agar si sarà già sciolto.
Quindi unite questo mix al resto della frutta, che farete cuocere per altri 10 minuti (quest’ultimo passo è stato un mio esperimento, visto che Cléa parla di agar in polvere e non in barre, quindi il procedimento finale è leggermente diverso e potete leggerlo anche nel suo blog).
Conservate la confettura bollente in barattoli sterilizzati
(possibilmente di medie dimensioni, cioè da massimo 300g); mettete i barattoli in una cesta, avvolti da una coperta di lana fino a quando
non si sarà creato il sottovuoto e non si saranno completamente
raffreddati (e per non meno di 24 ore). A raffreddamento avvenuto, la confettura risulterà gelatinosa, dall’apparenza quasi industriale XD!

A presto ;)!

Brioche speziata al Kefir


 
Ci sono ricette per cui è amore a prima vista; ma la paura a volte ha il sopravvento e magari si finisce per salvarle…poi, aspettano, aspettano, aspettano…
A me è capitato due volte di rimanere bloccata dalla paura del fallimento: prima per la brioche di Julia Child, poi per lo Stollen. Infatti, la ricetta della brioche della Child (tratta dal libro Baking with Julia) è rimasta in archivio per un bel po’ di tempo…ci voleva del buon burro bio da consumare al più presto per farmi trovare il coraggio di affrontare questa piccola sfida ^__^!
E rileggendo più volte la ricetta vista su Papilles et Pupilles, poi quella del Panbrioche senza impasto e del Vetebrod e ispirandomi vagamente alle dosi e al mix di spezie del Plumcake al papavero, sono finalmente arrivata a questa brioche speziatissima e resa morbida e soffice dal latte di Kefir, più che dal burro.

Conosco il kefir già da un po’, ma non lo avevo ancora assaggiato prima della scorsa settimana, quando l’ho visto all’Eurospin. La cosa che mi ha convinta a prenderlo è stata la stessa marca austriaca di un buonissimo yogurt (e io sono iper pignola, visto che lo paragono sempre a quello francese XD!) che compro in un comune supermercato vicino casa. Una vera rivelazione: buono e fresco (e pure salutare XD!), quasi come uno yogurt bianco intero ^__^! E in più con la favolosa capacità di rendere morbidi torte e lievitati senza dover per forza utilizzare quantità mostruose di burro e uova…una valida alternativa al latticello, quindi ;)! Leggevo sul web, poi, che il latte di kefir si trova anche da Naturasì (com’è che ho visto il latticello e non il kefir?? Boh, mistero!!), Conad, Penny Market.
Io la mangio a colazione sia semplice sia con della marmellata poco zuccherata (per non coprire le spezie) di fragole o lamponi.

BRIOCHE SPEZIATA AL KEFIR
vagamente ispirata alla ricetta della Brioche di Julia Child

In corsivo trovate le dosi della ricetta originale, mentre tra parentesi ho inserito le mie modifiche.

INGREDIENTI

1) Lievito con metodo a spugna:
360 g di farina 0 (150 g di farina 0)
85 ml di latte intero tiepido (100 ml di latte di kefir a temperatura ambiente)
20 g di lievito di birra o una bustina di lievito secco (10 g di lievito di birra)
1 uovo (omesso)

In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di latte di kefir a temperatura ambiente. Non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 
Nell’impastatrice (o nel robot da cucina o nella macchina per il pane), versate il lievito sciolto, il restante latte di kefir e 100 g di farina (tenete da parte 50 g di farina) e impastate con la frusta K  per circa 5 minuti, o fino a quando l’impasto a spugna sarà ben amalgamato. Ricoprite l’impasto con la farina rimanente, coprite la ciotola dell’impastatrice con della pellicola trasparente e una coperta di lana e fate lievitare al caldo per circa 1 ora. Nella ricetta originale, Anne consiglia di far lievitare l’impasto per circa 30-40 minuti; comunque, capirete che è pronta non appena avrà raddoppiato di volume e si saranno formate delle crepe tra la farina e la pasta ;)!
2) Impasto finale:
lievito con metodo a spugna
70 g di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè di sale (1 cucchiaino di sale)
4 uova sbattute (1 uovo)
200 g di farina (approssimativamente) (farina 0, più qualche altro cucchiaio, se necessario)
170 g di burro a temperatura ambiente (70 g di burro morbido)
50 ml di latte di kefir a temperatura ambiente (mia variante)
i semi pestati di due baccelli di cardamomo (mia variante)
2 cucchiaini di cannella (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)
la buccia grattugiata di 1 limone (mia variante)
semi di papavero q.b. per decorare (mia variante)
Versate lo zucchero, l’uovo sbattuto e i 200 g di farina sull’impasto a spugna. Aggiungete a filo il latte di kefir e alla fine il sale, le spezie, la vanillina e la scorza grattugiata del limone. Impastate per circa 20-25 minuti. Se la pasta non si dovesse staccare dai bordi della ciotola, aggiungete ancora qualche cucchiaio di farina quanto basta. Alla fine, dovrete ottenere un impasto ben amalgamato, morbido ed elastico. Se volete vedere come dovrebbe essere la pasta a questo punto, potete controllare la ricetta originale.
A questo punto, levate la frusta K e montate il gancio a spirale. Riavviate l’impastatrice e incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bignè, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Qui potete vedere l’aspetto finale dell’impasto: liscio, lucido e setoso ;)!
Oliate una grossa ciotola, riponetevi l’impasto e copritelo con pellicola trasparente.
Per la lievitazione, avete due opzioni:
1) Lo fate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-2 ore e mezza nella ciotola coperta anche con una coperta di lana e al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare di volume.
2) Lo fate lievitare tutta la notte posizionandolo nella parte meno fredda del vostro frigorifero (lievitazione lenta) per circa 4-6 ore (massimo una notte). Dopo aver dato la forma, lasciate lievitare la brioche nello stampo per 1 ora a temperatura ambiente

Io ho scelto la prima opzione; peccato che, iniziando a fare altro, l’ho dimenticato e l’impasto ha lievitato per quasi 3 ore e mezza…la prossima volta punto la sveglia XD!
A lievitazione terminata, date all’impasto la forma che preferite. Io ho data alla mia prima brioche la forma classica, formando due palline una più piccole dell’altra e posizionate nello stampo precedentemente oliato.
Decoratela con un po’ di semi di papavero, se volete.
Fate quindi lievitare la brioche per circa 30 minuti a temperatura ambiente. Io, però, senza riflettere sulle conseguenze 🙁 ho coperto lo stampo con pellicola trasparente ^^”’: ecco perché la pallina superiore sembra una semisfera appiattita XD!
Voi, invece, non fate lo stesso errore. Se volete coprire lo stampo con una coperta di lana, copritelo prima con un’insalatiera dello stesso diametro dello stampo ;)!
Poi, dovreste mescolare un rosso d’uovo con un cucchiaio d’acqua, da spalmare con un pennello sulla brioche. Io, però, non l’ho fatto e la brioche si è dorata lo stesso. Quindi, a voi la scelta ^_^!
Preriscaldate il forno ventilato a 180°. Fate cuocere per circa 30-35 minuti.
Ad ogni modo, i tempi di cottura dipendono:
1) dal tipo di forma scelto per la brioche: nel mio caso, la brioche classica cuoce più a lungo di una treccia, per cui sono necessari, di solito 25-30 minuti;
2) dal forno.
Quindi, fate la prova dello stecchino, utilizzando un coltello che dovrà fuoriuscire pulito dalla brioche.
Nel caso in cui la brioche dovesse colorarsi troppo, copritela a metà cottura con un foglio di alluminio.
Una volta cotta, levatela dallo stampo quando è ancora calda, per evitare che si inumidisca e per farla asciugare bene.
Una volta raffreddata, potete surgelarla, anche a pezzi se volete. Non noterete assolutamente la differenza ;)!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!