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Black and White Wednesday #117

Black&White photo gallery for a special event.

Thanks to everyone who sent these lovely photos ^__^!

Brioche Tins by Lynne
A Pear by Simona
Brussels sprouts after rain by Simona Carini
Walking around Paris, a brunch at L’Ebouillanté by me
Tea Time? by Rosa
If you need any further information, please go and visit Cyndystar’s blog.
See you soon ^__^!
Giuliana

Parigi, appunti sparsi ^_^

Parigi.
Quattro anni dopo.
Per la quarta volta.
Prendendo il RER A da Saint-Germain-en-Laye, nel weekend, sentendosi una turista che non vuole essere una turista.
Per 4 mesi. Poi ho dato un taglio a tutto, credo definitivo, e son tornata a Palermo.
Con sempre dietro la mia guida preferita, Promenades dans le Paris disparu, e la Moleskine su Parigi, un aiuto prezioso, soprattutto quando si cambia idea all’ultimo minuto…e vi assicuro che succedeva spesso :P! Così, ad esempio, mi son resa conto che potevo andare tranquillamente a piedi dal Petit Palais a una delle sale da tè di Eric Kayser, al 18 di rue du Bac.
Perchè proprio rue du Bac? Perchè volevo passare da rue de l’Université, una delle vie citate nel meraviglioso libro My Life in France.
Una sosta per assaggiare uno dei pain d’épices più buoni che abbia mai mangiato.

L’unico neo di quella pausa? L’antipatia del personale, che mi ha fatto preferire la sede parigina del grande magazzino Beaugrenelle, nel quindicesimo arrondissement, e quella di Saint-Germain-en-Laye.
Nello stesso sabato, ho voluto inserire un salto alla deliziosa libreria La Plage, giusto per qualche idea natalizia, purtroppo sfumata.
Tornando indietro nel tempo, a distanza di mesi posso affermare di essermi innamorata fin dai primi giorni di una piccola chicca francese: Saint-Germain-en-Laye.
Questa cittadina della periferia parigina è talmente affascinante da meritare una visita…e poi considerate che a due passi dalla fermata della linea A del RER, in pieno centro, parte un autobus che, utilizzando un biglietto della metro parigina, vi condurrà a Versailles.
Vi ho convinto a visitare questo gioiellino del dipartimento degli Yvelines, in Île-de-France?
E a proposito di castelli e residenze reali….uno dei primi siti storici visitati durante questo lungo soggiorno è stata la reggia di Fontainebleau, residenza imperiale assolutamente imperdibile. E neanche tanto distante da Parigi. Un treno regionale dalla Gare de Lyon, un autobus dalla stazione e il gioco è fatto.

Certo, se il viaggio inizia negli Yvelines la strada è un po’ più lunga…ma il gioco vale la candela, ve lo assicuro ;)! E come a Saint-Germain-en-Laye, a Fontainebleau trovate anche Naturalia, casomai dopo la visita alla reggia voleste fare un po’ di giri per negozi nel centro città, bellissimo e pieno di locali carini dove fare una sosta, come Le Grand Café.

                 

  
Se vi dico che mi hanno concesso di vedere gli appartamenti imperiali una seconda volta senza batter ciglio, mi credete? A Versailles come minimo mi avrebbero fulminato con lo sguardo…come minimo, eh!!!

Folla di turisti o no, comunque, qualche giorno dopo mi son convinta a tornare a Versailles, per vedere i giochi d’acqua dei giardini e il centro città, visitato solo in parte, alla fine.

I giochi d’acqua si sono rivelati un po’ deludenti, ma rivedere i giardini di Versailles mi ha fatto dimenticare la tristezza iniziale.

Dopo aver visto le Halles Notre Dame di Versailles, mi ripromettevo di tornare di domenica per gironzolare per il mercato Notre Dame.
Alla fine mi sono fatta bloccare dal gelido freddo autunnale/quasi invernale e ho preferito Parigi e il mercato della Bastiglia. Non me ne pento, il mercato di boulevard Lenoir è splendido ^_^!
Lì ad esempio ho scoperto i macarons all’antica…sono talmente buoni che non vedo l’ora di farli in casa, soprattutto dopo aver sentito dire alla mia prof di francese, circa tre settimane fa, che quelli della sua infanzia sono proprio i macarons all’antica. Sembra che l’altra versione di macarons che conosce mezzo mondo sia modernissima. Ma forse non vi sto dicendo nulla di nuovo.
Gironzolando per Saint-Germain-en-Laye ho notato tante piccole chicche francesi e non.
Ma ve ne parlerò nel prossimo post di venerdì, perchè questo è diventato troppo lungo.
E allora ne approfitto per farvi tanti auguri di buon anno ^__^!
A presto ;)!


Black and White Wednesday #74

Speculoos

A few days ago I edited this photo in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Cindystar. If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.


Black and White Wednesday #73

Une glace chez Baratti&Milano

I cannot forget how thrilled I was when I found out Turin is twinned with Lille.
It may sound odd but I had a lot of fun as an Erasmus student in Lille and as a tourist in Turin.
That’s why I am full of admiration for these two lovely cities ^_^!

A few days ago I edited this photo in order to participate to the weekly event Black and White Wednesday, which is going to be hosted by Zorra. If you need any further information, please go and visit Cindystar’s blog.


Gazpacho

Gli ultimi pomodori della stagione.
Cosa si combina con gli ultimi pomodori della stagione, soprattutto se fa ancora caldo e sembra giugno e non ottobre?
Io sabato scorso ho preparato il Gazpacho, rimastomi in testa dopo aver visto per la prima volta Donne sull’orlo di una crisi di nervi.
Tranquilli, però, nel mio non ci sono sonniferi XD! Nessuna vendetta, mi serviva solo per preparare un altro piatto. Quale? Ve lo dirò domani ;)!

GAZPACHO
INGREDIENTI per 4 persone:
due peperoni (uno rosso e uno verde)
uno spicchio di aglio
due cipolle (1 cipolla rossa grande)
800 g di pomodori maturi
due cetrioli
olio (olio extravergine d’oliva q.b.)
un limone (il succo di mezzo limone)
qualche goccia di salsa di Tabasco
cubetti di ghiaccio
sale
pepe
crostini di pane 
Tritate finemente l’aglio, le cipolle, metteteli in un’insalatiera, unitevi i cetrioli tagliati a fettine (tenendone da parte qualcuna), i peperoni triturati grossolanamente, irrorate tutto con il pomodoro setacciato , la salsa di Tabasco, il succo di mezzo limone, mezzo bicchiere di olio (io invece ho utilizzato tanto olio quanto basta), sale, pepe, a piacere. Mescolate bene e ponete in frigorifero fino al momento di servire. Preparate quattro coppe individuali, mettendo sul fondo di ciascuna qualche cubetto di ghiaccio, riempite la coppa con il gazpacho e decorate con due o tre fettine di cetriolo. Servite con crostini di pane.

Io l’ho servito sia come zuppa fredda sia come accompagnamento; pensando al film, servito in un bicchiere trasparente in vetro per un aperitivo sarebbe l’ideale ^_^!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a luglio prevede i peperoni.

A presto ;)!


Torta “cioccolato su cacao” ^_^

Avete seguito il festival di Venezia?
Io si e francamente, dopo aver letto la critica di Crespi e aver visto il nuovo film di Bellocchio, ho “odorato il fieto del miccio” e dopo mille dubbi (tra cui quello da grillo parlante che consiglia un film straniero, per non diventare banali) ho deciso che anche la commedia sofisticata sarebbe stato un film italiano: Bianca, uno dei film che preferisco in assoluto (e adesso parlo a livello internazionale) ^_^!
Non lo faccio per campanilismo, ma perchè leggere che i film italiani in concorso sono stati criticati per eccessivo provincialismo mi fa solo venir voglia di tirar fuori dalla micro videoteca di casa questa chicca tutta morettiana!
Sono provinciali commedie come I soliti ignoti o Questi fantasmi, addirittura tradotti in francese? Ok, I soliti ignoti in francese non rende quella particolare comicità tutta romana, ma non è questo il punto!!!
Un personaggio come Michele Apicella secondo voi è provinciale? Io direi di no, soprattutto nel caso di un film che trae ispirazione dallo stile di Hitchcock e Truffaut, che a loro volta sono collegati tra loro.
Il 1984, poi, è l’anno della morte del grande Truffaut, ma anche l’anno dell’uscita al cinema del film Bianca…e mi chiedo se sia solo un caso, se non sia un piccolo omaggio implicito da parte di Nanni Moretti (che, a sua volta, gode di ottima fama in terra francese, ma non penso ci sia bisogno di dirlo :D).
Truffaut (per le similitudini con L’uomo che amava le donne, ma, per me, anche con La donna della porta accanto, Effetto notte e con la saga di Antoine Doinel), Hitchcock, la Sachertorte, il cioccolato, i dolci: questo film ha tutte le carte in regola per rientrare tra i miei film preferiti, che sono tanti, ma proprio tanti ^_^!

E come rappresentare al meglio questo film se non con una torta “cioccolato su cacao”?

Un dolce con tre diverse sfaccettature, proprio come il film, che, secondo me, ha caratteristiche italiane, francesi e britanniche, come dicevo all’inizio.
Non a caso, questa torta è una via di mezzo tra Olanda, Austria e Piemonte: è olandese perchè il nome originario è “torta olandese al cioccolato“; poi, secondo me è la sorella piccola dell’austriaca Sachertorte, perchè ha molto ma molto meno burro; sostituendo infine la crema al cioccolato con un bel po’ di crema di pesche, cacao e amaretti, il dolce avrà una speciale nota piemontese.
Si crea così un miscuglio di nazionalità, proprio come succede abbandonando l’aspetto superficiale di Bianca. Infatti, come mi ha detto Marzia, (grazie a cui ho assaggiato questa crema), la crema di pesche, cacao e amaretti “deriva da un dolce tradizionale del Piemonte: le pesche
ripiene. Si pelano le pesche, si dividono a metà, si toglie il nocciolo e
lo si sostituisce con una pallina di crema fatta con cacao, nocciole,
amaretti. Praticamente un “finto nocciolo” mangiabile. La crema racchiude lo stesso sapore,
però in vaso e si mette via per l’inverno
“.

Torta cioccolato su cacao
ispirata alla “Torta olandese al cioccolato

Come al solito, trovate tra parentesi le mie modifiche.

INGREDIENTI:
Per la pasta:
100 g di cioccolato amaro
30 g di burro
4 uova
200 g di zucchero (io 120 g) 
una presa di sale
250 g di farina (io farina 00) 
due cucchiaini di lievito in polvere (io polvere lievitante biologica per dolci) 
un bicchiere scarso di latte
olio o margarina per ungere (io olio EVO) 
pangrattato per cospargere (io farina 00) 
Per il ripieno e per decorare
80 g di zucchero 
una bustina di zucchero vanigliato 
cinque cucchiaini di cacao amaro 
20 g di fecola 
un quarto di latte 
un bicchiere scarso di panna 
40 g di pistacchi tritati (pistacchi q.b.)

Per la crema di cacao, pesche e amaretti (ricetta di Marzia)
1 kg di pesche, a pezzetti
500 g di zucchero
100 g di amaretti
50 g di cacao amaro
1 g di agar-agar in polvere, cioè 1/2 cucchiaino da caffè (mia variante)

Mettete il cioccolato e il burro in una casseruolina e fateli sciogliere a bagnomaria. Poi togliete il recipiente dal fuoco e lasciate raffreddare il miscuglio a temperatura ambiente. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero (lasciandone solo due cucchiai da parte) finchè saranno ben spumose e quasi bianche; montate gli albumi a neve con lo zucchero rimasto e il sale. Mescolate la farina con il lievito e incorporatela all’impasto, alternandola con la crema di burro e cioccolato e con il latte. Ungete d’olio o margarina una tortiera di circa 24 cm di diametro, cospargetela con il pangrattato la farina e riempitelo con un terzo della pasta. Ponete lo stampo sul ripiano centrale del forno già caldo e lasciate cuocere lo strato di pasta per 10-15 minuti a 180° (dipende dalla quantità d’impasto versato nello stampo; fate quindi la prova stecchino dopo 10 minuti). Poi sfornatelo, levatelo dalla tortiera e lasciatelo raffreddare. Preparate allo stesso modo gli altri due strati di pasta, lasciandoli poi raffreddare bene. 
Per il ripieno, mescolate a secco in una casseruolina lo zucchero con lo zucchero vanigliato, il cacao e la fecola e stemperate poi tutto bene con il latte. Mettete la casseruolina a bagnomaria, portate il miscuglio ad ebollizione, senza mai smettere di mescolare e fatelo bollire per un attimo. Poi togliete il recipiente dal fuoco, lasciando raffreddare la crema; mescolatela di tanto in tanto, per evitare che si formi in superficie una pellicina. Quindi farcite con tre quarti della crema gli strati di pasta e sovrapponeteli, formando un’unica torta, che metterete su un piatto da dolci. Montate la panna, aggiungetela con delicatezza alla crema rimasta e spalmate tutto sulla superficie e sul bordo laterale della torta, conservando tre cucchiai di crema per la decorazione. Mettetela in una siringa per dolci e spremetela a rosette sulla torta.
Per la crema, come suggeritomi da Marzia, fate cuocere le pesche tagliate a pezzetti con lo zucchero (come una
marmellata normale) per circa 40 minuti. A 10-15 minuti dalla fine della
cottura aggiungete il cacao e gli amaretti sbriciolati grossolanamente; quindi, aggiungete anche il mezzo cucchiaino di Agar in polvere (che renderà la crema piuttosto densa) e mescolate bene.
Invasettate la crema bollente (con queste quantità otterrete circa 4 barattoli da circa 250 g); fate riposare i barattoli in una cesta, coperti da una coperta di lana (proprio si fa con la marmellata) per almeno 24 ore.
Io ho preparato questa crema una settimana prima e ho utilizzato tanta crema quanto basta per farcire e ricoprire la torta.
Infine cospargetela con i pistacchi tritati al momento
Tenete la torta nel frigorifero fino al momento di servirla e dividetela poi a fette.

Come potete notare dalla foto di una fetta, questo terzo esperimento ideato per il mio compleanno (i primi due li avevo fatti per il compleanno di mio fratello e la torta era buona) non è venuto benissimo, perchè per errore ho fatto cuocere troppo la torta e forse anche perchè non ho incorporato bene le uova all’impasto.
Ci sono rimasta talmente male che tre giorni fa l’ho rifatta, seguendo alla lettera la ricetta. Quindi, ho utilizzato tutti i 200 grammi di zucchero e ho montato le uova intere con lo zucchero e il sale, fino a farle diventare ben spumose e quasi bianche, proprio come suggerito dalla ricetta originale.
Inoltre, avendo deciso di farla all’ultimo minuto, ho sostituito il burro (che non avevo) con circa 30 ml di panna da montare, per far sciogliere il cioccolato a bagnomaria; ho unito poi i rimanenti 170 ml di panna a 50 ml di yogurt, sostituendo così il latte previsto dalla ricetta. Ho suddiviso l’impasto a metà: una parte in uno stampo da 24 cm e l’altra metà in uno da 20 cm; ho fatto quindi cuocere i due strati contemporaneamente in forno preriscaldato e ventilato a 180° per 15 minuti (fate comunque la prova dello stecchino).
Con queste piccole modifiche, ho ottenuto una torta non soffice come altri dolci burrosissimi, ma morbida e che si scioglie in bocca.
A proposito, se la provate, ricordatevi di farla riposare in frigo per almeno un giorno, perchè più riposa e più diventa buona ;)!

E nella foto precedente potete vedere il risultato del quarto esperimento. Non è ancora perfetto, ma per ora va bene così ;)!

E con questa ricetta cioccolattosa partecipo al contest Cinegustologia, per la categoria commedia sofisticata

A presto ;)!


Tacchino al curry e lime

Mettete una passeggiata con Ornella a caccia di lime per una sua ricetta.
Unitevi l’amore per questo agrume, impregnato di ricordi francesi.
Terminate con una ricetta di pollo all’orientale e otterrete un piatto speziato e aromatizzato dallo splendido sapore esotico del lime ^__^!

Ingredienti per 3-4 persone:
un pollo di kg 1,200 circa (500 g di petto di tacchino)
50 g di burro (olio EVO q.b.)
un dado per brodo (1/2 dado da brodo biologico e senza lievito)
un bicchiere di vino bianco (omesso)
una cipolla (omessa)
una mela (omessa)
30 g di farina bianca (farina di riso q.b.)
sale (omesso)
pepe
un pizzico di curry (io 1 cucchiaio circa; altrimenti a piacere)
qualche cucchiaio di yogurt
couscous biologico precotto q.b. (mia variante)
mezzo lime (mia variante)

Adoro la ricetta originale del pollo all’orientale, semplicissima ma sempre sfiziosa. Stavolta però ho voluto modificarla levando la cipolla (dovendo passare il pomeriggio fuori, ho preferito levarla per pranzo), il vino e la mela; ho aggiunto invece il lime, che rende il tacchino speciale, secondo me.
Se volete inoltre rendere questo piatto senza glutine al 100%, utilizzate del couscous di mais 😉

Tagliate il petto di tacchino a pezzi. In una casseruola, fate rosolare il tacchino con l’olio finchè non avrà preso colore. Unite il dado da brodo e mescolate. Quindi unite il curry, mescolate bene e pepate leggermente. Dopo qualche minuto, unite un po’ d’acqua calda, mescolate e fate cuocere per 1-2 minuti; quindi, unite la farina di riso, mescolando bene. Lasciate cuocere per circa 15-20 minuti; 5 minuti prima di togliere dal fuoco il tacchino, versatevi sopra qualche cucchiaio di yogurt bianco intero, mescolando bene. Levate la casseruola dal fuoco e aggiungengete il succo ottenuto dal lime. Servite caldo, accompagnando il tacchino con il couscous, che avrete precedentemente preparato seguendo le indicazioni della confezione.

A presto ;)!


Ricordando

Dopo l’alluvione in Liguria, Lunigiana e a Genova, l’attentato a Brindisi e il terremoto in Emilia lasciano senza parole.
E se penso a Bassani e al Giardino dei Finzi Contini, mi sale addosso una tristezza incredibile.
Penso al 23 maggio del ’92, penso a quella sera, di ritorno a casa,
l’autostrada bloccata, l’espressione sconvolta dei miei, penso a Falcone
e Borsellino, alle parole della Boccassini. E penso che ben poco è
cambiato in questa città e in questo paese, da allora.
E vorrei riuscire a trovare delle parole più sensate.
E visto che Alessandra e Stefania sono state molto più brave di me, vorrei ricordare Falcone “utilizzando” le parole di altre persone.
Ricordandolo tramite le parole di Ilda Boccassini.
Ricordandolo tramite le parole di Corradino Mineo, che afferma che sono morti, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, per non avere accettato di perseguire solo la “mafia militare” arrestandosi davanti alla “mafia trionfante”.
Ricordandolo tramite le parole di Roberto Saviano, accusato da Berlusconi di essere responsabile di “supporto promozionale alle cosche”. 
E vorrei darvi un consiglio: se non lo avete ancora fatto, leggete il libro Storia di Giovanni Falcone di Francesco La Licata.
Intanto qui a Palermo oggi piove, dopo giorni di cielo limpido e caldo estivo.

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Black and White Wednesday

A few days ago I edited this photo in order to participate in the event “Black and White Wednesday“.
This picture should be called “the ideal breakfast“: two slices of homemade bread, a few teaspoons of plum-apple-ginger jam and a small cup of espresso coffee ^_^!
By the way, what would you like for breakfast on winter mornings?
Alcuni giorni fa, ho modificato questa foto per partecipare al progetto “Black and White Wednesday“.
Questa fotografia dovrebbe avere come titolo “la colazione ideale”: due fette di pane fatto in caso, qualche cucchiaino di marmellata prugne-mele-zenzero e una tazzina di caffè ^_^!
A proposito, cosa vi piacerebbe mangiare a colazione durante l’inverno?

Torino 150°

Passeggiando per via PoCiclisti in via Po ^_^!I portici di via PoGalleria Subalpinain galleria, ammirando una splendida vetrina...Ingresso del Museo del Risorgimento da piazza Carlo Alberto
Piazza Palazzo di CittàPalazzo Reale, CortilePalazzo Reale, CortilePalazzo Reale, Cortileverso piazza CastelloPalazzo Reale, Cortile
Palazzo MadamaPiazza Castello, dall'ingresso di palazzo MadamaPiazza Castello, dall'ingresso di palazzo MadamaPiazza Castello, dal balcone di palazzo MadamaPalazzo Madama e i tetti torinesi ^__^!!la Mole e i colli torinesi
Palazzo RealeMuseo di Palazzo MadamaLatta storica Baratti e MilanoBaratti e MilanoCastello Del Valentino, Politecnico Di Torino,  Facolta' Di Architettura,Castello Del Valentino
Torino 150°, a set on Flickr.

E oggi???
Nessuna ricetta, solo qualche immagine.
Un piccolo souvenir torinese, passeggiando in mezzo alla folla che ammira la città agghindata a festa per il 150° ^__^!!
A presto ;)!

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