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Pollo alle prugne

Anche voi vi siete fiondati alla ricerca di questo piatto, dopo aver visto il secondo film di Marjane Satrapi, Pollo alle prugne?
Io ne sono rimasta talmente incantata che ho guardato subito nell’enciclopedia della cucina di casa…però…però faceva troppo caldo quando ho visto questo film, un caldo asfissiante. E la ricetta è rimasta ad aspettare, ad aspettare, ad aspettare…
Finchè una domenica, impaziente, anche se faceva ancora caldo (e che caldo, scirocco e 30°, a fine settembre -_-”’!), ho voluto comunque provare questa delizia, dal gusto speciale.
Non ho idea se la ricetta che vi propongo sia quella originale dell’Iran. Stando alle ricette che ho visto sul web, probabilmente non lo è; ingrediente più, ingrediente meno, merita comunque l’assaggio. E vi assicuro che una volta che avrete provato questo piatto, capirete perchè è la ricetta preferita del protagonista e vorrete rifarlo ancora e ancora…o per lo meno questo è quello che sto pensando io, che sto meditando di riprepararlo a breve, soprattutto perchè potrebbe essere perfetto per le feste di Natale…voi che ne pensate?

POLLO ALLE PRUGNE

E anche se le mie foto lo penalizzano, vi passo comunque la ricetta.
Non levate nulla, ma proprio niente; al massimo, sostituite la panna d’avena con la panna da cucina di latte vaccino, se la prima non vi piace (a me invece non piace la panna tradizionale, ecco perchè la sostituisco sempre). E seguite passo passo la ricetta dell’enciclopedia: non ve ne pentirete ;)!
Avendo improvvisato, ho usato il pollo che avevo in casa, ma la prossima volta utilizzerò il pollo intero.
Se poi sostituite la farina di rimacinato con la farina di riso o la maizena, il piatto sarà totalmente senza glutine, ovviamente se le farine non sono contaminate, cioè non contengono tracce di glutine (leggete la lista degli ingredienti e sarete tranquilli ;))

INGREDIENTI per 4 persone:
250 g di prugne secche
un quarto d’acqua
un bicchiere di vino rosso
un pollo di kg 1,200 (1 kg di petti e cosce di pollo)
sale
pepe nero
una carota
una costola di sedano
un porro
un mazzetto di prezzemolo
80 g di margarina (olio d’oliva extravergine q.b.)
una foglia di alloro
un quarto d’acqua calda
20 g di zucchero
una scorzetta di limone
un cucchiaio raso di fecola (un cucchiaio raso di farina di rimacinato)
quattro cucchiai di panna (io panna d’avena)

Lavate le prugne, mettetele in una terrina, copritele con l’acqua e e il vino e lasciatele rinvenire fino a quando saranno ben morbide.
Fiammeggiate e sventrate il pollo, lavatelo, asciugatelo, dividetelo in quattro pezzi e spolverizzatelo con sale e pepe.
Pulite e lavate accuratamente la verdura: taliate la carota e il sedano a bastoncini e il porro a striscioline rondelle. Lavate il prezzemolo e asciugatelo.
Fate fondere la margarina Versate l’olio in una padella, adagiatevi dentro i pezzi di pollo (possibilmente divisi a metà, se non usate il pollo intero; altrimenti seguite le istruzioni del libro, cioè le frasi cancellate ;)) e fateli dorare da entrambi i lati tanto quanto basta per 12 minuti. Quindi toglieteli dalla padella, aggiungete al fondo di cottura la verdura e lasciatela rosolare per 5 minuti. Rimettete il pollo in padella, spolverizzatelo con sale e pepe unitevi il prezzemolo e l’alloro; dopo circa 5 minuti, bagnate con l’acqua calda e lasciate cuocere il tutto per mezz’ora, a recipiente coperto. Nel frattempo, versate l’acqua di ammollo delle prugne in una casseruola, aggiungetevi lo zucchero e la scorzetta di limone e portatela a ebollizione. Quindi immergetevi le prugne e lasciatele cuocere per 20 minuti a fuoco moderato. Passato questo tempo scolate le prugne su un setaccio, conservando il liquido di cottura, dal quale eliminerete la buccia di limone. Disponete i pezzi di pollo cotti su un grande piatto di portata, circondateli con le prugne, coprite tutto con un coperchio e tenete al caldo.
Filtrate il fondo di cottura in una casseruolina, pressando bene con un cucchiaio la verdura. Aggiungete un bicchiere scarso del liquido di cottura delle prugne e portate tutto a ebollizione.
Stemperate in una tazza la fecola farina con un po’ d’acqua fredda, versatela nella salsa, lasciatela sobbollire per un attimo, poi togliete il recipiente dal fuoco. Incorporatevi infine la panna, salate e pepate ancora la salsa se necessario, quindi versatela sul pollo. Servite subito.


A presto ;)!


Cheesecake freddo salato al quark

Prima che l’estate sparisca, voglio farvi vedere un altro esperimento con l’agar-agar, sempre grazie a un meraviglioso libro di Clea.
La ricetta originale la potete vedere sul blog di Clea. Si tratta di un cheesecake senza cottura, preparato all’ultimo minuto, la versione salata senza organizzazione di quello preparato a giugno, ma con l’amico Agar al posto della colla di pesce. Perchè senza organizzazione? Perchè in casa non avevo formaggio di capra, quindi ho utilizzato il quark, che dà un ottimo sapore anche alle torte salate; in più, non avevo erba cipollina fresca (devo decidermi a piantarla in balcone, sempre se regge il caldo palermitano; ma forse ci si può provare anche durante il finto inverno locale XD) e ho utilizzato quindi quella liofilizzata, sempre presente in dispensa.

Cheesecake salato senza cottura
ispirato a “Gâteau fromager aux herbes du jardin
tratto da Agar-agar di Clea
Come al solito, le parti in corsivo sono tratte dal libro ;)!
INGREDIENTI per 4 persone, stampo da 20 cm:
100 g di biscotti salati da aperitivo ai semi (200 g di crackers di soia)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido a pezzetti)
100 g di formaggio fresco di capra (omesso)
300 g di fromage blanc (400 g di formaggio quark)
1 spicchio d’aglio (omesso)
1 cucchiaino da caffè di Gomasio, più un altro po’ per la decorazione (sale q.b.) 
1 mazzetto di erba cipollina (erba cipollina liofilizzata q.b.)
100 ml di panna di soia (100 ml di panna d’avena)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
semi di sesamo q.b. (mia variante)
semi di girasole q.b. (mia variante)
Tritate grossolanamente i crackers nel mixer; quindi, unite il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto sabbioso. Proprio come ho fatto per la versione dolce, dopo aver notato una ricetta di Arabafelice.
Ricoprite la base dello stampo con un foglio di carta forno (ma io non l’ho fatto, visto che lo stampo era piccolo e a fascia apribile, ho utilizzato la base per servire il dolce direttamente a tavola) e aiutandovi con un cucchiaio create una base uniforme (io ho fatto qualche errore, invece, e i lati sono più larghi della base).
Fate riposare in frigo.
In una grossa ciotola, mescolate il formaggio quark con l’erba cipollina tagliata fine (io ho utilizzato quella liofilizzata, non avendo quella fresca ç_ç), il sale e i semi di sesamo (volendo, potete aggiungere nella crema i semi di girasole tritati grossolanamente).
In un pentolino, mischiate la panna d’avena con l’agar-agar. Portate a ebollizione e lasciate bollire per 30 secondi. Stemperate la panna con qualche cucchiaio di crema di formaggio; quindi, unitela alla rimanente crema di formaggio, mescolando bene e versate la crema sulla base.
Fate riposare il cheesecake salato in frigo per circa 2 ore.
Al momento di servire la torta, decoratela con erba cipollina, semi di sesamo e di girasole.
Consiglio di Clea: questo cheesecake può essere servito come antipasto, ma può anche far parte di un piatto completo. In tal caso, servitelo con ortaggi grattugiati (carote, barbabietole, sedano) conditi con un po’ di vinaigrette, con del pane ai cereali tostato e ricoperto con un contorno vegetariano (hummus, tapenade) oppure con rillettes di tonno o di sardine.
Io ho preparato questa torta per cena e l’ho accompagnata con una semplice insalata estiva di carote, sedano e pomodoro, condita con olio, aceto di mele e un po’ di sale.
Ed ecco la torta il giorno dopo, l’unica fetta che sono riuscita a conservare, giusto per capire che sapore avrebbe avuto dopo un giorno di riposo in frigo. Un consiglio? Preparatela la sera per la cena del giorno successivo ;)!

A presto ;)!

Tra libri speciali e mine vaganti ^_^!

Un libro speciale finalmente è stato pubblicato, YATTAAA ^__^!!!
Mi riferisco ad “i-Kitchen“, la meravigliosa raccolta di ricette a cui ho partecipato a novembre insieme ad altre 239 persone.

Contribuendo, quindi, a un emozionante filo di solidarietà per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver, devastata dalla tremenda alluvione che il 25 ottobre ha colpito la Liguria e la Lunigiana.
Emozionante perchè il filo per i bambini di Rocchetta Vara, ideato dall’intraprendente foodblogger Patrizia, mi ha fatto capire solo da poco che internet, se si vuole, può diventare uno strumento potente e fenomenale ^__^!
Uno strumento che si rivela potente soprattutto se riesce a mettere in contatto persone provenienti da tutta l’Italia e da vari paesi del mondo.
Del tentativo di rinascita della Gulliver se ne parla anche sul Secolo XIX.
Alcune foodblogger, poi, sfruttano pure Facebook per organizzare un altro mercatino il 29 aprile, a Milano, sui Navigli.
Se siete interessati e abitate a Milano e dintorni, perchè quella domenica non vi recate sul ponte del naviglio grande (Ripa di Porta Ticinese, fronte Darsena)?
Troverete il banchetto dove Patrizia e altre foodbloggers venderanno il libro.
Com’è già successo a dicembre, il ricavato della vendita verrà interamente devoluto alla Cooperativa sociale Gulliver…quindi, accorrete numerosi ^_^!

Aspettando il mercatino potete continuare a seguire Patrizia grazie al suo nuovo contest.
 

Lo so che ad alcuni di voi avevo detto che non riesco più a trovare il tempo necessario per partecipare ai contest (peddooonooo ^^”’!), ma da brava bento-addicted ed ammiratrice del Giappone e della sua splendida cultura (da una vita, ormai XD!) non riesco a rinunciare a questa grandiosa raccolta dedicata al pranzo fuori casa.
Soprattutto visto che per me il bento è sinonimo di primavera ed estate.
E con l’aria che diventa sempre più calda, ho voglia soprattutto di pasti freschi, sfiziosi e pieni di colori.
Non a caso di solito inizio a tirare fuori le mie due lunch box (una è identica a questa scatolina rosa, che ho da un bel po’ ^_^!) proprio in questo periodo; anche perchè, col passare dei giorni, aumenta sempre più la voglia di recarsi in un luogo pacifico, magari una riserva (Agave è più brava di me nella descrizione :D!) dove poter staccare la spina per un po’…in fondo l’estate è vicina :D!

Libero, quindi, le scatoline dalla polvere tipicamente invernale e ricomincio a sperimentare ^__^!

BENTO PRIMAVERILE E COLORATO
E ricomincio a sperimentare traendo parzialmente ispirazione dalla ricetta “Tartara di finocchio e feta con tzaziki di carota” vista sul numero di marzo di Cucina naturale.
Un piatto che io ho modificato aggiungendo il tofu, le barbabietole e le loro foglie, il sesamo e i semi di girasole (per fare le carote al sesamo assaggiate per la prima volta nella Cucina di Giuditta).
INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE
Per il primo livello:
200 g di tofu al naturale
2 barbabietole
2 mazzetti di foglie di barbabietola
4-5 carote
semi di girasole q.b.
sesamo q.b.
3 cucchiaini di salsa di soia
olio EVO q.b.
aceto di mele q.b.

Cucinate le barbabietole a vapore, dopo averle sbucciate e tagliate a pezzetti. Una volta cotte, unitele al tofu a pezzetti, olio q.b., 1 cucchiaino di salsa di soia e un goccio di aceto di mele. Fate marinare tofu e barbabietole per almeno 5-6 ore.
Poi cuocete a vapore le carote, fino a quando risulteranno croccanti. Fatele scolare e saltatele quindi in padella con 2 cucchiaini di salsa di soia, il sesamo e i semi di girasole.
Dopo aver fatto bollire dell’acqua (a cui avrete aggiunto – a freddo – 1 cucchiaio di aceto di mele), sbollentate le foglie di barbabietole. Fatele scolare.
Disponete nel bento il tofu con le barbabietole; sul fondo le foglie di barbabietola e poi le carote al sesamo e semi di girasole. Decorate, infine, con un po’ di sesamo e con una rondella tagliata dalla base del mazzetto di foglie di barbabietola ;)!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

Come accompagnamento, inoltre, ho preparato del pane all’avena.
Al secondo livello del bento, invece, ho inserito un po’ di macedonia al limoncello ^__^!

Per il secondo livello:
2 mele
2 arance
1 grosso cedro
limoncello q.b.
zucchero q.b.
succo di limone q.b.

Preparate una macedonia unendo la frutta a pezzetti al succo di limone, lo zucchero e il limoncello.


Per il pane sofficioso all’avena:


l’ho preparato una settimana fa seguendo la ricetta dei panini all’avena e una parte l’ho surgelato.
Per questa variante, ho sostituito la farina 0 con la stessa quantità di farina 00.
Inoltre, non ho ho utilizzato i fiocchi d’avena.

E con questo bento partecipo al contest organizzato da Patrizia, Oggi pranzo fuori, per la categoria Pranzo fuori ;)!
A presto ;)!
E buon weekend ^__^!

Crema di zucca e amaranto

Se adorate la zucca come me, dovete assolutamente utilizzarla per preparare una zuppa, se non l’avete ancora fatto. Io ho provato la ricetta della “Crema di zucca e miglio“, trovata sul libro Ricettario gastronomico vegetariano.


E un’esplosione di colori pure nelle foto, giusto per ringraziare anche virtualmente una mia amica, che ha messo a disposizione il suo servizio migliore (e favoloso, aggiungerei io) per questa pazza avventura da foodblogger.
Comunque, come al solito ho leggermente modificato la ricetta, sostituendo il miglio con l’amaranto  (un grano indiano che assomiglia alla quinoa ed è senza glutine), ma solo perchè alla bottega solidale avevano finito il miglio. La quantità d’acqua, invece, è stata volutamente diminuita, perchè al primo tentativo la zuppa risultava troppo liquida. Le altre piccole modifiche le trovate tra parentesi ;)! Le parti in corsivo indicano le frasi copiate dal libro.

CREMA DI ZUCCA E AMARANTO
Ingredienti
500g di zucca
1 litro (500ml) d’acqua
70g di amaranto
1 cipolla
2 rametti di issopo (erba cipollina essiccata q.b.)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
panna d’avena q.b. (non presente nella ricetta originale)
sale
parmigiano (grana padano q.b.)
3 amaretti
Preparate l’amaranto eliminando eventuali corpi estranei e lavandolo in abbondante acqua. Cuocetelo, quindi, in pentola a pressione per 15 minuti. Per una parte di amaranto utilizzate 2 parti d’acqua ;)!
Mondare e tagliare a cubetti la polpa della zucca.
In un’ampia casseruola far rosolare la cipolla affettata a velo. Aggiungere l’erba cipollina e la zucca. Mescolare, coprire e lasciar insaporire per 10 minuti a fuoco basso. Bagnare poi con 500ml di acqua e, quando raggiunge il bollore, unire l’amaranto e un pizzico di sale, quindi riportare a ebollizione. Tritare tutto con il mixer, regolare di sale e unire la panna d’avena. Condire la crema con un filo d’olio. Arrichitela, quindi, con del grana grattugiato nel quale sono stati sbriciolati 3 amaretti.
Buon appetito ^__^!