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Semola rimacinata di grano duro e rosmarino

Per me alcune ricette hanno il sapore dell’infanzia.
Delle domeniche dai nonni materni, a Castelvetrano, attorno alle cassatelle di ricotta comprate da mio nonno per l’occasione.
Del pane nero “cunzato” che ci attendeva in campagna dopo una mattinata di mare a Triscina.
Delle meline verdi, acidule e croccanti, che raccoglievamo nel giardino davanti alla casa di campagna dei miei nonni materni, tra una corsa in bici e un’altra, in giro per il quartiere, alle porte di Castelvetrano.
Dello sfincione e delle panelle senza prezzemolo divorate a Scopello dopo un’assolata giornata allo Zingaro.
Delle “gite” al miglior forno, per me, di Castelvetrano, dove anni fa scoprimmo che le farine migliori mai provate venivano macinate giusto giusto a qualche chilometro di lontananza dalla casa di paese dei miei nonni.
Quei sapori continuo a portarli qui a Palermo.
E piano piano li faccio entrare nel blog.
Soprattutto questa settimana.
In attesa di una risposta importante.
E tra una vasca in piscina, un ripasso di francese e inglese, una ricerca tra i miei libri di cucina, vi passo un’altra ricetta.
E la indirizzo in particolare a Vatinee, per un buon blog-compleanno ^_^!

FOCACCIA DI SEMOLA RIMACINATA DI GRANO DURO,
ROSMARINO E PATATE
ispirata alla ricetta della Pizza bianca romana al rosmarino

Per il lievitino:
400 g di farina 0
25 g di lievito di birra
200 ml di acqua
Per l’impasto
700 g di farina 1
400 g di acqua (250 ml)
200 g di lievito madre o 20 g di lievito compresso (2 cucchiai abbondanti di lievitino -di seguito la ricetta)
30 g di olio extravergine di oliva (4 cucchiai)
15 g di sale (2 cucchiai)
500 g di semola rimacinata di grano duro
300 g di farina 0
200 g di farina 0 Manitoba
200 g di patate, cotte a vapore e tagliate a cubetti
2 cucchiai di zucchero
Per la salamoia
80 g di acqua
80 g di olio extravergine di oliva
15 di rosmarino
7 g di sale

Mettete il rosmarino a macerare nell’olio.

Per il lievitino, in una ciotola sciogliete il lievito con un po’ d’acqua tiepida; aggiungete poi la farina e impastate velocemente per ottenere un panetto.
Quando il panetto avrà raddoppiato di volume, nella ciotola dell’impastatrice o del mixer (oppure lavorate a mano ;)) versate l’acqua, l’olio, le varie farine, il sale, lo zucchero, le patate e 2 cucchiai abbondanti panetto (la parte rimanente la utilizzo per un altro impasto). Impastate (quando la farina è di rimacinato o integrale o simili, aziono la macchina alla velocità minima; solo verso la fine impasto a velocità 1; altrimenti seguite il vostro libretto d’istruzione ;)) fino ad ottenere un composto elastico e morbido. Se la pasta non dovesse essere sufficientemente morbida, aggiungete tanta acqua quanto basta (ma nel mio caso i liquidi sono stati più che sufficienti).
Coprite l’impasto con uno strofinaccio bagnato al centro con acqua calda e con una coperta di lana e fatelo lievitare finché non avrà raddoppiato di volume (oppure in forno pre-riscaldato, spento e con la luce accesa, se la cucina non dovesse essere abbastanza riscaldata, come mi è successo il 31 dicembre, quando a Palermo ha nevicato). Io non faccio mai attenzione ai tempi di lievitazione, ma se siete curiosi fatemelo sapere e la prossima volta segnerò tutto ;)!
Preparate la salamoia emulsionando l’olio con il rosmarino, l’acqua e il sale.
Quindi, lavorate la pasta lievitata dividendola in due focacce, una piccola e una “formato famiglia”, come la definisco io :P!
Sulla focaccia grande, stesa su una grande teglia, abbondantemente unta di olio, versate qualche cucchiaio di salamoia, distribuendo la salamoia in modo omogeneo.
La focaccia piccola, invece, è stata interamente ricoperta dalla salamoia, distribuendola in modo omogeneo, come suggerisce la ricetta originale.
Ma fate attenzione al vostro forno, come suggerisce Alessandra. Per questo io ho fatto due focacce, per sperimentare.
Coprite le focacce con uno strofinaccio e con una coperta di lana e fatele lievitare finché non avranno raddoppiato di volume.
Cuocetele in forno preriscaldato e ventilato a 230° per 10 minuti; abbassate poi la temperatura a 190° e fate cuocere altri 15-20 minuti.
Una volta cotte, potete anche surgelare la focaccia, possibilmente divisa in pezzi, così potete mangiarla quando e con quello che preferite ;)!

Dopo aver pubblicato la ricetta della torta di grano saraceno, anche con questo post partecipo al Giveaway di Vaty: Food & Travel per la sezione Food




A presto ;)!


Potage Parmentier

E mercoledì sera zuppa ^_^!
Lo so che continuo a rinviare la ricetta carica di vitamina C e non solo; ma visto che questa zuppa ha avuto un enorme successo, non potevo non pubblicarla subito sul blog :)!
Sembra che mi stia buttando sul salato. In realtà questa ricetta era nella lista d’attesa dei piatti da provare da molto tempo, da quando, cioè, ho iniziato a leggere Julie&Julia. Ovviamente ci sono tantissime ricette di Julia Child nella lista…ma questa zuppa è terribilmente invernale e terribilmente piena di ricordi, quindi non potevo non cominciare dal Potage Parmentier ^_^! 
Per prepararla, ho seguito in parte la ricetta descritta da Julie, soprattutto nell’uso del passaverdura, per non rendere la zuppa “monotona” ad esempio con un frullatore, come diceva Julia Child. E visto che la spiegazione della Powell non è molto esaustiva, ho seguito anche i consigli per la quantità di porri e d’acqua notati in una ricetta pubblicata su Cuisine et Vins de France; per poi continuare con la ricetta della Zuppa di Patate e Porri, vista sull’Enciclopedia della cucina.
INGREDIENTI
5 patate farinose
4 porri 
200 ml di panna di soia
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.
1 litro di brodo vegetale fatto in casa
6 grani di pepe
un ciuffo di sedano
1 cipolla
2 carote
2 foglie d’alloro
Preparate il brodo vegetale con le carote, 1 patata, la cipolla, il sedano, il pepe, l’alloro e salate a piacere. 
Nel frattempo, sbucciate le patate e tagliatele a dadini. Pulite i porri togliendo le prime foglie e utilizzando per la zuppa solo la parte bianca e quella verde tenera. La parte verde esterna del porro, però, conservatela per fare del brodo, una minestra, un piatto salato, etc.
Quando il brodo sarà pronto, aggiungetene circa 700-800 ml alle verdure; aggiungete anche una presa di sale, se il brodo non dovesse essere abbastanza salato. Portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 40-45 minuti (o più, se necessario) a fiamma bassa, lasciando la pentola coperta. Se necessario, aggiungete altro brodo durante la cottura.
A cottura terminata, se la zuppa dovesse sembrarvi troppo liquida, fate come ho fatto io: versate il tutto nel passaverdure, raccogliete il brodo in una terrina e mettetelo da parte. Dopo aver passato le verdure, ponetele nuovamente nella pentola e unite la panna di soia. Aggiungete la quantità sufficiente del brodo di cottura delle verdure per rendere buona la zuppa; rimettete il recipiente sul fuoco, facendo cuocere la zuppa per altri 5-10 minuti. 
Servite calda, con 1 o 2 cucchiai di olio EVO per porzione ;)!
E buon appetito ^__^!
A proposito, vi lascio anche la ricetta originale della “Zuppa di patate e porri” tratta dall’ottavo volume dell’Enciclopedia.

INGREDIENTI
tre patate farinose
una grossa cipolla
tre porri
mezzo litro d’acqua
un dado da brodo
due foglie d’alloro
40 g di burro
un ciuffo di prezzemolo
una piantina di basilico
un quarto di latte
un cucchiaio colmo di farina
sale
pepe in grani

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini, pelate anche la cipolla ed affettatela ad anelli sottilissimi. Pulite i porri togliendo le prime foglie e utilizzando solo la parte bianca che taglierete a rotelline (tenetene da parte una decina per guarnire la zuppa). Ponete tutto in una casseruola con mezzo litro di acqua calda e il dado sbriciolato, avvolgete il prezzemolo, il basilico, l’alloro in un quadratino di garza, legatelo come un fagottino ed immergetelo nell’acqua; aggiungete anche una presa di sale (non molto perchè il dado conferisce già una certa sapidità alla minestra) e due grani di pepe. Portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un’ora a fiamma moderata. Trascorso questo tempo, togliete dalla pentola il fagottino di aromi e passate le altre verdure al setaccio, raccogliendo il passato in una terrina. Nello stesso recipiente in cui avete fatto cuocere le verdure ponete il burro, fatelo fondere, incorporatevi la farina, mescolando rapidamente e diluite con il latte bversandone poco per volta. Quando la besciamella si sarà leggermente addensata, toglietela dal fuoco e incorporatevi il passato di verdure, amalgamandolo bene. Aggiungete il brodo di cottura delle verdure, rimettete il recipiente sul fuoco e portate di nuovo ad ebollizione, facendo cuocere la zuppa per altri 10 minuti. Servite la minestra nei singoli piatti fondi, nei quali avrete precedentemente disposto un paio di rotelle di porro crudo a porzione.



E con questa ricetta partecipo anche al contest “Mine(st)Renne Gluten Free“, organizzato da Stefania di Cardamomo&co.

A presto ;)!