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Di lampascioni, cavoletti di bruxelles, zucca, carote e mandorle

Cosa c’è di meglio quando si è influenzati? Io di solito adoro le zuppe calde, anche in estate, come un bel piatto di pasta coi tenerumi.

E durante quest’influenza che gira in casa da più di una settimana ormai, ho pensato di variare un po’ e ho inserito nella dieta giornaliera una zuppa a base di lampascioni, cavoletti di bruxelles, zucca, carote e mandorle. E giusto un po’ di latte di cocco, tanto quanto basta per rendere leggermente cremosa questa zuppa.

ZUPPA DI LAMPASCIONI, ZUCCA, CAVOLETTI DI BRUXELLES, CAROTE E MANDORLE
vagamente ispirata alla ricetta della Crema di carote e mandorle alla salvia
tratta da Cucina Naturale di Aprile


Ingredienti per 4 persone:
700 g di carote (3 carote)
2-3 cipolle (1 porro, grande)
80 g di mandorle (1 pugno di mandorle o q.b.)
una decina di foglie di salvia (omesso)
3 cucchiai d’olio e.v. d’oliva
sale q.b.
noce moscata q.b.
5 lampascioni (mia variante)
5 cavoletti di bruxelles (mia variante)
400 g di zucca, a fettine sottili (mia variante)
mandorle tritate q.b. (mia variante)
erba cipollina essiccata q.b. (mia variante)
2 cipollotti piccoli (mia variante)
5-6 cucchiai di latte di cocco non zuccherato, o q.b. (mia variante)
1 foglia di alloro

Per i lampascioni, ho seguito il metodo di cottura indicato da Tinuccia. Ho eliminato le radici, li ho sbucciati, proprio come si fa con le cipolle, li ho lavati e ho fatto un taglio alla base. Li ho messi in ammollo, in acqua fredda per circa 24 ore, cambiando l’acqua frequentemente. Poi li ho sbollentati in acqua bollente per circa 20 minuti.
In un tegame, fate un soffritto con il porro e il cipollotto tagliati a fettine sottili, i lampascioni e le carote pelate e grattugiate. Aggiungete poi l’erba cipollina, la zucca tagliata a fettine sottili e i cavoletti di bruxelles, tagliati a pezzetti.
Versate un litro di acqua calda (aromatizzata con le parti verdi del porro e del cipollotto e da 1 foglia di alloro) e fate cuocere a fiamma alta.
Aggiungete fin da subito le mandorle e salate a piacere. Portate il tutto a bollore e fate sobbollire per 30 minuti a fiamma medio-bassa o fino a cottura. Poco prima di levare la pentola dal fuoco, aggiungete il latte di cocco.
Levate dal fuoco e frullate il tutto con un frullatore a immersione (o nel mixer, come ho fatto io). Distribuite la crema, aggiungete una spolverata di noce moscata, di erba cipollina e di mandorle tritate e un filo d’olio. Volendo, come ho fatto io, potete aggiungere per ogni piatto un cucchiaino di latte di cocco solidificato, cioè appena uscito dal frigo.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che questo mese prevede le mandorle.

A presto ;)!


Finto risotto

Oggi non mi va di scrivere.
Oggi mi sento a lutto.
E avrei bisogno di un piatto confortante, proprio come questo finto risotto.
Oggi quindi niente chiacchiere, solo una ricetta, cercando di non pensare al possibile tracollo del paese.

FINTO RISOTTO

INGREDIENTI:
150 g di riso (per risotti e non)
un finocchio piuttosto grande (o 2 di medie dimensioni)
1 cipollotto piccolo
1 porro (metà della parte bianca)
curry q.b.
coriandolo in polvere q.b.
100 g di tofu al naturale
mandorle tritate q.b.
olio di oliva extravergine q.b.
sale (marino integrale, del trapanese, come sempre) q.b.

Tagliate il finocchio a pezzetti e cuocetelo a vapore.
Appena sarà tenero, fate scaldate l’olio in un tegame e fate appassire il cipollotto e il porro. Unite quindi il finocchio, il tofu a cubetti, mescolate e aggiungete le spezie e un po’ di mandorle tritate.
Mentre le verdure si cuociono, cuocete il riso.
Appena il condimento è pronto, mettetene da parte un po’ e frullate il resto con un po’ di olio e qualche cucchiaio di acqua di cottura del riso, tanto quanto basta.
Riscaldate nel tegame la crema ottenuta e mescolatela al riso.
Servite con il condimento messo da parte e con un po’ di mandorle tritatate.
Se l’idea del riso non dovesse piacervi, potete sostituirlo con la pasta, come consigliato nella ricetta originale.

Con questa ricetta, partecipo all’iniziativa Salutiamoci, che per febbraio prevede cipolle, cipollotti, porri, scalogno
A presto ;)!

“Burger” di gazpacho, zucchine e pinoli

Ecco a cosa mi serviva il gazpacho: per riprodurre in casa un’altra ricetta di Clea, un burger vegetariano/vegano in cui il pomodoro sostituisce divinamente i due strati di pane, soprattutto se accompagnato da un contorno di zucchine, tofu e pinoli e da qualche fetta di pane preparato con farina di tumminia (ma se non lo trovate, va benissimo del pane integrale o del pane di segale o il comunissimo pane bianco ;)).
Se vi dico che, nonostante sia una ricetta tipicamente estiva, è un burger perfetto per questi giorni di inizio ottobre, vi rendete conto quanto siamo lontani dall’autunno qui a Palermo? Quasi quasi, il prossimo anno cambio città 😛

“BURGER” DI GAZPACHO, ZUCCHINE E PINOLI
ispirato a “Burgers de tomates, courgettes et pignons”
da “Agar-agar

Aggiornamento del 2/06/2013: quando ho fatto questa ricetta non avevo ancora idea di cosa fosse il tofu vellutato, scoperto solo poco dopo aver proposto questo piatto, a furia di vedere questo tipo di tofu in vari blog vegetariani, tra cui quello di Clea. Con questo non voglio dire che il tofu compatto al naturale non stia bene in questa ricetta, ma solo che ora come ora sarei curiosa di provare l’effetto cremoso creato dal tofu vellutato ^_^!
INGREDIENTI per 4 persone:
350 ml di passata di pomodoro al basilico (350 ml di gazpacho homemade)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
1 zucchina piccola (2 zucchine)
150 g di tofu vellutato (almeno 200 g di tofu al naturale; altrimenti tofu q.b.)
3 cucchiai di crema di basilico (omesso)
1 cucchiaio di Gomasio (sale q.b.)
1 manciata di pinoli
150 ml di acqua
In una pentola mischiate il gazpacho con 150 ml di acqua e l’agar-agar. Portate a ebollizione e fate bollire per 30 secondi. Quindi, versate il tutto in stampi circolari per crostatine (io non ho stampi per questo tipo di gelatine 🙁 e ho usato dei bicchieri di vetro; l’importante, per qualsiasi tipo di stampo, è di bagnarlo con acqua poco prima di versare la futura gelatina, come consiglia Clea). Fate raffreddare; quindi conservate in frigorifero per circa 1 ora.
Lavate e tagliate finemente le zucchine. Unitele al tofu tagliato a dadini e ai pinoli e salate a piacere; una volta cotte le zucchine, mettete da parte.
Sformate la gelatina di gazpacho. Su ogni piatto, poggiare una striscia di gelatina, che ricoprirete col miscuglio zucchine-tofu-pinoli. Ricoprite con un altro strato di gelatina e decorate sempre con lo stesso miscuglio (oppure, come suggerito da Clea, con qualche fettina sottile di zucchina e qualche pinolo). Servire immediatamente (io invece l’ho mangiato freddo, perchè così il gazpacho è ancora più buono ^_^).

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a giugno prevede il tofu

A presto ;)!


Cheesecake freddo salato al quark

Prima che l’estate sparisca, voglio farvi vedere un altro esperimento con l’agar-agar, sempre grazie a un meraviglioso libro di Clea.
La ricetta originale la potete vedere sul blog di Clea. Si tratta di un cheesecake senza cottura, preparato all’ultimo minuto, la versione salata senza organizzazione di quello preparato a giugno, ma con l’amico Agar al posto della colla di pesce. Perchè senza organizzazione? Perchè in casa non avevo formaggio di capra, quindi ho utilizzato il quark, che dà un ottimo sapore anche alle torte salate; in più, non avevo erba cipollina fresca (devo decidermi a piantarla in balcone, sempre se regge il caldo palermitano; ma forse ci si può provare anche durante il finto inverno locale XD) e ho utilizzato quindi quella liofilizzata, sempre presente in dispensa.

Cheesecake salato senza cottura
ispirato a “Gâteau fromager aux herbes du jardin
tratto da Agar-agar di Clea
Come al solito, le parti in corsivo sono tratte dal libro ;)!
INGREDIENTI per 4 persone, stampo da 20 cm:
100 g di biscotti salati da aperitivo ai semi (200 g di crackers di soia)
60 g di burro fuso (100 g di burro morbido a pezzetti)
100 g di formaggio fresco di capra (omesso)
300 g di fromage blanc (400 g di formaggio quark)
1 spicchio d’aglio (omesso)
1 cucchiaino da caffè di Gomasio, più un altro po’ per la decorazione (sale q.b.) 
1 mazzetto di erba cipollina (erba cipollina liofilizzata q.b.)
100 ml di panna di soia (100 ml di panna d’avena)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
semi di sesamo q.b. (mia variante)
semi di girasole q.b. (mia variante)
Tritate grossolanamente i crackers nel mixer; quindi, unite il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto sabbioso. Proprio come ho fatto per la versione dolce, dopo aver notato una ricetta di Arabafelice.
Ricoprite la base dello stampo con un foglio di carta forno (ma io non l’ho fatto, visto che lo stampo era piccolo e a fascia apribile, ho utilizzato la base per servire il dolce direttamente a tavola) e aiutandovi con un cucchiaio create una base uniforme (io ho fatto qualche errore, invece, e i lati sono più larghi della base).
Fate riposare in frigo.
In una grossa ciotola, mescolate il formaggio quark con l’erba cipollina tagliata fine (io ho utilizzato quella liofilizzata, non avendo quella fresca ç_ç), il sale e i semi di sesamo (volendo, potete aggiungere nella crema i semi di girasole tritati grossolanamente).
In un pentolino, mischiate la panna d’avena con l’agar-agar. Portate a ebollizione e lasciate bollire per 30 secondi. Stemperate la panna con qualche cucchiaio di crema di formaggio; quindi, unitela alla rimanente crema di formaggio, mescolando bene e versate la crema sulla base.
Fate riposare il cheesecake salato in frigo per circa 2 ore.
Al momento di servire la torta, decoratela con erba cipollina, semi di sesamo e di girasole.
Consiglio di Clea: questo cheesecake può essere servito come antipasto, ma può anche far parte di un piatto completo. In tal caso, servitelo con ortaggi grattugiati (carote, barbabietole, sedano) conditi con un po’ di vinaigrette, con del pane ai cereali tostato e ricoperto con un contorno vegetariano (hummus, tapenade) oppure con rillettes di tonno o di sardine.
Io ho preparato questa torta per cena e l’ho accompagnata con una semplice insalata estiva di carote, sedano e pomodoro, condita con olio, aceto di mele e un po’ di sale.
Ed ecco la torta il giorno dopo, l’unica fetta che sono riuscita a conservare, giusto per capire che sapore avrebbe avuto dopo un giorno di riposo in frigo. Un consiglio? Preparatela la sera per la cena del giorno successivo ;)!

A presto ;)!

Insalata primaverile con riso, grano saraceno e miglio

Colorata, fresca e semplice.
Con un mix di riso, miglio e grano saraceno che si è rivelato molto versatile. 
Infatti, all’inizio pensavo di utilizzare le fragole insieme all’avocado e agli asparagi (dopo aver visto una sfiziosissima ricetta); poi, al mercato di Villa Sperlinga ieri mattina non ho trovato il signore che le vendeva e stavo per rinunciare all’idea dell’insalata. 
Non so se è stata l’ora di nuoto, ma quando sono andata a ritirare il quark ordinato ho pensato di sostituire le fragole con del seitan alla piastra. 
Mi dispiace solo che le foto sono orribili, ma la sera non riesco mai a fare foto decenti :(!
INSALATA DI RISO, MIGLIO E GRANO SARACENO
CON AVOCADO, ASPARAGI E SEITAN
L’unica nota stonata di questa insalata, per me, è il riso ribe parboiled, che io non sopporto perchè ho sempre l’impressione che non sia mai abbastanza cotto -_-”’! Quindi, la prossima volta comprerò il riso che preferisco (d’estate di solito ne usiamo uno semintegrale semplicemente divino ^_^) e poi miglio e grano saraceno. Peccato, perchè questo mix già pronto sarebbe comodissimo, perchè si avrebbero questi tre diversi tipi di cereali già pronti per l’uso. Comunque, è questione di gusti: magari a voi il parboiled piace. Sono io ad essere l’eterna pignola rompiscatole XD :P!
INGREDIENTI:
200 g di mix contenente riso ribe parboiled, miglio, grano saraceno
200 g di seitan alla piastra 
1 avocado non troppo maturo
1 mazzo di asparagi 
olio evo q.b.
zenzero grattugiato q.b.
curry q.b.
coriandolo in polvere q.b.
sale q.b.
1 cucchiaio di aceto di mele
vino bianco q.b.
1 cipollotto 
succo di limone q.b.
La sera prima cuocete il riso, il miglio e il grano saraceno seguendo i tempi di cottura riportati sulla confezione (all’incirca 16-18 minuti, ma dipende dalla qualità/tipo di cereali utilizzati).
Nel frattempo, preparate gli asparagi. Io ho cotto gli asparagi in due modi, perchè il giorno dopo ho cambiato idea, quindi sta a voi scegliere il tipo di cottura che preferite ;)!
Cuocete parte degli asparagi tagliati a pezzetti a vapore; poi conditeli con l’emulsione di olio q.b., zenzero, sale q.b. e aceto di mele.
Soffriggete il cipollotto con pochissimo olio; una volta appassito, sfumatelo con un po’ di vino bianco. Unite gli asparagi tagliati a rondelle e sfumate con un altro po’ di vino. Aggiungete il curry e il coriandolo e salate. Quasi a fine cottura, unite il seitan tagliato a pezzetti e finite di cuocere. Fate raffreddare e unite il tutto al mix di riso, miglio e grano saraceno.
Il giorno dopo unite l’avocado tagliato a pezzetti agli asparagi cotti a vapore, condite con un po’ di succo di limone e fate marinare in frigo per 1-2 ore. Quindi, uniteli all’insalata preparata la sera prima e riponete in frigo per tutto il pomeriggio (se volete mangiare l’insalata la sera; altrimenti, per mangiarla fuori casa, basterà preparare tutto la sera prima).
Buon appetito ^__^!


E con questo piatto partecipo al contest di Labna, dedicato al Food Revolution Day





Potage Parmentier

E mercoledì sera zuppa ^_^!
Lo so che continuo a rinviare la ricetta carica di vitamina C e non solo; ma visto che questa zuppa ha avuto un enorme successo, non potevo non pubblicarla subito sul blog :)!
Sembra che mi stia buttando sul salato. In realtà questa ricetta era nella lista d’attesa dei piatti da provare da molto tempo, da quando, cioè, ho iniziato a leggere Julie&Julia. Ovviamente ci sono tantissime ricette di Julia Child nella lista…ma questa zuppa è terribilmente invernale e terribilmente piena di ricordi, quindi non potevo non cominciare dal Potage Parmentier ^_^! 
Per prepararla, ho seguito in parte la ricetta descritta da Julie, soprattutto nell’uso del passaverdura, per non rendere la zuppa “monotona” ad esempio con un frullatore, come diceva Julia Child. E visto che la spiegazione della Powell non è molto esaustiva, ho seguito anche i consigli per la quantità di porri e d’acqua notati in una ricetta pubblicata su Cuisine et Vins de France; per poi continuare con la ricetta della Zuppa di Patate e Porri, vista sull’Enciclopedia della cucina.
INGREDIENTI
5 patate farinose
4 porri 
200 ml di panna di soia
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.
1 litro di brodo vegetale fatto in casa
6 grani di pepe
un ciuffo di sedano
1 cipolla
2 carote
2 foglie d’alloro
Preparate il brodo vegetale con le carote, 1 patata, la cipolla, il sedano, il pepe, l’alloro e salate a piacere. 
Nel frattempo, sbucciate le patate e tagliatele a dadini. Pulite i porri togliendo le prime foglie e utilizzando per la zuppa solo la parte bianca e quella verde tenera. La parte verde esterna del porro, però, conservatela per fare del brodo, una minestra, un piatto salato, etc.
Quando il brodo sarà pronto, aggiungetene circa 700-800 ml alle verdure; aggiungete anche una presa di sale, se il brodo non dovesse essere abbastanza salato. Portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 40-45 minuti (o più, se necessario) a fiamma bassa, lasciando la pentola coperta. Se necessario, aggiungete altro brodo durante la cottura.
A cottura terminata, se la zuppa dovesse sembrarvi troppo liquida, fate come ho fatto io: versate il tutto nel passaverdure, raccogliete il brodo in una terrina e mettetelo da parte. Dopo aver passato le verdure, ponetele nuovamente nella pentola e unite la panna di soia. Aggiungete la quantità sufficiente del brodo di cottura delle verdure per rendere buona la zuppa; rimettete il recipiente sul fuoco, facendo cuocere la zuppa per altri 5-10 minuti. 
Servite calda, con 1 o 2 cucchiai di olio EVO per porzione ;)!
E buon appetito ^__^!
A proposito, vi lascio anche la ricetta originale della “Zuppa di patate e porri” tratta dall’ottavo volume dell’Enciclopedia.

INGREDIENTI
tre patate farinose
una grossa cipolla
tre porri
mezzo litro d’acqua
un dado da brodo
due foglie d’alloro
40 g di burro
un ciuffo di prezzemolo
una piantina di basilico
un quarto di latte
un cucchiaio colmo di farina
sale
pepe in grani

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini, pelate anche la cipolla ed affettatela ad anelli sottilissimi. Pulite i porri togliendo le prime foglie e utilizzando solo la parte bianca che taglierete a rotelline (tenetene da parte una decina per guarnire la zuppa). Ponete tutto in una casseruola con mezzo litro di acqua calda e il dado sbriciolato, avvolgete il prezzemolo, il basilico, l’alloro in un quadratino di garza, legatelo come un fagottino ed immergetelo nell’acqua; aggiungete anche una presa di sale (non molto perchè il dado conferisce già una certa sapidità alla minestra) e due grani di pepe. Portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un’ora a fiamma moderata. Trascorso questo tempo, togliete dalla pentola il fagottino di aromi e passate le altre verdure al setaccio, raccogliendo il passato in una terrina. Nello stesso recipiente in cui avete fatto cuocere le verdure ponete il burro, fatelo fondere, incorporatevi la farina, mescolando rapidamente e diluite con il latte bversandone poco per volta. Quando la besciamella si sarà leggermente addensata, toglietela dal fuoco e incorporatevi il passato di verdure, amalgamandolo bene. Aggiungete il brodo di cottura delle verdure, rimettete il recipiente sul fuoco e portate di nuovo ad ebollizione, facendo cuocere la zuppa per altri 10 minuti. Servite la minestra nei singoli piatti fondi, nei quali avrete precedentemente disposto un paio di rotelle di porro crudo a porzione.



E con questa ricetta partecipo anche al contest “Mine(st)Renne Gluten Free“, organizzato da Stefania di Cardamomo&co.

A presto ;)!


Lasagne quasi vegetariane

Rinvio temporaneamente la ricetta ricca di vitamina C “e non solo” per proporvi delle lasagne quasi vegetariane.
Perchè quasi vegetariane? Perchè è una ricetta ispirata al piatto “lasagne vegetariane” e che io ho modificato, visto che fratellozzo e la sua zita hanno proposto l’aggiunta della pancetta dopo aver assaggiato la versione interamente vegetariana…ma la pancetta non mi piace e ho preferito aggiungere stavolta della salsiccia ^_^!
Se volete rendere, però, questo piatto vegetariano al 100%, sarà sufficiente sostituire la salsiccia con del ciaciocavallo, della ricotta o del pecorino poco stagionato.
Inoltre, se volete diminuire le calorie di questa ricetta, eliminate sia la salsiccia che i formaggi stagionati, che potete sostituire con la ricotta, con della mozzarella, della caciotta fresca o del tumino di bufala ;)!

Oltre alla salsiccia ho inserito altri ingredienti alternativi, sia perchè alcune delle verdure proposte nel libro Cucina Vegetariana non sono più di stagione, sia perchè se non modifico le ricette non sono contenta XD :P!
Noi abbiamo “scialato” con questo piatto :D! Spero che piaccia anche a voi.
LASAGNE QUASI VEGETARIANE
INGREDIENTI:
circa 300 g di salsiccia di suino nero (o quella che preferite)
500 g di lasagne secche verdi all’uovo
500 g di funghi di ferla
circa 1 kg di spinaci freschi
2 porri
2 scalogni
1 spicchio d’aglio, finemente tritato
4 ciuffi di prezzemolo, finemente tritato
olio extravergine d’oliva q.b. per cuocere le verdure
sale q.b.
pepe q.b.
ricotta fresca q.b.
tumino di bufala q.b., a pezzetti
formaggio Tuma q.b., a pezzetti
poco caciocavallo fresco, q. b., a pezzetti
formaggio Tuma di bufala, a pezzetti
grana grattugiato q.b.
Per la besciamella
1 l di latte parzialmente scremato
1 foglia di alloro
noce moscata grattugiata q.b.
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di farina di rimacinato
1 pizzico di sale
Per i formaggi, io ho utilizzato i tipi che trovo ad un mercato palermitano, tutti rigorosamente siciliani. Sono tutti poco stagionati, incluso il caciocavallo, quindi se non li trovate basterà sostituirli con dei formaggi dal sapore delicato, per evitare che coprano il sapore delle verdure. A voi la scelta, quindi ;)!
Fate un soffritto con i porri e gli scalogni; aggiungete poi il prezzemolo e i funghi a pezzi, che farete cuocere per circa 1 ora o fino a quando non saranno ben cotti. Nel frattempo, sbollentate gli spinaci con l’aglio. In un altro tegame, fate rosolare la salsiccia fatta a pezzetti. Quando i funghi saranno a metà cottura aggiungete la salsiccia, salate e pepate le verdure a piacere e finite di cuocere. A fine cottura, aggiungete gli spinaci.
Per la besciamella, aiutandovi con un cucchiaio lavorate la farina con l’olio. Aggiungete il latte a filo, senza smettere di mescolare, per evitare che si formino grumi. Insaporitela con sale e noce moscata a piacere e con una foglia di alloro. Quindi, fate cuocere a fuoco medio-basso, mescolando costantemente, finchè la salsa non risulterà densa (per questo tipo di lasagne la besciamella è pronta quando è leggermente densa) e liscia.
Versate 1 mestolo di besciamella nella teglia e disponete il primo strato di lasagne (che avrete precedentemente sbollentato per qualche minuto, tanto quanto basta; se usate quelle fresche non dovreste averne bisogno). Quindi, aggiungete alle verdure alcuni cucchiai di besciamella. Aggiungete le verdure al primo strato, poi il formaggio tagliato a pezzetti (per il primo strato non mettete ricotta) e infine un po’ di besciamella. Fate altri 2 strati con le verdure, i formaggi, la ricotta e un po’ di besciamella. Nell’ultimo strato di lasagne, oltre alle verdure e a un po’ di besciamella aggiungete solo un po’ di tuma di bufala tagliata a fettine sottili. Coprite con abbondante besciamella, spolverizzate con il grana e fate cuocere le lasagne nel forno già caldo a 200° per circa 30-40 minuti. Servite immediatamente.
A presto ;)!

Crema di zucca e amaranto

Se adorate la zucca come me, dovete assolutamente utilizzarla per preparare una zuppa, se non l’avete ancora fatto. Io ho provato la ricetta della “Crema di zucca e miglio“, trovata sul libro Ricettario gastronomico vegetariano.


E un’esplosione di colori pure nelle foto, giusto per ringraziare anche virtualmente una mia amica, che ha messo a disposizione il suo servizio migliore (e favoloso, aggiungerei io) per questa pazza avventura da foodblogger.
Comunque, come al solito ho leggermente modificato la ricetta, sostituendo il miglio con l’amaranto  (un grano indiano che assomiglia alla quinoa ed è senza glutine), ma solo perchè alla bottega solidale avevano finito il miglio. La quantità d’acqua, invece, è stata volutamente diminuita, perchè al primo tentativo la zuppa risultava troppo liquida. Le altre piccole modifiche le trovate tra parentesi ;)! Le parti in corsivo indicano le frasi copiate dal libro.

CREMA DI ZUCCA E AMARANTO
Ingredienti
500g di zucca
1 litro (500ml) d’acqua
70g di amaranto
1 cipolla
2 rametti di issopo (erba cipollina essiccata q.b.)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
panna d’avena q.b. (non presente nella ricetta originale)
sale
parmigiano (grana padano q.b.)
3 amaretti
Preparate l’amaranto eliminando eventuali corpi estranei e lavandolo in abbondante acqua. Cuocetelo, quindi, in pentola a pressione per 15 minuti. Per una parte di amaranto utilizzate 2 parti d’acqua ;)!
Mondare e tagliare a cubetti la polpa della zucca.
In un’ampia casseruola far rosolare la cipolla affettata a velo. Aggiungere l’erba cipollina e la zucca. Mescolare, coprire e lasciar insaporire per 10 minuti a fuoco basso. Bagnare poi con 500ml di acqua e, quando raggiunge il bollore, unire l’amaranto e un pizzico di sale, quindi riportare a ebollizione. Tritare tutto con il mixer, regolare di sale e unire la panna d’avena. Condire la crema con un filo d’olio. Arrichitela, quindi, con del grana grattugiato nel quale sono stati sbriciolati 3 amaretti.
Buon appetito ^__^!

Risottino estivo

Con la varietà infinità di ortaggi che si trova ultimamente nei mercati, potevo farmi mancare un risottino estivo? Direi proprio di no, soprattutto volendo sfruttare l’opportunità di poter cucinare a casuzza propria, con tutte quelle comodità che tutti gli studenti fuori sede, come la sottoscritta, si possono sognare…e magari con un canuzzo biddazzo che ti fissa mentre cucini e per di più con la bava alla bocca, come se volesse dirti “insomma padroncina, ti spicci?? chè sono denutrito, lo sai, e ho bisogno di tanto cibo, mannaggia”, sperando di impietosirti, lo sdisanuratu!!! Il manciataro colpì ancora e finì ca si futtiu, o meglio s’allappò mezza ciotola di risotto, l’onnivoro XD!!!

RISOTTO ALLE ZUCCHINE E FIORI DI ZUCCA

400g di riso Carnaroli
700g di zucchine genovesi col fiore
vino bianco q.b.
1 cipolla
brodo vegetale q.b.
olio extravergine d’oliva q.b. (per soffriggere e mantecare)
grana padano q.b. per mantecare (che io non ho usato)
pepe q.b. (che io non ho usato)
Dividete a metà le zucchine e tagliatele a fettine. Poi tagliate a pezzetti grossolani i fiori di zucca. Fate soffriggere la cipolla tritata (io, invece, la grattuggio, per fare prima…mica vorrete che faccia morire di fame canuzzo??? :P!!); aggiungete, quindi, le zucchine e i fiori e fate cuocere fino a quando le zucchine saranno diventate croccanti. A questo punto, sfumate col vino bianco e aggiungete il riso, che farete cuocere per circa 30-40 minuti e aggiungendo il brodo vegetale a poco a poco. 
Quando il riso sarà al dente, spegnete e mantecate con l’olio e il grana. Io per questo risotto non ho usato grana, per non coprire il sapore meraviglioso di queste zucchine. Mettetelo, quindi, a disposizione insieme al pepe al momento di servire il risotto.
Buon appetito ^__^!!!