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Riso integrale per Salutiamoci

Per tutto il mese di ottobre, ospiterò Salutiamoci, un progetto di Bri, Roberta, Lo e Ravanello Curioso, un gioco che permette di sperimentare in cucina, facendo però attenzione alla propria salute.

Perchè il riso integrale?
E perchè scegliere di ospitare Salutiamoci proprio il mese di ottobre, il mese dedicato al riso integrale?
Perchè non credo di essere l’unica persona che, a un certo punto della propria vita, si è ritrovata costretta a ridurre drasticamente la quantità di ingredienti da poter consumare giornalmente.
E quando ti rendi conto che non c’è niente di grave dietro, quando capisci che lo stress si sta prendendo gioco di te, allora a un certo punto dici basta e decidi che la sperimentazione in cucina è l’unica soluzione per vincere la noia.
Rendendosi conto che si può mangiare bene anche consumando pochissimi ingredienti, possibilmente biologici o di produzione locale ^_^!
Se come me volete mettervi in gioco in cucina e decidete di partecipare a Salutiamoci, date prima un’occhiata alla tabella contenente la lista degli ingredienti che potete utilizzare e quelli vietati.
E ricordate sempre, sempre, sempre, ogni volta che vorrete partecipare, che Salutiamoci non è un contest.

LE REGOLE DEL GIOCO:
– Potete postare la vostra ricetta, linkando questo post e unendo il logo dell’iniziativa.
– Sarebbe bello avere solo ricette nuove, ma, se desiderate proporre una vecchia ricetta, vi chiediamo di rifare il post aggiungendo link e logo.
– Qui trovate la tabella degli ingredienti: ci sono quelli permessi, quelli permessi, ma non consigliati, quelli da evitare. Mi raccomando, controllatela prima di iniziare a cucinare e, se avete qualche dubbio su qualche ingrediente da usare, scrivetemi.
– Se non avete un blog potete inviarmi le vostre ricette a questo indirizzo: ponyochan7@gmail.com. Le pubblicherò a nome vostro.
– Salutiamoci è un progetto di BriRobertaLo e Ravanello Curioso.
– Qui trovate la pagina facebook di Salutiamoci, mentre qui c’è Twitter. Seguite il blog dedicato al progetto: sempre più ricco di articoli interessanti e consigli utili per un’alimentazione sana e vivace.
– Contattate me o le autrici del gioco tutte le volte che ne avrete bisogno ;)!

Ed ecco le vostre ricette:

ANTIPASTI:
Cialde croccanti di riso basmati integrale di Cuoca Mattarella
Crocchette di riso di Ravanello Curioso

PRIMI:
Riso venere con zucca al forno e pesto al pistacchio di Dealma Franceschetti
Risotto in verde con cipolla caramellata di Felicia
Risotto al kiwi e canapa di Felicia
Risotto con i topinambur di Felicia
Risotto all’ananas di Felicia
Coniglietto di riso integrale su un prato di broccoli di Cì
Riso integrale con spinaci e zucca di Francesca
Riso rosso con fagioli freschi di Cincia del Bosco
Riso rosso e cipolle, con mela renetta e curry di Cincia del Bosco
Riso rosso con erbe spontanee  di Cincia del Bosco
Riso e piselli di Cincia del Bosco
Riso con asparagi e cipollotti di Cincia del Bosco
Riso saltato e cime di luppolo di Cincia del Bosco
Onigiri di Luckynori
Arancini di riso a modo mio di Gata da plar
Riso integrale e verdure saltate con alga nori e timo di Lo
Riso integrale con verdure di Un’arbanella di basilico
Riso d’autunno di Broccolocarota
Lasagne di zucca di Felicia
Veg Maki integrali di La tana del riccio
Basmati integrale di La tana del riccio
Torrette di nori, riso e guacamole di La tana del riccio
Zuppetta di ceci e spinaci al curry con basmati integrale di La tana del riccio
Riso, lenticchie, zucca, broccoli di Cì
Risotto libera rapa di Redsheen
Tortino di riso, salmone e pera con vinaigrette al lime di Brii
Riso mix con dressing allo zenzero e peperoncino di Brii
Risotto con zafferano, datteri e cavolfiore di broccolocarota
Riso rosso integrale al pesto di shiso di parole vegetali
Riso integrale con castagne e verza di Luckynori
Cuori di riso rosso e verdure di Cì
Riso integrale con verdure autunnali di Stefania
Rotolini di riso integrale germinato di Acquaviva
Nido di fagiolini cinesi e riso di Cì
Torrette di riso nero e quinoa gialla di Greta

SECONDI:
Crespelle di riso fermentato di Felicia
Crespelle farcite di Felicia
Verdura kangkung con riso integrale di Broccolocarota
Cavolfiore gratinato con besciamella di riso integrale di Daria
Insalata autunnale di riso rosso e verdure di Cì
Insalata di riso rosso integrale con zucchine al limone di Deborah

ACCOMPAGNAMENTI:
Pane di riso integrale di Deborah
Pane sperimentale di Daria

DOLCI:
Cioccolata calda di Cì
Risolatte vegetale di Cì
Torta di mele in tazza di Ramona 

A presto spero ;)!


Tapiocando

Sole, caldo, 24°
E il ritorno della voglia di mangiare dei dessert freddi dalla mattina alla sera.
Una voglia che mi ha fatto trovare due minuti di tempo per provare la versione originale della ricetta che sto per proporvi, tratta dal solito libro e che spero di riuscire a pubblicare, prima o poi.
Per lo meno prima della fine dell’estate; e si, perchè ultimamente il blog si nutre di ricette archiviate, settimana dopo settimana.
Quindi per ora mi sa che vi toccherà sopportare la mia variante.
Una versione nata qualche settimana fa, dal desiderio di partecipare anche alla sfida sulle fragole di Salutiamoci.
E dalla curiosità verso le perle di tapioca, notate su vari blog e mai dimenticate, soprattutto dopo aver notato un’intrigante ricetta di Rosa.
Vi ho incuriosito abbastanza? ^__^





BUDINO DI TAPIOCA CON FRAGOLE E COMPOSTA DI MELE
ispirato alla ricetta “Sweet buttermilk risotto with apple compote“,
tratta da Small Plates and Sweet Treats,
e al Pudding di Tapioca al miele e lemon curd




COMPOSTA DI MELE
3 mele Granny Smith, Pink Lady o Renette medie, a fettine (io Renette)
1/4 tazza (60 ml) succo di mela non zuccherato (succo di mela al 100% non zuccherato q.b.)
2 cucchiai di succo di limone (solo qualche goccia, q.b.)
2 cucchiai di zucchero di canna (omesso)
1/2 stecca di vaniglia, semi inclusi
1 stecca di cannella
2 cucchiai di uvetta 
2 cucchiai di albicocche secche a pezzetti (omesso, non le avevo)
BUDINO DI TAPIOCA – *TAPIOTTO*
RISOTTO DOLCE AL LATTICELLO
4 1/2 tazze (1.125 L) di latte intero, o più, se necessario (latte di riso e mandorla non zuccherato)
1/4 tazza più 2 cucchiai (75 g) di zucchero di canna (omesso)
1 stecca di vaniglia
1 stecca di cannella (della composta)
1/4 cucchiaino di sale
30 g di burro (omesso)
150 g di riso Arborio (perle di Tapioca)
1 tazza (250 ml) di latticello all’1% di grassi o crème fraîche (omesso, ma potete aggiungere altro latte, se necessario)
pistacchi non salati, a pezzetti, per guarnire (omesso, non li avevo)
mandorle tritate per guarnire (mia variante)
fragole q.b. (mia variante)
succo di mela non zuccherato q.b. (mia variante)
qualche goccia di succo di limone, q.b. (mia variante)

Qualche ora prima, preparate la macedonia di fragole con il succo di mela e qualche goccia di limone.

Preparate la composta: 
cuocete gli ingredienti previsti e un po’ del succo delle fragole a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, per 10-20 minuti o fino a quando le mele non sono tenere ma non sfatte e i liquidi sono evaporati. Togliete il tegame dal fuoco. Rimuovete cannella e vaniglia. Conservate la cannella per il tapiotto.

Preparate il risotto *tapiotto*:
in un piccolo tegame, unite il latte, la vaniglia e i suoi semi, la cannella e il sale. Fate riscaldare a fiamma medio-alta, ma senza far bollire. Riducete la fiamma al minimo e mantenete il composto ottenuto tiepido mentre cuocete il risotto tapiotto.
In un tegame medio, aggiungete circa una tazza (125 ml) del composto di latte tiepido al riso alle perle di tapioca. Cuocete a fiamma medio-bassa, mescolando continuamente per 2 minuti, fino a quando il composto inizi ad addensarsi. Aggiungete 1/2 tazza il resto del latte e continuate a cuocere mescolando continuamente, fino a quando il riso risulta al dente le perle di tapioca sono pronte (iniziano cioè a diventare traslucide e risultano morbide) e tutto il liquido è stato assorbito. Saranno necessari circa 20-25 minuti; ma ammetto di non ricordare i tempi precisi, io vi consiglio quindi di seguire le indicazioni di Rosa; se i tempi non dovessero essere sufficienti, andate ad occhio.
Togliete il tegame dal fuoco. Otterrete un composto cremoso, che però si addenserà una volta freddo. Se dovesse essere necessario, aggiungete un altro po’ di latte.
Servite il risotto tapiotto in una ciotola o in un bicchiere (come ho fatto io…è più carino, no? E poi, Aran presenta così il risotto, quindi, perchè non fidarsi? ^__^). Aggiungete le fragole, aggiungete un altro po’ di perle di tapioca e terminate con la composta di mele e una spolverata di pistacchi mandorle tritate.
Conservate in frigo i bicchierini rimasti.

E con questa ricetta partecipo a Salutiamoci, che per il mese di maggio prevede le fragole.

Prima di dividere il tapiotto nei vari bicchieri, ne ho messo da parte un po’. Con il composto rimasto, ho seguito la ricetta originale; ho aggiunto, cioè, il latticello (tanto quanto basta, visto che ho ottenuto solo 3 bicchieri) e ho aggiunto un poco di zucchero di canna, tanto quanto basta.
Di seguito, quindi, trovate la ricetta originale proposta da Aran e che ho unito alle mie personali modifiche, visto che le perle di tapioca richiedono un metodo di preparazione leggermente diverso da quello del riso.

TAPIOTTO CON FRAGOLE, COMPOSTA DI MELE E LATTICELLO
ispirato alla ricetta “Sweet buttermilk risotto with apple compote

COMPOSTA DI MELE

3 mele Granny Smith, Pink Lady o Renette medie, a fettine (io Renette)
1/4 tazza (60 ml) di succo di mela non zuccherato (succo di mela al 100% non zuccherato q.b.)
2 cucchiai di succo di limone (solo qualche goccia, q.b.)
2 cucchiai di zucchero di canna (omesso)
1/2 stecca di vaniglia, inclusi i semi
1 stecca di cannella
2 cucchiai di uvetta 
2 cucchiai di albicocche secche a pezzetti (omesso, non le avevo)

BUDINO DI TAPIOCA AL LATTICELLO – *TAPIOTTO*
RISOTTO DOLCE AL LATTICELLO
4 1/2 tazze (1.125 litro) di latte intero, o più, se necessario (latte di riso e mandorla non zuccherato)
1/4 tazza più 2 cucchiai (75 g) zucchero di canna naturale (tanto quanto basta)
1 stecca di vaniglia
1 stecca di cannella (della composta)
1/4 cucchiaino di sale
1/4 stick (2 cucchiai o 30 g) di burro (omesso)
3/4 tazze (150 g) di riso Arborio (perle di Tapioca)
1 tazza (250 ml) di latticello all’1% di grassi o crème fraîche (latticello q.b.)
pistacchi non salati, a pezzetti, per guarnire (omesso, non li avevo)
mandorle tritate per guarnire (mia variante)

fragole q.b. (mia variante)
succo di mela non zuccherato q.b. (mia variante)
qualche goccia di succo di limone, q.b. (mia variante)
licci sciroppati q.b. (mia variante)

Qualche ora prima, preparate la macedonia di fragole con il succo di mela e qualche goccia di limone. Se volete, potete aggiungere tanto zucchero quanto basta, ma io non l’ho messo. Se le fragole sono dolci, è sufficiente il succo di mela.


Preparate la composta: 
cuocete gli ingredienti previsti e un po’ del succo della macedonia di fragole a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, per 10-20 minuti o fino a quando le mele non sono tenere ma non sfatte e i liquidi sono evaporati. Togliete il tegame dal fuoco. Rimuovete cannella e vaniglia. Conservate la cannella per il tapiotto.

Preparate il risotto *tapiotto*:
in un piccolo tegame, unite il latte, lo zucchero, la vaniglia e i suoi semi, la cannella e il sale. Fate riscaldare a fiamma medio-alta, ma senza far bollire. Riducete la fiamma al minimo e mantenete il composto ottenuto tiepido mentre cuocete il risotto tapiotto.
In un tegame medio, fate sciogliere il burro a fiamma media. Aggiungete il riso e fate cuocere per 1 minuto, fino a quando i due ingredienti saranno ben amalgamati.
Aggiungete circa una tazza (125 ml) del composto di latte tiepido al riso alle perle di tapioca. Mescolate continuamente per 2 minuti, fino a quando il composto inizi ad addensarsi. Aggiungete 1/2 tazza il resto del latte e continuate a cuocere mescolando continuamente. Quando il latte è stato assorbito, aggiungetene un altro po’. Continuate a cuocere il risotto tapiotto, mescolando costantemente, fino a quando il riso risulta al dente le perle di tapioca sono pronte (iniziano cioè a diventare traslucide e risultano morbide) e tutto il liquido è stato assorbito. Saranno necessari circa 20-25 minuti; ma ammetto di non ricordare i tempi precisi, io vi consiglio quindi di seguire le indicazioni di Rosa; se i tempi non dovessero essere sufficienti, andate ad occhio.
Togliete il tegame dal fuoco e aggiungete il latticello tanto quanto basta, nel mio caso). Otterrete così un composto cremoso, che però si addenserà una volta freddo. Se dovesse essere necessario, aggiungete un altro po’ di latte.
Servite il risotto tapiotto in una ciotola o in un bicchiere (come ho fatto io…è più carino, no? E poi, Aran presenta così il risotto, quindi, perchè non fidarsi? ^__^). Aggiungete le fragole, aggiungete un altro po’ di perle di tapioca e terminate con la composta di mele, una spolverata di pistacchi mandorle tritate e dei licci sciroppati (volendo, potreste usarli anche per la macedonia di fragole).
Conservate in frigo i bicchierini rimasti. Potete mangiare il risotto freddo o, come consiglia Aran, potete riscaldarlo a fiamma bassa; se necessario, aggiungete un altro po’ di latte.

A presto ;)!


Di lampascioni, cavoletti di bruxelles, zucca, carote e mandorle

Cosa c’è di meglio quando si è influenzati? Io di solito adoro le zuppe calde, anche in estate, come un bel piatto di pasta coi tenerumi.

E durante quest’influenza che gira in casa da più di una settimana ormai, ho pensato di variare un po’ e ho inserito nella dieta giornaliera una zuppa a base di lampascioni, cavoletti di bruxelles, zucca, carote e mandorle. E giusto un po’ di latte di cocco, tanto quanto basta per rendere leggermente cremosa questa zuppa.

ZUPPA DI LAMPASCIONI, ZUCCA, CAVOLETTI DI BRUXELLES, CAROTE E MANDORLE
vagamente ispirata alla ricetta della Crema di carote e mandorle alla salvia
tratta da Cucina Naturale di Aprile


Ingredienti per 4 persone:
700 g di carote (3 carote)
2-3 cipolle (1 porro, grande)
80 g di mandorle (1 pugno di mandorle o q.b.)
una decina di foglie di salvia (omesso)
3 cucchiai d’olio e.v. d’oliva
sale q.b.
noce moscata q.b.
5 lampascioni (mia variante)
5 cavoletti di bruxelles (mia variante)
400 g di zucca, a fettine sottili (mia variante)
mandorle tritate q.b. (mia variante)
erba cipollina essiccata q.b. (mia variante)
2 cipollotti piccoli (mia variante)
5-6 cucchiai di latte di cocco non zuccherato, o q.b. (mia variante)
1 foglia di alloro

Per i lampascioni, ho seguito il metodo di cottura indicato da Tinuccia. Ho eliminato le radici, li ho sbucciati, proprio come si fa con le cipolle, li ho lavati e ho fatto un taglio alla base. Li ho messi in ammollo, in acqua fredda per circa 24 ore, cambiando l’acqua frequentemente. Poi li ho sbollentati in acqua bollente per circa 20 minuti.
In un tegame, fate un soffritto con il porro e il cipollotto tagliati a fettine sottili, i lampascioni e le carote pelate e grattugiate. Aggiungete poi l’erba cipollina, la zucca tagliata a fettine sottili e i cavoletti di bruxelles, tagliati a pezzetti.
Versate un litro di acqua calda (aromatizzata con le parti verdi del porro e del cipollotto e da 1 foglia di alloro) e fate cuocere a fiamma alta.
Aggiungete fin da subito le mandorle e salate a piacere. Portate il tutto a bollore e fate sobbollire per 30 minuti a fiamma medio-bassa o fino a cottura. Poco prima di levare la pentola dal fuoco, aggiungete il latte di cocco.
Levate dal fuoco e frullate il tutto con un frullatore a immersione (o nel mixer, come ho fatto io). Distribuite la crema, aggiungete una spolverata di noce moscata, di erba cipollina e di mandorle tritate e un filo d’olio. Volendo, come ho fatto io, potete aggiungere per ogni piatto un cucchiaino di latte di cocco solidificato, cioè appena uscito dal frigo.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che questo mese prevede le mandorle.

A presto ;)!


Clafoutis alle mele, mandorle e cocco

Clafoutis is a classic French dessert, somewhere between a custard and a cake. Lots of eggs, milk, and a little bit of flour are the traditional ingredients. It is an easy recipe to convert using gluten-free flours, as it relies mostly on eggs and milk. I make many versions with seasonal fruits. I was browsing through the pages of Thomas Keller’s “The French Laundry Cookbook when I came across his candied apple ice cream. I am up for candied apple anything, and with those flavors in mind I created this clafoutis with brown butter and the intense flavor of reduce apple juice.
(da Small Plates and Sweet Treats)



CLAFOUTIS ALLE MELE, MANDORLE E COCCO

INGREDIENTI
515 ml di succo di mela al 100% e senza zucchero
30 g di burro bavarese
4 mele, circa 1 kg
140 g zucchero di canna
i semi di una bacca di vaniglia
3 uova biologiche
35 g di farina di mandorle
30 g di amido di tapioca (maizena)
1/2 cucchiaino di sale marino integrale del trapanese
185 ml di latte di cocco non zuccherato
prugne secche q.b. (mia variante)
uvetta q.b. (mia variante)
mandorle tritate q.b. (mia variante)

Conservate un cucchiaio di succo di mela.
Versate il succo rimanente in un tegame e fatelo cuocere a fiamma alta per 12 minuti, o fino a quando non si sarà ristretto; dovrete ottenerne così solo 1/2 tazza, cioè 125 ml. Fate raffreddare il succo di mela concentrato.
Preriscaldate il forno (il mio era ventilato) a 200°.

Tagliate le mele a fettine. In un tegame fate sciogliere il burro; non appena inizierà a dorarsi, dopo circa 3 minuti, aggiungete le mele (volendo anche l’uvetta, ma io l’ho messa prima di infornare il dolce), 3 cucchiai di zucchero, la metà dei semi di vaniglia e il cucchiaio di succo di mela messo da parte. Fate cuocere a fiamma media per circa 5-8 minuti, fino a quando le mele risulteranno morbide, senza però essere sfatte. Mettete da parte.
In una ciotola, montate le uova con i rimanenti 100 grammi di zucchero. Aggiungete quindi i semi di vaniglia rimasti, la farina di mandorle, l’amido di tapioca la maizena, il sale e mescolate. Unite quindi il latte di cocco e il succo di mela concentrato e mescolate.
Secondo la ricetta originale, a questo punto dovreste versare l’impasto nella tortiera e poi aggiungere le mele. Io invece ho agito impulsivamente, ricordandomi che nel clafoutis tradizionale prima si dispone la frutta sullo stampo imburrato e poi si versa la pastella. Aran invece consiglia di versare prima la pastella e poi di aggiungere la frutta. Il risultato finale non cambia, ma seguendo la versione di Aran il clafoutis è molto più carino, mentre il primo tentativo è parecchio brutto; buonissimo, ma bruttarello.
Aggiungete le prugne e decorate la torta con uvetta e mandorle tritate, tanto quanto basta.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 200° per 35-40 minuti o fino a quando il dolce risulterà cotto dopo aver fatto la prova dello stecchino. Servite il dolce freddo di frigo.
E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.
A presto ;)!

Finto risotto

Oggi non mi va di scrivere.
Oggi mi sento a lutto.
E avrei bisogno di un piatto confortante, proprio come questo finto risotto.
Oggi quindi niente chiacchiere, solo una ricetta, cercando di non pensare al possibile tracollo del paese.

FINTO RISOTTO

INGREDIENTI:
150 g di riso (per risotti e non)
un finocchio piuttosto grande (o 2 di medie dimensioni)
1 cipollotto piccolo
1 porro (metà della parte bianca)
curry q.b.
coriandolo in polvere q.b.
100 g di tofu al naturale
mandorle tritate q.b.
olio di oliva extravergine q.b.
sale (marino integrale, del trapanese, come sempre) q.b.

Tagliate il finocchio a pezzetti e cuocetelo a vapore.
Appena sarà tenero, fate scaldate l’olio in un tegame e fate appassire il cipollotto e il porro. Unite quindi il finocchio, il tofu a cubetti, mescolate e aggiungete le spezie e un po’ di mandorle tritate.
Mentre le verdure si cuociono, cuocete il riso.
Appena il condimento è pronto, mettetene da parte un po’ e frullate il resto con un po’ di olio e qualche cucchiaio di acqua di cottura del riso, tanto quanto basta.
Riscaldate nel tegame la crema ottenuta e mescolatela al riso.
Servite con il condimento messo da parte e con un po’ di mandorle tritatate.
Se l’idea del riso non dovesse piacervi, potete sostituirlo con la pasta, come consigliato nella ricetta originale.

Con questa ricetta, partecipo all’iniziativa Salutiamoci, che per febbraio prevede cipolle, cipollotti, porri, scalogno
A presto ;)!

Crema di mandorle e nocciole, al 100% e casalinga ^_^!

Se seguendo un blog iniziaste a conoscere le creme tratte dalla frutta oleaginosa e vi rendeste conto che possono essere riprodotte in casa, cosa fareste?
Beh, io ci ho provato ;), prendendo spunto dalle due ricette consigliate da Clea, quelle di Virginie e Pascale.
Ho recuperato gli ingredienti, ho tirato fuori il mixer e in meno di 2 ore era tutto pronto ^_^!
Secondo i consigli di Virginie e Pascale, sarebbe meglio non far surriscaldare il mixer e la frutta oleaginosa, facendo delle piccole pause, per evitare la perdita di parte delle sue proprietà nutritive.
Per la seconda crema, quella di nocciole, ho fatto un’unica tirata, senza pausa, per capire se il surriscaldamento potesse rovinare anche il sapore della frutta ridotta a crema: nessun problema ;)!
Quindi, a voi la scelta ;)!

CREMA DI MANDORLE, AL 100%
 ispirata a un’idea di Virginie e Pascale

INGREDIENTI
300 g di mandorle
un mixer
Fate asciugare la frutta in una padella, mescolando spesso, per qualche minuto, evitando che si bruci. Deve essere appena tostata. Levatela quindi dal fuoco e fatela arrivare a temperatura ambiente.
Nel mixer, a velocità media, riducete le mandorle quasi in polvere.
Fate riposare il tutto per almeno 10-15 minuti, per evitare il surriscaldamento di motore e frutta.
Azionate il mixer per altri 5-10 minuti. A questo punto, le mandorle in polvere inizieranno sempre più a compattarsi. Rispettando il riposo tra una fase e l’altra, vi accorgerete che l’impasto tende ad attaccarsi alle pareti. Riunitelo aiutandovi con una spatola. Frullate ancora.
Tra una fase e l’altra, se doveste avere l’impressione che la massa di mandorle non tende ad assumere le sembianze di una crema, non scoraggiatevi ;)! Tra una fase di riposo e l’altra, dopo 1 ora e mezza, 2 ore (dipende anche dal numero di pause effettuate) vi accorgerete che la massa pastosa di mandorle, continuando a frullare, si ridurrà in una massa cremosa, come in foto o come la crema di mandorle che si trova in commercio. Mi riferisco ovviamente alla crema di mandorle (con o senza pellicina) composta al 100% da mandorle, priva di altri ingredienti e reperibile nelle botteghe biologiche.
Una crema deliziosa su una fetta di pane, tostato o no, magari anche casalingo, oppure da utilizzare per…beh, ve lo dirò presto ;)!
Con la ricetta della crema di mandorle, partecipo all’iniziativa Salutiamoci, che per febbraio prevede le mandorle.
CREMA DI NOCCIOLE, AL 100%
 ispirata a un’idea di Virginie e Pascale

INGREDIENTI
300 g di nocciole
un mixer
Fate asciugare la frutta in una padella, mescolando spesso, per qualche minuto, evitando che si bruci. Deve essere appena tostata. Levatela quindi dal fuoco e fatela arrivare a temperatura ambiente.
Nel mixer, a velocità alta, riducete le nocciole quasi in polvere.
Fate riposare il tutto per almeno 10-15 minuti, per evitare il surriscaldamento di motore e frutta.
Azionate il mixer per altri 5-10 minuti. A questo punto, le nocciole in polvere inizieranno sempre più a compattarsi. Vi accorgerete che l’impasto tende ad attaccarsi alle pareti. Riunitelo aiutandovi con una spatola. Frullate ancora.
Tra una fase e l’altra, con le pause necessarie per staccare l’impasto dalle pareti, se doveste avere l’impressione che la massa di nocciole non tende ad assumere le sembianze di una crema, non scoraggiatevi ;)! Tra una fase di riposo e l’altra, dopo circa 45 minuti o 1 ora (dipende anche dal numero di pause effettuate) vi accorgerete che la massa pastosa di nocciole, continuando a frullare, si ridurrà in una massa cremosa, come in foto o come la crema di nocciole che si trova in commercio. Mi riferisco ovviamente alla crema di nocciole composta al 100% da questa frutta oleaginosa, priva di altri ingredienti e reperibile nelle botteghe biologiche.
Una crema deliziosa su una fetta di pane, tostato o no, magari anche casalingo, oppure da utilizzare per…beh, ve lo dirò presto ;)!

Cioccolatando

Se come me siete stufi marci di dolci complicati, magari perchè le feste vi hanno nauseato (almeno questo è quello che sto passando io, che sto pensando che forse l’influenza-quasi-gastroenterite di questi giorni sia la solita conseguenza annuale delle abbuffate natalizie ^^”), probabilmente gradirete un dolcetto “senza“.
Perchè senza? Perchè questa mousse non contiene uova, né burro, né panna, ma è al tempo stesso di una bontà e di una leggerezza (parlo per il gusto, anche se in effetti le calorie non sono molte) uniche, provare per credere ^_^!
In più, potrei dire che vi sto proponendo una sorta di non-ricetta, facile, facile, perchè si prepara con solo 3 ingredienti: cioccolato fondente, tofu vellutato e un po’ di latte vegetale.
Dove trovate il tofu vellutato? Nei negozi biologici ;)! E mi raccomando, non sostituite il tofu vellutato con quello compatto, altrimenti non otterrete un dessert cremoso ;)!

MOUSSE AL CIOCCOLATO “SENZA”
ispirata alla ricetta di Clea

Aggiornamento del 2/6/2013: ho fatto questa deliziosa mousse (perfetta anche per la colazione, spalmata su una fetta di pane) diverse volte d’inverno e ho usato sia lo sbattitore elettrico sia la frusta della planetaria, che sostituiscono alla grande il minipimer, ovviamente ^_^!

INGREDIENTI (tra parentesi, le mie modifiche ;)):

400 g di tofu vellutato (275 g)
200 g di cioccolato per dolci di ottima qualità, al 70% di cacao (200 g di cioccolato fondente, un miscuglio tra 50% e 70%, ovviamente buono)
un po’ di latte di soia (latte di riso)
olio essenziale d’arancia o scorza grattugiata di arancia non trattata (scorza grattugiata di arancia non trattata)

In un pentolino, fate fondere il cioccolato con un po’ di latte di riso. Appena si è sciolto, levate il pentolino dal fuoco e aggiungete il tofu vellutato e la scorza d’arancia grattugiata.
Se come me non avete il minipimer e non volete sporcare il mixer, mescolate la crema con la frusta, fino ad ottenere una consistenza abbastanza omogenea. 

Se invece volete ottenere un risultato visivamente perfetto (come questo), utilizzate il minipimer o il mixer o la frusta della planetaria. Se non doveste avere né l’uno né l’altro né l’altro ancora, le fruste elettriche sono perfette ;)!
Versate nei vasetti di vetro trasparente; appena la mousse sarà a temperatura ambiente, conservate in frigo.
Non vi preoccupate se la mousse dovesse risultare liquida, è normale; il riposo in frigo la farà addensare, proprio come consiglia Clea.
Sarebbe meglio preparare questo dessert il giorno primo per la sera del giorno successivo. Infatti, più riposa in frigo, più sarà buona.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

In due vasetti (io ne ho ottenuto 5), una volta addensata, sopra lo strato di mousse ho aggiunto della crema preparata mescolando un po’ di quark mescolato con la confettura di melagrana homemade. Se l’idea non vi piace, lasciate la mousse al naturale, oppure aggiungete il mix che preferite.

E con questa ricetta, partecipo alla raccolta di Dauly sulla cucina del riciclo

A presto ;)!


“Burger” di gazpacho, zucchine e pinoli

Ecco a cosa mi serviva il gazpacho: per riprodurre in casa un’altra ricetta di Clea, un burger vegetariano/vegano in cui il pomodoro sostituisce divinamente i due strati di pane, soprattutto se accompagnato da un contorno di zucchine, tofu e pinoli e da qualche fetta di pane preparato con farina di tumminia (ma se non lo trovate, va benissimo del pane integrale o del pane di segale o il comunissimo pane bianco ;)).
Se vi dico che, nonostante sia una ricetta tipicamente estiva, è un burger perfetto per questi giorni di inizio ottobre, vi rendete conto quanto siamo lontani dall’autunno qui a Palermo? Quasi quasi, il prossimo anno cambio città 😛

“BURGER” DI GAZPACHO, ZUCCHINE E PINOLI
ispirato a “Burgers de tomates, courgettes et pignons”
da “Agar-agar

Aggiornamento del 2/06/2013: quando ho fatto questa ricetta non avevo ancora idea di cosa fosse il tofu vellutato, scoperto solo poco dopo aver proposto questo piatto, a furia di vedere questo tipo di tofu in vari blog vegetariani, tra cui quello di Clea. Con questo non voglio dire che il tofu compatto al naturale non stia bene in questa ricetta, ma solo che ora come ora sarei curiosa di provare l’effetto cremoso creato dal tofu vellutato ^_^!
INGREDIENTI per 4 persone:
350 ml di passata di pomodoro al basilico (350 ml di gazpacho homemade)
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
1 zucchina piccola (2 zucchine)
150 g di tofu vellutato (almeno 200 g di tofu al naturale; altrimenti tofu q.b.)
3 cucchiai di crema di basilico (omesso)
1 cucchiaio di Gomasio (sale q.b.)
1 manciata di pinoli
150 ml di acqua
In una pentola mischiate il gazpacho con 150 ml di acqua e l’agar-agar. Portate a ebollizione e fate bollire per 30 secondi. Quindi, versate il tutto in stampi circolari per crostatine (io non ho stampi per questo tipo di gelatine 🙁 e ho usato dei bicchieri di vetro; l’importante, per qualsiasi tipo di stampo, è di bagnarlo con acqua poco prima di versare la futura gelatina, come consiglia Clea). Fate raffreddare; quindi conservate in frigorifero per circa 1 ora.
Lavate e tagliate finemente le zucchine. Unitele al tofu tagliato a dadini e ai pinoli e salate a piacere; una volta cotte le zucchine, mettete da parte.
Sformate la gelatina di gazpacho. Su ogni piatto, poggiare una striscia di gelatina, che ricoprirete col miscuglio zucchine-tofu-pinoli. Ricoprite con un altro strato di gelatina e decorate sempre con lo stesso miscuglio (oppure, come suggerito da Clea, con qualche fettina sottile di zucchina e qualche pinolo). Servire immediatamente (io invece l’ho mangiato freddo, perchè così il gazpacho è ancora più buono ^_^).

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che a giugno prevede il tofu

A presto ;)!


Tra libri speciali e mine vaganti ^_^!

Un libro speciale finalmente è stato pubblicato, YATTAAA ^__^!!!
Mi riferisco ad “i-Kitchen“, la meravigliosa raccolta di ricette a cui ho partecipato a novembre insieme ad altre 239 persone.

Contribuendo, quindi, a un emozionante filo di solidarietà per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver, devastata dalla tremenda alluvione che il 25 ottobre ha colpito la Liguria e la Lunigiana.
Emozionante perchè il filo per i bambini di Rocchetta Vara, ideato dall’intraprendente foodblogger Patrizia, mi ha fatto capire solo da poco che internet, se si vuole, può diventare uno strumento potente e fenomenale ^__^!
Uno strumento che si rivela potente soprattutto se riesce a mettere in contatto persone provenienti da tutta l’Italia e da vari paesi del mondo.
Del tentativo di rinascita della Gulliver se ne parla anche sul Secolo XIX.
Alcune foodblogger, poi, sfruttano pure Facebook per organizzare un altro mercatino il 29 aprile, a Milano, sui Navigli.
Se siete interessati e abitate a Milano e dintorni, perchè quella domenica non vi recate sul ponte del naviglio grande (Ripa di Porta Ticinese, fronte Darsena)?
Troverete il banchetto dove Patrizia e altre foodbloggers venderanno il libro.
Com’è già successo a dicembre, il ricavato della vendita verrà interamente devoluto alla Cooperativa sociale Gulliver…quindi, accorrete numerosi ^_^!

Aspettando il mercatino potete continuare a seguire Patrizia grazie al suo nuovo contest.
 

Lo so che ad alcuni di voi avevo detto che non riesco più a trovare il tempo necessario per partecipare ai contest (peddooonooo ^^”’!), ma da brava bento-addicted ed ammiratrice del Giappone e della sua splendida cultura (da una vita, ormai XD!) non riesco a rinunciare a questa grandiosa raccolta dedicata al pranzo fuori casa.
Soprattutto visto che per me il bento è sinonimo di primavera ed estate.
E con l’aria che diventa sempre più calda, ho voglia soprattutto di pasti freschi, sfiziosi e pieni di colori.
Non a caso di solito inizio a tirare fuori le mie due lunch box (una è identica a questa scatolina rosa, che ho da un bel po’ ^_^!) proprio in questo periodo; anche perchè, col passare dei giorni, aumenta sempre più la voglia di recarsi in un luogo pacifico, magari una riserva (Agave è più brava di me nella descrizione :D!) dove poter staccare la spina per un po’…in fondo l’estate è vicina :D!

Libero, quindi, le scatoline dalla polvere tipicamente invernale e ricomincio a sperimentare ^__^!

BENTO PRIMAVERILE E COLORATO
E ricomincio a sperimentare traendo parzialmente ispirazione dalla ricetta “Tartara di finocchio e feta con tzaziki di carota” vista sul numero di marzo di Cucina naturale.
Un piatto che io ho modificato aggiungendo il tofu, le barbabietole e le loro foglie, il sesamo e i semi di girasole (per fare le carote al sesamo assaggiate per la prima volta nella Cucina di Giuditta).
INGREDIENTI PER 4-5 PERSONE
Per il primo livello:
200 g di tofu al naturale
2 barbabietole
2 mazzetti di foglie di barbabietola
4-5 carote
semi di girasole q.b.
sesamo q.b.
3 cucchiaini di salsa di soia
olio EVO q.b.
aceto di mele q.b.

Cucinate le barbabietole a vapore, dopo averle sbucciate e tagliate a pezzetti. Una volta cotte, unitele al tofu a pezzetti, olio q.b., 1 cucchiaino di salsa di soia e un goccio di aceto di mele. Fate marinare tofu e barbabietole per almeno 5-6 ore.
Poi cuocete a vapore le carote, fino a quando risulteranno croccanti. Fatele scolare e saltatele quindi in padella con 2 cucchiaini di salsa di soia, il sesamo e i semi di girasole.
Dopo aver fatto bollire dell’acqua (a cui avrete aggiunto – a freddo – 1 cucchiaio di aceto di mele), sbollentate le foglie di barbabietole. Fatele scolare.
Disponete nel bento il tofu con le barbabietole; sul fondo le foglie di barbabietola e poi le carote al sesamo e semi di girasole. Decorate, infine, con un po’ di sesamo e con una rondella tagliata dalla base del mazzetto di foglie di barbabietola ;)!

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

Come accompagnamento, inoltre, ho preparato del pane all’avena.
Al secondo livello del bento, invece, ho inserito un po’ di macedonia al limoncello ^__^!

Per il secondo livello:
2 mele
2 arance
1 grosso cedro
limoncello q.b.
zucchero q.b.
succo di limone q.b.

Preparate una macedonia unendo la frutta a pezzetti al succo di limone, lo zucchero e il limoncello.


Per il pane sofficioso all’avena:


l’ho preparato una settimana fa seguendo la ricetta dei panini all’avena e una parte l’ho surgelato.
Per questa variante, ho sostituito la farina 0 con la stessa quantità di farina 00.
Inoltre, non ho ho utilizzato i fiocchi d’avena.

E con questo bento partecipo al contest organizzato da Patrizia, Oggi pranzo fuori, per la categoria Pranzo fuori ;)!
A presto ;)!
E buon weekend ^__^!

Sperimentando

Insalat di grano Kamut by Satsuki010

Sperimentare è la parola chiave di quest’anno. Per sperimentare nuove ricette, spesso mi sono ritrovata a zonzo per la rete, a seguire programmi di cucina e ad essere immersa nel mondo dei foodblogger. Ed è così che ho conosciuto delle persone meravigliose, come Marzia.
Poi ci sono quei giorni in cui ci si ricorda di avere in dispensa (ma succede anche a voi di dimenticare i prodotti comprati? O son rincitrullita parecchio? :P) una confezione di grano Kamut, che (cito) “è un cereale antichissimo, coltivato in Egitto ed in Mesopotamia più di 5000 anni fa“. I chicchi di questo tipo di grano, poi, possono essere utilizzati al posto del riso per preparare delle insalate fresche e nutrienti. Beh, che dire, aggiudicato, vada per l’insalata ^_^!

INSALATA DI GRANO KAMUT
INGREDIENTI:
300g di Grano integrale Kamut
250g di Tofu marinato
Cetriolo q.b.
Pomodoro San Marzano q.b.
3 peperoni
Capperi sotto sale (una manciata)*
Fagiolini q.b.
Basilico q.b.
1 mazzetto di basilico greco
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
3 cucchiai di aceto balsamico di Modena bio e senza zuccheri
sale q.b.

*i capperi li fa mia madre in casa, da una vita ormai, e utilizza sale marino integrale

Per il tofu marinato, mescolate il tofu al naturale tagliato a cubetti con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, 2 cucchiai di aceto balsamico e un pomodoro tagliato a cubetti. Conservate in frigo per una notte.
Per il grano kamut, seguite le indicazioni riportate sulla confezione: “mettere a bagno il grano per una notte. Cuocerlo poi coperto d’acqua (3 volumi per ogni volume di cereale) per circa 1 ora“. Una volta cotto, fatelo raffreddare. Nel frattempo, cuocete i fagiolini a vapore e arrostite i peperoni sulla piastra. Una volta cotti, tagliate a pezzetti i peperoni e i fagiolini e uniteli al pomodoro tagliato a cubetti, al cetriolo a fettine, ai capperi, al basilico, al tofu marinato e all’emulsione e al pomodoro utilizzati per la marinatura del tofu. Mescolate il tutto con un cucchiaio di aceto balsamico e con uno di olio extravergine d’oliva e salate a piacere.

E con questa ricetta partecipo al gioco Salutiamoci, che per il mese di giugno prevede il tofu.

e alla raccolta di Sonia

Buon appetito ^_^!