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Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta

Most families have a sweet treat or dessert than can always be found on the kitchen counter.
(da *Small Plates and Sweet Treats*, di Aran Goyoaga)

Torta rovesciata alle mele, litchi e uvetta
ispirata alla ricetta “Apple, yogurt & olive oil upside-down cake
tratta da *Small Plates and Sweet Treats*



INGREDIENTI:
3 mele Pink Lady o altre mele croccanti a piacere (io mele verdi, un po’ asprigne, come piacciono a me)
30 g di burro non salato (io burro bavarese)
130 g di zucchero di canna 
semi di 1 stecca di vaniglia
105 g di farina di riso integrale finissima (farina di riso finissima)
35 g di farina di mandorle (40 g di farina di mandorle)
40 g di fecola di patate
35 g di farina di miglio (30 g di farina di miglio autoprodotta)
2 cucchiai di amido di tapioca (maizena)
1 cucchiaio di lievito (polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di sale
3 uova (2 uova e 2 albumi)
100 g di zucchero muscovado o light brown sugar (zucchero di canna)
125 ml di yogurt intero al naturale (250 ml di latticello)
125 ml di olio d’oliva (100 ml)
litchi sciroppati q.b. (mia variante)
uvetta q.b. (mia variante)

Preriscaldate il forno a 180°.
Oliate leggermente uno stampo a cerniera da 26 cm e ricoprite i lati e il fondo con carta forno.
Tagliate le mele in quarti. Riscaldate il burro, 2 cucchiai di zucchero di canna e la stecca di vaniglia (conservate i semi per l’impasto) in un tegame grande a fiamma media, fino a quando il burro si sarà sciolto. Aggiungete le mele a fettine e fate cuocere per 7 minuti o fino a quando le mele sono tenere, senza che risultino sfatte. Lo zucchero non deve caramellarsi. Lasciate raffreddare le mele per 15 minuti.
Sistemate le mele sul fondo dello stampo.
In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi.
In un’altra ciotola, mescolate le uova, lo zucchero di canna rimasto, lo zucchero muscovado, lo yogurt, l’olio e i semi di vaniglia.
Versate gli ingredienti umidi su quelli secchi e mescolate. Versate l’impasto nello stampo.
Fate cuocere per 45 minuti-1 ora o fino a quando la torta non risulti cotta, dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Fate raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti. Ruotate lo stampo con cautela, aprite la cerniera dello stampo e fate raffreddare il dolce su una gratella.
Conservate la torta in frigo, avvolta con pellicola trasparente, fino a 3 giorni. Oppure potete conservarla in freezer, fino ad un mese.

E con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

e al contest E’ senza? E’ buono!

A presto ;)!


Torta alle mele sofficissima

C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici bisogna assolutamente utilizzare la farina 00.
C’è chi dice che per ottenere dei dolci soffici sarebbe meglio unire alla farina 00 un’elevata quantità di zucchero.
Lo zucchero non mi ha fregata, visto che non amo i dolci particolarmente stucchevoli e dato che noto, ogni volta che li mangio, che lo zucchero tenda a coprire gli altri sapori (sempre se ce ne siano, visto che zucchero bianco e 00 non apportano alcun sapore, non sanno di niente, per me) se utilizzato in grosse quantità.
Mi sono fatta invece abbindolare dalla leggenda metropolitana sulla farina 00 e ci ho provato, pensando che la colpa del risultato mediocremente morbido dipendesse dall’uso della farina di tipo 2.
Peccato che i muffin con la farina 2 fossero buonissimi, mentre quelli con la farina 00 avessero un gusto alquanto mediocre.
Questo non vuol dire che abbia bandito la 00, visto che la uso ormai per la pasta frolla o per tagliare farine meno raffinate.
Insomma, morale della favola, tanto per non continuare ad annoiarvi con le mie chiacchiere, adesso, grazie all’esperimento di Stella, mi son passati i dubbi sulla farina semi-integrale ^_^!
E con questa intrigante idea di Stella e Ady, ho fatto tre prove. La prima è identica alla versione di Stella; la seconda contiene una parte di farina semi-integrale e varie parti di farine naturalmente senza glutine; la terza sarebbe identica alla prima versione, se non fosse per l’uso del Rooibos al caramello e della marmellata, che sostituiscono l’acqua naturale e le mele. Tutte riuscitissime ^__^!

TORTA ALLE MELE, ACQUA E SEMINTEGRALE
INGREDIENTI
2 uova intere
150 g di zucchero muscobado (zucchero di canna)
160 ml di acqua
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (2 mele golden)

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, la cannella e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da 26 centimetri imburrato e ricoperto di carta forno. 
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Troppo carino questo effetto ^_^!
Sotto invece trovate gli altri due esperimenti, che per me son davvero buoni.  


TORTA DI MELE, MANDORLE, MAIS, MIGLIO E SEMINTEGRALE
ispirata alla ricetta di Stella di Sale

INGREDIENTI
3 uova
150 ml acqua
100 ml olio
50 g di farina di mais fioretto
70 g di farina di tipo 2, cioè semi-integrale
50 g di farina di mandorle
60 g di farina di miglio autoprodotta (miglio macinato in un macinacaffè)
20 g di fecola di patate
2 cucchiaini di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)
1 mela golden
1 bustina di polvere lievitante biologica per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e l’acqua e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo da plumcake ricoperto di carta forno.
Inserite le mele tagliate a fettine nell’impasto e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 30-40 minuti, o fino a quando la torta non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; mi sa che dipenda anche dalla semi-integrale. Dalla foto, poi, non si direbbe, ma è morbidissimo ;)!

MUFFIN AL ROOIBOS, MARMELLATA E SEMI-INTEGRALE

Se non trovate il Rooibos al caramello, va benissimo anche quello al naturale o aromatizzato all’arancia e cannella, che si trovano facilmente nei negozi biologici ed equosolidali. Se non trovate il Rooibos o non vi va di usarlo, potete tranquillamente sostituirlo con qualsiasi tipo di tè o infuso che preferite.

INGREDIENTI:
2 uova intere

150 g di zucchero muscobado (100 g di zucchero di canna)
160 ml di acqua (Rooibos al caramello)
90 ml di olio extravergine d’oliva
250 g di farina di tipo 2
1 bustina di cremor tartaro (cioè polvere lievitante biologica per dolci)
1/2 cucchiaino di bicarbonato (mia variante)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere (2 cucchiaini)
un pizzico di sale
2 mele renette (omesso)
1 pizzico di chiodi garofano (mia variante)
zenzero grattugiato al momento q.b. (circa 1 cucchiaino)

6 cucchiaini di marmellata di uva spina (mia variante)

6 cucchiaini di marmellata di lamponi (mia variante)

Preparate il Rooibos mettendone in infusione una bustina in 160 ml di acqua (di solito sono necessari 5-8 minuti; comunque controllate sulla confezione). Quindi fate raffreddare.
Montate le uova con lo zucchero. Aggiungete l’olio e il Rooibos a temperatura ambiente e mescolate ancora con le fruste elettriche.
In una ciotola, setacciate la farina, il bicarbonato e il lievito, poi mescolateli con il sale, le spezie e il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche.
Versate l’impasto in uno stampo per muffin (io ho usato due ramequin e due stampi in silicone da 6 e in uno stampo son rimasti due “posti” vuoti).
Inserite un cucchiaino di marmellata in ogni muffin e fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 20-30 minuti, o fino a quando i muffin non risulti cotta dopo aver fatto la prova dello stecchino. Non ho usato lo zucchero muscobado come ha fatto Stella, ma la torta è diventata scura lo stesso; credo dipenda anche dalla farina semi-integrale.

A presto ;)!


Speculoos

Avevo già parlato degli Speculoos, i biscotti speziati che in Belgio si regalano tradizionalmente ai bambini il 6 dicembre, per San Nicola. Sembra poi che siano dei biscotti invernali tipici del nord Europa e molto probabilmente è così, altrimenti non mi spiego come mai a Brema accompagnano tradizionalmente il vino caldo speziato. Pensavo, poi, di averli conosciuti lì, a Brema…beh, invece mi sbagliavo. Solo dopo una miriade di visite in foodblog francesi e belgi ho capito che i piccoli Lotus che accompagnavano l’espresso sia a Lille che a Bruxelles durante l’Erasmus non erano altro che degli speculoos…aaah, la vita da studente, credo che a volte rincretinisca un po’ troppo, per lo meno la sottoscritta :P! E visto che a Lille mi dissero, due giorni dopo il mio arrivo, che potevo visitare il Belgio prendendo un semplice autobus (da palermitana che si sente perennemente isolata dal mondo, pensavo m’avessero preso in giro…e invece…^^”), non potevo non far partire l’avventura *speculoos* rendendo omaggio a una rubrica piena di ricette Ch’ti, perchè non smette di farmi ricordare questa splendida regione del nord della Francia, il Nord-Pas de Calais.

SPECULOOS
ispirati a una ricetta di Amuses Bouche
Visto che dopo il primo esperimento di domenica scorsa e la seconda infornata di ieri, mio fratello non la smette di farmi i complimenti e di dirmi che non sono puzzolenti come quelli presi da Naturasì, vi lascio la ricetta originale in corsivo, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche ;)!
Come vi dicevo, il burro bavarese lo trovate sia da Auchan che da Naturasì.

INGREDIENTI:
600 g di farina (500 g di farina 00)
100 g di farina di riso (mia variante)
360 g di cassonade (200 g di zucchero bianco + 160 g di zucchero di canna, non ne avevo abbastanza)
120 g di burro (180 g di burro bavarese freddo)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (2 cucchiai di cannella)
1/2 cucchiaino da caffè di un mix di 4 spezie (omesso, non lo avevo)
1/2 bustina di lievito per dolci (1 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato)
8 cl d’acqua (acqua fredda q.b.)
50 ml di latte di kefir (mia variante)
5 tuorli (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)

E solo una mia critica: per ottenere un risultato identico all’originale almeno al 90%, è necessaria la miscela di spezie per speculoos, come consigliato nella ricetta originale. Devo provare a cercarla!

Nella planetaria, con la frusta a foglia in acciaio, lavorate la farina con il burro freddo tagliato a pezzetti. Appena si saranno formate delle briciole, aggiungete gli altri ingredienti e lavorate il tutto velocemente. Quindi, trasferite l’impasto su un ripiano infarinato ed effettuate il fraisage: con il carpo della mano (una delle parti più fredde, se ci fate caso, anche dando un’occhiata al video), “spalmate” un pezzo di impasto alla volta verso l’esterno, per miscelare al massimo burro e farina, proprio come consigliato nel libro. Ricoprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per almeno 2 ore.
Stendete l’impasto su un ripiano infarinato e datevi la forma desiderata. I biscotti devono essere spessi almeno 5 mm (larghi 1 cm e lunghi circa 5 cm; ma non siete obbligati).  Potete decorarli con le mandorle, come consigliato nella ricetta originale; io però non l’ho fatto.
Fate cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 15-20 minuti o fino a quando inizieranno a scurirsi.
Una tazza di tè nero è l’accompagnamento ideale, oltre al vino caldo speziato e natalizio ^_^!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.


Muffin allo zenzero, kefir e cioccolato

Un po’ di settimane fa, ho visto la ricetta del Plum-cake allo zenzero e ho iniziato a mettermi all’opera.
Aperto il frigo, mi è caduto l’occhio su una stecca di cioccolato fondente.
L’accostamento zenzero-cioccolato potrebbe andare bene?
Sul web, ho notato una ricetta del blog Il pranzo di Babette.
Mai scelta fu più giusta, questa combinazione è davvero azzeccata *O*! Se poi aggiungete del latte di Kefir, avrete dei muffin morbidi, quasi quanto quelli preparati col latticello. Ve l’avevo detto? Ah si, ve l’avevo già detto ^__^!

MUFFIN ALLO ZENZERO, KEFIR E CIOCCOLATO

ispirati al “Plum-cake allo zenzero
INGREDIENTI per circa 12 muffin:
100 g di burro o margarina (80 ml di olio EVO)
100 g di zucchero
1 uovo
un vasetto di miele di 250 g (omesso)
250 g di farina (180 g di farina 00 + 70 g di farina di riso)
un cucchiaino e mezzo di lievito in polvere (3 cucchiaini di polvere lievitante biologica per dolci; voi però seguite la ricetta originale)
un cucchiaino di cannella in polvere (omesso)
un cucchiaino di zenzero in polvere (3 cucchiaini rasi di zenzero grattugiato)
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano macinati 
una buona presa di sale
un bicchiere scarso di acqua calda (omesso)
burro o margarina per ungere (omesso)
300 ml di latte di kefir (mia variante)
cioccolato fondente q.b. (mia variante)

Consiglio personale: dopo i buchi creati dai 3 cucchiaini di lievito, secondo me è meglio seguire la dose della ricetta originale.
Nota personale: dopo l’assaggio, il secondo esperimento e i consigli di Stefania, forse sarebbe stato meglio mischiare la farina di riso con la maizena, oppure avrei dovuto aumentare la quantità di latte di kefir. Li devo rifare, però, perchè erano troppo buoni ^_^!

Sbattete a crema in una terrina il burro o la margarina e incorporatevi pian piano lo zucchero e l’uovo. Aggiungetevi il miele, la farina mescolata in precedenza con il lievito in polvere, le spezie, il sale e l’acqua calda, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea. Ungete con burro o margarina uno stampo a cassetta, ponetevi dentro la pasta e adagitelo sul ripiano di mezzo del forno già caldo. Fate cuocere il plum-cake per un’ora a 200°, poi sfornatelo e capovolgetelo su una gratella. Lasciatelo quindi raffreddare bene, tagliatelo a fette e disponetele su un piatto da dolci.

In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi. Nel mixer (o in un’altra ciotola), mescolate gli ingredienti umidi. Unite quindi gli ingredienti secchi nel mixer, mescolate e versate l’impasto nello stampo per muffin (o, se preferite, nello stampo per plumcake), che io ho ricoperto con pirottini colorati. Questa però è la la prima ed ultima volta che li compro, perchè una volta che i muffin sono cotti, il colore dei pirottini risulta sbiadito e ho dovuto quindi utilizzarne degli altri (ho esagerato apposta :P) per farli notare in foto.
Aggiungete all’impasto i pezzettini di cioccolato fondente.
Fate cuocere i muffin in forno caldo e ventilato a 180° per 30-35 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino, prima di sfornarli.
Un tè nero e la colazione/merenda è pronta ^_^

A presto 😉


Budino al Rooibos e Kefir…perchè prevenire è importante ^_^!

Foto di Ornella
Riaggiorno il post, visto che per la prima volta in tre anni (ehssì, perchè, se si considera anche il vecchio indirizzo, bisogna ammettere che anche il blog inizia ad invecchiare XD) riesco a partecipare al mese della prevenzione del tumore al seno.
Quindi, non fate come una collega di mamma che dopo alcuni anni non ne voleva più sapere di continuare i controlli di prevenzione; non abbiamo mai capito il motivo di questa decisione, neanche quando ha scoperto (per fortuna in tempo) di avere un tumore al seno. 
Dovremmo saperlo tutti che in ambito sanitario prevenire è meglio che curare, no?
E per portare avanti il programma di prevenzione, posso offrirvi un budino, salutare ma al tempo stesso sfizioso?
Casomai pensaste che gli aggettivi salutare e sfizioso non vadano d’accordo, beh, leggete la ricetta con attenzione, soprattutto se vi piace il Chai.

Il colore di questo budino è involontariamente identico a quello della ricetta originale di Clea, cioè un budino vegano ispirato al Chai, il tè nero indiano con spezie e latte.
E senza aver mai assaggiato prima il Chai, ho stravolto la ricetta, sostituendo il tè Darjeeling con l’infuso di Rooibos aromatizzato con arancia e cannella, mentre il latte di Kefir ha preso il posto del latte (qui di soia, però).
Lo so, sembra pura follia stravolgere una ricetta senza nemmeno conoscerla, ma da un po’ di tempo mi frullava in testa l’idea di fare una crema o un budino con l’amico Agar e aromatizzato al Rooibos e quando ho visto questa ricetta ho pensato che facesse proprio al caso mio ^_^! Ma prometto che rimedierò e che proverò prima o poi questo tè nero speziato 😀

BUDINO CON ROOIBOS ALL’ARANCIA E CANNELLA
E CON LATTE DI KEFIR
ispirato a “Flan au thé et aux épices tchaï
da “Agar-agar” 

INGREDIENTI per 4 vasetti da 125 g:
3 bacche di cardamomo (omesso)
3 chiodi di garofano (omesso)
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere (omesso)
1 pizzico di zenzero in polvere
2 g di agar-agar (cioè 1 cucchiaino da caffè)
3 bustine di tè Darjeeling (infuso di Rooibois alla cannella e arancia sfuso q.b.; altrimenti 3 bustine)
70 g di zucchero di canna (la prossima volta ne userò solo 30 g)
250 ml di latte di soia (300 ml di latte di kefir)
50 ml di panna di soia (omessa)
qualche cucchiaio di chantilly vegetale di soia (omessa)
1 cucchiaio di cannella in polvere per decorare (omessa)

Preparate le spezie: aprite e grattugiate i baccelli di cardamomo, che unirete ai chiodi di garofano, alla cannella e allo zenzero.
Come spezie, io ho aggiunto solo lo zenzero grattugiato al momento; infatti, nella confezione che ho a casa le foglie di Rooibos sono mescolate con cannella in pezzi, chiodi di garofano in pezzi, scorze e olio essenziale d’arancia…e credo che basti così ^_^!
Mescolate l’agar-agar con 250 ml di acqua in un pentolino. Appena l’acqua bolle, abbassare la fiamma e aggiungere il filtro con l’infuso di Rooibos (o una bustina) mescolato allo zenzero grattugiato (se invece seguite la ricetta originale, dovete aggiungere la bustina di tè insieme alle spezie; se invece usate il tè sfuso, basterà mescolare le foglie di tè alle spezie e mettere poi tutto nel filtro, come ho fatto io). Lasciate bollire per 1 minuto e 30 secondi.
Fate raffreddare leggermente; quindi, unite lo zucchero e stemperate con qualche cucchiaino di latte di Kefir a temperatura ambiente (se invece utilizzate il latte e la panna di soia, come Clea, fateli prima riscaldare leggermente in un pentolino); unite poi il kefir rimasto poco a poco, mescolando. Levate il filtro contenenente l’infuso e versate il composto in 4 vasetti di vetro da yogurt, aiutandovi con un colino. Fate raffreddare; quindi fate riposare in frigo per circa 1 ora.
Al momento di servire, decorate i budini con una nuvola di chantilly vegana e un pizzico di cannella in polvere (io non l’ho fatto, per me è buono così com’è…anzi no: con un po’ di zucchero in meno :D).
E il giorno dopo è ancora più buono, soprattutto perchè l’aroma del Rooibos e delle spezie diventa più intenso e al tempo stesso si nota maggiormente la delicatezza del Kefir ^_^!

A presto ;)!


Muffin con frutta e fiocchi d’avena

Visto che siamo in stagione di prugne, per il contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella, ho deciso di ripubblicare questi muffin preparati a febbraio.
Ricordate la battuta di Ferribottefimmina picante pigghiala pi amante, fimmina cuciniera pigghiala pi mugghiera“?
Rivedere con gli amici questo capolavoro di Monicelli e decidere di cambiare il titolo del blog in Stregatto cuciniero (come omaggio XD!) è stato un tutt’uno!

Comunque, tornando alla ricetta…immagino che molti potrebbero pensare che sto pubblicando una ricetta banale, ma per me non lo è. Perchè di ricette per muffin ne ho sperimentate tante. Erano buone, ma mancava sempre qualcosa. Poi ho capito cos’era “quel qualcosa” che non andava: i muffin che sfornavo non erano mai abbastanza soffici.

Stavolta, invece, sono quasi perfetti, perchè hanno un buon grado di sofficità senza aumentare la quantità di zucchero e continuando ad utilizzare l’olio d’oliva al posto del burro. Come ci sono riuscita? Giocando con maizena, farina di riso e yogurt.
Per la ricetta finale, ho modificato una mia vecchia ricetta e quella vista sul libro Muffin, aggiungendo della marmellata di prugne-mele-zenzero.
Una marmellata che si è rivelata fantastica anche per accompagnare dei formaggi stagionati e magari anche leggermente piccanti ^_^!
Comunque, ecco la ricetta golosa ;)!
MUFFIN CON FRUTTA E FIOCCHI D’AVENA
Per 12 muffin
2 tazze di farina integrale autolievitante (150 g di farina 0)
70 g di maizena (mia variante)
30 g di farina di riso (mia variante)
2 cucchiaini di lievito in polvere (1/2 bustina di polvere lievitante biologica per dolci)
2 cucchiai di zucchero di canna (100 g di zucchero)
1/2 tazza abbondante di albicocche (omesso)
1 banana schiacciata con 1 cucchiaio di succo d’arancia (omesso)
1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata finemente (scorza grattugiata di 1 limone)
1/2 tazza di latte scremato  (150 g  di yogurt bianco intero)
1 uovo grande sbattuto (2 uova)
3 cucchiai di olio di semi di girasole o di arachidi (50 ml di olio EVO)
2 cucchiai di fiocchi d’avena (fiocchi d’avena q.b.)
concentrato di frutta, miele o sciroppo d’acero per servire (io miele d’arancio fuso q.b.)

1 cucchiaino raso di bicarbonato (mia variante)

1 cucchiaino raso di cannella (mia variante)
2 cucchiai di limoncello
Mescolate la farina con lo zucchero, il bicarbonato, il lievito, la cannella e la scorza grattugiata del limone.
In un’altra ciotola, sbattete le uova e aggiungete l’olio, lo yogurt e il limoncello. Unite, quindi, questo composto agli ingredienti secchi, mescolando lentamente. Poi, aggiungete tanta marmellata quanto basta ad ottenere un impasto cremoso.
Versate l’impasto nello stampo per muffins. Decorate ogni muffins con dei fiocchi d’avena.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25-30 minuti, o fino a quando i muffins non risulteranno cotti dopo aver fatto la prova dello stecchino.
Se conservati in una scatola di latta, i muffins si mantengono anche per  3-4 giorni ;)…sempre se resistono agli affamati della casa XD LOL!!
Ah, a volte io seguo il suggerimento del libro e accompagno i muffins a colazione con del miele d’arancio leggermente fuso…una vera delizia ^__^!
E con questi muffin, parzialmente ispirati alla ricetta dei “Muffin alla frutta” del libro Muffin (edito dalla Gribaudo-Parragon), partecipo allo Starbooks.

e al contest di Fabiola, Peperoncino & Cannella

A presto ;)!


Bicchierini “budinosi”

Continuando a sperimentare con l’amico Agar (stavolta in polvere) e seguendo le dritte di Clea, qualche settimana fa sono usciti fuori dei bicchierini “budinosi” niente male.

L’unico problema? La crema al limone. I miei limoni erano troppo aspri e nonostante la correzione
con qualche cucchiaio di sciroppo di rosa (ecco spiegato il color ocra
;)) e la copertura con della confettura di petali di rosa, è risultata
troppo “limonosa”, troppo aspra insomma. Quindi la prossima volta niente
limone 😉 a meno che non riesca a trovare dei limoni dolci (esistono, esistono; sennò, pompelmo rosa o cedro andrebbero comunque bene).

Però il bicchierino bianco e rosa (l’ultimo in fondo nella prima foto ;)), con una semplice copertura di confettura di rosa era semplicemente delizioso *O*!
Voi che ne pensate?

BICCHIERINI BUDINOSI
parzialmente ispirati
a una ricetta di Clea, “Fraicheur citron au yaourt de brebis”
tratta da Agar-Agar

Come al solito, la parte in corsivo è tratta dal libro, mentre tra parentesi trovate le mie modifiche.

INGREDIENTI PER 6 BICCHIERI
2 limoni (mi sa che i miei erano troppo grandi)
250 g di yogurt di latte di pecora (io 125 g di yogurt intero bianco)
3 cucchiaiate di miele liquido (io 5 cucchiaiate di miele liquido)
150 ml di latte di riso (io 300 ml di latte di riso con mandorla)
3 g di agar-agar in polvere (io 5 g di agar in polvere, cioè 2,5 cucchiaini da caffè)
1 cucchiaino da caffè di zenzero in polvere
sciroppo di rosa q.b. (mia variante)
confettura di petali di rosa q.b. (mia variante)

Consiglio: se volete provare questa ricetta e non volete levare lo strato di frutta tra il latte di riso e la confettura di rosa, potete unire il limone con la mela, secondo me, nel caso in cui i vostri limoni siano aspri. Ma magari utilizzate solo il succo di mezzo limone o di un limone piccolo, unito a 2-3 mele ben mature ;)! Oppure, se non doveste trovare limoni dolci, potreste sostituire il limone con il pompelmo rosa o il cedro.
Sarebbe meglio poi diminuire a 2 cucchiaiate la quantità di miele dello strato riso-mandorla, perchè le confetture di rosa a volte sono parecchio zuccherine (io ci ho pensato solo dopo aver assaggiato un bicchierino, visto che ho aggiunto la confettura all’ultimo, dopo aver notato il disastro limonoso).

Consiglio 2, stavolta di Clea:
se non vi piace lo yogurt di latte di pecora, potete sostituirlo con dello yogurt di latte
vaccino (proprio come ho fatto io) o di soia. Potete inoltre sostituire
il limone con un altro agrume e lo zenzero con un’altra spezia, sperimentando combinazioni infinite: arancia
e cannella, pompelmo e anice verde, lime e vaniglia…a voi la scelta
;)!

Mischiate la scorza grattugiata dei limoni con lo yogurt e il miele.
In un pentolino, mischiate il latte di riso alle mandorle con 4 grammi di agar-agar (cioè 2 cucchiaini da caffè). Arrivato a ebollizione, lasciate sobbollire il latte per 30 secondi (volendo anche 1 minuto). Togliete dal fuoco e stemperate il latte con 1-2 cucchiai di yogurt; quindi mescolate il tutto allo yogurt rimasto e versate il composto in 6 bicchieri, possibilmente trasparenti. Fate raffreddare; quindi fate riposare in frigo per almeno 1 ora.
Tagliate in due i limoni, levate i semini e prelevate la polpa, eliminando la pellicola. Frullate la polpa del limone insieme allo zenzero grattugiato, fino a che avrete ottenuto una purea fine. Quindi zuccherate il composto ottenuto con tanto sciroppo di rosa quanto basta.
In un pentolino, mischiate 150 ml di acqua con 1 grammo di agar-agar (cioè mezzo cucchiaino da caffè). Portate a ebollizione e fate sobbolire per almeno 30 secondi. Unite il composto alla purea di limone e versate il tutto nei bicchieri con lo yogurt. Fate raffreddare, quindi lasciate riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Quando anche lo strato di limone (o di un altro agrume o di altra frutta, a piacere) si sarà solidificato, potete aggiungere anche la confettura di petali di rosa.
Servite i bicchierini freddi 😉

E anche con questa ricetta partecipo allo Starbooks, organizzato dalle mitiche foodblogger Daniela e Alessandra di Menù Turistico (casomai ancora qualcuno non le conoscesse :D)

A presto ;)!


Brioche speziata al Kefir


 
Ci sono ricette per cui è amore a prima vista; ma la paura a volte ha il sopravvento e magari si finisce per salvarle…poi, aspettano, aspettano, aspettano…
A me è capitato due volte di rimanere bloccata dalla paura del fallimento: prima per la brioche di Julia Child, poi per lo Stollen. Infatti, la ricetta della brioche della Child (tratta dal libro Baking with Julia) è rimasta in archivio per un bel po’ di tempo…ci voleva del buon burro bio da consumare al più presto per farmi trovare il coraggio di affrontare questa piccola sfida ^__^!
E rileggendo più volte la ricetta vista su Papilles et Pupilles, poi quella del Panbrioche senza impasto e del Vetebrod e ispirandomi vagamente alle dosi e al mix di spezie del Plumcake al papavero, sono finalmente arrivata a questa brioche speziatissima e resa morbida e soffice dal latte di Kefir, più che dal burro.

Conosco il kefir già da un po’, ma non lo avevo ancora assaggiato prima della scorsa settimana, quando l’ho visto all’Eurospin. La cosa che mi ha convinta a prenderlo è stata la stessa marca austriaca di un buonissimo yogurt (e io sono iper pignola, visto che lo paragono sempre a quello francese XD!) che compro in un comune supermercato vicino casa. Una vera rivelazione: buono e fresco (e pure salutare XD!), quasi come uno yogurt bianco intero ^__^! E in più con la favolosa capacità di rendere morbidi torte e lievitati senza dover per forza utilizzare quantità mostruose di burro e uova…una valida alternativa al latticello, quindi ;)! Leggevo sul web, poi, che il latte di kefir si trova anche da Naturasì (com’è che ho visto il latticello e non il kefir?? Boh, mistero!!), Conad, Penny Market.
Io la mangio a colazione sia semplice sia con della marmellata poco zuccherata (per non coprire le spezie) di fragole o lamponi.

BRIOCHE SPEZIATA AL KEFIR
vagamente ispirata alla ricetta della Brioche di Julia Child

In corsivo trovate le dosi della ricetta originale, mentre tra parentesi ho inserito le mie modifiche.

INGREDIENTI

1) Lievito con metodo a spugna:
360 g di farina 0 (150 g di farina 0)
85 ml di latte intero tiepido (100 ml di latte di kefir a temperatura ambiente)
20 g di lievito di birra o una bustina di lievito secco (10 g di lievito di birra)
1 uovo (omesso)

In una ciotola, fate sciogliere il lievito di birra con un po’ di latte di kefir a temperatura ambiente. Non riscaldate il latte di kefir, ricordate che è simile allo yogurt e va consumato freddo. 
Nell’impastatrice (o nel robot da cucina o nella macchina per il pane), versate il lievito sciolto, il restante latte di kefir e 100 g di farina (tenete da parte 50 g di farina) e impastate con la frusta K  per circa 5 minuti, o fino a quando l’impasto a spugna sarà ben amalgamato. Ricoprite l’impasto con la farina rimanente, coprite la ciotola dell’impastatrice con della pellicola trasparente e una coperta di lana e fate lievitare al caldo per circa 1 ora. Nella ricetta originale, Anne consiglia di far lievitare l’impasto per circa 30-40 minuti; comunque, capirete che è pronta non appena avrà raddoppiato di volume e si saranno formate delle crepe tra la farina e la pasta ;)!
2) Impasto finale:
lievito con metodo a spugna
70 g di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè di sale (1 cucchiaino di sale)
4 uova sbattute (1 uovo)
200 g di farina (approssimativamente) (farina 0, più qualche altro cucchiaio, se necessario)
170 g di burro a temperatura ambiente (70 g di burro morbido)
50 ml di latte di kefir a temperatura ambiente (mia variante)
i semi pestati di due baccelli di cardamomo (mia variante)
2 cucchiaini di cannella (mia variante)
zenzero grattugiato q.b. (mia variante)
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano (mia variante)
la buccia grattugiata di 1 limone (mia variante)
semi di papavero q.b. per decorare (mia variante)
Versate lo zucchero, l’uovo sbattuto e i 200 g di farina sull’impasto a spugna. Aggiungete a filo il latte di kefir e alla fine il sale, le spezie, la vanillina e la scorza grattugiata del limone. Impastate per circa 20-25 minuti. Se la pasta non si dovesse staccare dai bordi della ciotola, aggiungete ancora qualche cucchiaio di farina quanto basta. Alla fine, dovrete ottenere un impasto ben amalgamato, morbido ed elastico. Se volete vedere come dovrebbe essere la pasta a questo punto, potete controllare la ricetta originale.
A questo punto, levate la frusta K e montate il gancio a spirale. Riavviate l’impastatrice e incorporate un pezzettino di burro alla volta. Il procedimento è simile a quello dell’impasto per bignè, al momento dell’inserimento delle uova. Quindi, non aggiungete l’altro pezzettino di burro fino a quando il precedente non è stato completamente incorporato. Qui potete vedere l’aspetto finale dell’impasto: liscio, lucido e setoso ;)!
Oliate una grossa ciotola, riponetevi l’impasto e copritelo con pellicola trasparente.
Per la lievitazione, avete due opzioni:
1) Lo fate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-2 ore e mezza nella ciotola coperta anche con una coperta di lana e al riparo da correnti d’aria. L’impasto deve raddoppiare di volume.
2) Lo fate lievitare tutta la notte posizionandolo nella parte meno fredda del vostro frigorifero (lievitazione lenta) per circa 4-6 ore (massimo una notte). Dopo aver dato la forma, lasciate lievitare la brioche nello stampo per 1 ora a temperatura ambiente

Io ho scelto la prima opzione; peccato che, iniziando a fare altro, l’ho dimenticato e l’impasto ha lievitato per quasi 3 ore e mezza…la prossima volta punto la sveglia XD!
A lievitazione terminata, date all’impasto la forma che preferite. Io ho data alla mia prima brioche la forma classica, formando due palline una più piccole dell’altra e posizionate nello stampo precedentemente oliato.
Decoratela con un po’ di semi di papavero, se volete.
Fate quindi lievitare la brioche per circa 30 minuti a temperatura ambiente. Io, però, senza riflettere sulle conseguenze 🙁 ho coperto lo stampo con pellicola trasparente ^^”’: ecco perché la pallina superiore sembra una semisfera appiattita XD!
Voi, invece, non fate lo stesso errore. Se volete coprire lo stampo con una coperta di lana, copritelo prima con un’insalatiera dello stesso diametro dello stampo ;)!
Poi, dovreste mescolare un rosso d’uovo con un cucchiaio d’acqua, da spalmare con un pennello sulla brioche. Io, però, non l’ho fatto e la brioche si è dorata lo stesso. Quindi, a voi la scelta ^_^!
Preriscaldate il forno ventilato a 180°. Fate cuocere per circa 30-35 minuti.
Ad ogni modo, i tempi di cottura dipendono:
1) dal tipo di forma scelto per la brioche: nel mio caso, la brioche classica cuoce più a lungo di una treccia, per cui sono necessari, di solito 25-30 minuti;
2) dal forno.
Quindi, fate la prova dello stecchino, utilizzando un coltello che dovrà fuoriuscire pulito dalla brioche.
Nel caso in cui la brioche dovesse colorarsi troppo, copritela a metà cottura con un foglio di alluminio.
Una volta cotta, levatela dallo stampo quando è ancora calda, per evitare che si inumidisca e per farla asciugare bene.
Una volta raffreddata, potete surgelarla, anche a pezzi se volete. Non noterete assolutamente la differenza ;)!

E con questa ricetta partecipo ad Abbecedario culinario della Comunità europea, che questo mese è ospitato da Zibaldone culinario.

A presto ;)!